post del giorno
di Franco Cimino DA FRANCESCA A MICHELE ALBANESE, IN CAMMINO SULLO STESSO SENTIERO DELLA GIUSTIZIA E DELLA LIBERTÀ… Stavo per scrivere di Francesca Albanese, la donna italiana incaricata dall’Onu di documentare, studiandola direttamente sul territorio, la grave situazione palestinese, soprattutto in conseguenza del feroce assedio bellico cui, da due anni (ma molti di più se si considerano i precedenti), la sottopone il potente esercito di Israele. Era da tempo che volevo farlo. In questi ultimi tre giorni, ancora di più. Stavo appunto scrivendone oggi, domenica, quando mi è giunta la notizia dell’immatura scomparsa di un altro Albanese: Michele, calabrese della Piana di Gioia Tauro, nato nella piccolissima Cinquefrondi, giornalista. E allora parlo di lui e, nel contempo, inizio a parlare di lei, per farlo poi più compiutamente nei prossimi giorni. I due straordinari italiani, cittadini del mondo, non sono accomunati soltanto dal cognome. Li lega, strettamente, la scelta di v...
Calabria, tra verità e narrazioni: da Costabile a Gratteri, il filo che non si spezza. C’è un filo che attraversa la Calabria da decenni: la tensione costante tra chi chiede di guardare la realtà senza filtri e chi preferisce rifugiarsi in narrazioni rassicuranti. Franco Costabile, con La rosa nel bicchiere, lo aveva intuito con lucidità: niente romanticismi, niente folklore, niente cartoline. La Calabria, per essere capita, va guardata negli occhi. E non sempre piace.
IL FUTURO ARRIVÒ SENZA BUSSARE . Non sempre si decide quando comincia davvero la vita adulta. A volte accade in un mattino qualunque, senza preavviso. Per me iniziò davanti all’Albergo Moderno, in piazza Matteotti. Non immaginavo che quel portone avrebbe aperto un mondo nuovo, né che ciò che avrei vissuto lì dentro avrebbe continuato a parlarmi per anni.
1980. Anni di cambiamenti . Il complesso dell’EUR era stato ultimato da qualche decennio e ormai messo pienamente a disposizione di aziende, patronati e Confindustria, che dagli anni Settanta avevano iniziato a utilizzarne gli spazi in modo continuativo. Quel giorno eravamo lì per una trattativa delicata: l’azienda doveva comunicarci notizie importanti. Le delegazioni sindacali erano arrivate da tutte le regioni. Il complesso si presentava enorme, imponente, quasi disorientante. Ma non eravamo lì per turismo o per shopping. In ballo c’erano questioni serie: gli esuberi, le strategie per tentare di risanare l’azienda, il marchio. Perché ormai c’era ben poco da salvare. Arrivai con qualche ora d’anticipo e mi persi nel dedalo di uffici e nuovi spazi. Ne approfittai per incontrare un amico, un gallerista, e finii per impegnare buona parte della mattinata con lui. Andammo in galleria e, quando mi accorsi che il tempo era volato, tornai di corsa all’EUR. La riunione n...
di Franco Cimino. LE MIE PAROLE DEL CUORE PER TE, CATANZARO MIA, CHÉ DELLA POLITICA NON SO PARLARE. Piove sulla Città, sulle case, sulle strade, sui campi ancora liberi e sulle coste dei suoi colli. Trema la terra dalla ferita che scende nel profondo delle sue viscere. S’agita il mare e s’alza a dieci metri. E cresce onda con onda prima di battere con forza sulla costa, la battigia e le brutte cose che l’uomo gli ha “imposto” davanti. Si muove il vento e con la stessa forza del mare. Batte con insistenza su porte e finestre. Rovina su alberi e lampioni, insegne luminose e auto spente. Batte più forte sulla paura della gente. Non del vento. Non della pioggia. Non del Mare. Ma della terra che si sfarina. Delle strade che si rompono sotto i piedi delle persone e le ruote di “chi”le trasporta. Paura degli alberi che cadono come i lampioni. Paura per gli alberi che cadono come lampioni privi di saldezza...
