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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2009

codici segreti e lessico popolare: numeri e significati

Numeri, significati, codici segreti e lessico popolare
La natura si manifesta per quella che realmente è.
Animali vegetazione e territorio non hanno castelli o formazioni strutturali superflui. Un’intelligenza sottile concatena, rigenera e offre ogni cosa in un reciproco scambio.

Flora e fauna sono regolamentate da energie proprie che sfuggono al dominio e alla ragione umana; in sintesi, ogni cosa ha un ruolo e una caratteristica necessaria alla conservazione, all'evoluzione della specie per cui mantiene in vita l’ecosistema generale. E nel sistema eco solidale, l’uomo, animale mistificatore e opportunista, ha, immeritatamente, un ruolo di comando.

L’animale umano decide le sorti dell’universo; vegetazione, territori, esseri viventi della terra e dello spazio conosciuto dipendono dalla famelica avidità umana.

L’homo erectus, nel corso dei secoli, ha sottomesso e innalzato le intelligenze creative; le ha contagiate e plasmate a sua immagine; ha creato miti e leggende. Un posto di par…

Crisi economica, effetti sui cittadini

Se potessi…
Quest’anno non ci sono soldi per “i botti” e non c’è neanche la voglia di fare baldoria; -dice un omone grosso al signore che vende giochi pirotecnici- brindare al nuovo anno e ai sogni non serve. Non ci sono sogni nei cassetti. Se solo potessi parlare con chi sta in alto con chi dice di essere eletto dal popolo e che fa gli interessi del popolo gli vorrei dire… Ma lascia stare che gli devi dire!
–interrompe il venditore della bancarella- Sai quanto ti sta ad ascoltare e quanto gliene frega di quello che pensi tu o io. Aveva ragione l’antico quando diceva “u gurdu non crida u dijunu” chi ha la pancia piena e il conto in banca se ne frega di chi sta male! Io non voto più per nessuno.

Però, se potessi… avrei voglia di dire questo ai nostri cari rappresentanti eletti da noi:
ormai è nota a tutti la situazione in cui versa l’Italia e gli Italiani. –dice una signora, quasi con reticenza- La crisi economica ha gravemente danneggiato le attività produttive; ha indotto piccole …

la Moratti e il ricordo di Craxi

Non mi è mai piaciuto additare alcuno specie se è morto, ma neanche vedere stravolte le verità storiche; quelle verità basate su fatti e indagini. Si può rivedere storicamente l’episodio sociale o politico degli uomini e delle nazioni ma, ribadisco, è immorale sovvertire i fatti.

La figura politica di Craxi come segretario e leader del PSI è stata scandagliata dalla giustizia italiana, dai giornali e dagli uomini che hanno avuto a che fare con lui.

All’epoca di tangentopoli la sua figura di statista si appannò di alcuni fatti illeciti e perciò decise di rifugiarsi in uno stato amico al riparo dalla giustizia italiana.

Questi, in sintesi i fatti.
Fatti ancora non smentiti da testimonianze e prove, la qualcosa, dal punto di vista personale mi rammarica perché mi era simpatico come uomo e anche come politico allorquando accolse le proteste dei lavoratori in merito al blocco della scala mobile. Ma da ciò a intestargli una strada o un giardino pubblico ce ne corre.

Se è vera la notizia, cre…

Astrologia e divinazione

Astrologia, cartomanzia, divinazione.
Fin dalla preistoria, l’uomo, ha accolto con diffidenza i nuovi eventi. L’ignoto era indagato dagli sciamani che s’intendevano di medicina e astrologia. Il sapere degli stregoni incuteva rispetto e timore; il capo tribù in primis lo consultava prima d’intraprendere una battaglia o stringere patti con tribù rivali; mentre gli altri membri del villaggio si rivolgevano a lui per malanni, nascite, siccità e carestie. Insomma, le sue doti di divinare il futuro lo rendevano potente.
A ogni oracolo azzeccato il suo carisma ingigantiva e, la sua fama, a volte oltrepassava i confini.

