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Il Ponte che divide Il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato al centro del dibattito politico e istituzionale. Da un lato il ministro Salvini e la società Stretto di Messina, guidata da Pietro Ciucci, ribadiscono che i lavori partiranno secondo il cronoprogramma ufficiale. Dall’altro, la Corte dei Conti e le opposizioni mettono in dubbio la legittimità dell’iter e la sostenibilità economica del progetto. Ripercorriamo le tappe per sommi capi: Salvini definisce il Ponte “opera strategica” per ridurre i costi dell’insularità e integrare la Sicilia nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo. Ciucci conferma il completamento entro il 2033 , insistendo sulla validità degli atti e sulla continuità del progetto. Il cronoprogramma prevede cantieri imminenti e benefici dichiarati: risparmio di tempo per veicoli e treni, sviluppo economico e occupazionale. le criticità sollevate da analisti e organi dello Stato preposti alla valutazione del progetto: Corte dei Conti: ha blocca...
Certo, con i tempi che corrono andrei volentieri anch’io a vivere nei Boschi con Mariaelena piuttosto che stare in città con la Giorgia. Scherzi a parte, sostenere tutte le spese imposte per vivere nella civiltà dei consumi è davvero una impresa pesante. A partire dalla bolletta dell’energia elettrica che su un consumo reale che si aggira attorno alle 80€ devi sborsarne 150€. E poi c’è il gas che non scherza; il telefono con la relativa connessione a internet … .
di Franco Cimino MENO MALE CHE C'È QUESTO GRANDE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA! Il Quirinale, Palazzo Chigi, un signore che ha fatto politica e vorrebbe continuare a farla avendo cambiato ruolo, una lettera anonima, un giornale che prende tanto schifo, lo impacchetta e ne fa un servizio giornalistico apparentemente professionale, apparentemente quindi doveroso e deontologicamente obbligato. Apparentemente un grande scoop giornalistico. E ancora: una cena tra amici in un ristorante noto di Roma, un chiacchierare confidenziale tra una bella abbuffata e una grande bevuta. E parole liberate con disinvoltura. E ancora, una mail con il falso mittente e contenente la sintesi di quelle dichiarazioni rese in libertà e intorno a quel tavolo romano. Una mail indirizzata allo stesso giornale che ha divulgato la notizia. E che lascia sottintendere che vi sia altro da completare, probabilmente un audio video dell’intera esternazione di quella personalità che lavora fianco a fianco al presid...
Cronaca di una Crisi di Valori Franco Cimino, autore dell’articolo https://aore12.blogspot.com/2025/11/la-guerra-e-la-propaganda-del-potere.html esprime un'accusa forte e indignata contro il silenzio mediatico che circonda la situazione a Gaza. Denuncia come l'attenzione pubblica e giornalistica si sia spostata altrove, in particolare sulla guerra in Ucraina. Secondo l'autore: Gaza è scomparsa dai media: Nonostante il conflitto continui e la popolazione soffra, i media mainstream non ne parlano più. Le notizie su Gaza sono relegate in secondo piano, se non del tutto assenti. Chi ne parla è emarginato: Chi continua a denunciare la situazione viene spesso etichettato come retorico, antisemita o sabotatore della pace.
Il cosiddetto “turismo del massacro” a Sarajevo negli anni ’90 è una realtà storica agghiacciante, oggi al centro di nuove inchieste giudiziarie. Questo editoriale riflette su quella barbarie per interrogarsi sulla deriva morale contemporanea. Sarajevo Safari: il prezzo dell’orrore C’è una cifra che rimbalza tra le righe delle ultime inchieste: 250-300mila euro . Tanto sarebbe costata, secondo testimonianze e ricostruzioni investigative, una “gitarella” a Sarajevo durante l’assedio degli anni ’90. Non un viaggio di piacere, ma un weekend da cecchino, appostato su un terrazzo, a sparare su civili inermi. Donne, bambini, anziani. Un safari umano, dove la preda era la vita stessa. Questa notizia, rilanciata da documentari come Sarajevo Safari di Miran Zupanič e da inchieste della Procura di Milano, non è solo un pugno nello stomaco. È un monito. Perché tra i presunti partecipanti a questi “passatempi” non ci sarebbero solo miliziani, ma anche cittadini europei, italiani compres...
