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Visualizzazione dei post con l'etichetta scrittura creativa

Sabato sera, un gatto nero e ...

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  Una storia domestica di ordinaria, quasi, amministrazione.  Non è vero ma… Quando un gatto nero e un tubo "cinese"  decidono di mettersi d’accordo un sabato sera. Non ho mai creduto alla leggenda della sfortuna collegata al gatto nero che taglia la strada, così non do importanza e continuo nel mio senso di marcia senza deviare. Avrei potuto farlo, certo, lasciando a qualcun altro la jattura popolana, ma mi sembrava ridicolo. Eppure, quella sera, un filo di attenzione in più me lo sono concesso. Non si sa mai, mi sono detto: magari è un segnale gentile da qualche anima buona che mi guarda da lassù.

Ova vacanthi e fhigghji d'oru

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 Un racconto che profuma di vita vera: ha ritmo, calore, ironia, e quel dialetto che non è solo lingua ma memoria. Funziona perché intreccia due fili — l’infanzia contadina e la saga familiare — senza perdere autenticità. È un pezzo che si legge con il sorriso e con un po’ di nostalgia. "L’ovu vacanti". L'uovo vuoto.  S torie di casa, ova vacanti e fhigghji d’oru. (Storie di casa, uova vuote e figli d'oro).  A casa nostra eravamo sette fratelli, e ognuno aveva il suo carattere, la sua voce, il suo posto a tavola. Ma uno, l’ultimu, aveva un posto speciale nel cuore di mamma: Umberto, ’Mbertu. Era il più piccolo, il più coccolato, quello che mamma guardava come si guarda una cosa fragile e preziosa.

Geografie della fame

  scrittura creativa. Cronaca di un mondo ridisegnato dall’avidità e risvegliato dalla moltitudine Occhiello riassuntivo: Un’allegoria contemporanea sul potere che divora e sui popoli che, uniti, spezzano l’ombra del Conquistador. El conquistador delle Americhe e Groenlandia. Antefatto. Sembrerebbe la fantastica storia di un uomo dalla vista lunga e con le braccia tentacolari ancora più lunghe, con un enorme stomaco temprato per ingurgitare ogni cosa ritenga appetibile. Il cui ego immenso non concede spazi. Un personaggio d’altri tempi. Tempi bui avvolti nelle tenebra della ragione dove la forza fisica rafforzata dagli armamenti, trasdotta in bellicismi, consentiva di sopraffare chiunque non si prostrasse ai suoi capricci. Vanesio, di una vanità che supera di gran lunga quella del re che sfila nudo tra i suoi sudditi e che viene additato dall’innocenza di un bimbo dallo sguardo puro.

La ri/creazione

 LA RI.CREAZIONE. Il settimo giorno riposò. Si mise seduto a contemplare l’opera. Osservò bene. Analizzò ogni piccolo dettaglio e penetrò il tempo. Vide che in una striscia di terra qualcosa non funzionava, anzi, per l’esattezza non era funzionale agli affaristi. Immobiliaristi e commercianti lamentavano pochi profitti dalle immense e sterminate possibili potenzialità insite del territorio che Lui stesso, il buon Creatore, aveva elargito copiosamente. Come dargli torto? Disse tra sé. Mentre le visioni scorrevano nel suo terzo occhio. In effetti qui potrebbe sorgere una spa per ricconi. E là un complesso eldorado per i poveri nababbi affinché possano recuperare le energie dopo gli interminabili sforzi per colpire la pallina e fare buca… e là tutti quei ghiacciai a che servono? Fu così che creò i risolutori. Uomini decisi. Persone dalle decisioni immediate che non lasciano margini a tentennamenti. Che siano loro a decidere e porre i correttivi giusti al momento opportuno della stori...