Ancora oggi è così! Astrologi e cartomanti fanno fortuna sull’ingenuità e sull’insicurezza delle persone deboli affrante da problemi reali o immaginari che, per porre fine ai drammi esistenziali, si rivolgono agli sciamani contemporanei che scrutano il cielo, interrogano le stelle, tracciano linee e visualizzano case astrali, dove collocano tori arieti leoni vergini gemelli…

E…

festività, usi e costumi del s. natale

Non ci sono più le feste di una volta!

Dagli anni del boom economico a oggi, in quasi tutte le nazioni “ricche”, il benessere sociale ha indotto a modificare usi e costumi. Le tradizioni, inesistenti dal punto di vista antropologico anche nelle case meno abbienti, seguono le mode e si arricchiscono di teorie e prodotti hi-tech. È facile trovare sotto l’albero di natale, accanto ai pacchetti contenenti regali importanti per le signore, un cumulo cospicuo di prodotti effimeri, comunque costosi. Quest’anno, sembra che la recessione abbia fatto riscoprire la parsimonia agli italiani: regalini ridotti a pensierino, come per dire: ti voglio bene e sei sempre nei miei pensieri, per alcuni, ma anche regalone importante a chi ha fatto qualcosa di notevole o ché particolarmente caro/a.

Un tempo, e sì è proprio il caso di dire: non ci sono più le tradizioni di una volta; un tempo, dicevo, il S. Natale era ricco di significati religiosi, eticamente ineccepibili, condensati nella nascita di un Bam…

Venezia, la biennale del 1964 e la pop art americana

La biennale di Venezia del 1964 e la pop art

A volte trovo piacevole ripercorrere sentieri culturali sedimentati nell'immaginario collettivo e resi importanti dalla critica ufficiale e dai mass media. La biennale di Venezia, col suo circo mediatico è riuscita fin dagli esordi a tenere alta l’attenzione del pubblico, della critica, dei giornali, degli artisti e dei detrattori delle avanguardie artistiche.

Marcello Venturoli, presente come critico dell’arte alla biennale del 1964, prima di descrivere il clima e l’ambiente espositivo del fenomeno artistico americano pop, avanguardia popolare la cui punta massima è rappresentata da Robert Rauschenberg, ripercorre attraverso una puntigliosa ricerca storica le esposizioni dal 1895, anno zero dell’arte mondiale nei padiglioni della laguna.


La prima biennale, inaugurata da Umberto e Margherita di Savoia, si tinge subito di polemica: cinque donne nude animano la camera mortuaria di un giovane dongiovanni defunto per eccessiva lussuria.

Il Sup…

fanciullezza e civiltà dal dopoguerra ad oggi

La mia generazione è cresciuta senza videogiochi, computer e internet.

La mia generazione s’inventava i giochi, costruiva spade, monopattini, capanne, improvvisava battaglie, lunghe partite con palloni di giornali e stracci e anche pigne cadute dai pini nei giardini pubblici.

Pinocchio, Tom Sawer, Garrone, Pollicino, s’incontravano a sera, tra le lenzuola; dopo il bacio della buonanotte chiudevano il sipario della giornata.

Personalmente devo dire di avere trascorso un’infanzia discretamente felice fino all’età di 7 anni; tempo in cui fui costretto a continuare gli studi in collegio. Lì, le giornate erano scandite da regole; c’era un orario per ogni attività: pregare, rifocillarsi studiare e giocare. C’era la sala giochi con tavoli da ping pong, calciobalilla, dama e shangai. Ma non c’era la libertà; la buonanotte della mamma; gli amici.
-Il ragazzo è troppo vivace se continua così non combinerà nulla nella vita. Lei signora deve dargli regole ferree e se non ci riesce può valutare la…

ricchezza e povertà

I sogni degli uomini non sono uguali. Variano da luogo a luogo in armonia coi tempi storici. In Italia o nei paesi tecnologicamente avanzati, i ragazzini, chiedono ai genitori la play station, il computer, l’i pad. Giovani e adulti vogliono possedere oggetti informatici: giochi o attrezzi che li aiutino a trascorrere il tempo piacevolmente e facilitino l’impegno lavorativo.

