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Visualizzazione dei post con l'etichetta C'era una volta in Calabria

Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

La cucina di nonna

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  Polpette di carne al sugo di pomodoro.  Pruppetti e carna a la sarza   Questo racconto profuma di cucina di una volta, di calore familiare e di quella saggezza antica che trasforma la necessità in arte e sapore. Il dialetto calabrese ("caddu caddu", "fhurnu", "a manticia") rende tutto ancora più autentico e vicino al cuore.

San Lorenzo una festa antica

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  Tra nostalgia e modernità. "u crivu" Cambiano le tradizioni Il profumo dei "mustazzola" e il passo del tempo. In sintesi la mia Catanzaro e la metamorfosi della fiera di San Lorenzo Senti anche tu questo suono? Sono le campane che suonano a festa, riempieno l’aria di rintocchi dolci e improvvisi. È bellissimo pensare come la nostra città riesca ancora a parlarsi attraverso i suoni, comunicandoci subito il profumo della festa. Da nord a sud, da est a ovest, i campanili scuotono le pance delle campane: Catanzaro è in festa, è il giorno di San Lorenzo.

Devoti a Maria del Mare

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Racconto intimo, profondo e poetico della festa della Madonna di Porto Salvo (comunemente chiamata Madonna del Mare) scritto da Franco Cimino. Il Cuore del Racconto è nella descrizione del momento culminante della festa: la processione in mare della statua della Madonna a bordo di un peschereccio, seguita da un corteo di barche. E dalla catena umana delle migliaia di persone sulla riva che si tengono per mano per oltre un chilometro. Festa che accomuna le città costiere di Soverato e Marina di Catanzaro  …SOVERATO E LA MIA SECONDA MADONNA DEL MARE

Dall'azione pop all'assemblaggio digitale

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  Dialogo intimo con un grande maestro: Mimmo Rotella.   all'inizio fu un bacio. come sempre inizia tutto con dolcezza...  E qualche volta con pathos  Con la dolcezza di un bacio e la presenza delle api, l'immagine evoca un forte legame con la primavera, il risveglio della natura e l'inizio del ciclo della vita. Questo collage digitale unisce elementi urbani e naturali all'insegna degli insegamenti del precursore M. Rotella:   - Manifesti strappati: Rappresentano il passare del tempo, la memoria strato su strato e le storie umane che si sovrappongono. - Il bacio: Nascosto tra i frammenti di carta, simboleggia l'amore originario, l'intimità e la scintilla iniziale. - Fiori di pesco o mandorlo: Fiori bianchi e delicati che indicano la rinascita, la fragilità e la bellezza effimera. - Le api: Simbolo di laboriosità, fecondità e continuità, fondamentali per trasformare quel "bacio" floreale (l'impollinazione) in frutto.  

Nel giardino della mente

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  Il tempo, nel giardino di un Ospedale-     "Frammenti di memoria e riflessioni sulla natura umana si intrecciano in un racconto sospeso nel tempo. Dalla quiete di un'attesa ai ricordi di giovinezza lungo la strada verso Marina, l'autore dipinge un ritratto inedito, poetico e profondamente personale della periferia storica di Catanzaro." "Tra l’erba e le foglie di un giardino d’ospedale e il ricordo di un motorino che scivola tra gli ulivi di Viale Isonzo, prende vita il racconto. Un flusso di pensieri che, partendo dall’ingiusta nomea di un corvo dal becco giallo – licenza poetica di un merlo reale –, si trasforma in un viaggio antropologico e sentimentale nella Catanzaro di un tempo. (anni ‘70) È lo sguardo di chi attende,, oggi, negli anni 2000 abbondanti, e nell’attesa ritrova l'anima autentica di una terra argillosa e delle sue storie." “È affascinante come il flusso di pensieri leghi insieme la natura, la memoria storica di Catanzaro...

L'odore del tempo

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  Ogni volta che ripenso a quegli anni, mi tornano in mente i saliscendi di via Vercillo, a Catanzaro.  Per noi ragazzi era 'a sagghjiuta o 'a scinduta 'e Mauru . Proprio lì, all'angolo di un antico palazzotto baronale, c'era la tipografia di Giacinto Mancaruso. Era proprio in questo periodo dell'anno, subito dopo la fine della scuola, che frequentavo assiduamente quella bottega. Mentre i miei compagni preferivano andare al mare a Catanzaro Lido, io sceglievo di passare le mie giornate lì, immerso in un mondo che profumava di inchiostro e carta. La prima volta che varcai quella soglia, il rumore ritmico e metallico delle macchine in funzione mi trasmise un'immediata allegria. Respiravo a pieni polmoni quell'aria acre, ignorando del tutto che i caratteri mobili in piombo e i solventi potessero essere dannosi. Tutto mi affascinava: dal ticchettio ipnotico delle rotative grandi fino alla macchina più piccola, usata con precisione millimetrica per stampare ...

