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Visualizzazione dei post corrispondenti alla ricerca archeologia

Catanzaro Sala, C'era una volta, la ferrovia

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  Ritorno dopo tantissimi anni ma non per prendere il treno che un tempo da Cz Sala mi portava a Napoli, per studiare in collegio dai Salesiani. Oggi sono qui, nonostante la colonnina segni 31°, non per nostalgia, quella è sorta dopo lentamente guardando il piazzale vuoto e la recinzione tutt'attorno alla stazione ferroviaria che un tempo brulicava di viaggiatori, il pullman cittadino sempre pieno in entrambi i sensi di marcia, qualche taxi e macchine da noleggio che offrivano i servigi ai viaggiatori dei paesi limitrofi. Pensando al degrado in cui versa quello che fino a qualche decennio addietro rappresentava il bene della città quasi dimentico il motivo per cui sono in mezzo alla piazza della stazione. Fermo la macchina, scendo e: Oltre i cancelli arrugginiti, sopra la pensilina tra i due binari, in cima al dirupo una scritta morsicchiata dal tempo stimola la mia curiosità.

Vita in Calabria. 11: la colazione del pastore, a 'mpanata

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Vita in Calabria. 11. tradizioni alimentari. Racconti di vita in Calabria 1. La colazione del pastore: a 'mpanata. transumanza  Ancora oggi c’è chi fa colazione come se il tempo non fosse mai trascorso. Nelle case, tra i monti e le campagne calabresi, nonostante ci sia il frigo, la tv, e il supermercato vicino, i pastori che vivono seguendo le greggi mantengono salde le tradizioni e recuperano ogni residuo alimentare nel rispetto sacro del cibo inteso come provvidenza divina. Può capitare, quindi, nel rispetto delle tradizioni e della cultura contadina, a chi decide di trascorrere in Calabria qualche giorno in agriturismo con annesso l’ovile, di assistere alla mungitura e alla lavorazione del latte come si faceva un tempo. Essere testimone del parco ma squisito boccone mattutino del pastore: “a mpanata”. L’impanata è una sorta di zuppa composta di siero e residui burrosi di formaggi e ricotte che il pastore mangia come prima colazione insieme a pezzi di pane duro ammor...

Onorevoli, tra prima e seconda Repubblica

Qualcuno aveva creduto che le sozzerie e gli imbrogli dei dirigenti corrotti fossero archeologia politica distrutta e rinnovata in meglio con la fine della prima repubblica, ma evidentemente non è così! I raggiri dei furbi hanno mortificato la volontà degli italiani che hanno detto basta ai finanziamenti pubblici ai partiti con un referendum scavalcato con la legge sui “rimborsi elettorali”. Rimborsi elettorali che non sempre risultano veritieri e consoni alle spese sostenute dai partiti. Ma questo aspetto potrebbe essere irrilevante se le formazioni politiche lavorassero davvero per il bene del Paese, visto che tutti i partiti hanno al loro interno una pletora di militanti giovani privi di fonti di sostentamento. Purtroppo abbiamo assistito al declino della Politica e alla strage delle leggi democratiche. Parlamentari che pagano in nero i portaborse (è di questi giorni l'inchiesta delle iene sulla Carlucci Gabriella che non sapendo come difendersi altrimenti dalle domande...

Archeologia, questo non è un aratro

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Oltre lo steccato e le fazioni.  Suggerimenti gratuiti per migliorare l’esistente. QUESTO NON è UN ARATRO! Qualcosa non ha funzionato nell’evoluzione della specie e la passività con la quale gli eventi sono messi in campo e accettati dalla massa, allorché investe i sensi in sintonia con una prassi ben consolidata, prende allo stomaco oppure suggerisce ipotetiche possibilità per accrescere gli averi personali, dimostra il declino culturale in cui versiamo. Certo, la politica, poiché espressione alta nella gestione del sociale, ha la sua dose di responsabilità in merito agli ordinamenti divulgati e acquisiti dalle giovani generazioni. In effetti, sembra che il sociale si divida in campi netti; società, rapporti interpersonali, filosofie di vita sono vissuti in funzione di progetti che ne identificano l’appartenenza: da una parte i guelfi e dall’altra i ghibellini. Non sono ammesse varianti!, chi canta fuori dal coro è ritenuto nemico della fazione, anche...