Il cambiamento non sempre fa rumore. A volte scivola nelle pieghe del quotidiano, si insinua nei gesti ripetuti, nelle abitudini che sembravano eterne. Altre volte, invece, arriva come un colpo secco: un terremoto che incrina ciò che si credeva solido. Negli anni Ottanta, per chi lavorava nelle telecomunicazioni, accaddero entrambe le cose. Un lento logorarsi e un improvviso crollo. Un’epoca che prometteva modernità e lasciava dietro di sé un sentimento nuovo, sconosciuto, inquietante: la precarietà. In mezzo a quella trasformazione, una figura emergeva più nitida delle altre: Marisa Bellisario . Non ancora un mito, non ancora l’icona che sarebbe diventata dopo la morte. Era una presenza concreta, determinata, capace di parlare il linguaggio del futuro mentre molti di noi cercavano ancora di decifrare il presente. La sua voce, le sue decisioni, il suo passo sicuro nei corridoi dell’Italtel segnarono un’epoca in cui la tecnologia correva più veloce...
IL GRIGIO DEL POTERE Dalla contrapposizione di classe all’illusione della mobilità: cronaca di un sistema che ha cambiato pelle per restare uguale a se stesso. Ho conosciuto la realtà operaia, i suoi bisogni e le lotte per migliorare il lavoro proletario, la socialità e l'emancipazione del tempo libero. Ho creduto nella bontà della classe dirigente politica e sindacale; vedevo nella controparte interessi granitici e privilegi che non avrebbero mai ceduto. Negli anni qualcosa si è costruito, ma oggi sembra che ogni passo verso la conquista degli ideali sia andato perduto, inghiottito da una nebbia che ha confuso i confini tra chi rappresenta e chi è rappresentato. È la fine delle etichette, l'inizio del blocco tra due mondi lontani. Col tempo ho capito che parlare di "destra" o "sinistra" è un esercizio di distrazione di massa. La realtà non si divide per ideologie dichiarate, ma per condizioni vissute. Esistono due blocchi opposti, separati da un fos...
L’Invisibile che Cura: Il Miracolo Silenzioso dello Scoglio di Placanica. Tra terra secca e speranza, la storia di Fratel Cosimo Fragomeni continua a interrogare la ragione, offrendo un rifugio di pace a chi porta il peso della sofferenza.
Cronache semiserie di un bisogno naturale ostacolato da guasti, scuse e zero empatia. Ci sono momenti in cui la vita ti ricorda che le piccole comodità non sono affatto scontate. Ti accorgi del loro valore solo quando qualcuno te le nega con la stessa naturalezza con cui si respira. E se “hai n’a certa”, come direbbero a Roma, il richiamo della natura non conosce orari, meteo o contesti sociali. Il freddo, il caldo, la pioggia battente: tutto diventa un detonatore. L’acqua che scorre è un invito irresistibile. Così inizi la caccia al bagno pubblico, sperando in un gesto di umana comprensione, magari da parte di un coetaneo. Ma no, la solidarietà anagrafica è una leggenda metropolitana. Entri nel primo bar, ordini un caffè per non sentirti in colpa e… “Mi dispiace signore, lo sciacquone è rotto”. Giù il caffè come fosse un shot di sopravvivenza, paghi e fuggi sotto un diluvio che manco nei film catastrofici. Secondo tentativo: la farmacia. Parcheggi sul marciapiede, entri con la...
Le chiacchiere stanno a zero per quanto riguarda la raccolta firme dal notaio dei dissidenti consiglieri comunali di >Catanzaro che si sono prefissati di fare cadere la giunta Fiorita. Mentre “a lu fhurnu i chjaccjari vannu a 19/20euri a kilu”. i catanzaresi pensano tutt'aptro, e lo conferma il giudizio di uno qualunque, uno incontrato per caso stamattina presto, un semplice podista che mi ha confidato, sue testuali parole: da qualche mattina faccio il percorso nuovo della pista cilcabile, attraverso il ponte della fiumarella e vado verso lido fino alla fortuna, bella, davvero bella la pista e il percorso, oggi pioviggina e non l'ho fatta tutta ca s'imm’acchjappa a pioggia...
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.