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La Destra del Potere: Dalla Teocrazia Antica al Consenso Moderno L’espressione «siede alla destra del Padre» risuona nelle navate delle chiese d’Occidente come l’apice della sottomissione mistica e della gloria ultraterrena. Eppure, dietro il velo della formula dogmatica si cela l’archetipo di una rivoluzione squisitamente politica. Prima di diventare l'architrave teologico del Cristianesimo, la "destra" è stata lo scranno del viceré mesopotamico, il luogo fisico e simbolico del potere delegato. Trasformando questa metafora regale in un dogma eterno, l'antico monoteismo ebraico non ha soltanto isolato un unico Dio nel cielo; ha codificato il primo, formidabile sistema di governo delle coscienze, inaugurando una millenaria interdipendenza tra fede e potere che oggi, sotto le spoglie delle democrazie laiche, continua a dettare l'agenda della politica contemporanea.
-L’arroganza che corrode la democrazia- Dalle forzature istituzionali ai piccoli tiranni quotidiani — quando il potere, grande o minuscolo, smette di servire la comunità e inizia a servire sé stesso.
DA FALCONE E BORSELLINO AD ALDO MORO: I DUE “CINQUANTACINQUE GIORNI” CHE UNISCONO LE FERITE D’ITALIA… Questa volta avrei voluto evitare di scrivere una riflessione sull’ennesima, sempre più triste, ricorrenza della strage di Capaci, sulla breve strada che dall’aeroporto conduce a Palermo. È arrivato il trentaquattresimo anniversario.
SANTA RITA DEL MIRACOLO NUOVO E IL BISOGNO DI FIDUCIA NELL’UOMO ATTRAVERSO LA FEDE NEL MISTERO IMMENSO No, non è per la vecchiaia — che, tra l’altro, è sempre bella, nonostante la mia resista ancora ad attendere che la giovinezza mi lasci — ma davvero l’avevo dimenticato. E dire che stamattina avevo perfino comprato, davanti alla stessa basilica in cui sarei tornato questa sera, delle rose da portare a mia madre. Avevo dimenticato che stasera, in onore della più popolare delle sante, l’amata Santa Rita, ci sarebbe stata, come da tradizione, la celebrazione della pioggia delle rose. Non so perché. Davvero. Ero tornato a casa dopo una giornata intensa e, dopo aver consumato pranzo e cena in un’unica soluzione, mi è venuta voglia di uscire, con la solita scusa della passeggiata digestiva. Ma, stranamente, ho preso la direzione opposta a quella che scelgo abitualmente per la mia camminata serale. Scendo verso il centro del Corso. Trecento metri da casa mia. E trovo una folla fitta rac...
I decreti del governo Meloni, nel corso della legislatura, si sono caratterizzati per un uso frequente e intenso della decretazione d'urgenza. Al luglio 2025, sono stati varati oltre 100 decreti legge in meno di due anni (in media uno ogni 9-10 giorni), un ritmo paragonabile o superiore a quello dei precedenti esecutivi, inclusi quelli in gestione pandemica.
Inutile tentare di cambiare il mondo fisico: è un’illusione antica quanto l’uomo. Finché non si compirà una trasformazione interiore, i furbi continueranno a predicare un mondo migliore mentre, come recita un vecchio detto calabrese, «ciangianu i morti e fhuttanu i vivi». La società si muove entro regimi economici e culturali che raramente coincidono con la dottrina del fate bene fratelli, e le sovrastrutture mentali che ci educano tracciano confini che sembrano invalicabili. In questo scenario, la politica promette equità ma produce schieramenti, non comunità. Eppure una via esiste: quella indicata dai maestri di vita — da Seneca a Gesù, da Gandhi a Buddha — che hanno posto la trasformazione dell’individuo come premessa per ogni cambiamento collettivo.
Astensione, minoranze trasformate in maggioranze e bug istituzionali: i numeri che hanno consegnato il Paese a un potere politico sostenuto da meno di un terzo degli aventi diritto. "m.m. courtesy M. Iannino©community" La società contemporanea è ammalata. Non di un male unico, riconoscibile, ma di una serie interminabile di patologie superficiali che permettono a virus politici più profondi di proliferare indisturbati. È un’epoca in cui l’apparenza sostituisce la sostanza, la reazione sostituisce il pensiero, e la velocità sostituisce la responsabilità. In questo scenario, la democrazia italiana — pur sorretta da una Carta Costituzionale giuridicamente e civilmente avanzatissima — mostra bug che non possiamo più ignorare.
