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Facciamo i duri, ma quando la paura ci stringe la gola e il pericolo diventa reale, ogni corazza si incrina. In quell’istante sospeso, il pensiero corre dove può: verso l’irrazionale, verso la fede, verso qualsiasi appiglio possa trasformare il terrore in speranza.
La gogna mediatica contro Occhiuto: come si è trasformato il dibattito pubblico Negli ultimi giorni il video in cui Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, legge una lunga serie di accuse, insinuazioni e commenti ostili rivolti a lui e perfino ai suoi figli è diventato virale. Diffuso da Calabria TV, ADN24 e ripreso da numerose testate, quel filmato non è solo una reazione personale: è il simbolo di un clima mediatico e digitale sempre più esasperato, in cui un’indagine giudiziaria si trasforma rapidamente in un processo parallelo. La scena che ha acceso il dibattito Nel video, Occhiuto appare visibilmente irritato mentre sfoglia un fascicolo di articoli, post e commenti che lo riguardano. Un gesto inusuale per un presidente di Regione, che assume il valore di una denuncia pubblica del livello di pressione e sospetto che si è creato attorno alla sua figura. Il contesto: l’inchiesta e il rumore che la circonda L’origine del caso è l’indagine della Procura di Catanza...
Le chiacchiere stanno a zero per quanto riguarda la raccolta firme dal notaio dei dissidenti consiglieri comunali di >Catanzaro che si sono prefissati di fare cadere la giunta Fiorita. Mentre “a lu fhurnu i chjaccjari vannu a 19/20euri a kilu”. i catanzaresi pensano tutt'aptro, e lo conferma il giudizio di uno qualunque, uno incontrato per caso stamattina presto, un semplice podista che mi ha confidato, sue testuali parole: da qualche mattina faccio il percorso nuovo della pista cilcabile, attraverso il ponte della fiumarella e vado verso lido fino alla fortuna, bella, davvero bella la pista e il percorso, oggi pioviggina e non l'ho fatta tutta ca s'imm’acchjappa a pioggia...
Tra hacking digitale e manovre di Palazzo: la città di Catanzaro stretta nella morsa di due insidie parallele. TRAPPOLE VIRTUALI E AGGUATI REALI: IL DOPPIO ASSEDIO A CATANZARO. INCIPIT, (neccessario) per comprendere la deriva in cui è costretto "chi vive ai margini". Qual è il confine sottile che separa un’aggressione digitale da una manovra di potere? Nelle ultime ore gli account dei devices sono stati inondati da due messaggi diversi, ma entrambi allarmanti. Da un lato, il virus della "ballerina" su WhatsApp : un vocale della Polizia Postale che avverte del rischio di clonazione dei contatti e furto d’identità. Dall’altro, la notizia di un agguato politico in piena regola : la raccolta firme per far cadere il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita . Se la truffa web punta a svuotare le rubriche, l’operazione a Palazzo de Nobili sembra mirare a svuotare il Comune della sua attuale guida, orchestrata da quella solita "combricola" di volti...
SE IL GOVERNO DIMENTICA L'AGENDA SOCIALE Incredibile! Mentre il mondo crolla a pezzi un capo di governo trova il tempo per entrare in polemica per una questione di lana caprina con l'opposizione relativa alla partecipazione su Sanremo di un cabarettista ma non lo trova per rispondere adeguatamente come lo richiede il suo impegno istituzionale al Paese intero soggiogato da problemi ben più seri. Quegli stessi problemi su cui ha impostato la sua campagna elettorale, e l'ha vinta, (purtroppo!): lavoro, accise, tasse, dignità, bollette, lavoro povero … ampliamento degli organici nella sanità, scuola, forze dell’ordine.
Il mito della famiglia: tra devozione pubblica e incoerenze private. Un valore celebrato come sacro, ma spesso tradito nei comportamenti quotidiani. Dalla cultura italo ‑ americana alla satira dei Simpson, emerge la distanza tra l ’ ideale collettivo e le fragilit à reali dei legami familiari. "courtesy ©mario_iannino part."
La storia dei senza‑storia Perché ricordiamo i leader e dimentichiamo i cittadini comuni Per secoli la narrazione pubblica ha celebrato i dirigenti, i condottieri, i manager del cambiamento. Ma dietro ogni trasformazione economica e politica c’è un’altra storia, silenziosa e rimossa: quella delle persone comuni, che hanno pagato il prezzo più alto delle scelte altrui.
Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche. Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...
Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi. Il teatro del potere e l’agonia dell’etica pubblica Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi.
Oltre le luci: cosa resta del Natale 2025? Le luci del Natale 2025 iniziano a spegnersi, lasciando spazio a quel silenzio sospeso che precede la fine dell’anno. Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto frequentando i salesiani, questo è il tempo dell’"esame di coscienza". Non una pratica punitiva, ma un esercizio di verità: fermarsi a fine giornata — o a fine ciclo — e chiedersi, con onestà brutale, se di fronte ai problemi del mondo abbiamo fatto la "cosa giusta".
Buon Natale Italia! Il Bel Paese alle prese con il “sì” che divide e i simboli diventano politica. L’eliminazione dell’esclamazione finale dall’Inno di Mameli riapre il dibattito sul rapporto tra forma e sostanza nell’azione delle istituzioni. Una scelta filologica che molti percepiscono come un gesto superfluo, soprattutto in un momento in cui il Paese chiede ben altre prove di serietà costituzionale.
Attraversare il guado: l’umanità davanti al proprio bivio. La crisi dell’umanesimo nell’epoca dell’individualismo globale Dai conflitti internazionali alle tensioni interne, il mondo sembra aver smarrito la capacità di riconoscere l’altro. Eppure è proprio da qui che passa la possibilità di un futuro condiviso. Viviamo in un tempo in cui l’umanità sembra essersi fermata sulla riva di un fiume in piena. Da una parte c’è ciò che siamo diventati: individui iperconnessi ma isolati, consumatori più che cittadini, spettatori di tragedie che scorrono sullo schermo con la stessa leggerezza di un intrattenimento. Dall’altra parte c’è ciò che potremmo essere: una comunità capace di riconoscere la dignità dell’altro come fondamento della propria. In mezzo, il guado che dobbiamo attraversare. E non c’è molto tempo per decidere se farlo. Il modello culturale dominante ci educa a guardare al nostro ombelico. È un sistema che premia la competizione, la visibilità, il vantaggio immediato. ...
HAI RAGIONE, PRESIDENTE: LA DEMOCRAZIA È IN PERICOLO, MA NON SI SALVA DA SÉ. QUESTA VOLTA I SUOI NEMICI SONO PIÙ FORTI. Di Franco Cimino. Ho ascoltato il discorso del Presidente della Repubblica, pronunciato ieri al Quirinale in occasione del saluto e degli auguri di buon Natale alle diverse autorità nazionali. Come sempre, o quasi sempre, mi sono emozionato e mi sono nuovamente lasciato affascinare dalla sua parola, nutrita di cultura e di sensibilità democratica. E ancora una volta lo ringrazio per le parole che, con coraggio, ha pronunciato su principi etici e politici ormai quasi messi da parte nel mondo politico, e anche all’interno delle istituzioni. In particolare nel Parlamento, divenuto ormai luogo di risse e di aggressioni brutali, di propaganda becera che trasporta l’odio reciproco e l’odio nei confronti dei cosiddetti nemici all’interno della società, avvelenandola dello stesso odioso sentimento. Ieri Sergio Mattarella si è soffermato sul tema della Democrazia. D...
Quando la fede diventa arma di conflitto. Leader improvvisati e comunità chiuse trasformano la spiritualità in battaglia, mentre l’inclusione diventa minaccia. C’è un filo sottile che lega i raduni religiosi di provincia alle grandi piazze politiche: il bisogno di un capo, di una voce che indichi un nemico e trasformi la confusione in battaglia. Non importa se si tratti di un parroco scomunicato o di un leader improvvisato: ciò che conta è la promessa di un’identità forte, di un “noi” contrapposto a un “loro”.
Quando la gestione ordinaria diventa straordinaria Dicembre a Catanzaro: il Comune affida a una società di Bologna servizi di segreteria, portineria e web per il Complesso monumentale del San Giovanni, con un impegno di 11.000 euro. Una cifra che solleva interrogativi sulla scelta di un affidamento esterno e sulla capacità delle realtà locali di offrire gli stessi servizi.