Nelle società evolute, quanti hanno la fortuna di avere un lavoro, pensano di realizzare altri tipi di sogni:
Mi piacerebbe possedere una casa enorme con un’enorme tavernetta…
Vorrei avere una ferrari, anche di seconda mano…
Mentre, diventa un sogno comune “Magari potessi vincere alla lotteria”.
E intanto c’è chi, secondo le stime rai, guadagna circa 2.100.000 euro l’anno per intrattenere gli spettatori “porta a porta”.
E chi per campare deve cercare tra i rifiuti; firmare cambiali; prostituirsi…

bianco natale italiano

Idiosincrasie natalizie e festaiole

La neve è scesa copiosa sul nord Italia. Ha ammantato di bianco monti valli e pianure.

Qualcuno ha promulgato un editto; qualcun altro ha gridato il suo odio in faccia ai deboli ed entrambi sono stati esauditi: hanno avuto il “white christmas”. Ma forse madre natura ha frainteso e invece di esaudire le intenzioni razziali degli stolti e far si che potessero trascorrere un natale senza immigrati, quelli che ce l’hanno duro si sono trovati a lottare contro eventi naturali e scontati.

Ma il bianco natale è bello! Fantasioso come certi dirigenti burloni, che in quanto a fantasia potrebbero dirigere il traffico dei tricicli negli asili: hai portato la coperta di lana? E tu hai portato la merendina?
Si! Decisamente abbiamo materiale umano di cui andare fieri!


amore e psiche nell'era di internet

Rapporti interpersonali nell’era di internet: amori passionali o intellettuali?

Nell’immaginario collettivo, luoghi e persone acquistano valenze differenti. Le variabili sono in netta relazione con le sensibilità e le conoscenze individuali.

È sorprendente la facilità con cui si riesce a trovare intelligenze affini. Gente che ha i tuoi stessi entusiasmi che crede nella solidarietà e nell’amore universale. Quell’amore che non si traduce in amplesso fisico ma in comunione d’intenti.

Certo, sarebbe il massimo della vita se si riuscisse a trovare la tanto decantata anima gemella, ma quella esiste solo nei romanzi.
Nella realtà, superato il primo periodo dell’infatuazione, convissuto e avuto figli, insomma nel giro di pochissimo tempo la poesia della coppia è costretta in uno spesso e coriaceo bozzolo di assurda e fredda routine.

Nel 99% dei casi questa è la fotografia degli amori passionali, (lo dicono le statistiche e gli studi dei sociologi).
Ecco perché, le poche volte che assisto all…

Demagogia e politica, solita storia italiana

Qualcosa di utile. Qualcosa di utile per la persona in Italia
Il rituale si ripete. Anno dopo anno la vita si consuma al ricordo nostalgico del tempo che fu, e mentre si spera nel futuro, si scruta l’orizzonte, qualcuno interroga l’oracolo, qualcun altro cerca invano risposte nella quiete interiore ma è distolto immediatamente dal frastuono dei venditori di turno.

Persino gli assetti sociali sono stati travolti dalle strategie dei poteri consolidati: il dialogo è strumentale; tutto sembra definito aprioristicamente secondo logiche personali. Si accentrano poteri. Si costruiscono miti e leggende. Si crea il superuomo!, a dispetto della storia che testimonia quanto sia pericoloso per la libertà degli Stati Democratici pilotare le masse e rapportare il successo di una coalizione al carisma, se pur brillante, di una sola persona.

La dialettica politica si presta a tutto e al contrario di tutto. Ogni cosa è resa possibile dalle teorie strumentali dei giocolieri della parola e l’uomo eclett…

ciack si gira! campagna tesseramenti 2010

Ciack! Si gira. Campagna teatrale 2010. Teatro Italia, orario no stop.