C'era una volta l'opera Pia

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"un documento storico ed umano straordinario. Ha la forza di una fotografia d'epoca e restituisce un pezzo fondamentale della memoria sociale di Catanzaro, in particolare di Santa Maria." Tu, forse, non eri ancora nato ma è opportuno sappia un po’ della storia di Catanzaro e di certe attività nate con l’intenzione della mutua assistenza ai deboli. Certi termini non erano adoperati e per parlare di una famiglia o di una singola persona si usava il termine “indigente”, vale a dire povero.   Disagiato.

Il sapore dei pensieri lontani

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  La lama affilatissima del coltello a serramanico mondava leggera la buccia della pera. L’uomo, con fare sacrale, toglieva giusto il superfluo che formava il vestito della frutta che avrebbe completato il suo frugale pasto in città.

Tra riscatto e santità, la speranza degli ultimi

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  Il riscatto mistico e sociale delle lande calabresi attraverso l’opera di Natuzza Evolo e Fratel Cosimo, nel vivo della causa sostenuta dal vescovo Attilio Nostro

Natuzza, voce e richiamo mistico

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 Al via la fase decisiva per la beatificazione. Sulla vita della signora Fortunata Evolo in Nicolace si è scritto e raccontato molto. Persone comuni e giornalisti si sono interessate alla sua storia per devozione o per semplice curiosità e per dovere di cronaca. In Calabria e anche oltre i confini regionali la sua figura è nota. I suoi carismi sono conosciuti dai devoti e dai laici che diffidano di certi fenomeni inspiegabili quali la bilocazione, lo sguardo oltre la nebbia del visibile e altre qualità ormai accertate di Natuzza che ha abbracciato indistintamente chiunque come e più di una mamma. Adesso c’è in previsione il processo di beatificazione di questa donna dalle umili origini che ha portato pace nei cuori e nella mente di quanti sofferenti si sono rivolti a lei. Non che questa operazione, prettamente terrena, cambi o modifichi qualcosa in tutto quanto ha fatto durante la sua vita. Una vita comune a tantissime donne di paese, nate povere e cresciute in umiltà in case s...

Tra passione e amore

 QUIRINO LEDDA, IL GRANDE COMUNISTA E IL NOBILE CATANZARESE… Oggi Quirino Ledda, il sardo-calabrese che in questa regione, da sindacalista dei contadini e da consigliere regionale del Partito Comunista, ha condotto grandi battaglie per la difesa dei lavoratori, dei diritti umani e civili dei cittadini e per la crescita della Calabria, finalmente libera dal sottosviluppo e dall’arretratezza, torna idealmente in città. Torna nella città che scelse come sua: Catanzaro.

Memorie

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  Rived ersi nel passato, grazie alle teche rai, è un salto emotivo corroborante.  Un archivio di volti, gesti e presenze che continuano a parlare al presente Rivedersi paracadutato nel 1990 è un salto nella memoria. Una memoria offuscata dal tempo, come una pellicola che ha perso nitidezza ma non significato. Molte sfumature sono sbiadite, eppure non si sono mai cancellate del tutto. I servizi del TGR di quegli anni le ravvivano: riportano alla luce volti, gesti, luoghi che credevo consegnati al silenzio.

Ciao Gigetto

 LUIGI VERDUCI, IL CORNICIAIO E QUELLA STORICA VIA CHE HA SPENTO UNA BELLA LUCE… E se n’è andato pure lui. Altro che città per vecchi: qui non resterà più nessuno. Per fortuna ci sono le famiglie degli immigrati regolari che la stanno già abitando, specialmente all’interno delle sue viscere, quegli antichi quartieri del centro storico che i catanzaresi hanno abbandonato da decenni. Sono ancora stranieri, e tali si sentono, in una città che ancora non li vede davvero. Eppure li puoi incontrare la domenica, nel primo pomeriggio, quando portano i figli piccoli alla Villa Comunale oppure passeggiano — soprattutto le donne — lungo le vie del corso, sostando sotto il cielo luminoso e caldo di Piazza Matteotti.

Domenico Teti, una presenza silente, costante

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  Mimmo, presente nelle pieghe del silenzio.   Ci sono presenze che non fanno rumore nemmeno quando se ne vanno. Continuano a muoversi nelle pieghe del silenzio, come un’aria sottile che non si vede ma si sente. Domenico, Mimmo Teti era così anche in vita: discreto, attento, quasi laterale. E forse per questo oggi la sua assenza non è un vuoto, ma una vibrazione.  

Alessandro Mazzitelli, il colore che resta

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 di mario iannino Tempo di bilanci. Inevitabilmente, quando qualcuno che ha camminato accanto a noi e ha svolto con rigore la propria missione culturale nella città se ne va, ciò che rimane non è un vuoto, ma un pieno: un deposito di intelligenza, di gesti, di scelte, di passione. È un’eredità che continua a lavorare dentro la comunità, come una luce che non si spegne.  

