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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Esprimersi in pittura, secondo me

"Teoria e pratica" -lezione frontale di una mia vita precedente da docente-

La rappresentazione per immagini è una scelta linguistica figurale chiara che l’artista adotta e applica allorché vi è la volontà di divulgare concetti a vaste platee omogenee scarsamente educate all'arte colta.
Il vero e la sua rappresentazione in pittura è un'attività che necessita di buone basi tecniche e artigianali, manualità che si acquisiscono nel tempo e con la pratica assidua del disegno e dello studio dal vero dei volumi e della luce. (tematiche che tratteremo in seguito)

Fare arte oggi non significa essere innamorati di determinati modelli espressivi e adoperarli insulsamente ma servirsene per apportare humus culturale e scuotere ove necessita le coscienze.
L’operatore culturale contemporaneo ha a disposizione un tesoro linguistico inestimabile. Sta alla sua determinazione decidere quale strumento adoperare e quale platea coinvolgere nelle sue analisi.
Oggi, l’artista, a differenza…

Sanità, Calabria chiama Renzi

SANITÀ: CHE CASINO!
A memoria d'uomo è la prima volta che vediamo scendere in piazza medici e personale sanitario per gridare rivendicazioni sacrosante alla classe politica.
Una buona fetta di manifestanti è schierata con il presidente Mario Oliverio. Chiedono con fermezza che venga affidata a lui la gestione commissariale della sanità.
Già, il commissariamento del comparto sanità in Calabria è in atto da divesre legislature ed è sempre stato affidato al presidente della regione salvo negli ultimi mesi quando la Lorenzin, ministro della salute del governo di Matteo Renzi, mandò l'ex generale della finanza in pensione Pezzi.
Inutile addentrarsi nelle questioni politiche, anche perché verrebbe da dire: e Renzi?, dov'è il suo decisionismo? Perché non impone al ministro di darsi una mossa e scendere in Calabria come ha fatto in campagna elettorale? O più semplicemente perché, visto che è nelle sue prerogative, non conferisce l'incarico a Mario Oliverio?
Cosa c'è die…

De Gaetano, Lanzetta e l'antimafia

Dalla vicenda sul caso “de Gaetano” sollevato dalla Lanzetta l'ex ministra ne esce con qualche “ammaccatura”. Scorrendo un articolo apparso sul Corriere della Calabria del 26 febbraio "caso Lanzetta, è scontro in antimafia" appare chiaro l'intento, un po' macchinoso, non si capisce ancora da parte di chi, di avere sollevato un polverone inutile e dannoso per il rilancio politico e culturale della Calabria.

Zero fatti concreti e tantissime “supposizioni” che lasciate andare sulle ali del vento popolare e mediatico si gonfiano all'inverosimile di umori e personalismi.
A proposito di personalismi, dal punto di vista personale dico subito che non conosco De Gaetano e non nutro simpatie o antipatie nei suoi confronti. Esprimo solo un'analisi della vicenda da calabrese che vive nella sua terra d'origine.
Da calabrese, come dice spesso Nicola Gratteri, conosco un po' flora e fauna e so per certo che spesso gli amici, i conoscenti e i parenti non te li s…

Calabresi, cosa chiedere alla politica

Come si risolve la crisi? Con tavoli tecnici! Questo si sente dire nei salotti televisivi. Ma possono le parole sopperire ai fatti quando i fatti hanno un nome ben preciso che si chiama necessità immediata: fame!, di espletare i bisogni primari che servono per la sussistenza familiare quotidiana?


In poche parole se c'è fame è d'obbligo che sulla tavola ci sia un pane, magari accompagnato con un po' di companatico ma ad estremi mali estremi rimedi cosicché anche il pane asciutto va bene purché c'è! La sola visione di un pane ben cotto sazia... e invece si sente ancora parlare di medio e lungo termine della politica, delle esigenze degli imprenditori, delle banche, delle politiche europee, nazionali e locali.
Guccione, in merito ai localismi, lancia l'allarme: la regione Calabria è a rischio default! Non ci sono soldi anzi c'è un debito di circa 2miliardi e mezzo di euro! Allora, cos è successo in tutti questi anni? Come mai le quote europee destinate alla calabr…

I calabresi e il lavoro

Non so se imputare alla strategia politica del nuovo Presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, oppure se è opera della potenza divina che sta illuminando le menti ciò che sta accadendo in Calabria. Di sicuro si sta realizzando la fine di un sistema.