L'argomento non manca. da qui a capodanno abbiamo di che parlare. il capodanno in rai si terrà a Catanzaro marina. È ufficiale! quindi tutti soddisfatti! come se l'evento risolvesse tutti i mali di noi residenti e impossibilitati a scappare da questa terra amata ma irriconoscente. No correggo: non è la terra a d essere irriconoscente ma gli squali che la governano.
Siamo alle solite, questo governo non garantisce l'equità alla nazione ma tutela il suo elettorato e quanti la pensano come loro. Non si è mai visto prima d'ora un primo ministro che si scaglia sempre a spada tratta contro chi dissente. Nel gioco delle parti c'è chi butta la palla in campo al centro e chi fuori, sugli spalti. Non è una questione di destra e sinistra è semplice bon ton tra le parti e chi governa, dovrebbe pensare al bene di tutti. Chi ritiene che gli scioperi siano un modo per fare il ponte lungo di fine settimana forse non sa che chi sciopera non lo fa a cuor leggero perché perde soldi e qualche possibilità di togliere qualche sfizio ai familiari e a sé. Vorrei un Governo che pensasse e fosse di tutti, non di pochi.
di Franco Cimino QUELLA RENAULT QUATTRO ROSSA, OGGI A CATANZARO, E IL RACCONTO DELLA TRAGEDIA MORO CHE ANCORA DOMANDA Sì, presuntuoso, arrogante, permaloso, come egli stesso si è definito oggi durante le due ore di intervento relazione, che Gero Grassi, parlamentare di lungo corso e presidente della Commissione parlamentare sul delitto Moro, ha tenuto nella sala convegni della Camera di Commercio delle tre province dell’area centrale della Calabria, con sede a Catanzaro.
La retorica, il populismo e l'informazione addomesticata. È innegabile: Sigfrido Ranucci, figura di spicco del giornalismo d’inchiesta, rappresenta un vero e proprio spauracchio per chi detiene il potere. Al di là delle opinioni dei sostenitori della cosiddetta destra, le ingerenze di certi esponenti politici ci sono state e continuano a manifestarsi, come lo stesso Ranucci ha più volte denunciato. Inutile fare retrospettive: il problema è attuale e urgente. Tuttavia, c’è un aspetto che non possiamo ignorare. La retorica populista, spesso utilizzata come cornice per l’inchiesta seria, rischia di offuscare il valore autentico della denuncia. E oggi, l’inchiesta più cruciale è proprio quella che riguarda la libertà di stampa e di pensiero, minacciata da un clima politico che sembra volerla soffocare. Assistiamo a giravolte politiche sconcertanti: segretari reggenti di partito coinvolti in scandali legati alla distrazione di fondi pubblici destinati al finanziamento dei pa...
"Assurdo, cazzo! un aquazzone mette in gionocchio una città! l'area della stazione ferroviariadi Catanzaro marina è letteralmente allagata! nemmeno con le scialuppe si riesce a guadare la strada. i concorrenti del concorso le cui prove si svolgono nell'area del polifunzionale marinaro sono con le gambe coperte dall'acqua. basta un semplice quanto gratuito blocco delle scuole per garantire serenità alla cittadinanza? e chi non va a scuola ed ha altri impegni improrogabili?" E' inaccettabile che un acquazzone trasformi Catanzaro Marina in una trappola d’acqua. L’assenza di prevenzione e coordinamento è un’umiliazione per chi lavora, studia, vive. E' uno sfogo, anzi un urlo di indignazione più che legittimo. Le immagini che arrivano dalla zona della stazione ferroviaria di Catanzaro Lido sono eloquenti: strade trasformate in canali, marciapiedi sommersi, candidati ai concorsi pubblici costretti a guadare l’acqua fino alle ginocchia per raggiungere il Polif...
