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La storia dei senza‑storia Perché ricordiamo i leader e dimentichiamo i cittadini comuni Per secoli la narrazione pubblica ha celebrato i dirigenti, i condottieri, i manager del cambiamento. Ma dietro ogni trasformazione economica e politica c’è un’altra storia, silenziosa e rimossa: quella delle persone comuni, che hanno pagato il prezzo più alto delle scelte altrui.
Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche. Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...
Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi. Il teatro del potere e l’agonia dell’etica pubblica Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi.
Oltre le luci: cosa resta del Natale 2025? Le luci del Natale 2025 iniziano a spegnersi, lasciando spazio a quel silenzio sospeso che precede la fine dell’anno. Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto frequentando i salesiani, questo è il tempo dell’"esame di coscienza". Non una pratica punitiva, ma un esercizio di verità: fermarsi a fine giornata — o a fine ciclo — e chiedersi, con onestà brutale, se di fronte ai problemi del mondo abbiamo fatto la "cosa giusta".
Buon Natale Italia! Il Bel Paese alle prese con il “sì” che divide e i simboli diventano politica. L’eliminazione dell’esclamazione finale dall’Inno di Mameli riapre il dibattito sul rapporto tra forma e sostanza nell’azione delle istituzioni. Una scelta filologica che molti percepiscono come un gesto superfluo, soprattutto in un momento in cui il Paese chiede ben altre prove di serietà costituzionale.
Attraversare il guado: l’umanità davanti al proprio bivio. La crisi dell’umanesimo nell’epoca dell’individualismo globale Dai conflitti internazionali alle tensioni interne, il mondo sembra aver smarrito la capacità di riconoscere l’altro. Eppure è proprio da qui che passa la possibilità di un futuro condiviso. Viviamo in un tempo in cui l’umanità sembra essersi fermata sulla riva di un fiume in piena. Da una parte c’è ciò che siamo diventati: individui iperconnessi ma isolati, consumatori più che cittadini, spettatori di tragedie che scorrono sullo schermo con la stessa leggerezza di un intrattenimento. Dall’altra parte c’è ciò che potremmo essere: una comunità capace di riconoscere la dignità dell’altro come fondamento della propria. In mezzo, il guado che dobbiamo attraversare. E non c’è molto tempo per decidere se farlo. Il modello culturale dominante ci educa a guardare al nostro ombelico. È un sistema che premia la competizione, la visibilità, il vantaggio immediato. ...
HAI RAGIONE, PRESIDENTE: LA DEMOCRAZIA È IN PERICOLO, MA NON SI SALVA DA SÉ. QUESTA VOLTA I SUOI NEMICI SONO PIÙ FORTI. Di Franco Cimino. Ho ascoltato il discorso del Presidente della Repubblica, pronunciato ieri al Quirinale in occasione del saluto e degli auguri di buon Natale alle diverse autorità nazionali. Come sempre, o quasi sempre, mi sono emozionato e mi sono nuovamente lasciato affascinare dalla sua parola, nutrita di cultura e di sensibilità democratica. E ancora una volta lo ringrazio per le parole che, con coraggio, ha pronunciato su principi etici e politici ormai quasi messi da parte nel mondo politico, e anche all’interno delle istituzioni. In particolare nel Parlamento, divenuto ormai luogo di risse e di aggressioni brutali, di propaganda becera che trasporta l’odio reciproco e l’odio nei confronti dei cosiddetti nemici all’interno della società, avvelenandola dello stesso odioso sentimento. Ieri Sergio Mattarella si è soffermato sul tema della Democrazia. D...
Quando la fede diventa arma di conflitto. Leader improvvisati e comunità chiuse trasformano la spiritualità in battaglia, mentre l’inclusione diventa minaccia. C’è un filo sottile che lega i raduni religiosi di provincia alle grandi piazze politiche: il bisogno di un capo, di una voce che indichi un nemico e trasformi la confusione in battaglia. Non importa se si tratti di un parroco scomunicato o di un leader improvvisato: ciò che conta è la promessa di un’identità forte, di un “noi” contrapposto a un “loro”.
Quando la gestione ordinaria diventa straordinaria Dicembre a Catanzaro: il Comune affida a una società di Bologna servizi di segreteria, portineria e web per il Complesso monumentale del San Giovanni, con un impegno di 11.000 euro. Una cifra che solleva interrogativi sulla scelta di un affidamento esterno e sulla capacità delle realtà locali di offrire gli stessi servizi.
