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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Il Post

Il testo senza volto

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NON È UN VEZZO!  facciamo il punto: Cosa non vi è chiaro dell’anonimato?   Mentre il ghostwriter scrive testi che saranno firmati ufficialmente da altre persone, l'autore "anonimo" sceglie di nascondere la propria identità dietro un nome fittizio per far parlare solo l'opera. Chi sceglie di scrivere sotto pseudonimo lo fa per un principio intellettuale purissimo: offrire una scrittura che sia puro nutrimento per la mente. L'obiettivo è liberare il testo dal peso della "fama", spingendo il lettore a valutarlo esclusivamente per il suo valore intrinseco. Rinunciare alla firma ufficiale risponde a un'esigenza culturale profonda: donare ai lettori un testo iperproteico per l'intelletto, privo di personalismi. In questo modo, l'opera non viene giudicata in base al nome di chi la redige, ma unicamente per la forza e la qualità del suo contenuto. Il mio è solo un invito: leggete, se vi va, lasciandovi guidare dal messaggio racchiuso tr...

Nel ricordo di mamma Natuzza

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  “Jiati ‘mpacia…”. Andate in pace. Cosi Natuzza Evolo in Nicolace liquidò la troupe di mediaset quando andò a curiosare davanti alla sua porta. Non li fece entrare. Contrariamente alla sua proverbiale accoglienza specialmente nei confronti dei sofferenti che andavano a chiedere conforto e sollievo. Li lasciò sull’uscio e li liquidò subito. “Siti buoni e caritatevoli. Comprensivi e altruisti”. Questa è stata la sua risposta al saluto di commiato. Umile ma deciso che Mamma Natuzza fece al giornalista.  

l’Italia che lavora ma scivola tra gli ultimi

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 società la retorica del potere e la realtà sociale del Paese:   L’ascensore rotto e le vetrine del potere nell’Italia che lavora e scivola tra gli ultimi   Mentre la politica si consuma in uno spettacolo di polemiche speculari e distrazioni di massa, il dramma dei working poor ( -letteralmente "lavoratori poveri"- sono persone che, nonostante abbiano un'occupazione regolare e percepiscano un reddito da lavoro, si trovano al di sotto della soglia di povertà.

Il cuore del problema, le diseguaglianze

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 CONFLITTI E DISEGUAGLIANZE, IL CUORE DEL PROBLEMA. DI FILIPPO VELTRI ‘’ Papa Francesco ce l’ha gridato: questa economia uccide! Uccide perché scarta, trasforma le persone in ingranaggi, in merce da consumare e poi gettare via.  Quando vediamo la povertà, quando le persone non arrivano a fine mese o sono senza casa, non si tratta di un “guasto tecnico” dell’economia. 

La protesta delle generazioni escluse

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  La condanna del nulla: la rabbia di una generazione esclusa   A cinquant’anni, dopo aver trascorso tre decenni nei laboratori, firmato pubblicazioni scientifiche e addestrato i colleghi più giovani a manovrare macchinari da milioni di euro, lo Stato italiano ti dice che il tuo tempo è scaduto. La recente, drammatica intervista a una ricercatrice italiana – cinquant'anni d'età, trenta di precariato accademico, lasciata a piedi dall'oggi al domani per la solita cronica "mancanza di fondi" – non è un caso isolato. È l’autopsia di un sistema. Espulsa a metà della vita da un mercato del lavoro che ha contribuito a innovare, questa professionista dimostra la menzogna di fondo della retorica dei "cervelli in fuga": in Italia non si fugge per scelta, si viene respinti per decreto.

Le pari opportunità viste dal basso

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  «Dicono che sono prodotti spazzatura che non giovano alla salute. Che fanno schizzare i valori, ostruiscono le arterie e provocano infarti, ictus e diabete. Le chiamano “malattie del benessere”. Magari potessi averle io, quelle malattie, qua in mezzo alle macerie di una terra dove non cresce più niente e si muore solo di fame e di abbandono. Io le vorrei, quelle opportunità. Vorrei avere il lusso di scegliere cosa mi fa male. Vorrei vivere anche solo per un giorno come i ricchi delle vostre città-vetrina, e poi decidere. Ci riempite la bocca con le "pari opportunità", ma la verità è che i vostri diritti si fermano dove finiscono i binari dell'alta velocità. Non esistono a Milano, non a Torino, non a Genova. Roma guarda dall'alto. Napoli è un capitolo a parte, una polveriera di rabbia. E il resto del Sud? Cancellato. Con questo governo Meloni avete firmato la nostra condanna a morte definitiva, chiamandola pure "autonomia". Avete legalizzato il fatto ...

Se il presidente La Russa saprà rivolgere le sue scuse

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 …SIGNOR LA RUSSA, ILLUSTRE PRESIDENTE, ASPETTI CHE LE PARLI DELLA «SIGNORA PONZANI» «L’ho chiamata signora perché è professoressa. Sì, professoressa, ma professoressa a contratto. Non è la stessa cosa, per questo l’ho chiamata signora».

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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