"Ciao, abbiamo bisogno di ricevere i dati catastali dell’immobile per cui hai attivato il nuovo contratto di fornitura o richiesto la modifica del contratto in corso, come previsto dalla normativa. I dati catastali servono a identificare l’immobile in cui è attiva la fornitura e sono riportati all'interno della visura catastale, un documento rilasciato dall'Agenzia delle Entrate." Ma dico, questo non doveva essere il governo delle semplificazioni? Siamo censiti e monitorati costantemente, eppure basta una semplice variazione in una delle utenze che se pur attive da oltre 20/30 anni si chiedono di dati catastali. Ma lo capite che così non fate la guerra agli evasori ma rompete i già precari equilibri di quanti non hanno dimestichezza con la burocrazia? Ecco, basta poco. Basta una comunicazione del genere a mettere in fibrillazione chiunque abbia per necessità operato una scelta nel mercato libero nonostante sia utente censito dallo stesso fornitore che ora si...
Il rifiuto dell’Università di Bologna di attivare un corso esclusivo per gli ufficiali di Modena non è una chiusura ideologica, ma la difesa del principio che la formazione accademica resta pubblica, inclusiva e aperta a tutti. sulla vicenda dell’Università di Bologna e il corso per i militari: La polemica non riguarda tanto l’accesso dei militari all’università, quanto il principio di equità e la missione dell’istruzione superiore. L’idea di un corso “riservato” agli ufficiali ha sollevato dubbi sulla compatibilità con l’autonomia accademica e con il carattere pubblico dell’università. La vicenda del corso di Filosofia negato dall’Università di Bologna agli ufficiali dell’Accademia di Modena è diventata un caso politico e culturale. Il governo ha parlato di “atto incomprensibile” e “lesivo dei doveri costituzionali”, mentre l’ateneo ha ribadito che nessuna iscrizione è stata mai negata : chiunque, militari compresi, può accedere ai corsi esistenti. Il nodo è un altro: la...
Il nodo non è l’accesso, ma il modello di formazione In breve: La polemica nasce dal fatto che l’Università di Bologna ha rifiutato di attivare un corso di laurea in Filosofia riservato a un gruppo di ufficiali dell’Accademia Militare di Modena. Il governo e i vertici dell’Esercito hanno criticato duramente la decisione, mentre l’ateneo ha chiarito che non ha mai negato iscrizioni individuali, ma ha respinto la richiesta di creare un percorso esclusivo per i militari. Cosa è successo: La proposta: Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, aveva chiesto all’Università di Bologna di attivare un corso di laurea in Filosofia dedicato a 10-15 giovani ufficiali dell’Accademia Militare di Modena. L’obiettivo era arricchire la formazione militare con competenze umanistiche, favorendo il “pensiero laterale” e superando stereotipi. Il rifiuto: Il Dipartimento di Filosofia dell’ateneo ha respinto la proposta, ritenendo non opportuno creare un percorso t...
Il Ponte che divide Il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato al centro del dibattito politico e istituzionale. Da un lato il ministro Salvini e la società Stretto di Messina, guidata da Pietro Ciucci, ribadiscono che i lavori partiranno secondo il cronoprogramma ufficiale. Dall’altro, la Corte dei Conti e le opposizioni mettono in dubbio la legittimità dell’iter e la sostenibilità economica del progetto. Ripercorriamo le tappe per sommi capi: Salvini definisce il Ponte “opera strategica” per ridurre i costi dell’insularità e integrare la Sicilia nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo. Ciucci conferma il completamento entro il 2033 , insistendo sulla validità degli atti e sulla continuità del progetto. Il cronoprogramma prevede cantieri imminenti e benefici dichiarati: risparmio di tempo per veicoli e treni, sviluppo economico e occupazionale. le criticità sollevate da analisti e organi dello Stato preposti alla valutazione del progetto: Corte dei Conti: ha blocca...
Certo, con i tempi che corrono andrei volentieri anch’io a vivere nei Boschi con Mariaelena piuttosto che stare in città con la Giorgia. Scherzi a parte, sostenere tutte le spese imposte per vivere nella civiltà dei consumi è davvero una impresa pesante. A partire dalla bolletta dell’energia elettrica che su un consumo reale che si aggira attorno alle 80€ devi sborsarne 150€. E poi c’è il gas che non scherza; il telefono con la relativa connessione a internet … .
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.