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Visualizzazione dei post da Maggio, 2014

Vasco rock show tour estate 2014

Tribute band: valore aggiunto all'indirizzo dell'artista-idolo del rock italiano Vasco Rossi.


Che Vasco Rossi sia un fenomeno è ormai un dato certo. Questo può bastare per giustificare la proliferazione di numerose band a suo nome? Se lo immaginava il ragazzo di Zocca tutto 'sto po' po' di successo?
Beh, a prescindere dalla fantasia, se ce l'ha vuol dire che se lo è sudato e meritato tutto tutto il successo. Lui è il frontman. Quello che ci mette la faccia insieme ai testi. Un po' ermetici, ma aperti a mille interpretazioni, parole che si lasciano modellare e indossare a piacimento assecondando gli umori del momento dei fans. Vasco sa bene che i successi di una o più canzoni sono cosa corale. Non a caso Vasco ricerca sempre nuovi stimoli e collaborazioni eccellenti anche oltreoceano.
È giusto che sia così! Il mondo è cambiato. La musica è cambiata. Noi ci siamo trasformati! E, di conseguenza, per salire sul palco ed essere convincenti è necessario cercare …

Uno sguardo al passato: Dario Scorza e Fedhan Omar, artisti

Se mi volto indietro, il ricordo torna vivo. E le persone che hanno avuto un peso continuano ad essere positivamente presenti:
1978, Catanzaro. Galleria d'arte “il pozzo”.
Gli interrogativi dei visitatori si differenziano di poco: Dove vive? Lei non ha studiato a Catanzaro.
Anche Dario Scorza mi pose le stesse domande. Eppure non era niente di ché. Figure stilizzate affini al mio modo di sentire d'allora che si discostavano dalla solita pittura vista fino a quel momento nei luoghi espositivi catanzaresi.
Ancora non ci conoscevamo e lui, Dario, si presentò dicendo di essere un sociologo amante dell'arte. In seguito, dopo numerose frequentazioni, appresi della sua passione politica (socialista) e dell'impegno assiduo che dirottava coinvolgendo tutti, amici e conoscenti, in operazioni a favore dell'associazionismo senza scopi di lucro.
Dario era un'anima sensibile. Osservatore attento della poetica visiva, non si poneva limiti o recinzioni mentali. Lui andava oltre…

Europee, la moderata paura degli italiani

L'astensionismo è alto in Italia e dagli elettori che si sono recati alle urne esce una volontà di moderato ottimismo. Vogliono credere nelle promesse di Renzi e del nuovo volto che ha dato al PD. Anche se sarebbe riduttivo dire che le 80 euro in busta paga dell'impiegato medio che non supera i 26mila euro annui abbiano influito nella scelta non ci si può esimere dal pensarlo.
Forse avrà influito l'ottimismo e il nuovo linguaggio del fare a tarpare le ali ai gufi. Oppure è stata la tracotanza di Grillo a terrorizzare l'elettore medio e non fare prendere quei voti al m5s necessari per attuare la rivoluzione a Bruxelles e la caduta di Napolitano in Italia? E quanto avrà influito la paura di una sconfitta tra i dipendenti del pd tra cooperative e indotto (stessa cosa vale per FI)?
Il Pd prende il 40% dei votanti e M5S, pur risultando il secondo partito, non supera la rosea previsione sperata da Grillo. Il distacco è enorme! 20 punti a favore di Renzi. E terzo, non l'…

Spazio artisti in Calabria, Vincenzo Trapasso

Bello! Sintesi perfetta! Armonia ed equilibrio allo stato puro...
le parole mi escono spontanee davanti al lavoro appeso alla parete. L'odore acre dello smalto nero punzecchia il naso. “Scusa ma devo finire sennò sgocciola!” dice Enzo.

