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-Crisi istituzionale tra ragion di Stato, obblighi internazionali e responsabilità etica- C’è un momento, nella vita delle democrazie, in cui la ragion di Stato smette di essere un principio di tutela collettiva e diventa un paravento. È il momento in cui il potere esecutivo, invocando urgenze e segreti, tenta di sottrarsi ai vincoli che lo definiscono: la legge, il controllo parlamentare, gli obblighi internazionali liberamente assunti.
Il testo di Franco Cimino coglie un punto cruciale: la responsabilità del linguaggio nell'arena politica moderna. Quando i leader usano "parole pesanti", non stanno solo esprimendo un'opinione, ma stanno definendo i confini del "permesso" per chi ascolta. L’analisi tocca tre cardini nella sua riflessione: - Il peso della legittimazione: Cimino avverte che gli attacchi diretti di Trump alla Chiesa non sono solo folklore elettorale. Forniscono un "alibi morale" a frange estremiste, trasformando la critica politica in un bersaglio concreto. - La fragilità delle risposte: La politica istituzionale è descritta come incapace di vera fermezza. Usare frasi fatte come "il Papa fa il Papa" è una forma di neutralità passiva che, di fatto, non protegge né il messaggio di pace né la figura del Pontefice. - L'eclissi dei contenuti: Mentre ci si accapiglia sui toni, i temi centrali — guerra, fame, povertà, dignità umana — sono risucchiat...
cronaca spicciola, nuove povertà, "Incursione notturna in via Magenta 29/31: danni alle strutture per un bottino di poche provviste. Quando la disperazione supera il rischio."
È troppo dire che aprire un tg nazionale con la sconfitta dell’Italia ai mondiali è assurdo? Con i problemi che abbiamo fa davvero specie sentire le reazioni del presidente del senato e quelle del vice premier entrambi scandalizzati! Conflitto in medio oriente. Trump che sta facendo scivolare la sua avidità in tutto il mondo e che apre fronti di guerra dovunque ritiene opportuno. Netanyahu che fa da sponda all’ala più oltranzista del suo governo e legifera sulla pena di morte per i palestinesi ritenuti nemici. Putin ancora in guerra in ucraina ….
MA CHE DOMENICA DELLE PALME È QUELLA IN CUI, IN OGNI PARTE DEL MONDO, SI MUORE E IL FIGLIO DI DIO VIENE QUOTIDIANAMENTE UCCISO?… Io ci andrò, come tutti gli anni, al richiamo del rito santo al quale la mia religione mi ha educato. La Domenica delle Palme resta sempre una giornata particolare che, per quelli come me — romantici e “belli vecchi”, ovvero vecchi belli — ha un sapore antico.
L'aspetto economico non è un corollario, ma il pilastro su cui poggia l'intera struttura del disagio. Senza un lavoro dignitoso e una stabilità reddituale, ogni precetto educativo diventa un lusso inaccessibile. L’ILLUSIONE DEL RIGORE: IL DECRETO CAIVANO TRA PUNITIVISMO E DESERTO EDUCATIVO. Dalla criminalizzazione della marginalità all'assenza di tutele: perché la risposta sanzionatoria del Governo Meloni ignora le radici economiche e occupazionali della devianza minorile.
Dopo il voto: tra trionfalismi prematuri e il lavoro che davvero serve La tentazione di esultare è forte, ma la credibilità politica si costruisce lontano dai riflettori: con proposte concrete, linguaggio misurato e un ascolto reale dei cittadini.
Oltre la retorica del “referendum sulla giustizia”: cosa resta dopo il rumore Tra accuse incrociate e narrazioni distorte, il dibattito post ‑ referendario rivela un problema pi ù profondo: la distanza crescente tra istituzioni, verit à dei fatti e responsabilit à verso i cittadini.
