Basta accuse, pretendiamo verità
“Occhiuto sotto accusa: se fosse vero, sarebbe uno scandalo epocale”
Leggiamo di accuse che, forse non hanno niente di politico, ma se fossero reali, si dovrebbe lasciare il campo agli
orgnaismi competenti, senza agitare le torbidi acque del malaffare infiltrato nella gestione degli organismi della pubblica amministrazione.
L’aspetto cruciale della politica contemporanea si condensa
in campagne elettorali che non sono più solo una sfida di programmi, ma spesso
diventano arene di scontro personale e mediatico. Nel caso di Roberto Occhiuto,
presidente dimissionario della Regione Calabria, le accuse emerse sono
effettivamente gravi e, se confermate, potrebbero avere conseguenze devastanti
sul piano politico e giudiziario.
Secondo le indagini della Procura di Catanzaro, Occhiuto sarebbe coinvolto in un
presunto caso di corruzione insieme a Paolo
Posteraro (suo ex socio e attuale segretario particolare della
sottosegretaria Matilde Siracusano) ed Ernesto Ferraro, amministratore unico di
Ferrovie della Calabria. Le ipotesi di reato includono:
- Scambio di utilità in cambio di nomine pubbliche
- Utilizzo di fondi per spese personali come multe,
carburante e auto
- Rapporti economici poco trasparenti tra Occhiuto e
Posteraro in diverse società
Roberto Occhiuto ha definito le accuse “lunari” e ha chiesto
di essere sentito al più presto dai magistrati per chiarire la sua posizione.
Ha anche pubblicato un videomessaggio sui social in cui si dice pronto a
collaborare e a fornire ogni documento utile all’indagine.
Queste vicende emergono mentre Occhiuto si ricandida, dopo
le dimissioni plateali, alla guida della Regione con un manifesto elettorale
provocatorio: “In 4 anni di più che in 40”. La sua coalizione di centrodestra è
sotto pressione, soprattutto dopo l’ingresso in campo dell’economista Pasquale
Tridico, che ha rimescolato le carte in vista delle elezioni regionali di
ottobre.
Le campagne elettorali dovrebbero essere momenti di
confronto democratico, ma quando diventano teatro di accuse così pesanti, il
rischio è che la fiducia dei cittadini venga erosa. Se le prove saranno
inoppugnabili non si tratterà solo di una questione politica, ma di una ferita
profonda alla credibilità delle istituzioni.
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