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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Cuore e cervello contro la crisi dei valori

Se la paura prende il sopravvento.

Il dopo è tardivo. Inutile fare la conta. Quando il “capo” è al potere gli slogan e le marce sono niente rispetto alla forza che gli è stata conferita dalle leggi democratiche. Rimane solo l'allerta. Stare in guardia per evitare l'inverosimile, la sovversione delle leggi democratiche. L'oscurantismo. La schiavitù! Perché l'inizio del mandato non fa sperare niente di buono!!!
La prima firma cancella la riforma sanitaria di un Presidente che ha guardato con umanità le persone bisognose. L'eliminazione della legge sanitaria toglie tutele e garanzie ai meno abbienti.
È questo che vuole la più grande democrazia mondiale? I numeri di ieri dicono di no! Da Washington al resto del mondo civile sono esplose spontanee contestazioni. Le piazze si sono affollate. Donne e uomini hanno urlato contro l'arrogante imperatore non tanto per il suo fare perentorio ma per come sta dimostrando di volere governare.
In Europa c'è chi sta saltand…

110 e lode

Con bacio sulle guanciotte e applauso Quando mia nonna racconta della sua infanzia sembra di vivere in una favola...
 Coi racconti di mia nonna è come vivere in una favola. Ogni sua parola è poesia d'altri tempi, una favola intinta di nostalgia per il tempo passato che la sua saggezza trasforma positivamente per vivere al meglio il presente.
Nonna parla di una materia che studiava a scuola: economia domestica.
L'economia domestica, in sintesi, spiegava l'arte e le tecniche per utilizzare al meglio i beni di prima necessità, dagli indumenti agli alimenti. Niente poteva essere sprecato e men che meno il pane raffermo, le code delle cipolle, i rizomi degli ortaggi e quant'altro. I vestiti e le scarpe passavano dai fratelli grandi ai piccoli. Gli arredi erano beni da conservare e valorizzare insieme alla casa.
 Ma parliamo dell'alimentazione, dei prodotti che servivano e servono per mantenere in buona forma il corpo.

Le motivazioni si possono intuire. All'epoca n…

Al pub sconto del 20% per gli studenti

Tortuga Guinness Pub, agevolazioni per gli studenti.
Tortuga Guinness Pub, situato in via Lungomare, 155-159, Marina di Catanzaro, è un locale che propone birra superlativa, panini eccellenti e pizze a regola d’arte (e molto altro ancora). Ho avuto modo di costatarlo personalmente. Gli studenti universitari che si recano al Tortuga, portando con se fototessera e copia del libretto universitario, saranno agevolati con una “tessera sconto” del 20% sulle cene! Lo sconto è valido sia per le cene presso il Tortuga Guinness Pub, sopracitato, che per quelle consumate presso il Tortuga City Firm, situato a Catanzaro in via De Grazia, 8/10. E’, a mio avviso, un ottima proposta per gli studenti fuori sede e non, che, usufruendo di questa valida proposta, possono gustare un’ottima cena risparmiando qualche soldino.

Storie sadomaso

Eccomi ancora una volta a fare la parte del grillo parlante.
Lontano da me enfatizzare concetti populisti a tutti i costi ma se la politica non interviene seriamente sui meccanismi che condizionano la vita reale, altro che baratro, si aprirà una voragine d'incomprensione inumana tra le persone.

Da Trump a Grillo

Nel salotto di Bianca.
Quando la politica è lontana dai problemi reali delle persone il caos regna sovrano.
Vince chi ha il callo più spesso e il pelo sullo stomaco folto. Ha gioco facile chi sbraita contro qualcuno. Ha la meglio chi grida con arroganza e apre la caccia alle streghe.
Gli esempi non mancano, nel bene e nel male i media li divulgano:
A) Trump intende cambiare la legge sanitaria voluta da Obama per i suoi alti costi e imporre un alto dazio alle aziende che hanno spostato la produzione in Messico ma intendono restare nel mercato USA coi loro prodotti.
B) Michele Placido si commuove davanti alle parole di una giovane mamma, dipendente di Almaviva, pronta a sacrificare la propria dignità e percepire di meno mensilmente pur di potere mantenere il figlioletto di 4 anni. Placido risponde alle domande di Bianca Berlinguer con voce rotta mentre la Camusso, non fa una piega.
Che Susanna sappia dominare meglio dell'attore e regista Michele Placido l'emotività? Può dars…

Preferisco il benessere collettivo

Alcuni scrittori, giornalisti e opinionisti cavalcano l'onda del malcontento comune e attizzano gli scandali della politica che governa le cose comuni per assicurarsi che cresca la fama e, di conseguenza, il loro conto in banca.


È gioco facile gettare due righe o impostare un romanzo “verità” sulle mafie, le collusioni, i poteri forti. Meno facile è portare avanti inchieste con onestà intellettuale e far sì che il lavoro svolto giovi alla società intera.
Mafia capitale. Il sacco di Roma. Le scelte della politica dimostratesi nel tempo enormi errori ai danni dei deboli sono elementi su cui riflettere pacatamente. Sviscerare fatti e prove concrete. Pro e contro con animo scevro da condizionamenti partigiani.

Davanti casa di Quirino

Davanti casa di Quirino.

Vi sono altri punti di riferimento chiari come la chiesa, il macellaio e persino il mio vecchio studio eppure la prima cosa che è venuta alla mente è la casa di Quirino. Un appartamento in cooperativa edilizia costruita in economia popolare a tasso agevolato ed a società indivisa.
È uno di quei palazzoni sorti agli inizi degli anni ottanta a sud di Catanzaro in una zona di campagna: un terreno argilloso coltivato a ulivi e ortaggi, destinato, dal piano regolatore cittadino, a zona di edilizia popolare.
Il nuovo quartiere avrebbe dovuto essere la Catanzaro due, nome preso in prestito da qualche politico di allora dalla più conosciuta zona del nord: la Milano due di Berlusconi.
Le cooperative erano costituite per lo più dai vari organismi legati alle realtà consociative sindacali e politiche, nonché da privati cittadini che inseguivano il sogno della casa di proprietà a prezzi accessibili.
Fu qui che scoprì il lato privato del “compagno” Quirino. Prima, un sind…

Francesco, faro d'amore

Siamo passati dalla torcia al gas, dalla lampadina a incandescenza all'illuminazione led. Eh sì, il mondo è cambiato grazie all'ingegno umano.

Quanto, l'evoluzione tecnologica ha liberato l'uomo dalla schiavitù della fatica e in che percentuale lo ha reso libero dal lavoro usurante? La società ha trovato benefici dall'avvento dei robot in fabbrica e il loro utilizzo nelle occasioni pericolose? Parrebbe di no!
Il poco lavoro rimasto è diventato ricatto sociale, chimera per i più e nuovo schiavismo.
La teoria del lavoro robotizzato non ha portato dignità e benessere, come si pensava. Non ha dato tempo libero da impegnare nella cultura e nella solidarietà. (…)
le migrazioni forzate e rese improrogabili dalla miseria e dalla fame dei popoli marginalizzati dalla povertà tecnologica e dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo rappresentano la negazione intellettuale di quanti la determinano e di quanti girano la testa dall'altra parte anziché indignarsi schiera…