IL GRANDE MAGO E LA CITTADELLA D’AVORIO Baglioni in Regione: mossa di marketing globale o l'ennesimo "strappo" all'identità calabrese? La politica calabrese, si sa, ama il palcoscenico. E il Presidente Roberto Occhiuto, fine conoscitore dei linguaggi della comunicazione moderna, ha deciso di calare l’asso pigliatutto: Claudio Baglioni. Vedere il "divo" Claudio tra i corridoi del decimo piano della Cittadella ha scosso le piazze virtuali, dividendo l’opinione pubblica tra chi sogna un "piccolo grande amore" turistico e chi, invece, avverte il retrogusto amaro di un’operazione che profuma di romanità e poco di gelsomino.
Il testo di Franco Cimino coglie un punto cruciale: la responsabilità del linguaggio nell'arena politica moderna. Quando i leader usano "parole pesanti", non stanno solo esprimendo un'opinione, ma stanno definendo i confini del "permesso" per chi ascolta. L’analisi tocca tre cardini nella sua riflessione: - Il peso della legittimazione: Cimino avverte che gli attacchi diretti di Trump alla Chiesa non sono solo folklore elettorale. Forniscono un "alibi morale" a frange estremiste, trasformando la critica politica in un bersaglio concreto. - La fragilità delle risposte: La politica istituzionale è descritta come incapace di vera fermezza. Usare frasi fatte come "il Papa fa il Papa" è una forma di neutralità passiva che, di fatto, non protegge né il messaggio di pace né la figura del Pontefice. - L'eclissi dei contenuti: Mentre ci si accapiglia sui toni, i temi centrali — guerra, fame, povertà, dignità umana — sono risucchiat...
geopolitica- Le società evolute, cresciute nella costruzione dei diritti civili e dei doveri, hanno uno strumento preciso per risolvere i problemi causati dalle visioni manichee dei dittatori al potere raggiunto con l’avallo del popolo: le elezioni. L’Ungheria ha saputo reagire alle intemperanze di Orban destituendolo dal potere che gli ungheresi gli avevano consegnato.
Crisi demografica, disuguaglianze globali e fragilità del vivere civile
Riflessioni di un cristiano agnostico nell'occasione della "Rinascita Pasquale". Quando il simbolo si incrina: storia, teologia e responsabilità civile Non amo le contraddizioni. È più forte di me contestualizzare i momenti. L’analisi scatta quasi involontariamente quando c’è qualche contraddizione in termini. Vedere il papa vestito con paramenti sacri d’altri tempi, costosi e quasi intimidatori per il popolo della venuta del Cristo, seduto sul trono scolpito nel marmo di San Giovanni in Laterano mentre attende i sacerdoti per iniziare l’Ufficio Sacro: ecco, quello è stato uno dei momenti. Sono battezzato e, come molti italiani, appartengo culturalmente alla religione cattolica, pur essendo potenzialmente agnostico. Non è semplice fastidio: è una sorta di allarme etico, un riflesso critico che si attiva quando il simbolo tradisce il proprio senso, quando la forma non coincide più con la sostanza. È come se la mente, prima ancora della volontà, dicess...
MA CHE DOMENICA DELLE PALME È QUELLA IN CUI, IN OGNI PARTE DEL MONDO, SI MUORE E IL FIGLIO DI DIO VIENE QUOTIDIANAMENTE UCCISO?… Io ci andrò, come tutti gli anni, al richiamo del rito santo al quale la mia religione mi ha educato. La Domenica delle Palme resta sempre una giornata particolare che, per quelli come me — romantici e “belli vecchi”, ovvero vecchi belli — ha un sapore antico.
L'aspetto economico non è un corollario, ma il pilastro su cui poggia l'intera struttura del disagio. Senza un lavoro dignitoso e una stabilità reddituale, ogni precetto educativo diventa un lusso inaccessibile. L’ILLUSIONE DEL RIGORE: IL DECRETO CAIVANO TRA PUNITIVISMO E DESERTO EDUCATIVO. Dalla criminalizzazione della marginalità all'assenza di tutele: perché la risposta sanzionatoria del Governo Meloni ignora le radici economiche e occupazionali della devianza minorile.
Al netto delle polemiche inutili facciamo due conti: quanto è costato agli italiani il centro in Albania? e quanto ci costa il referendum impropriamente detto "riforma della giustizia"? avremmo potuto destinare questi fondi a qualcosa di più utile e redditizio per gli italiani?