Il clima è quello delle grandi occasioni. Gli attori occupano il teatro; ognuno ripassa la parte.
La sala è animata dai gesti e dai mormorii degli interpreti. Quando, dal retroscena giunge imperioso un comando:
E ora il teatro, Signori! - La voce impostata del regista zittisce tutti. Gli attori smettono la parte e si allineano diligenti a raccogliere le direttive-.
Ci attende una stagione teatrale impegnativa! – dichiara il direttore artistico – Oltre a studiare la parte è necessario iniziare la campagna tesseramenti; dobbiamo fare azioni di proselitismo concreto. Portare a teatro più persone possibili. Lo so! Sono cosciente che è un’impresa difficile ma noi dobbiamo vincere questa battaglia. Dobbiamo raccogliere consensi. Dobbiamo regalare tessere a parenti e amici. - incalza il primo attore - Abboniamo i conoscenti e quanti ci sono vicini. Apriamo la campagna dei sostenitori amici del teatro, regaliamo la magia c…

Tesori di Calabria: sistema produttivo, prima e dopo l’unità d’Italia

Il 27 dicembre 1947, Enrico De Nicola, primo capo dello Stato Repubblicano firma la Costituzione.

Sono trascorsi 62 anni esatti da quello storico giorno. Gli Italiani, reduci da guerre e miserie votarono per l’abolizione della monarchia e proclamarono lo Stato Democratico sorretto dalla Carta Costituzionale redatta
con arguzia e lungimiranza da eminenti uomini che spesero le migliori energie giovanili affinché l’Italia e gli Italiani non rivivessero il dramma di quei tempi bui. Nonostante la povertà dei territori rovinati dalla guerra e dai saccheggi, gli Italiani accolsero con fervore il nuovo ciclo storico.

Alcuni emigrarono, altri rimasti nel sud continuarono a lavorare i campi mentre al nord ripartivano le grandi fabbriche. Le regie miniere del polo siderurgico di Mongiana, sulle serre calabresi care ai Borboni, chiuse da tempo, (1881) indussero i minatori a emigrare in Germania, Svizzera, America.

Nel 1806 la Calabria è dominata dai francesi e il ministero della guerra e della mar…

ponte sullo stretto di Messina a chi serve?

L’ennesimo intervento strutturale, voluto fortemente dal governo italiano, si trasforma in scontro sociale.
La destra politica appoggia il progetto del governo che include nella finanziaria lo stanziamento di 460 milioni di euro per l'avvio dei lavori il prossimo 23 dicembre, negando, di fatto, quanto il portavoce del governo aveva detto negli anni della polemica progettuale, vale a dire: l’intera opera è finanziata esclusivamente dai privati e non dallo stato.

Della costruzione del ponte sullo stretto di Messina se ne parla da sempre, specie in Sicilia.

A ben pensarci, l’opera in sé potrebbe anche essere una cosa bella dal punto di vista architettonico e, perché no, diventare un’attrazione mondiale da immolare sull'altare dei traguardi scientifici e tecnici al pari della torre Eiffel, in Francia, o del ponte di Brooklyn che unisce Manhattan a New York e chissà, magari, anche noi faremo una gomma da masticare nostrana al sapore di bergamotto che aiuta a mandare giù saliva e par…

Bamboccioni, sindrome di Peter Pan idillio sociale o scaltri arrampicatori

È bello ritornare bambini. Interrogarsi per ogni cosa e stupirsi. Giocare con le parole, con i gesti e con i segni.
Creare uno spazio fantastico dove rifugiarsi, così da poter ritrovare l’incanto idilliaco o semplicemente la fiducia infantile che esorta a non vedere il male negli altri; un luogo schermato, che lascia fuori dal perimetro magico il frastuono mediatico dei cattivi ciarlatani.

Purtroppo, sembra che ogni concetto, azione o cosa, sia irrimediabilmente subordinato agli affari o all’arricchimento personale; all’esasperazione dell’io.

Sembra che nulla e nessuno riesca a modificare i cattivi fenomeni sociali incancrenitisi nel tessuto collettivo inculcati dall’azione corruttiva dei personaggi insigniti persino dalle alte cariche dello Stato con titoli onorifici quali cavalieri del lavoro o peggio senatori a vita.

Arrampicatori sociali scaturiti dal nulla assurgono agli onori della cronaca. Faccendieri che, arricchitisi con denaro pubblico o di dubbia provenienza, quando sottopo…

La cultura è un farmaco di automedicazione, da banco!