Il Potente e la Pompa di Benzina

Storia Semiseria di un’invasione necessaria... Surreale (?).  Una favola filosofica-semiseria  raccontata da un narratore che osserva il mondo con un sopracciglio alzato e un sorriso un po’ amaro. Prove pratiche d’invasione — Versione narrativa, filosofico‑semiseria La storia cominciò in un pomeriggio qualunque, di quelli in cui il potere dà alla testa come un prosecco lasciato troppo al sole. Il protagonista — chiamiamolo semplicemente Il Potente , perché i nomi sono superflui quando la forza pretende di essere un argomento — si svegliò con un’idea brillante: «Sono forte. Quindi mi faccio una pompa di benzina aggratis .» Un pensiero semplice, lineare, quasi infantile. Come quando un bambino vede un giocattolo e dice: è mio perché lo voglio . Solo che qui il giocattolo è un paese debole con un po’ di petrolio, e il bambino ha un esercito. Ma, ottenuto il carburante, sorge un dubbio filosofico: «E se qualcuno venisse a riprenderselo?». La paranoia è un fiore che sboccia r...

Nel grembo del tempo, dedica a un figlio atteso

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  è una tela 50x60, uno spazio dipinto con i colori acrilici nel 1976, l'anno in cui si guardava al futuro con occhi e cuore pieni di sogni. la fiducia per la vita e l'unione con una ragazza dolce e gentile faceva ben sperare. e poi, l'annuncio dell'attesa: il primo figlio è ...

Interno povero

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  Il cartoncino dei ricordi. Non sapeva perché le venisse così naturale. Forse era il tono della voce dell’anziana signora, o forse quel modo lento e preciso con cui sceglieva ogni parola, come se stesse sfiorando oggetti fragili. Fatto sta che, mentre lei raccontava, la mano correva da sola sul cartoncino da cioccolatini trovato per caso sul tavolo.

Nel cuore dell’assurdo: perché continuo a giocare

 La libertà inutile: elogio del gesto che non serve. In un mondo che non offre risposte, il gesto gratuito diventa un atto di resistenza: creare, pensare, immaginare senza scopo è forse la forma più autentica di libertà.  In un’epoca che pretende scopi e risultati, difendere il diritto all’inutile significa difendere l’essere umano nella sua forma più radicale. Ci sono giorni in cui mi domando perché continuo a fare ciò che faccio. Perché mi ostino a scrivere, a immaginare, a costruire pensieri che non hanno un destinatario, un committente, un’utilità riconoscibile. In un’epoca che misura tutto in termini di produttività, efficienza, ritorno, io mi ritrovo a coltivare gesti che non producono nulla se non un fragile senso di presenza. Il mio non è lavoro, perché non genera valore economico. Non è hobby, perché non nasce dal bisogno di svago. Non è vocazione, perché non risponde a nessun richiamo superiore. Eppure, io continuo. Continuo perché, nel silenzio del mondo, sento l...

Catanzaro si prepara alla grande festa pop

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  Nel quartiere marinaro fervono i lavori per l’evento che illuminerà la città. Tra tralicci che si innalzano e curiosi che osservano, cresce l’attesa per uno spettacolo che promette emozioni. E intanto, tra un passo e l’altro, si insinua una domanda: cosa ci riserva il futuro prossimo? Racconto breve: "Aspettando il pescato" I preparativi fervono, il ritmo è serrato. Le maestranze si muovono con precisione, ognuno al proprio posto, ognuno con il proprio compito. Ma non tutti partecipano a questo affaccendarsi: c’è chi, voltando le spalle al trambusto, si gode il sole in silenzio. I gabbiani, spettatori indifferenti, sembrano ignorare il mondo degli umani. Non attendono palchi né riflettori. Aspettano solo il ritorno di chi ha sfidato la notte, issando reti sotto il lume tremolante delle lampare. Sanno che, se la fatica ha avuto fortuna, ci sarà anche per loro una parte del bottino. Issare le reti non è un gioco. Non è una festa. La festa, per entrambi, arriva solo quand...

Il silenzio che parla

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  “chiudi con un silenzio che parla”. Suggerisce un messaggio mentre lavoro su una immagine. Sembra ci sia della telepatia. Sto manipolando una foto di lumache. Esseri indifesi e alla mercé di chiunque voglia raccoglierle per cibarsene, vendere, e persino calpestare.