Con un filo di voce, sommessamente, lettera per un amico

 Scrivo queste righe sommessamente, col tono di chi parla a bassa voce in una stanza vuota, anche se so che nessuno risponderà tuttavia continuo a parlare. Non è un esercizio di nostalgia, né un tentativo di trattenere ciò che non può essere trattenuto. È piuttosto un modo per mettere ordine tra le presenze che resistono, anche quando il corpo non c’è più.   I numeri in rubrica, già da un po', si assottigliano. Scorro i nomi e riconosco le assenze, ma non riesco a cancellarli. Restano lì, come piccole luci che non vogliono spegnersi. Anche tu sei ancora lì, ostinato, come se il telefono potesse ancora restituire la tua voce spezzata, quella balbuzie che non ti ha mai impedito di pensare con una chiarezza che molti, fluenti e sicuri, non hanno mai avuto. I numeri in rubrica si assottigliano, ma non soccombono. Restano lì, come piccole sentinelle luminose, a ricordarmi che il tempo non cancella: scava. Scorro quei nomi e so che molti non risponderanno più, eppure non riesco a ...

Se amo ancora questa città

 NUCCIO MARULLO, IL PICCOLO GRANDE UOMO, CHE HA FATTO GIGANTI PICCOLI UOMINI, COME ME… E poi, la notizia che mai avrei voluto ricevere arriva all’improvviso. Puntuale e inattesa. Dolorosa. Il senso di un vuoto profondo ti assale. Nuccio Marullo non c’è più. È andato via all’improvviso, sebbene fosse malato da tempo. Il suo andar via è stato come un allontanarsi progressivo. Già si era avvertito quando, a metà della precedente stagione, la poltroncina del Politeama — il teatro che lui ha contribuito a edificare e che ha poi fortemente sostenuto nel ruolo amministrativo ricoperto al Comune e successivamente come vicepresidente della Fondazione — era rimasta vuota. È andato via in silenzio. Senza far rumore. Come in silenzio rumoroso ha vissuto. Silenzio rumoroso: il silenzio degli umili e delle persone semplici. Di quelle che, pur essendo giganti, non se la tirano. Di quelle che, con il proprio ingegno e la propria fatica, facevano grandi gli altri, lasciando loro sempre il proscenio...

Nuccio Marullo, una perdita per la città

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  Si chiude un’altra pagina: Catanzaro saluta Nuccio Marullo, uomo di cultura, giornalista e… Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso, anche quando una parte di noi sapeva che quel momento si stava avvicinando. La scomparsa di Nuccio Marullo è una di queste. Un dolore che non riguarda solo chi gli è stato vicino, ma una città intera che oggi perde una voce colta, discreta, capace di illuminare senza mai imporsi. Per me, la sua assenza è una ferita personale, fatta di ricordi recenti e lontani, di parole donate con quella sua naturalezza che era già una forma di generosità. Ciao Nuccio.   La notizia della tua scomparsa mi ha raggiunto all’improvviso, come qualcosa che non si è mai pronti ad accogliere davvero. Sapevo delle tue fatiche, dei giorni difficili, ma non volevo pensare che la fine potesse essere così vicina. Preferivo custodire l’immagine di te che, nonostante il dolore, hai voluto essere presente alla mia mostra. Sei arrivato accompagnato da tuo figli...

La Catanzaro sconosciuta

 di Franco Cimino Il volontariato che diventa nuova coscienza politica: per ristrutturare le istituzioni e costruire la città del futuro  “Volontario, volontari, volontariato”: parole che tornano di moda in questa stagione difficile, segnata da egoismi, rancori, indifferenze e chiusure nel privato. L’etimologia del termine ha molti significati; qui voglio richiamare quello più usato oggi: volontario è chi, da solo o con altri, svolge un’attività gratuita a favore della collettività. Recupera un bene comune, tutela un monumento, rimette in sesto una piazza o qualsiasi cosa possa essere utile alla comunità.

La tirannia del tempo

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  Le querce sono nude, immobili nel loro legno nero, come se rifiutassero di cedere al richiamo della primavera. Restano lì, austere e pazienti, più sagge di noi che ci lasciamo confondere dai calendari e dalle illusioni del tempo. La campagna, dopo la pioggia scrosciante, brilla di una trasparenza fragile, mentre dentro casa il calore del pranzo si mescola ai ricordi e alle voci dei commensali riuniti per celebrare i 101 anni di nonna Maria. Un traguardo che sembra un miracolo in un mondo che si sgretola a pezzi, tra guerre, distanze e geografie mentali che non coincidono più. Eppure lei sorride, si commuove, ripete le stesse frasi come un filo che tiene insieme passato e presente. Fuori l’acqua continua a cadere, come se volesse proteggere i nostri pensieri più tristi. Dentro, il tempo scorre, lento e ostinato, proprio come le querce. Le querce e il tempo che non si lascia ingannare   Le querce nude, ostinate nel loro rifiuto di lasciarsi sedurre dal calendario, se...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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