Il Post
«No, non siamo soli. È un’illusione pericolosa crederci entità isolate, atomi sciolti dal resto del creato. Non è solo una mia intuizione, sebbene io sposi con profonda convinzione gli insegnamenti dei maestri che ci hanno preceduto. Tra loro, Hermann Hesse è stato il più luminoso: il suo Siddharta è un richiamo che non ammette distrazioni.
Gli incontentabili esistono, certo. Ma qui sembra che le contraddizioni si moltiplichino da sole, come se la città le producesse in automatico. Un marciapiede rimesso a nuovo, pomposamente trasformato in pista ciclabile, accostato al suo passato trascurato, diventa una piccola prova visiva di quanto abbiamo tollerato fin troppo a lungo. Gli incontentabili, Catanzaro e le sue contraddizioni Gli incontentabili li ricordiamo tutti: quelli dello spot, famiglia in marcia con lo sguardo torvo, sempre pronti a giudicare e mai davvero soddisfatti. È deleterio vivere così, con il broncio permanente e la critica compulsiva. Eppure, a volte, sembra che sia la città stessa a costruire per loro le occasioni su misura. Catanzaro ne offre a bizzeffe: contraddizioni che si moltiplicano, figliano come conigli in calore, e si mostrano senza pudore sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.
DOLORE IMMANE, IL LUTTO BREVE E LA PARTITA DEL CATANZARO, UNA ORDINARIA PARTITA DI PALLONE.., Sarei ritornato, come era previsto, dal luogo lontano dalle città in cui mi trovo per la cura di affetti fondamentali. Sarei tornato per vedere il Catanzaro, come faccio tutte le settimane delle sue partite in casa. Quel Catanzaro che è sempre stato anche mio e che trattengo nel cuore, anche in ricordo del mio papà e del suo appassionato sostegno ai giallorossi, con l’orecchio attaccato alla vecchia radiolina, nel tempo antico in cui le notizie le davano Enrico Ameri o l’indimenticabile Riccardo Giacoia, se i segnali di fumo indiani non li avevano già anticipati. Ma non sono tornato, per evitare la tentazione di andare allo stadio in uno dei giorni più gravi della storia di Catanzaro. Abbiamo pianto la morte di una madre e dei suoi due bambini. Abbiamo e stiamo trepidando per la salvezza della figlia di sei anni scampata all’orrore di quella notte, che si è fermata nel nostro cielo, che ...
Un invito a ripensare la competizione e a scegliere la cura reciproca come gesto etico quotidiano. Un testo breve, brevissimo, che parla di comunità e responsabilità. - "Insieme-m.m. courtesy archivio storico M.Iannino©2024" - Perché vincere a tutti i costi? Primeggiare nell'agone del qualunquismo è salutare? Ricordo una lezione aziendale di aggiornamento in cui il relatore docente esordì dicendo: perché competere in forma agonistica e dover vincere ad ogni costo sempre? E se invece provassimo a vincere insieme, tutti? Pensate sia possibile? Io penso proprio che sia possibile. Basta volerlo e rieducarsi . Ripensare la vita. E prendere in mano i destini. In politica e nella quotidianità, nel rapporto spicciolo dove anche le pulci tossiscono ad ogni minimo sospiro. E mordono. Ripensare i rapporti interpersonali non per paura o quieto vivere ma per amore. Semplice come l’uovo di Colombo. Buona vita a tutti.
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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