Certe fondazioni a partecipazione regionale e gli enti in house sembra stiano per subire una sterzata decisiva dopo le amministrazioni catastrofiche dei rispettivi presidenti e consigli d'amministrazione che le hanno guidate. Che stiano vacillando gli intrighi del potere?
Di fatto, senza entrare nel merito delle fondazioni che sono sotto i riflettori, gli enti in house della regione sembra che non abbiano adempiuto alla mission dei rispettivi statuti e che hanno, di contro, usato i fondi in maniera discrezionale. Stando ai primi riscontri, saltano agli occhi le molte assunzioni che, se pure fatte con spirito clientelare, trasformano, dall'oggi al domani, i dipendenti in precariato e nuove povertà; nuovi problemi socia…

Jobs act a tutele crescenti

ma solo per gli imprenditori e chi sta bene
Nel jobs act che dovrebbe diventare esecutivo tra poche ore molte cose sfuggono a quanti non hanno da mangiare e men che meno da pagare le bollette. Già, le bollette come luce e gas che sono alla base dei costi di ogni famiglia. Va a finire che anche da noi succederà come in Grecia. Ci taglieranno la luce o il gas oppure tutt'e due non solo perché precari o senza entrate ma perché nel jobs act è prevista la liberalizzazione di vendita dal 2018.
Ci hanno concesso tre anni per valutare a quale ramo appendere la corda per impiccarci. Non a caso molti utenti che hanno abbandonato il mercato tutelato dell'energia si sono visti recapitare delle bollette astronomiche. Nonostante non fosse cambiato niente nelle abitudini familiari i costi sono aumentati. Come per magia i gestori del mercato libero hanno condito di voci non soggette a tutele dell'autority le bollette ed ecco che lo stesso utente che prima pagava una bolletta equa grazie …

Renzi sulla scia di Berlinguer

La questione morale, come la definì Berlinguer, è superata?
Sarebbe oltreché tedioso parlare e dilungarsi su un blog o altra pagina web, pur argomentando con dovizia di particolari, tematiche che richiedono tempi e spazi adeguati. Ed il web per le sue peculiarità non è il luogo più adatto se non all'interno di un dibattito ad hoc.
Ma vediamo di esporre il mio pensiero per sommi capi:
Per Berlinguer la questione morale non riguardava i molti casi di disonestà e illegalità commessi nei partiti, nel mondo delle imprese e nella classe dirigente. Ci sono sempre stati in Italia e in tutti i paesi del mondo e chissà per quanto tempo ancora dovremo scontrarci. Accadono in tutte le epoche e in tutti i regimi, debbono essere denunciati e perseguiti, ma non è questa la questione morale. Per Berlinguer “la questione morale” da rivedere era ed è “l'occupazione delle istituzioni da parte dei partiti”.
I partiti, compreso lo stesso Pci, hanno deformato la democrazia italiana sostenendo la …

Orrori. Dal Califfato, Egitto e Libia approdano in Europa.

Inutile soffermarsi sui sentimenti suscitati dai macellai che hanno sgozzato uomini e violentato donne nel nord Africa. È una barbarie! Non ci sono scusanti!
È irrilevante ai fini del rispetto reciproco delle relative culture dissertare sulle politiche economiche e sul peso che queste hanno sulla crescita armonica dei popoli e di quanti mascherano i loro efferati crimini con la religione e il coltello in mano.
Inutile parlare di derive sociali.

Asserire che Gheddafi teneva ben saldo il tappo africano è da idioti.
La nostra balordaggine mentale preferisce ignorare i drammi di chi sta male piuttosto che penetrarli e tentare di alleviare gli ostacoli. E poco importa se prima, all'epoca del dittatore Gheddafi, non c'erano migranti e il mediterraneo non era sporco di sangue umano ma lo erano i territori e il deserto prima della linea di confine con la Libia. L'importante è ignorare. Non sapere degli stenti e delle malattie che consumavano donne e bambini africani. Non conos…

Occhiuto e l'operazione Alarico

L'operazione “Alarico” che nelle intenzioni del sindaco di Cosenza Occhiuto, avrebbe dovuto essere volano di sviluppo culturale per la città bruzia si è dimostrato essere, invece, un boomerang che, nella fase di ritorno, ha colpito e devastato l'amministrazione comunale cosentina nella figura più alta e rappresentativa, appunto, il sindaco, l'architetto Mario Occhiuto.
Cosenza ha, comunque, il suo attimo di esposizione mediatica. Della vicenda ha parlato persino il Corriere della Sera, il Times, e altri quotidiani nazionali ma non in positivo, specialmente quando hanno visto l'immagine di Himmler sulla brochure destinata alla bit di Milano.
La città ha speso un bel tesoretto per montare la giostra su Alarico il saccheggiatore e sul tedesco nazista Himmler che, nella certezza di trovare il tesoro, frutto dei saccheggi di guerra su Roma e nella stessa Cosenza, scandagliò col beneplacito di Hitler il Busento ma senza trovare, niente nella forsennata intenzione nazista di i…

Mattarella come Pertini

Dopo Sandro Pertini ecco un altro uomo, Sergio Mattarella,neo presidente della Repubblica Democratica Italiana che, pur rappresentando la più alta carica dello Stato, si comporta come una persona normale e prende un aereo di linea per recarsi sulla tomba della cara estinta.
Per certi aspetti dovrebbe considerarsi un fatto naturale quello di spostarsi con i mezzi pubblici data la crisi etica e, non da meno, economica che stiamo vivendo sulla nostra pelle da qualche decennio.