Tempo e materia nei sud del mondo.
Il tempo è l’ordine di misura che concorre a comprendere il fare dell’uomo in ogni suo aspetto teorico e pratico.
Quasi tutti gli artisti hanno a che fare col tempo. Il lavorio del tempo è sotto gli occhi di tutti ma non tutti osservano la materia, il colore, la vegetazione, l’aria: la vita!
Per l’artista, l’atto creativo è la conseguenza logica di molteplici riflessioni suggerite dal vissuto; riflessioni, che rivisitate dalla propria sensibilità, trasformano in riverberi poetici quanto la natura ha offerto ai sensi.
L’osservazione riflessiva sedimenta esperienze. Strati di conoscenza, accatastati nel subconscio, aspettano la scintilla creativa, il gesto liberatorio che, se pur semplice, induce a ulteriori analisi o suggerisce probabili soluzioni.
L’arte informale, liberata dalla figurazione pittorica, gioca con le paste, gli oggetti d’uso comune, i segni; ma, all’occorrenza si riappropria dei simboli della figurazione; rivisita le immagini pubblicit…

Aggressione a Berlusconi: esasperazione sociale

Insostenibile leggerezza dell'esser ... buoni A essere cattivi si guadagna!
È indegno!, in una democrazia evoluta, qualsiasi atto violento verbale o corporeo.

Inneggiare o disprezzare movimenti, uomini politici, territori geografici, squadre di calcio e quant'altro può determinare fazioni rissose è un danno reale alla crescita intellettiva e morale della collettività.

Ancora più deleterio è cavalcare gli eventi; far sì che il gesto inconsulto di un cittadino affetto da problemi psichici diventi materia di scontro rabbioso tra parti sociali. Parlare di detenzione carceraria piuttosto che di cure mediche; pensare a inasprire le pene, rasentare regimi carcerari indegni alla natura delle esigenze umane è contrario ai principi fondamentali dei diritti civili.
E ancora:
Volere a tutti i costi un mandante; teorizzarne la trama oscura di ipotetici nemici piuttosto che fare un’accurata analisi e chiedersi come mai si è giunti a tensioni sociali simili; chi sono stati i fautori teorici…

ha da passà a nuttata: buon 2010 a tutti

Che cosa sta succedendo in Italia?

Da un bel po’ di tempo il caos regna sovrano: i giornalai schierati pubblicano, assediano i talk show televisivi, riempiono di falsità gli spazi messi a loro disposizione dalle lobby e urlano contro chiunque la pensi difformemente dai loro padroni. La faziosità diventa virtù. Virtù che accresce certezze e ricchezze personali e lascia fuori dai diritti civili i deboli.
Le manifestazioni di dissenso civile non sono ritenute probabili ricchezze culturali con le quali confrontarsi ma diventano immediate guerre di numeri; statistiche e sondaggi surrogano la realtà quotidiana; la statistica dei polli fa sì che tutti abbiano la pancia piena e poco importa se i polli li abbia mangiati una persona sola mentre gli altri muoiono di fame. L’arroganza ignorante è al potere. Non tutela i deboli; li soggioga! Lo stato di salute democratico dei mezzi di comunicazione di massa rasenta le affezioni dei sistemi totalitari: chi non si schiera o tenta libere analisi che …

Concetto di pace secondo alcune menti illuminate

Alex Zanotelli, Karol Wojtyla, Noam Chomsky e il concetto di pace
La non violenza attiva non è pacifismo, è ben altra cosa.
Ho cominciato leggendo Gandhi, Martin Luther King, Milani e loro mi hanno aiutato a capire che Gesù era stato il primo a praticare la non violenza in quella Galilea schiacciata dall'imperialismo romano.

Vorrei pregare tutti di essere coraggiosi e fare una scelta radicale di non violenza. Il sistema sociale attuale è violento per natura. Noi dobbiamo avere il coraggio di costruire un sistema non violento, una civiltà della tenerezza. Così, parla padre Alex Zanotelli e afferma:

Non è forse questa parola, "bombardare", che caratterizza il modo della vita umana su questo pianeta nel Ventesimo secolo? Forse altri secoli sono stati altrettanto violenti come il nostro, ma noi che viviamo in questo siamo responsabili del suo presente e del suo futuro.