"Ciao, abbiamo bisogno di ricevere i dati catastali dell’immobile per cui hai attivato il nuovo contratto di fornitura o richiesto la modifica del contratto in corso, come previsto dalla normativa. I dati catastali servono a identificare l’immobile in cui è attiva la fornitura e sono riportati all'interno della visura catastale, un documento rilasciato dall'Agenzia delle Entrate." Ma dico, questo non doveva essere il governo delle semplificazioni? Siamo censiti e monitorati costantemente, eppure basta una semplice variazione in una delle utenze che se pur attive da oltre 20/30 anni si chiedono di dati catastali. Ma lo capite che così non fate la guerra agli evasori ma rompete i già precari equilibri di quanti non hanno dimestichezza con la burocrazia? Ecco, basta poco. Basta una comunicazione del genere a mettere in fibrillazione chiunque abbia per necessità operato una scelta nel mercato libero nonostante sia utente censito dallo stesso fornitore che ora si...
Il rifiuto dell’Università di Bologna di attivare un corso esclusivo per gli ufficiali di Modena non è una chiusura ideologica, ma la difesa del principio che la formazione accademica resta pubblica, inclusiva e aperta a tutti. sulla vicenda dell’Università di Bologna e il corso per i militari: La polemica non riguarda tanto l’accesso dei militari all’università, quanto il principio di equità e la missione dell’istruzione superiore. L’idea di un corso “riservato” agli ufficiali ha sollevato dubbi sulla compatibilità con l’autonomia accademica e con il carattere pubblico dell’università. La vicenda del corso di Filosofia negato dall’Università di Bologna agli ufficiali dell’Accademia di Modena è diventata un caso politico e culturale. Il governo ha parlato di “atto incomprensibile” e “lesivo dei doveri costituzionali”, mentre l’ateneo ha ribadito che nessuna iscrizione è stata mai negata : chiunque, militari compresi, può accedere ai corsi esistenti. Il nodo è un altro: la...
Il nodo non è l’accesso, ma il modello di formazione In breve: La polemica nasce dal fatto che l’Università di Bologna ha rifiutato di attivare un corso di laurea in Filosofia riservato a un gruppo di ufficiali dell’Accademia Militare di Modena. Il governo e i vertici dell’Esercito hanno criticato duramente la decisione, mentre l’ateneo ha chiarito che non ha mai negato iscrizioni individuali, ma ha respinto la richiesta di creare un percorso esclusivo per i militari. Cosa è successo: La proposta: Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, aveva chiesto all’Università di Bologna di attivare un corso di laurea in Filosofia dedicato a 10-15 giovani ufficiali dell’Accademia Militare di Modena. L’obiettivo era arricchire la formazione militare con competenze umanistiche, favorendo il “pensiero laterale” e superando stereotipi. Il rifiuto: Il Dipartimento di Filosofia dell’ateneo ha respinto la proposta, ritenendo non opportuno creare un percorso t...
Il Ponte che divide Il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato al centro del dibattito politico e istituzionale. Da un lato il ministro Salvini e la società Stretto di Messina, guidata da Pietro Ciucci, ribadiscono che i lavori partiranno secondo il cronoprogramma ufficiale. Dall’altro, la Corte dei Conti e le opposizioni mettono in dubbio la legittimità dell’iter e la sostenibilità economica del progetto. Ripercorriamo le tappe per sommi capi: Salvini definisce il Ponte “opera strategica” per ridurre i costi dell’insularità e integrare la Sicilia nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo. Ciucci conferma il completamento entro il 2033 , insistendo sulla validità degli atti e sulla continuità del progetto. Il cronoprogramma prevede cantieri imminenti e benefici dichiarati: risparmio di tempo per veicoli e treni, sviluppo economico e occupazionale. le criticità sollevate da analisti e organi dello Stato preposti alla valutazione del progetto: Corte dei Conti: ha blocca...