E LA POLITICA CHE DOVRÀ CAPIRLI…CHÉ PRIMAVERA NON ARRIVA ANCORA L'analisi di franco Cimino. Il risultato è netto. Di quelli che non lasciano spazio a equivoci. E tuttavia non basta dire che il No ha vinto. Sarebbe poco. Sarebbe riduttivo. Perché, questa volta, i numeri non si limitano a contare: parlano. E parlano molto. Parlano del Paese reale. Non di quello raccontato, non di quello costruito nelle narrazioni, ma di quello vissuto. Un Paese che forse non ha sempre parole ordinate, che non sempre riesce a trasformare il proprio sentire in pensiero compiuto, ma che, quando viene chiamato a decidere, sa dire sì e sa dire no. E questa volta ha detto No. Un No che non è soltanto una risposta a un quesito. È un giudizio. È un segnale. È, insieme, un rifiuto e una domanda. Dice, innanzitutto, che non basta il potere. Non basta neppure quando si accompagna alla forza della comunicazione, alla presenza pervasiva nei mezzi di informazione. Non basta per spegnere il pensiero. Non bas...
IL POPOLO. Il popolo non è una combinazione di consonanti e lettere astratte. Il popolo è un insieme di coscienze, teste pensanti che all’occorrenza muovono nel senso giusto le azioni. Oggi i cittadini si sono espressi. Oltre il 57% ha detto NO al referendum voluto dalla Meloni e dal suo governo. Ma pare che la meloni ancora non abbia inteso come ci si debba comportare con il Paese. Rilascia dichiarazioni spot. E non intende rivedere l’atteggiamento arrogante che manifesta contro una parte degli italiani da lei ritenuti “nemici”. Il popolo ha decretato una linea democratica oltre la quale non è consentito a nessuno di calpestarne i diritti sanciti dalla Costituzione. È assurdo sentire, a caldo, le risposte dei favorevoli al Sì, tra comitati e politici, ministri e sottosegretari, tutto sommato danno la colpa agli elettori perché non hanno compreso il vero fine della legge. Difronte a simili scempiaggini si rimane di sasso! A voler essere buoni e concedere una pur minima perc...
Custodire la Costituzione non è un atto di nostalgia, ma di responsabilità Davanti alle scelte unilaterali sul decreto giustizia, vale la pena ricordare che la nostra Carta nacque dal dialogo, non dalla forzatura. Chi oggi vuole modificarne i principi di garanzia dovrebbe interrogarsi sulle conseguenze di domani.
una riflessione di Franco Cimino. Tra poco andrò a votare. Lo faccio come sempre da quando ne ho diritto con gioia e responsabilità. Non sono mai mancato ad una sola consultazione elettorale. La cosa più bella che possa capitare ad un cittadino è proprio quella di poter votare. E più che un diritto-dovere che si riceve con la cittadinanza in una società democratica. E più che il dono che la democrazia fa a sé stessa e a te. Votare è molto di più. É gioia pura. É respiro dell’anima. Di più, è l’anima che si libera. Raggiunge il pensiero e lo ravviva di coscienza nuova. Ogni volta una coscienza nuova. È gioia pura di poter vedere questa coscienza liberarsi, come nell’aria il volo degli uccelli, per entrare con le tue stesse mani in una scatola di legno. E diventare atto della decisione tua con quella degli altri. Decisione tua per il bene tuo e degli altri. Decisione dell’oggi che vale per il domani. Il domani, che dall’urna già non ti appartiene, perché e di chi il doma...
Sette articoli, in equilibrio precario: il voto di domenica e lunedì pesa davvero. La riforma non riguarda solo la separazione delle carriere: ridisegna i rapporti tra poteri dello Stato e il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica.
NON HO CAPITO NIENTE E HO COMPRESO TUTTO… di Franco Cimino Questo è il momento della scelta. È il momento delle decisioni, della responsabilità, ma anche del coraggio di sostenerle e praticarle. Non ricordo, nella mia pur fragile memoria, una fase più drammatica di quella che il nostro Paese sta vivendo in questa strana contemporaneità. Una fase grave non solo perché siamo pienamente coinvolti nelle grandi tragedie globali — la fame e le guerre — e nelle loro cause profonde, ma anche perché, a differenza degli anni Settanta, oggi manca quasi del tutto la politica. E con essa sono scomparse le grandi culture politiche che, tra Ottocento e Novecento, pur nella pluralità delle posizioni, seppero costruire un pensiero nazionale forte e una democrazia originale e solida. Questa fase, che potrebbe essere definita come un tempo di “astenia morale”, è segnata da un’angosciosa necessità di domandare e da un altrettanto coraggioso bisogno di rispondere: dove è arrivata la democrazia ...