Archeologia industriale, cera una volta

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 Catanzaro, Stazione di Catanzaro Sala ... Gli eventi cambiano repentinamente il corso della vita. di solito si dice così. Ma cosa ha determinato l’abbandono del centro di smistamento ferroviario catanzarese? La stazione di Catanzaro Sala era un nodo storico della viabilità calabrese. Per lo meno così l’intendevo quando frequentavo per motivi di studio   la stazione. Il treno che da qui portava a Lamezia Terme e da lì a Napoli sferragliava sulle rotaie rumorosamente e i sedili in legno non erano invitanti per niente. Preferivo stare seduto sullo sgabello retrattile del corridoio piuttosto che sedere sulle panche in legno quando capitavano le carrozze di terza classe.

La mia valigia di cartone

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  (La nascita, le origini, le vite dei singoli non sono eventi fortuiti ma legami invisibili tessuti da  volontà superiori). Questa terra non è per te! Non ci vedevamo da almeno venti anni e come accade in simili circostanze abbiamo scambiato le notizie. Quelle più articolate ma con minore interesse per entrambi, ovviamente, limate dai particolari superflui. La sintesi è che Enzo si è trasferito a Torino. Lui e la moglie hanno deciso di seguire i figli all'università e, come accade nella maggior parte dei casi, sono andati a ingrossare le fila dei calabresi migrati al nord. Il loro è stato un esodo dorato. Non hanno riempito le valigie di cartone con i sogni e gli scarponi chiodati ancora sporchi di terra al pari dei nostri che tentarono la fortuna negli anni sessanta o cinquanta. Enzo e Marilena hanno potuto chiedere il trasferimento ai rispettivi datori di lavoro che, vista l'esuberanza di personale in azienda, hanno ottenuto. Torino non si presenta come la capitale meta...

Empatia e saperi: tecniche della visione

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Arte per passione  Ricerca. Sulle tracce dell'uomo. Empatia e saperi della visione. Serve ancora raccontare storie attraverso le immagini come si faceva prima dell'avvento e l'uso dei nuovi media? Narrare per immagini pittoriche storie nonostante l'alfabetizzazione e l'acquisizione dei saperi evoluti da parte di un larghissimo strato sociale?

Letta, tutti in convento ma ognuno paga per sé

Chi gioca a fare spogliatoio e chi è in mutande da tempo. Di tutto si può dire agli italiani tranne di non essere pazienti. Abbiamo pazientato (?) giorno dopo giorno e soprasseduto alle strategie comunicative di tutti i governi e degli attori che hanno rubato la ribalta alla logica delle cose. Siamo stati pazienti con i giornalai da quattro soldi, schierati, ma forse è più indicato dire venduti. Però, a ben pensarci, venduti lo siamo un po’ tutti… o, chissà, innamorati? Innamorati di una idea, un ideale op di una qualche icona. Prima di scrivere della sensazione che dà il nuovo governo Letta ho volutamente lasciato decantare gli effetti immediati del suo agire. Resettato il cervello e  messo in stand by i pensieri, ho aspettato. Ho aspettato, e come me tanti, per vedere se dopo i proclami e le gitarelle fuori porta per sondare gli umori degli altri leader europei (come se la situazione non fosse abbastanza chiara) alle parole seguissero i fatti. Ma...