E mentre lui continua a spennellare parliamo delle sensazioni intime che le poetiche della visione ci trasmettono e della gratificazione finale provata davanti all'opera finita.
Vincenzo Trapasso è un artista catanzarese. Uomo sensibile e provato dalla vita, trova, da vero artista, energia dalla e con la pittura in quanto momento catartico dell'esistente. I suoi lavori, soggettivizzati dal suo personalissimo percorso artistico, sono la testimonianza di una volontà ferrea che lo induce ad osare e andare oltre il dato visibile della figurazione. Detto ciò, non intendo tessere le lodi qui, oggi, semmai scriverò in un secondo momento su questo blog del percorso artistico di Enzo e della nostra amicizia nata agli inizi degli anni '70. Ade…

Italia > Europa 2014, che aria tira?

Parole come pietre. Tra stracci che volano, ruberie e denunce si corre per l'Europa. Sono queste le persone giuste? Si sacrificano per noi o c'è dell'altro?
È difficile, se non impossibile, lasciarsi prendere dal clima elettorale e parteggiare. Il clima è incandescente e i leader delle tre forze maggiori, pd, pdl e m5s, si lanciano accuse al vetriolo. Volano stracci sporchi, molto sporchi! E non è necessario avere la puzza sotto il naso per dissentire da certe affermazioni velenose e cattive. Ma cerchiamo di stare ai fatti!
Ieri sera, con molta professionalità la giornalista Milena Gabanelli, insieme al suo team, ha fatto il punto della situazione sull'eredità immobiliare della DC. Tra intrallazzi e giri di parole è venuto fuori un quadro allarmante. Da nord a sud sembra che tutti abbiano escogitato qualche stratagemma per appropriarsi delle sedi dell'ex partito democristiano.
Qualcuno degli ex dirigenti è sembrato cadere dalle nuvole e qualcun altro ha parlato …

Più Europa, sì grazie

Accuse, più o meno rabbiose, volano nell'area, in tv, sui giornali e nel web. I social network sono trasformati in punti di scontro più che di condivisione o confronto tra le fazioni. Sorgono nuovi gruppi, pagine e qualche forum coi simboli dei partiti in lizza per il Parlamento Europeo.

I temi sono molteplici. Come pure le incomprensioni e le verità. Amici (?) che s'imbeccano su teorie complottistiche che sfiorano il ridicolo. La rabbia acceca chi sta peggio. C'è chi incita alla ribellione, chi all'astensione. Chi vuole ritornare alla lira e chi vede nell'Europa la mamma di tutti i mali. E mentre la giostra mediatica gira a velocità sostenuta attorno alle elezioni europee, che diventano campanello d'allarme per la tenuta del governo Renzi, gli scandali nei cantieri milanesi dell'expo2015, le fughe eccellenti, latitanti, politici indagati o in galera, emergenze rifiuti, dramma del lavoro e quant'altro, c'è ancora chi si sente in dovere di punta…

Renzi, quante facce

Renzi?
Ha contribuito a farmi venire l'intolleranza nei confronti della cattiva politica!


Che ci posso fare? Non ho resistito. L'impulso di spegnere la tv e mandare tutti a fanculo è stato imperativo. Non è qualunquismo o. come piace dire a qualcuno, malpancismo populista. Molto più realisticamente, l'intolleranza allergica ai proclami dei rampanti rottamatori politici, è il conseguenziale sentimento che la cosiddetta classe dirigente ha egregiamente saputo infondere nella pubblica opinione.
Di sicuro, Renzi, non è aiutato dalla marea di affaristi che occupa gli spazi democratici della politica, ma lui non ha fatto niente per evitare le imboscate e le sabbie mobili. C'ha messo troppe volte la faccia e l'ha persa ogni qual volta ha tentato d'imporre il suo personale pensiero. Forse, a scanso di sorprese, l'unica promessa discutibile (questa, sì, populista a ridosso delle europee) che andrà a compimento e che si concretizza nelle famigerate 80 euro in busta …

Dalla parte dei brutti

Don Memè prete mafioso?

