CAROSELLO

Calabria, verso le elezioni regionali

 politica regionale


Il nome di Mimmo Lucano è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali in Calabria. E non è una mossa qualsiasi: è una carta che il centrosinistra, in particolare Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), sta valutando con attenzione per dare una svolta simbolica e concreta alla sfida contro il centrodestra.

Mimmo Lucano. È forse l’unico possibile candidato del centrosinistra che possa tenere testa alla coalizione del centrodestra. Dopo le dimissioni del presidente uscente Roberto Occhiuto (Forza Italia), indagato per corruzione, la Calabria si prepara a tornare alle urne.

AVS ha proposto Lucano come candidato unitario del campo progressista puntando sulla sua figura simbolica e sul “modello Riace” di accoglienza.

Lucano, oggi eurodeputato, ha dichiarato di non sentirsi “all’altezza” ma ha lasciato aperto uno spiraglio: “Ne parleremo, rifletteremo insieme”.

Il “modello Riace” e le sue controversie lasciano molti strascichi in lui e nella sinstra che non ha saputo difendere diligentemente il progetto.

Lucano è noto per aver trasformato Riace in un laboratorio di integrazione, accogliendo migranti e rilanciando il borgo calabrese. Tuttavia, il suo operato ha avuto anche risvolti giudiziari: è stato condannato in via definitiva per falso materiale e ideologico, con pena sospesa. Nonostante ciò, continua a essere una figura rispettata e stimata da molti nel campo progressista. E rimane, la sua, una candidatura che divide e unisce nello stesso tempo.

AVS rivendica il diritto di proporre il candidato, dopo aver sostenuto nomi di altre forze in Sardegna, Campania e Toscana.

Il PD e il M5S sono ancora in fase di valutazione, con altri nomi sul tavolo come Nicola Irto, già sindaco di Soverato e oggi consigliere regionale, e Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria.

Il centrosinistra è chiamato a trovare una sintesi entro agosto per evitare una frammentazione che favorirebbe il centrodestra.

Lucano rappresenta una scelta audace, capace di mobilitare passioni e ideali, ma anche di riaccendere polemiche. Se dovesse accettare, la sua candidatura potrebbe trasformare le regionali calabresi in un vero referendum sull’idea di accoglienza e giustizia sociale.

Se si arrivasse davvero alla candidatura di Mimmo Lucano per la presidenza della Regione Calabria, il panorama politico calabrese potrebbe subire una scossa profonda. Ecco cosa potrebbe accadere:

Uno scenario di rottura e rinnovamento: Lucano è già stato ufficialmente proposto da AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), con il sostegno potenziale di tutto il centrosinistra. La sua candidatura rappresenterebbe una sfida diretta al centrodestra che ha confermato la ricandidatura di Roberto Occhiuto nonostante le sue dimissioni e l’indagine per corruzione.

Lucano è una figura divisiva ma potente: simbolo dell’accoglienza e della solidarietà, ma anche segnato da una condanna definitiva per falso ideologico, con pena sospesa.

Gli impatti politici e strategici dentro e fuori il centrosx:

Il PD e il M5S sono spiazzati: entrambi stavano valutando propri candidati (Nicola Irto per il M5S, Giuseppe Falcomatà per il PD), ma il profilo di Lucano potrebbe rendere difficile opporsi senza apparire divisivi.

Italia Viva e Azione sono freddi, sulla proposta, temono che Lucano possa polarizzare troppo l’elettorato.

Se il campo progressista si compattasse attorno a Lucano, la sua candidatura potrebbe diventare competitiva, soprattutto in una regione dove l’astensionismo e la disillusione sono alti. La Calabria, quindi, come ipotetico e possibile laboratorio politico e sociale, intanto Lucano è combattuto tra esitazione e apertura a questa enorme avventura che lui dice essere più difficile e potente politicamente delle sue forze.

Mimmo Lucano ha dichiarato: “Non mi sento all’altezza. Ma ne parleremo, rifletteremo insieme”.

Non ha ancora accettato ufficialmente, ma non ha nemmeno chiuso la porta. Il suo spirito combattivo e la sua visione politica potrebbero spingerlo a dire sì.

In sintesi, se Lucano accettasse, la Calabria potrebbe vivere una campagna elettorale infuocata, dove si confronteranno due visioni opposte: quella dell’accoglienza e dei diritti umani contro quella della sicurezza ipotetica e della continuità amministrativa dell’azione di Roberto Occhiuto.

 

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