Certo, con i tempi che corrono andrei volentieri anch’io a vivere nei Boschi con Mariaelena piuttosto che stare in città con la Giorgia. Scherzi a parte, sostenere tutte le spese imposte per vivere nella civiltà dei consumi è davvero una impresa pesante. A partire dalla bolletta dell’energia elettrica che su un consumo reale che si aggira attorno alle 80€ devi sborsarne 150€. E poi c’è il gas che non scherza; il telefono con la relativa connessione a internet … .
di Franco Cimino MENO MALE CHE C'È QUESTO GRANDE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA! Il Quirinale, Palazzo Chigi, un signore che ha fatto politica e vorrebbe continuare a farla avendo cambiato ruolo, una lettera anonima, un giornale che prende tanto schifo, lo impacchetta e ne fa un servizio giornalistico apparentemente professionale, apparentemente quindi doveroso e deontologicamente obbligato. Apparentemente un grande scoop giornalistico. E ancora: una cena tra amici in un ristorante noto di Roma, un chiacchierare confidenziale tra una bella abbuffata e una grande bevuta. E parole liberate con disinvoltura. E ancora, una mail con il falso mittente e contenente la sintesi di quelle dichiarazioni rese in libertà e intorno a quel tavolo romano. Una mail indirizzata allo stesso giornale che ha divulgato la notizia. E che lascia sottintendere che vi sia altro da completare, probabilmente un audio video dell’intera esternazione di quella personalità che lavora fianco a fianco al presid...
Cronaca di una Crisi di Valori Franco Cimino, autore dell’articolo https://aore12.blogspot.com/2025/11/la-guerra-e-la-propaganda-del-potere.html esprime un'accusa forte e indignata contro il silenzio mediatico che circonda la situazione a Gaza. Denuncia come l'attenzione pubblica e giornalistica si sia spostata altrove, in particolare sulla guerra in Ucraina. Secondo l'autore: Gaza è scomparsa dai media: Nonostante il conflitto continui e la popolazione soffra, i media mainstream non ne parlano più. Le notizie su Gaza sono relegate in secondo piano, se non del tutto assenti. Chi ne parla è emarginato: Chi continua a denunciare la situazione viene spesso etichettato come retorico, antisemita o sabotatore della pace.
Il cosiddetto “turismo del massacro” a Sarajevo negli anni ’90 è una realtà storica agghiacciante, oggi al centro di nuove inchieste giudiziarie. Questo editoriale riflette su quella barbarie per interrogarsi sulla deriva morale contemporanea. Sarajevo Safari: il prezzo dell’orrore C’è una cifra che rimbalza tra le righe delle ultime inchieste: 250-300mila euro . Tanto sarebbe costata, secondo testimonianze e ricostruzioni investigative, una “gitarella” a Sarajevo durante l’assedio degli anni ’90. Non un viaggio di piacere, ma un weekend da cecchino, appostato su un terrazzo, a sparare su civili inermi. Donne, bambini, anziani. Un safari umano, dove la preda era la vita stessa. Questa notizia, rilanciata da documentari come Sarajevo Safari di Miran Zupanič e da inchieste della Procura di Milano, non è solo un pugno nello stomaco. È un monito. Perché tra i presunti partecipanti a questi “passatempi” non ci sarebbero solo miliziani, ma anche cittadini europei, italiani compres...
L'argomento non manca. da qui a capodanno abbiamo di che parlare. il capodanno in rai si terrà a Catanzaro marina. È ufficiale! quindi tutti soddisfatti! come se l'evento risolvesse tutti i mali di noi residenti e impossibilitati a scappare da questa terra amata ma irriconoscente. No correggo: non è la terra a d essere irriconoscente ma gli squali che la governano.
Siamo alle solite, questo governo non garantisce l'equità alla nazione ma tutela il suo elettorato e quanti la pensano come loro. Non si è mai visto prima d'ora un primo ministro che si scaglia sempre a spada tratta contro chi dissente. Nel gioco delle parti c'è chi butta la palla in campo al centro e chi fuori, sugli spalti. Non è una questione di destra e sinistra è semplice bon ton tra le parti e chi governa, dovrebbe pensare al bene di tutti. Chi ritiene che gli scioperi siano un modo per fare il ponte lungo di fine settimana forse non sa che chi sciopera non lo fa a cuor leggero perché perde soldi e qualche possibilità di togliere qualche sfizio ai familiari e a sé. Vorrei un Governo che pensasse e fosse di tutti, non di pochi.
di Franco Cimino QUELLA RENAULT QUATTRO ROSSA, OGGI A CATANZARO, E IL RACCONTO DELLA TRAGEDIA MORO CHE ANCORA DOMANDA Sì, presuntuoso, arrogante, permaloso, come egli stesso si è definito oggi durante le due ore di intervento relazione, che Gero Grassi, parlamentare di lungo corso e presidente della Commissione parlamentare sul delitto Moro, ha tenuto nella sala convegni della Camera di Commercio delle tre province dell’area centrale della Calabria, con sede a Catanzaro.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.