Se potessi, preferirei i Boschi

  Certo, con i tempi che corrono andrei volentieri anch’io a vivere nei Boschi con Mariaelena piuttosto che stare in città con la Giorgia. Scherzi a parte, sostenere tutte le spese imposte per vivere nella civiltà dei consumi è davvero una impresa pesante. A partire dalla bolletta dell’energia elettrica che su un consumo reale che si aggira attorno alle 80€ devi sborsarne 150€. E poi c’è il gas che non scherza; il telefono con la relativa connessione a internet … .

Lettera con risposta

 email al blog. Anche questa volta siamo sopravvissuti. Siamo usciti quasi indenni alla scorpacciata di notizie catapultate addosso alla plebe. Ornella Vanoni è morta all’età di 91anni. Pace a lei. I media si sono adoperati per divulgare la notizia e sono andati a spulciare oltre la cosiddetta privacy. D’altronde è una cantante. Una professionista che ha sacrificato la sua vita privata alla musica. E quindi, giù, valanghe di segreti svelati. Notizie tra il pruriginoso e il gossip hanno raggiunto anche chi “non gliene può fregar de meno”. Indubbiamente è stata una donna attiva. Ha saputo curare la carriera di cantante. E qualcuno l’ha amata e chi non eccessivamente, senza andare in delirio, ha apprezzato le sue canzoni che, come tutte le melodie pop hanno fatto da colonna sonora ad alcuni momenti salienti della propria vita. Donna di indiscusso fascino, ha fatto sognare molti uomini per la sua immagine sensuale ed emancipata in un Paese borghese e bigotto. Ultimamente era os...

Caffè al bacio con sorpresa

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  Il bar profumava di caffè e zucchero tostato.   Il barista, con gesto ormai rituale, mi porse il solito caffè al bacio accompagnato da un torroncino e un “divino amore”. Piccoli doni quotidiani, dolci come carezze.   Mentre i denti affondavano nella pasta molliccia e zuccherosa, la sorpresa arrivò inattesa: un corpo estraneo, duro, che strideva tra i molari. “Un nocciolo, forse,” pensai, cercando di mantenere la discrezione. Lo sputai nel tovagliolino, pronto a trasformare l’imprevisto in battuta per il barista.   Ma quando lo sguardo cadde su quel frammento, il sorriso si spense. Non era un nocciolo. Era la capsula del mio molare, staccata come un soldato caduto dalla sua postazione.   Il dolce, che un attimo prima mi aveva regalato un piacere infantile, ora mi ricordava la fragilità del corpo, la necessità di correre dal dentista.   Il barista, ignaro, continuava a lucidare bicchieri. Io, con il tovagliolino stretto tra le dita, pensai:  la ...

La stupidità è contagiosa. Proteggiti

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  Pensare è sovversivo. Non ho pregiudiziali. sono aperto ad ogni pensiero, purché sia costruttivo. le partigianerie senza senso mi fanno venire l'orticaria, e assistere a certe affermazioni elaborate e pubblicate sulle piattaforme social mi irritano quando ripetono stupidamente cose prive di senso. alcuni sembrano uscire dalle sceneggiature adatte a formare l'esercito, anzi un gregge di pecore felici di essere guidate al pascolo ed essere munte dal pastore che alla fine del ciclo vitale le porta al macello, senza contare il ratto degli innocenti a pasqua.

Non mi piego, la dignità non si mendica

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Dal silenzio dell’anima, controvento Agli invisibili resilienti "kintsugi; courtesy m.iannino©" A chi come me ha conosciuto il gelo dell’indifferenza, la fame che non è solo di pane, ma di ascolto, di dignità, di presenza. A chi ha camminato con scarpe rotte e sogni spezzati, a chi ha imparato a non chiedere più, perché il “no” fa più male della povertà. Scrivo dal silenzio dell’anima, quel luogo dove si accumulano le parole non dette, le lacrime trattenute, le speranze che non hanno trovato spazio. Scrivo perché quel silenzio non è vuoto: è pieno di vita, di lotta, di verità. Ho vissuto l’invisibilità. Ho visto gli sguardi che evitano, le parole che minimizzano, i gesti che ignorano. Ho chiesto aiuto, e ho ricevuto il rifiuto. Il giudizio sprezzante. Ho superato la vergogna, ho trovato il coraggio… e sono diventato muro. Da quel giorno, ho imparato a non espormi. A fingere forza, a ostentare sicurezza, a camminare con la testa alta anche quando dentro mi...