"Nel post https://aore12.blogspot.com/2025/10/catanzaro-urbanistica-incoerente-corvo.html avevamo sollevato alcune riflessioni e accluso una lettera aperta e a disposizioni di chiunque volesse esprimere le proprie opinioni e inviarle direttamente a chi detiene momentaneamente la gestione amministrativa e politica della cosa pubblica. Purtroppo pare che sia rimasto un a voce inascoltata uguale ai question time della camera." Capisco la frustrazione: il vostro appello pubblico sull’urbanistica a Catanzaro sembra non aver ricevuto risposte né attenzione da parte delle istituzioni. Il post che avete pubblicato solleva questioni importanti sull’urbanistica incoerente nel quartiere Corvo di Catanzaro, accompagnato da una lettera aperta rivolta ai responsabili politici e amministrativi. L’intento era chiaro: stimolare un confronto pubblico e offrire uno spazio di dialogo a chiunque volesse contribuire con osservazioni o proposte. Tuttavia, come spesso accade, l’iniziativa è rimas...
QUANDO IL LIBERALISMO DIMENTICA LA DEMOCRAZIA di Franco Cimino La scelta di Jannik Sinner di non partecipare alla Coppa Davis ha diviso l’Italia. Una metà lo condanna come traditore della patria sportiva, l’altra lo difende come professionista moderno, libero di decidere secondo la propria logica di lavoro. Entrambe le posizioni, però, sfiorano appena la questione vera: non è Sinner il problema, ma la cultura che lo ha formato. Io vengo da un’altra stagione, quella in cui la politica era un confronto di idee, di dottrine, di visioni del mondo. Negli anni della mia giovinezza nella Democrazia Cristiana, era normale definirsi socialisti, comunisti, liberali, repubblicani o cattolici democratici. Ciascuno portava un pensiero, una scuola, una tradizione. Quel pluralismo — autentico e persino conflittuale — nutriva la democrazia e dava significato alla partecipazione. Poi arrivarono gli anni Novanta, Mani Pulite, la “discesa in campo”. L’Italia politica cambiò pelle. I part...
Il compagno "Compagno", per noi ragazzi di quartiere, significava "migliore amico". Era il modo più diretto e affettuoso per presentare chi ci stava accanto. Crescendo, quel termine ha assunto un peso diverso: non solo amicizia, ma militanza. Il compagno era chi condivideva un’idea, un progetto, una visione del mondo. Oggi, quell’epoca sembra svanita. Ma qualcuno resiste.
La rappresentanza è stata per lungo tempo il cuore della democrazia moderna: un meccanismo fragile, certo, ma capace di trasformare la pluralità delle voci in una sintesi politica. Oggi quel cuore batte a fatica. Non è più questione di destra o sinistra, di programmi più o meno convincenti: è la struttura stessa della rappresentanza che si è incrinata. I partiti, che un tempo erano comunità di senso, scuole di formazione, luoghi di elaborazione collettiva, si sono ridotti a macchine elettorali, a comitati di gestione del consenso. Non raccolgono più le domande che nascono dalla società, ma le filtrano, le semplificano, le piegano alle logiche della comunicazione. La sinistra, quando ha avuto la possibilità di governare, ha spesso scelto la via della compatibilità, sacrificando la giustizia sociale sull’altare della stabilità. La destra, invece, ha trasformato la politica in spettacolo, in un flusso continuo di slogan e provocazioni. Due strategie opposte, ma convergenti nel ris...
“No Kings”: Proteste, Censura e il Ritorno del Sovrano. Una riflessione transatlantica sul populismo autoritario Gli Stati Uniti sono attraversati da una mobilitazione senza precedenti contro il secondo mandato di Donald Trump . Il movimento “ No Kings ” denuncia la deriva autoritaria di un potere che si presenta come democratico ma agisce come monarchico. In parallelo, l’Europa vive tensioni simili, con governi che accentuano il controllo ideologico e la censura culturale. Questo post propone una lettura comparata tra il contesto statunitense e quello italiano, con particolare attenzione al governo Meloni attraverso l'evidenziazione delle dinamiche comuni del populismo autoritario e le risposte civiche che emergono dal basso. I l ritorno di Trump con la retorica dell’eccezione squinterna l'assetto democratico del Paese Guida mondiale: gli USA Le proteste “No Kings”, si diffondono in tutti i 50 Stati americani, e non sono semplici manifestazioni contro un presiden...