Lotta di classe e narrazione artistica

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Bozzetti giovanili. In una cartella nascosta, tra altri faldoni allineati in uno dei ripiani dello studio, stamane, ho rinvenuto dei cimeli di archeologia grafica risalenti, appunto, all'età dei, quasi, primi amori e convincimenti politici sbocciati tra i banchi di scuola e fortificati nell'ambiente di lavoro. Erano gli anni delle lotte ideologiche. L'età in cui si crede nella bontà dei propri convincimenti e nel lavoro di proselitismo che invade ogni settore. Anche la pittura ne era contaminata. Le raffigurazioni, per certa critica, doveva essere descrittiva, narrante di lotte per l'emancipazione dalla schiavitù del lavoro alienante etc etc. -"lotta di classe" archivio M. Iannino- Chi non ha voluto, almeno per un attimo, pensato e sperato di cambiare il mondo? Impegnarsi per dare voce ai deboli e lavorare per costruire una società più giusta? Oggi, davanti all'implosione dei valori sociali, (vedi lavoratori cococo, socialmente utili, rider e tutti g...

Catanzaro cancella il suo passato

L'indolenza dei catanzaresi (la maggior parte dei catanzaresi) continua a produrre danni irreparabili alla città. Come spiegare se no lo scempio che l'amministrazione comunale sta compiendo nel quasi silenzio della maggior parte dei cittadini? Ma andiamo per ordine. Dopo lo scandalo delle elezioni, con la ratifica del consiglio comunale appena uscito dalle discutibili consultazioni, la giunta Abramo, come promesso, mette in moto i lavori a Catanzaro Sala nei pressi di quel famoso e tormentato “centro commerciale romani” fermo da troppi anni a causa di cavilli burocratici, denunce e interventi della magistratura. Ma i lavori in essere non riguardano il “centro commerciale romani” bensì un vecchio sito industriale dove per moltissimi anni si è prodotto cemento per l'edilizia dove, secondo i ben informati, pare ci siano anche tracce di amianto. L'ex cementificio di Catanzaro Sala è una vasta area abbandonata compresa tra la ferrovia che congiunge Cata...

Racconti di vita in Calabria. 5

Racconti di vita in Calabria.1 Transumanza. Ancora oggi può capitare, specie nelle strade provinciali dell’entroterra, nei cambi di stagione , di trovarsi di fronte a scene considerate archeologia rurale. Infatti, è facile incontrare nelle strade semideserte una mandria di pecore o delle vacche guidate da pastori e seguite dai fedeli cani, che, all’apparenza apatici, aiutano l’uomo a governare le greggi. Cani che sollecitano gli armenti disorientati o che si attardano a brucare nonostante il pastore abbia lanciato il fischio di richiamo. Cani pastori che sanno proteggere le greggi dai predatori, vigili dietro alla fila, controllano e tutelano pecore, capre e mucche dai pericoli; che al cenno del padrone sollecitano il branco ad aprire un varco per lasciare passare le macchine. Scene d’altri tempi, difficili da vedere laddove l’economia globale induce a costipare in batterie produttive gli animali da latte e da macello, in Calabria è ancora possibile viverle. (segue: vocazi...

manovra economica iniqua: roba da medio evo

L’ultima manovra finanziaria uscita da palazzo Grazioli è la summa delle voci finora sentite e smentite nei vari notiziari. Niente di nuovo quindi. Anche i mercati e la borsa, oltre a lavoratori, sindacati e opposizioni, sembrano non dare molta fiducia ai provvedimenti che dovrebbero pareggiare il debito nazionale come richiesto dall’Europa. E in ciò gioca un ruolo importante l’aumento dell’iva dell’1%, l’innalzamento a 65 anni di età per il raggiungimento pensionistico delle donne e il ritorno del contributo di solidarietà, però innalzato a 300mila euro di reddito annuo. Nei fatti, il governo pare voglia mettere la fiducia su una manovra che non mette in moto professionalità e professioni, lavoro dipendente, artigianato, scuola, cultura ecc. ma che attua solo tagli e rinnova balzelli che faranno lievitare la spesa delle famiglie. L'aumento dell'aliquota al 21% farà aumentare i costi di giocattoli, televisori, auto e moto, abbigliamento e calzature, la fattura (per chi l...