Ovviamente, i viaggi devono essere coperti e garantiti da misure adeguate e con tutte le precauzioni del caso vista la delicatezza istituzionale racchiusa nella funzione presidenziale rappresentata, che, in un momento critico come quello attuale, vuoi per la sfiducia che la classe dirigente ha saputo meritarsi per gli scandali, i nepotismi, l'arroganza e l'ignoranza malcelata che sfocia e si palesa dalla manipolazione strumentale del potere politico esercitato, il ritorno alla normalità diventa un seg…

Detto tra noi

San Valentino quando arriva arriva.


Come tutte le ricorrenze, puntualmente, una volta l'anno, festeggiamo, anzi, immoliamo sull'altare del consumismo fino a rasentarne l'immoralità se lo rapportiamo a quanto sta succedendo proprio in queste ore nel mediterraneo, nella zona dell'ex Jugoslavia e in Italia, il sentimento più alto di cui si fregia l'essere umano: l'amore per l'altro.
L'ipocrisia spinge a fare gesti plateali, vomitare parole inutili, fare leggi per tutelare animali e uomini così da tacitare le coscienze. In certe circostanze, e San Valentino è uno di questi momenti, tiriamo fuori il vestito bello e lo indossiamo convinti che i buoni propositi bastino per migliorare o correggere errori storici. Sospendiamo momentaneamente i rancori. Spostiamo l'attenzione sulle positività e consideriamo solo i pregi della persona amata fintantoché siamo giovani e innamorati. Ma la passione non è eterna. Arriva anche il momento del disincanto. Ti fermi…

Sanremo, mah!

Carlo Conti e le famiglie in trasferta
Dalle mie parti quando si è testimoni di un episodio o di una qualsiasi cosa che non ci convince, dopo avere cercato e non trovato risposte convincenti agli interrogativi che questo qualcosa ha suscitato, si sbotta in un fatidico: mah!


E proprio quando Papa Francesco sembrava avesse dato una risposta chiara ad uno di questi interrogativi ecco che la fatidica famiglia numerosa, talmente numerosa da entrare negli albi dei primati, sale sul pullman familiare per fare scalo a Sanremo.
Lì x lì, ho pensato: vuoi vedere che il buon genitore ha fatto imparare la musica e ha tirato su una band che ora gareggia sul palcoscenico del festival sanremese?
Invece no! Carlo Conti ha invitato la famiglia più numerosa d'Italia alla rassegna della musica italiana e l'ha mostrata al mondo intero come fosse una rarità assoluta.
Inutile dire che il web e le piazze reali si sono spaccate in due. Oddio, che la Calabria non abbia qualcuno cresciuto a pane e mu…

Tra pubblico e privato

La donna è mobile ma i politici italiani lo sono di più!

A giudicare dagli spostamenti più o meno trasversali tra gli scranni della Camera, ad occhio e croce, circa 200 parlamentari hanno rivisto i concetti iniziali per i quali sono stati eletti dai cittadini nell'ultimo mandato. FI. Ncd. Sc. M5s.Pd. Gruppo/i misto/iincomprensibili ai cittadini che, poveretti, i cittadini, sono tirati in ballo all'occorrenza dai tantissimi voltagabbana senza vergogna.
Unico dato certo è la direzione palese imposta dall'alta finanza ai Paesi ed ai cittadini del mondo. Per ordine del profitto economico si scatenano guerre ben mascherate dai dogmi religiosi. Allevano bambini, addestrano uomini e donne pronti a farsi saltare in aria in nome di un fantomatico Dio che nulla ha a che fare con la violenza che anzi abiura. Le sigle, anche qui, nascono e muoiono a seconda delle opportunità territoriali.
Africa. Americhe. Nuovo o vecchio continente non c'è differenza. I gruppi di potere lottano ad…

Parole, numeri o fatti?

È tutto una questione di numeri?
Si può, in politica, parlare e agire solo in funzione dei numeri?

È giusto che, un premier, un presidente di regione o sindaco di un qualsiasi comune si attorni dei cosiddetti portatori di voti e, conseguenzialmente, emarginare i cittadini che lo hanno votato perché convinti dal suo programma elettorale sciorinato e enfatizzato in campagna elettorale?
Tsipras, per esempio, ha vinto sull'onda del malcontento che domina la maggior parte dei greci e ne determina l'attuale abnorme povertà cagionata dagli errori del passato. Quindi, i numeri ci sono! Gli elettori hanno detto sì al cambiamento. E poco importa se le intenzioni della destra collimano con la sinistra. l'Importante è che avvenga! I greci sono stanchi di subire tagli al sistema sociale mentre una piccola percentuale di benestanti continua a ritagliarsi privilegi e rimpinguare personali ricchezze. Tsipras ha detto: guerra all'evasione; ridistribuzione del reddito e delle ricchezze;…