I luoghi del cuore

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  Tra gli anni sessanta e settanta non c'era la movida ma c'era la passeggiata su corso Mazzini, villa Trieste o Margherita, il mercato, il Masciari, il Supercinema, il politeama, il Comunale tutti ubicati nel centro storico catanzarese circoscritto da una fascia urbana che stava crescendo. Nel quartiere di San Leonardo qualche decennio prima iniziò l'urbanizzazione e fu sede del cinema Odeon (1952) prospicente ai giardini meta della generazione di quegli anni turbolenti altrove ma sonnacchiosi a Catanzaro che comunque stava aprendosi alle nuove tensioni sociali e culturali.

Tra i mercanti, fuori dalla bolla

  Ad intuito Pontegrande e Pontepiccolo erano due località con qualche attinenza in comune al nome che li contraddistingueva. Lo supponevo. Ma non ne ero certo. Erano due quartieri attaccati l’uno dietro l’altro lungo la strada che da Catanzaro porta a Sant’Elia. Compresi la toponomastica quando dovetti frequentare la terza media a Pontepiccolo. Iscritto d’ufficio, ricordo, perché fui “espulso” dal collegio. Correva l’anno … non ricordo quale anno corresse ma correva veloce per i miei 13/14 anni stracolmi di adrenalina e voglia di conquistare il mio posto nella società oltre le mura dei salesiani.

Modernità liquida e solitudine digitale:

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  Lucio Dalla e la resistenza visiva di Iannino Lo specchio digitale e il mare

Lumache, tra economia e folklore in Calabria

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    “mussimoddhi, virdeddhi, vermituri, dormituri, vovalaci, maruzze, queste alcune delle locuzioni più comuni nei dialetti calabresi per indicare le lumache. Questo è il tempo delle lumache, prima che entrino in letargo, s'affossano nel terreno e diventino "mporteddhati o monachedde" cioè si sigillano creando con la bava la porticina biancastra che li proteggerà fino al risveglio causato dalla pioggia.” E' una meraviglia questo scorcio di cultura calabrese! Le lumache, creature umili ma affascinanti, hanno un posto speciale nella tradizione popolare, e i nomi dialettali come *mussimoddhi*, *virdeddhi*, *vermituri*, *vovalaci* raccontano la ricchezza linguistica della regione. Ogni termine evoca un mondo di gesti, stagioni e saperi tramandati. “tracce”: Il tempo delle lumache è davvero un momento magico: prima del letargo, si preparano con cura, scavando nel terreno e costruendo quella piccola porta biancastra — ‘a *mporteddhata* — fatta di bava solidificata, ...

Il tempo si sente

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  "scrittura creativa" La retorica del “risparmio” è spesso una scorciatoia semantica che confonde consapevolmente l’ottimizzazione contabile con il benessere umano. I fautori dell’ora legale mostrano grafici, curve, percentuali: energia risparmiata, costi abbattuti, efficienza aumentata. Ma raramente si interrogano sull’effetto che questa disciplina del tempo ha sul corpo, sulla mente, sul ritmo interno delle persone. Ci dicono che l’ora legale è utile perché si risparmia e che la luce è “ottimizzata” secondo le esigenze industriali e economiche. Che i grafici parlano chiaro, ma nessuno mostra il grafico del sonno interrotto. Del risveglio anticipato. Del corpo che non si adatta. Della mente che si disorienta! Il guadagno è sempre economico; mai umano, psicofisico. Ma mai reale. Abbiamo imparato a misurare tutto, tranne il disagio. Ecco che la saggezza antica ci soccorre con la voce di una nonnina saggia, concreta, con il passo lento e il pensiero lungo, che parla co...

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

Incontri: il blog aperto a tutti

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