Di Franco Cimino Siamo uno strano Paese, per quelle contraddizioni — a volte anche estreme — che manifestiamo quando passiamo dall’angelismo al diavolismo, se mi è consentita questa licenza espressiva. Ci commuoviamo facilmente dinanzi alle sofferenze altrui e altrettanto facilmente le dimentichiamo. Abbiamo sempre bisogno di un Dio che ci protegga e ci soccorra nei momenti di difficoltà; da qui l’ottimismo che caratterizza gli italiani. Ma, nel frattempo, abbiamo anche bisogno di un nemico, qualcuno o qualcosa da odiare e contro cui prendersela quando le cose vanno male. Oppure, semplicemente per scaricare quel nostro istintivo bisogno di divisione e di contrapposizione. Si sta da una parte o dall’altra, perché nel mezzo — antica nostra caratteristica — non conviene più stare. Non dà utili, e quelli che vi restano sono sempre di meno. In questa legge dei contrasti troviamo la contrapposizione dei giudizi anche su uno stesso fatto e addirittura sulla stessa persona. Specialm...
L’ATTUALITÀ DEL PENSIERO DI ALDO MORO IN QUESTO SEDICI MARZO CHE RENDE ANCORA PIÙ COLPEVOLE IL SACRIFICIO DI QUEL GIGANTE BUONO… Forse ci penseranno questa sera i telegiornali, che andranno in onda dalle 19 fino a mezzanotte, a ricordare il 16 marzo, almeno come giorno della strage di via Fani, nella quale fu rapito Aldo Moro e massacrata la sua scorta: cinque uomini valorosi quanto innocenti. Valorosi e innocenti come l’uomo buono che fu preso in ostaggio dalle Brigate Rosse. Forse ci penseranno stasera a dare un po’ più di risalto alle misere, scarne tre parole che abbiamo udito e a quella rapidissima immagine che ci è stata mostrata. Dico forse, perché ormai si ritiene conclusa quella tragica stagione che ha visto lo Stato italiano aggredito da un manipolo di fanatici folli, portatori di un’ideologia che, nelle loro stesse folli elucubrazioni e nelle imprese ancora più folli e criminali, è stata svuotata perfino della sua parte più benevola di significato. Quella parte ch...
Al netto delle polemiche inutili facciamo due conti: quanto è costato agli italiani il centro in Albania? e quanto ci costa il referendum impropriamente detto "riforma della giustizia"? avremmo potuto destinare questi fondi a qualcosa di più utile e redditizio per gli italiani?
Non so quanto ci sia di vero nella notizia che vede Trump attorniato da pastori nella stanza ovale. Storicamente, i despoti, hanno consacrato il loro atto di forza nei confronti dei deboli attraverso riti apotropaici, non tanto per ingraziarsi i “demoni” del male quanto per cercare consenso tra i seguaci delle sette religiose. Per ultimo, in ordine di tempo, lo ha fatto Putin facendosi consacrare dal massimo esponente della religione che governa il popolo russo, ed ora, stando a quanto pubblicato sui social, Trump.
L'Ombra Lunga di Sigonella: Perché la Politica d’Oggi ha ancora bisogno di Craxi. Dalla crisi della Prima Repubblica al dibattito sull’autonomia della magistratura, la figura del leader socialista torna a essere il metro di paragone per misurare la sovranità nazionale e il peso della responsabilità politica. Il dibattito politico attuale sembra costantemente inciampare su nodi mai sciolti, riportando a galla, quasi per necessità storica, la figura di Bettino Craxi. Analizzando il presente, emergono due grandi temi che rendono la sua parabola umana e politica più attuale che mai. Il Capro Espiatorio di un Sistema. Rievocare la fine della Prima Repubblica significa immergersi in una delle pagine più controverse d'Italia. Sebbene la stagione di Mani Pulite abbia scoperchiato un sistema di finanziamenti illeciti innegabile, a distanza di decenni emerge una verità storica parziale: Craxi fu l’unico a pagare veramente. In un sistema in cui il finanziamento ai partiti era ...
Facciamo i duri, ma quando la paura ci stringe la gola e il pericolo diventa reale, ogni corazza si incrina. In quell’istante sospeso, il pensiero corre dove può: verso l’irrazionale, verso la fede, verso qualsiasi appiglio possa trasformare il terrore in speranza.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.