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Ciao Laura

Roma, 1 febbraio 1999. XXIX giornata d'Europa.
Cerimonia di consegna dei premi “personalità europea 1998”.

Di quel lontano giorno ricordo la caotica attività degli organizzatori, l'andirivieni dei personaggi noti e il rumore dei paparazzi all'esterno e dentro la sala della protomoteca chetatosi appena il cerimoniere invitò all'attenzione dei presenti l'imminente saluto del sindaco Rutelli e, quindi, l'inizio della cerimonia.
Tra i tanti, due personaggi sono rimasti ancorati nella mia memoria: Arnoldo Foà per il suo intervento polemico nei confronti delle istituzioni e per la motivazione che lo vedevano lì dopo lunghi anni di onorata carriera. E Laura Biagiotti. Di lei ho un ricordo poetico indelebile. Era seduta a capofila. Il mio sguardo s'incrociò col suo. Mi fece l'occhiolino e sorrise dolcemente. Non ci fu bisogno di parole. L'incitamento era chiarissimo. Intuì il suo amore per l'arte e lo sprono per gli artisti. E nel riprendere il mio p…
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Siamo ciò che diciamo (?)

Non capivo più dove avessi stomaco e cervello. Collegavo e scollegavo pensieri e parole  E mi stringeva leggermente sotto il cuore. C’era qualcosa che non mi parlava più di farfalle, ma di api, o di vespe, o entrambe Diritte a farmi male nello stomaco, il secondo cervello. Le farfalle si sa, son quelle dalle emozioni Le più ballerine, fanno danzare mente e cuore. Da qualche tempo si sentono insetti meno innocui Che  pungono e  lasciano agonizzante Là dove il flusso di spilli si decide a fermarsi. Sono pensieri o parole che un po’ ti muoiono dentro Sono quelle espressioni che prima o poi inevitabilmente Senti dire e dici. Non sono zucchero, sono forti come 40° d’ alcol Ardono con un effetto prolungato. In questo caso non ci vuole cortisone Il farmaco che ti danno quando non sanno come curarti, in questo caso ci vogliono cure speciali, in questo caso ci vogliono carezze e abbracci.

Trump in tour

Non sapevo che tra i compiti del presidente degli usa ci fosse anche quello di venditore d'armi.

Trump nel suo primo giorno di incontri internazionali firma un accordo con gli arabi che fa guadagnare all'industria bellica americana 110 miliardi di dollari. Ovviamente, Trump, li trasforma in potenziale lavoro per gli americani e gongola per l'affare andato in porto.
E quando verrà, tra qualche giorno, da noi, cosa vorrà? Rispolvererà forse quella commessa sugli f35 o porterà in visione qualche tonnellata di giochi pirotecnici per le sante feste visto che s'incontrerà col Papa?
Scherzi a parte, quest'uomo preoccupa. Ma sicuramente Francesco saprà trovare la chiave giusta per aprire il cuore dell'imprenditore e riempirlo con sani propositi di pace.
Non è con le armi che si devono creare posti di lavoro. La paura non deve tenerci sotto scacco. Dobbiamo, invece, lavorare affinché l'amore solidale regni in noi attraverso la conoscenza e la comprensione dell'…

C'era una volta la classe operaia

Lottiamo per l'occupazione.

Lottare ma perché? Perché si deve lottare, scontrarsi su temi che la costituzione ha ben definito negli articoli che dovrebbero essere i pilastri fondamentali della repubblica italiana?
Eppure siamo stati costretti a farlo. Abbiamo teorizzato e auspicato una organizzazione del lavoro a misura d'uomo, attività da svolgersi in un ambito sociale dignitoso, contestuale al mondo migliore teorizzato dalla sinistra, da consegnare alle nuove generazioni. Un mondo a noi incline, che ci somigliasse, con aperture mentali attente ai bisogni altrui. Un mondo costruito sulla solidarietà. Così non è stato. Oggi, giovani e meno giovani, sembriamo degli zombi. La nostra attenzione è catturata dagli eventi mediatici virali. Postiamo merda e fango con la speranza di apparire, suscitare reazioni e collezionare like sui social media. Con questo non voglio ripetere anch'io la fatidica frase “era meglio la gioventù di una volta”, no! Perché se davvero fosse stata mig…

Diario segreto

Tornare alla natura.
Posso dire di avere sperimentato i flussi e riflussi della storia sulla mia pelle. In prima persona, nel mio piccolo, ho capito cosa significhi curare la terra e trarre da essa i frutti. Non l'ho fatto per molto tempo. Ma andare in campagna e rendermi partecipe del lavoro sui campi mi piaceva. Mi piaceva rompere l'argine dopo avere creato i rigagnoli per mandare l'acqua ad abbeverare gli ortaggi. L'odore di terra bagnata e dell'erba tagliata ce l'ho ben presente ancora oggi. E il sapore dei cetriolini "rubati" che non sfuggivano alla memoria visiva e all'acuta osservazione dei grandi che avevano memorizzato ogni germoglio delle piante è un ricordo indelebile. Bastava che spostassero con le mani le foglie per accorgersi della mancanza dei frutti sottratti precocemente alla maturazione. Più difficile, credevo sbagliando, era che si accorgessero dei pomodori che gradivo e depredavo nelle giornate assolate. Li addentavo e la lo…

Proiezioni

Davanti alle nascite, qualsiasi tipo di nascita, si sogna e si spera sempre in positivo.

Quando nasce una nuova vita si proietta su di essa anche parte del riscatto dei propri sogni.
La nascita è, per alcuni, una rivincita nei confronti delle sconfitte subite. Mentre, per altri, Davanti ai primi vagiti, ma anche nella fase embrionale, il pensiero augurale comune, il più sentito, rimanda alla salute fisica e mentale del nascituro, futura entità, prolungamento ed espressione dell'essere supremo. Che nasca e cresca sano!, è in un secondo tempo che i congiunti auspicano la realizzazione materiale dei sogni. È così che, i desideri, di chi genera la vita e di chi la riceve, si fondono. Il pensiero positivo cresce fino a quando non si avvera nei successi individuali e si fortificano in società o si frantuma sul muro indolente eretto dalla cattiveria dei nemici.
Si veste l'ovulo di carisma e materia già prima della fecondazione, la formazione è importante. L'abito non fa il mon…

Aria nuova? Stop alle poltrone

Non è necessario prendere l'aereo o fare molti km per capire che esiste la civiltà; basta poco per entrare nel mondo ordinato dai criteri che determinano le giuste attenzioni civiche, cioè, quelle azioni che rientrano nell'ordinaria amministrazione di sindaco e consiglieri per garantire decoro agli spazi urbani, salute pubblica e vivibilità ai cittadini.
Basta solamente percorrere 2km per sentirsi parte integrante della civiltà organizzata.
La storia si ripete immutabile. Immutabile come le stagioni, Catanzaro sfoggia i suoi look. Vestiti nuovi. Eleganti per il centro e per il quartiere marinaro. E qualche rattoppo nelle periferie dimenticate.
Il quartiere marinaro, bello, lindo e vivibile, è all'attenzione degli amministratori e nelle logiche commerciali che guardano al sistema turistico come possibile fonte di ricchezza. Ed è giusto!
Il centro, va be', è quello che è. E il corvo? L'aranceto? Pistoia? Fare due passi a piedi è bello, sì! Ma devi avere una certa…