Calabria e Sicilia, stesso destino?

Tra i temi caldi del Paese non può esserci attenzione verso una corretta collocazione di assemblaggi e installazioni coreografici anche se le operazioni in questione interessano un terreno definito “archeologico” perché esistono leggi precise a tutela dei reperti storici e archeologici nazionali che i dirigenti politici e i tecnici preposti al mantenimento e alla conservazione del vasto campo della “cultura tramandata” dovrebbero conoscere e attuare. Purtroppo, in Calabria, per alcuni, la parola cultura è un fonema astratto da riempire, contaminare e surrogare linguisticamente con citazioni trofei e medaglie naif. Le contaminazioni pacchiane, “caldamente appoggiate da qualcuno”, stando a quanto divulgato dai media, anche quest'anno andranno ad invadere l'area del Parco Archeologico di Roccelletta di Borgia, col benestare della compiaciuta Wanda Ferro , presidente della provincia di Catanzaro e dei tecnici che gestiscono il MARCA. E poiché il Bel Paese è un luog...

Strategie politiche e il lavoro che non c'è

Dopo avere mandato in frantumi lo stato sociale e azzerato le tutele, maciullato i lavoratori ma non i vertici corrotti la sinistra (si fa per dire) si divide. Da una parte gli irriducibili che comunque hanno permesso che si arrivasse a ciò. Dall'altra i cosiddetti moderati che pur di portare avanti l'agenda si dicono disposti a coalizzarsi con i partiti che la pensano allo stesso modo. Questo è ciò che accade ai vertici. Nella base della piramide, i qualunque, i senza peso, costretti ad eseguire e soccombere senza possibilità di scampo le decisioni calate dall'alto. Il malcontento è visibile. I governi sono succubi delle aziende. Ma le aziende guardano esclusivamente agli utili e sono pronti in qualsiasi momento a chiudere le fabbriche laddove non conviene per delocalizzarle nei paesi in cui la tassazione permette lauti guadagni. La globalizzazione, (nel caso eu gli imprenditori privi di scrupoli guardano con benevolenza ai paesi dell'est) consente una c...

c'era una volta in Calabria

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Archeologia di un mondo che non c'è più "attimi di vita contadina"  foto Ledda/Veltri "I braccianti in Calabria" 1983 Quando la terra si lavorava con la forza delle braccia e l'aratro era trainato dai buoi i contadini vivevano di stenti e di fatica. In quel tempo l'unico sostentamento proveniva dalla terra e dalle colture che il contadino riusciva a produrre. Perciò, il suo problema non era lo spread o la tassa sulla casa e neanche la macchina e i relativi giochetti strategici di Marchionne. Il contadino pregava la Divina Provvidenza, suo unico concessionario di fiducia, affinché facesse piovere nel momento giusto così da ottenere un buon raccolto e ché non si ammalassero gli armenti, l'asino, le capre, il maiale, le galline. Il contadino si alzava al levar del sole e, bardato l'asino, si avviava a controllare il podere sulla soma del ciuco. Dava l'acqua alle colture attraverso una serie di ruscelli d'irrigazione che lui st...

Manifesto dell'Arte Libera

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1. L'Arte non si possiede

L’arte non è proprietà, ma esperienza. Ogni opera è un dono.

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2. La Creatività è un Diritto

Ogni individuo ha il diritto di creare, sognare, esprimersi.

Dove vorresti vedere più arte?

3. L’Artista è Voce del Tempo

L’artista è testimone del presente. È coscienza, non ornamento.

Quale artista ti ispira?

4. L’Arte è Rivoluzione Pacifica

L’arte deve interrogare, liberare, accendere pensieri.

Hai mai creato qualcosa che ha fatto riflettere?

5. Cultura come Bene Comune

La cultura è linfa vitale della democrazia. Deve essere condivisa.

Come rendere l’arte più accessibile?

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