E Papa Karol Wojtyla, così esprime il concetto di “pace”:
Pace non è pacifismo, non nasconde una concezion…

Obama a Oslo per il nobel e Berlusconi a Bonn

Obama, a Oslo per ritirare il nobel per la pace, parla di guerra giusta, cita la seconda guerra mondiale e teorizza l’impossibilità di fermare Hitler con sistemi sociali non violenti:

La pace, dice il presidente americano, è messa in pericolo anche in assenza di conflitti. È necessaria la difesa dei diritti e della dignità degli esseri umani, e, in più fasi del discorso alla resistenza civile in paesi come la Birmania, lo Zimbabwe o l'Iran, lo stigmatizza e non rinuncia a ricordare che anche le trattative più serrate, accompagnate da minacce e sanzioni, devono "lasciare una porta aperta" per essere effettive.

"L'assenza della speranza può erodere una società dall'interno", ammonisce e di nuovo ricorda il reverendo King: "Rifiuto di accettare la disperazione come risposta finale alle ambiguità della storia".
E aggiunge: "La violenza non crea mai pace duratura. Io sono la testimonianza vivente della forza morale della non violenza. Non c'…

TFR: se passa la manovra finanziaria

T.F.R.: se passa la manovra del governo Berlusconi
Tieffeerre, ovvero trattamento di fine rapporto, che, tradotto in moneta corrente, significa trattenute mensili sui salari di tutti i dipendenti destinate alla cosiddetta buona uscita oppure ai lavoratori dipendenti con più di otto anni d’anzianità costretti a affrontare:
• Spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti da strutture pubbliche;
• Acquisto prima casa per sé o per i figli, documentato da atto notarile o con mezzi di prova idonei;
• Spese da sostenere durante i periodi di astensione facoltativa per paternità fruibili fino al compimento dell'ottavo anno del bambino;
• Spese per congedi di formazione.
Domanda:
Il lavoratore dipendente con più di 8 anni consecutivi, dopo l’ipotetico prosciugamento della manovra finanziaria del governo, conserva ed ha la facoltà di chiedere al datore di lavoro un anticipo sul TFR maturato, nella misura massima del 70% per spese urgenti rigorosamente documentate?

rampantismo e democrazia in italia

Come dis/educare efficacemente alla legalità.
I comunicatori di mestiere, gli im/prenditori incompresi, i politici perseguitati, amano fare esempi e raffronti con gli Stati Democratici che attuano basse percentuali fiscali sui redditi, tutelano parlamentari e presidenti della repubblica, imprenditori, insomma si riempiono la bocca dei privilegi che, secondo loro, potrebbero esserne i legittimi destinatari ma, puntualmente, disattendono di chiarire che nelle realtà democratiche più avanzate ogni cittadino è cosciente del proprio ruolo sociale:
1. Paga le tasse dovute
2. Non ruba i finanziamenti pubblici
3. Lavora per migliorare lo stato di salute aziendale.
4. Non s’inventa scatole cinesi per depistare finanze.
5. Non dismette fabbriche storiche per ricollocarle in territori socialmente degradati solo perché offrono mano d’opera a basso costo e altissimi profitti imprenditoriali.
6. Non usa il potere pubblico per scopi personali.
7. Rispetta l’avversario
8. Rispetta le Bandiere
Insomm…

yes we can, si può fare

“Ci sono cose per cui sono disposto a morire, ma non ce n’è nessuna per cui sarei disposto a uccidere.” (Gandhi)

Se si considera che il premio Nobel per la pace non è stato assegnato per ben 19 occasioni tutte inerenti a conflitti estremi come le due guerre mondiali, la guerra fredda tra Usa e Urss, la guerra in Vietnam, quello assegnato a Barack Obama avrebbe dovuto essere da stimolo per chiudere definitivamente i conflitti aperti dalla super potenza americana nell’era Bush.

Per questo, abbiamo accolto positivamente la decisione della giuria di assegnare il Nobel per la pace a Barack Obama; eravamo sicuri che il neo Presidente continuasse nella ricerca della pace e mantenesse fede a quanto promesso durante la campagna elettorale.

Quel suo "yes we can" “si può fare” fece il giro del mondo; accese speranze sopite; ridiede linfa alle ideologie pacifiste perché da sempre il mondo intero guarda all’America e al suo Presidente come alla massima espressione democratica che vigil…