La mancata tassazione equa degli extraprofitti, nonostante le promesse iniziali di Giorgia Meloni , è il risultato di una combinazione di fattori politici, economici e di pressione da parte dei settori interessati. Ecco una spiegazione dettagliata: La promessa iniziale di Giorgia Meloni. Nel 2023, il governo Meloni aveva annunciato una tassa sugli extraprofitti bancari , con l’obiettivo di redistribuire parte dei guadagni eccezionali ottenuti dalle banche grazie all’aumento dei tassi di interesse. La misura era stata presentata come un atto di giustizia sociale , per aiutare famiglie e imprese in difficoltà. Cosa è successo davvero? Modifica della norma : Dopo l’annuncio, la norma è stata rapidamente modificata. Invece di una tassa obbligatoria, è stato introdotto un meccanismo che permetteva alle banche di scegliere tra pagare la tassa o aumentare il proprio patrimonio — una via d’uscita che ha reso il gettito praticamente nullo. Pressioni politiche e bancarie...
Riflessione metaforica basata sulla storia per denunciare l’asimmetria del potere e l’assenza di equità fiscale del governo Meloni Cortigiana, non concubina. Alla corte del Sole: servire è potere Sdrammatizziamo, ma non troppo. Quando Landini ha definito Meloni “cortigiana”, non parlava, penso, di passioni né di lenzuola, ma di funzione politica. Cortigiana, cioè figura che vive alla corte del potere, ne incarna la luce, ne riflette i raggi, ne protegge l’aura. Non concubina di Trump, anche se ne adora la linea politica: semmai, interprete devota di un sovranismo che non disturba i profitti. D’altronde, chi mai ha visto una dama del Re Sole criticare il desco solare? Chi vive sotto i riflettori del trono non mette in ombra i benefici che da quel trono discendono. E così, nella manovra economica, nessuna tassa straordinaria per banche, assicurazioni, fondazioni: soggetti che prosperano grazie ai soldi dei contribuenti e dei depositari, ma che restano immuni da contrib...
Con i se e i ma non si costruisce niente. però una considerazione è d'obbligo! se Lucano non fosse stato impedito dalla legge severino a candidarsi, come d'altronde aveva fatto, alle regionali calabresi, e ci fosse stato uno svecchiamente, per non usare altri eufemismi più azzeccati ma pesanti in seno alle candidature della sinstra, forse, forse sarebbe cambiato finalmente qualcosa nel panorama sociale calabrese
riflessioni post voto In Calabria, il silenzio ha parlato. Non con slogan, né con urla di piazza, ma con l’assenza. Un’assenza ostinata, lucida, che ha svuotato le urne e riempito di domande il paesaggio politico. La “tempesta perfetta” orchestrata con freddezza — dimissioni strategiche, ricandidature calcolate, convergenze forzate — ha prodotto una calma apparente. Ma sotto quella superficie, qualcosa si muove. Non è apatia. È rifiuto. È disillusione. È memoria. La destra ha festeggiato, la sinistra ha arrancato, e intanto il popolo ha scelto di non scegliere. Non per pigrizia, ma per dignità. Perché quando l’offerta politica non rispecchia la realtà vissuta, il voto diventa un atto vuoto. E allora si tace. Ma non si dorme. Ai calabresi che non hanno votato, non chiediamo spiegazioni. Offriamo spazio. Perché forse il vero voto si esprimerà altrove: in un manifesto, in una poesia, in una piazza, in un gesto condiviso. La partita non è finita. Ma il gioco va ripensato. ...
E mò? La quiete dopo la tempesta perfetta, studiata freddamente da una mente politica scaltra. Dimissioni e ricandidatura si è dimostrata una tattica vincente. la destra ha dovuto per forza sostenere Occhiuto. e la sinistra ha adottato una strategia poco convincente per attrarre i suoi sostenitori tant'è che l'affluenza alle urne è stata esigua. La Calabria fa gongolare la Meloni. ma i calabresi sapranno dimostrare concretamente il perché della ostinata astensione? Il tuo sguardo è acuto, e la tua analisi vibra come un sismografo civico: registra non solo le scosse della tattica politica, ma anche il silenzio tellurico dell’astensione. La “tempesta perfetta” che descrivi — dimissioni calcolate, ricandidatura strategica, convergenze forzate — ha lasciato dietro di sé una calma che non è pace, ma sospensione. E in quella sospensione, la Calabria tace. Ma non dimentica. L' Astensione è gesto politico! L’astensione non è sempre disinteresse. A volte è un atto di resistenza, ...
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.