Torna a far discutere la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, un caso che intreccia affetto, fragilità e intervento istituzionale. In un Paese che ama ripetersi di avere “la Costituzione più bella del mondo”, soprattutto quando si parla di diritti e protezione dei cittadini, episodi come questo mettono alla prova la nostra capacità di distinguere tra cura e controllo, tra amore e dipendenza. La domanda che emerge è scomoda ma inevitabile: quando l’apprensione di una madre diventa un ostacolo alla crescita dei figli, e quando invece l’allontanamento rischia di trasformarsi in una ferita più profonda della cura che vorrebbe offrire?
U n'architettura progettata non per essere efficiente o veloce, ma per essere resistente alla tirannia . "A differenza di altri sistemi, quello statunitense non si basa solo su leggi scritte, ma sulla reciproca gelosia tra i poteri (Esecutivo, Legislativo, Giudiziario). Se un Presidente cerca di scavalcare il Congresso usando lo stato di guerra, si scontra con il "potere della borsa" (il Congresso controlla i fondi) e con i tribunali federali che possono bloccare i suoi ordini in poche ore." La storia degli Stati Uniti è costellata di scandali che hanno ridefinito la politica, l'etica e la fiducia nelle istituzioni. Di seguito sono elencati i casi più significativi, culminando con le recenti rivelazioni dei cosiddetti "Epstein Files". Questi i grandi scandali storici che sconvolsero gli USA: Watergate (1972-1974) : Il punto di riferimento per ogni scandalo politico. Lo spionaggio del quartier generale democratico portò alle dimissioni del pre...
"Esercitare la pulizia creativa è un atto di igiene mentale: svuotiamo la stanza non perché è vecchia, ma per poterci ballare dentro". OBLIO O DEMENZA? Riflessione sul Perché gli artisti, e i creativi riescono a innovare continuamente il mondo. Dimenticare per proteggere, proteggersi. "Il cervello è un velo di cipolla", dicevano gli antichi per significare il confine sottile tra ragione e follia o più semplicemente, senza azzardare inutili panegirici per noi, oggi è: dimenticanza selettiva. A volte dimenticare è una forma di autodifesa selettiva altre è la condizione mentale di uno stato di deterioramento cerebrale causato dalla morte delle cellule. È singolare vedere una persona spegnersi lentamente. Dapprima la memoria storica mantiene l’esperienza e i ricordi lontani sono vividi ancora, mentre gli avvenimenti recenti non riescono ad attecchire nella corteccia cerebrale. La demenza senile conduce lentamente alla morte del diario di bordo individuale. ...
ESSERE PRETI OGGI Tra missione evangelica e formalità che allontanano: il paradosso della Chiesa contemporanea. Essere preti oggi significa camminare su un crinale sottile, dove la “missione evangelica” – quella autentica, fatta di ascolto, prossimità, condivisione – si scontra con una società complessa e con forme istituzionali che talvolta sembrano tradire lo spirito originario del Vangelo. Praticare la Parola nel suo senso più alto non è un esercizio retorico: è un atto quotidiano di esposizione, vulnerabilità, dono. E proprio per questo è così difficile. La fraternità come sfida radicale: Il cuore del messaggio cristiano è semplice e rivoluzionario: essere fratelli. Non fratelli in senso astratto, ma nella concretezza del vivere accanto agli ultimi, ai fragili, a chi non ha voce. È una chiamata che non ammette barriere, titoli, distanze. Eppure, nella realtà, le barriere esistono eccome. La società contemporanea è un terreno accidentato: solitudini d...
Quando la paura decide per noi ... breve riflessione: Dalla tipula alle scelte collettive: perché il panico è il peggior consigliere. Ci sono momenti in cui la ragione si ritira in un angolo, lasciando il campo libero all’istinto più primordiale. È ciò che accade quando una tipula — quella che molti scambiano per una zanzara gigante — comincia a svolazzare nella stanza. Non punge, non è pericolosa, e anzi svolge un ruolo tutt’altro che trascurabile negli ecosistemi: contribuisce all’impollinazione, nutre uccelli e piccoli predatori, e ricorda che non tutto ciò che appare minaccioso lo è davvero. Eppure, la sua presenza scatena un riflesso quasi automatico: eliminarla. Zacchete, una ciabattata e fine della storia. A mente fredda, lo sappiamo: sarebbe bastato aprire la finestra, accompagnarla fuori, o semplicemente ignorarla. Ma la paura non ama le soluzioni eleganti. La paura vuole risposte immediate, drastiche, definitive. E spesso sbagliate. ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.