Carmelo Ascone, parroco di Rosarno da trent'anni, dopo l'incursione delle jene è stato bollato come il “prete della 'ndrangheta”. Perlomeno questo è il sentimento che circola tra i curiosi e quanti inzuppano il pane nella brodaglia mediatica.
Ora, prendendo per buono il taglio televisivo delle iene, che non si sono viste in altre occasioni meritorie nella piana di Gioia Tauro e Rosarno come quando la provincia ha donato degli attrezzi agricoli alla scuola di Rosarno ed anche lì don Memè è intervenuto nella funzione della sua missione sacerdotale, è necessario ragionare sulle parole estrapolate dal servizio per comprendere davvero la realtà del reggino, della Calabria e la spettacolarizzazione dei media. Per questo rimando al servizio televisivo e chi vuole intendere intenda.
Su questa pagina buttiamo il seme del dubbio, prescindendo, se vogliamo, laicamente, dalle parole del Vangelo di Gesù che preferiva fermarsi e mangiare nelle case dei peccatori,…

Sotto il cielo, in Calabria

Altro che 'ndrangheta, sono le lobby, i potentati economici e politici con sedi dentro e fuori regione, che mortificano le intelligenze dell'Italia.

Riusciremo mai a scrollarci da dosso la morsa mortale degli invasori? Il sud, e principalmente la Calabria, è ostaggio del nord dall'unificazione d'Italia. Non dico queste cose per una forma di campanilismo. Tutt'altro! E chi conosce bene la storia non fa fatica a convenirne e darmene atto. Dapprima conquistato e poi depredato delle sue ricchezze culturali, industriali e economiche, il sud, continua ad essere sotto scacco di una perfetta banda di cinici affaristi.
La politica culturale non esiste e quella dello stato sociale è strumentalizzata e brutalizzata dai grandi centri di potere politico che affidano a piccoli individui le ramificazioni terminali. Mancano forse donne e uomini illuminati? No! Non c'è nessuna carenza intellettuale. Purtroppo le menti libere sono tenute scientificamente nell'ombra; oscurat…

Tsipras, il kitsch mediatico contamina la sinistra

Se anche la responsabile della comunicazione della lista Tsipras scambia le elezioni europee per una campagna pubblicitari di marketing qualunque allora significa che siamo davvero messi male malissimo!
Non è una questione moralistica la mia ma un'amara constatazione della perdita dei valori della politica che ancora credevo esistesse almeno a sinistra!
E la Baccheddu non può essere definita auto ironica per essersi mostrata in bikini aggiungendo un: "Ciao. E' iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate L'Altra Europa con Tsipras". Ma forse Paola è rimasta indietro. Pensa di essere ancora nel ventennio appena passato. In quel lasso di tempo in cui il corpo della donna faceva la differenza tra le lenzuola del limbo mediatico e i problemi reali del Paese.
Che dire... se proprio qualcuno ha voglia di vedere un bel corpo con un lato b degno di una scultura michelangiolesca ha ben altri siti dove sbirciare.
Ma basta monnezza mediatica. Parliamo …

Personale sanitario inadeguato o stressato?

Quando il camice bianco tinge di grigia maleducazione la corsia.
Visitare gli infermi è un'azione imperativa, un'azione misericordiosa che i credenti dovrebbero fare sempre.
Ma se “visitare gli infermi” è pratica di un'opera di misericordia, sopportare le urla di qualche medico cafone cos'è?
Per amor del vero, premesso che l'orario più favorevole per le visite serali è tra le 19 e le 20, è opportuno fare dei distinguo tra l'infermiere che, dopo avere motivato l'esigenza scientifica e psicologica dei pazienti, invita educatamente i visitatori a spostarsi fuori dalle stanze e la boria della dottoressa attempata che urla di non sostare neppure nel corridoio e uscire dal reparto.
Chissà forse la dottoressa ha fatto il callo a furia di vedere malati e parenti affollare negli anni i letti dei sofferenti. Se così è allora dovrebbe prendersi una pausa. Rigenerarsi. Riflettere. E comprendere se ha ancora senso indossare un camice bianco. Stare vicino a chi soffre, c…

