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Commozione da social

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di Franco Cimino.   IL PAESE, IL NOSTRO, CHE PIANGE CON UN OCCHIO SOLO LA MORTE DEI BAMBINI . L’Italia ha pianto. Per un’intera settimana. Tutta l’Italia. Quella delle casalinghe e delle persone normali. Quella della informazione pubblica e privata. L’Italia della cultura e l’Italia della politica. Del governo e del potere. Attaccata ai social e alle televisioni, non ha perso una parola e un minuto delle notizie che arrivavano dall’ospedale di Napoli, il più importante del Sud, sullo sfortunato bambino, ucciso dalla mala sanità. Aveva due anni e mezzo e un cuore ballerino.  Aveva la speranza e un futuro quasi assicurato, se quella speranza avesse incontrato la buona volontà degli uomini di buona volontà. L’avrebbe salvato un cuore nuovo, che nelle mani di quella sanità è diventato più vecchio e malato del suo, che urgeva essere sostituito. L’hanno chiamato il muscolo bruciato. E da quel mattoncino di ghiaccio che in altre situazioni salva e custodisce organi e speranze. ...

Se lasciam che la paura prenda il sopravvento

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    Quando la paura decide per noi ... breve riflessione: Dalla tipula alle scelte collettive: perché il panico è il peggior consigliere.   Ci sono momenti in cui la ragione si ritira in un angolo, lasciando il campo libero all’istinto più primordiale. È ciò che accade quando una tipula — quella che molti scambiano per una zanzara gigante — comincia a svolazzare nella stanza. Non punge, non è pericolosa, e anzi svolge un ruolo tutt’altro che trascurabile negli ecosistemi: contribuisce all’impollinazione, nutre uccelli e piccoli predatori, e ricorda che non tutto ciò che appare minaccioso lo è davvero. Eppure, la sua presenza scatena un riflesso quasi automatico: eliminarla. Zacchete, una ciabattata e fine della storia.   A mente fredda, lo sappiamo: sarebbe bastato aprire la finestra, accompagnarla fuori, o semplicemente ignorarla. Ma la paura non ama le soluzioni eleganti. La paura vuole risposte immediate, drastiche, definitive. E spesso sbagliate.  ...

QUATTRO ANNI DALL’INVASIONE DELL’UCRAINA

  CELEBRIAMO UN ALTRO ANNIVERSARIO DI MORTE E DI ROVINE… di franco cimino. In un mondo ipocrita, coperto — come da un lenzuolo steso sulla vergogna — da un calendario strapieno di ricorrenze e anniversari, oggi si dovrebbe ricordare il quarto anno dall’inizio della guerra che un capo autoritario, dallo stampo psicologico napoleonico, ha scatenato contro l’Ucraina. Era stata definita dallo stesso aggressore “operazione militare speciale per il Donbass”, da chiudere in pochi giorni.

Quando la cultura diventa vetrina: il nodo irrisolto delle scelte artistiche a Catanzaro.

  La cultura come vetrina o come identità?   Perché Catanzaro deve tornare a credere nei suoi artisti Una riflessione sul rischio di trasformare la cultura in marketing e sulla necessità di valorizzare davvero le energie creative del territorio.

Nel ventre della tempesta: fede, fragilità e responsabilità collettiva

 Facciamo i duri, ma quando la paura ci stringe la gola e il pericolo diventa reale, ogni corazza si incrina. In quell’istante sospeso, il pensiero corre dove può: verso l’irrazionale, verso la fede, verso qualsiasi appiglio possa trasformare il terrore in speranza.

Quando la politica diventa bersaglio e la gogna digitale sostituisce il dibattito.

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  La gogna mediatica contro Occhiuto: come si è trasformato il dibattito pubblico Negli ultimi giorni il video in cui Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, legge una lunga serie di accuse, insinuazioni e commenti ostili rivolti a lui e perfino ai suoi figli è diventato virale. Diffuso da Calabria TV, ADN24 e ripreso da numerose testate, quel filmato non è solo una reazione personale: è il simbolo di un clima mediatico e digitale sempre più esasperato, in cui un’indagine giudiziaria si trasforma rapidamente in un processo parallelo. La scena che ha acceso il dibattito Nel video, Occhiuto appare visibilmente irritato mentre sfoglia un fascicolo di articoli, post e commenti che lo riguardano. Un gesto inusuale per un presidente di Regione, che assume il valore di una denuncia pubblica del livello di pressione e sospetto che si è creato attorno alla sua figura. Il contesto: l’inchiesta e il rumore che la circonda L’origine del caso è l’indagine della Procura di Catanza...

Catanzaro fhora e portu, da non confondere con porta marina

 Fhora e portu, piazza Matteotti, per i catanzaresi è fhoraeportu! Tutto d'un fiato con la effe aspirata. Oggi, rispetto a qualche decennio addietro, ha cambiato completamente il suo aspetto. È stata piazza larga con segnaletica orizzontale e strisce pedonali. e da periferia è diventata centro cittadino. E' una piazza movimentata da polemiche a causa dell’urbanistica e non solo. Anche Sgarbi ebbe da ridire per le sfere bianche disseminate ai margini della meridiana col vertice che puntava al cielo. Sembrava puntare l’istituto Ercolino Scalfaro, l’antica scuola di Arti e Mestiere, così è nato l’istituto tecnico industriale ai primi del 900.

Alla scoperta di Catanzaro

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 Catanzaro. Nella fantasia di una giovanissima mente appena sbocciata nella periferia rurale della provincia il solo sentirla pronunciata suscitava visioni di mondi nuovi e lontani da esplorare. Qualche compagnella di giochi ne parlava con aria superiore. Romanzando realtà improbabili. E questo amplificava la voglia in chi non c’era mai stato. E mai uscito dalla ristretta cerchia delimitata dai boschi di querce e castagni che si aprivano sulla distesa che guardava il mare sottostante. Quella mattina, il neofita esploratore, si preparò con cura. Infilò i pantaloni buoni con la camicia e le scarpe della festa. Pettinò accuratamente i cappelli selvaggi che poco s’addomesticavano sotto il pettine, e fu pronto. Mamma, ma’ io sono pronto. Esclamò allegramente facendo vibrare la casa. E poi, in macchina, iperattivo, non smetteva con i perché nell’osservare la strada e il paesaggio fino alle porte di Catanzaro! Superato il primo momento di stupore lentamente una sensazione di svogliata c...

Giustizia

  Giustizia è sinonimo di: educare, comprendere o, più sbrigativamente, punire? A proposito di delitti e castighi.  In una società che ambisce a definirsi evoluta, la giustizia non può ridursi a un meccanismo punitivo, né a un riflesso condizionato di vendetta sociale. Occorre, prima di tutto, comprendere il peccato: la radice dell’errore umano, la fragilità che precede l’azione, la complessità che abita ogni individuo. Senza questa comprensione, ogni sistema giudiziario rischia di trasformarsi in un apparato cieco, più utile a rassicurare che a emancipare. 

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

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