Piero è rock, Matteo è Pinocchio

Chi è contro Pelù è in malafede. Ho letto e riletto e persino guardato la clip incriminata del concertone e non ho trovato niente di fazioso in quanto ha detto Piero Pelùche, anzi, sembra una delle poche voci schierate coraggiosamente a sinistra.
D'altronde cosa ha detto? Ha detto che c'è bisogno di lavoro dignitoso e ben pagato! E chi avrebbe dovuto reagire a muso duro contro queste parole? Avrebbero dovuto reagire quelli che portano le aziende fuori dall'Italia perché pagano meno la mano d'opera e sfruttano gli aiuti della comunità europea a loro vantaggio e non per creare benessere nelle popolazioni sottosviluppate.
Da questa vicenda viene fuori tanta rabbia a sinistra quanto a destra che non è ideologica ma affaristica. Vogliamo dirla tutta? 'sti cazzi di 80 euro sono una presa per il culo anche se infondono un minimo di fiducia temporanea nel ceto medio. Per uscire dai guai economici ci vogliono iniezioni da cavallo! Scelte coraggiose e se necessario imposizio…

Piero Pelù le canta a Renzi

"Vi chiedo un minuto di silenzio da dedicare a chi è morto sul lavoro - ha esordito il rocker toscano Piero Pelù sul palco del San Giovanni- a chi è ricattato per il lavoro, ai lavoratori della cultura, che solo in Italia non dà da mangiare, ai disoccupati, ai lavoratori di Piombino, di Porto Marghera, dell'Ilva di Taranto, del Sulcis. Un minuto per Mancini, il poliziotto morto per fare veramente il suo dovere e per scoprire nella Terra dei Fuochi i veleni che venivano interrati. Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo il lavoro".



Piero Pelù ha criticato anche le spese della Difesa:
"Gli F35 rubano soldi alla scuola e agli ospedali. Io gli unici cannoni che ammetto sono quelli che dovrebbe fumarsi Giovanardi". E poi su Renzi: è "il non eletto, ovvero il boy scout di Licio Gelli: deve capire che in Italia abbiamo un nemico interno, la disoccupazione, la corruzione, il voto di scambio, la mafia, la 'ndrangheta, la camorra. La nostra è una guerra in…

Onestà e fascino del lavoro in Calabria

DONNE E MOTORI, GIOIE E DOLORI.
Nella vita l'esperienza conta! L'esperienza fa capire e apprezzare le sfumature delle persone in relazione ai luoghi. E quando meno te lo aspetti vedi crollare certezze e teorie surrogate e costruite da sensazioni fuorvianti basate sulle posizioni geografiche, o peggio sul colore della pelle e sulle differenti culture.
Premetto che per evitare malintesi, volutamente, mantengo l'anonimato mio e delle persone che sono parte integrante della vicenda.
Una vicenda inverosimile, nella quale, la casualità e gli eventi hanno fatto sì che rivedessi schemi mentali precostituiti dettati dalle sovrastrutture e condizionate, appunto, dall'ubicazione logistica di certi mestieri e dalla “pigrizia”. In virtù dell'adagio che recita “moglie e buoi dei paesi tuoi”, quando si ha l'opportunità di trovare una persona conosciuta che espleta un servizio d'impresa soddisfacente nelle vicinanze è da sciocchi affidarsi a mani estranee (e qui subentra l…

1° Maggio: necrologio al Lavoro

Alla luce dei fatti e nello stato in cui versiamo ha ancora senso mantenere in vita la macchina maestosa e farraginosa che magnifica e enfatizza la festa dei lavoratori? Le lotte dei lavoratori sostenute negli anni per l'emancipazione culturale e contro lo sfruttamento? Hanno ancora senso le parole della Camusso?

Più che una festa beneaugurante, un anniversario gioioso, un momento d'incontro per riflettere e trovare nuove strade, i fatti collocano il primo maggio, specialmente questo 1° maggio e tutto il baraccone fatto di canti, balli e inni tra i necrologi della post-politica dello spread dominato dalle agenzie di rating.