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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

Le certezze di Oliverio

Se picchi per primo picchi due volte! L'attacco è la miglior difesa... e via discorrendo. Le metafore popolari sono lo specchio della vita e noi ragazzi che abbiamo trascorso l'infanzia e la fanciullezza giocando all'aria aperta sotto casa, per strada, siamo cresciuti con questi assunti ben stampati nella testa. E se capitava di prenderle, appena dentro casa, si doveva far finta di niente e se qualcuno si accorgeva dei lividi la risposta doveva essere immediata: sono caduto, ho sbattuto mentre giocavo a pallone.
Pare che Olivio sia uno di noi. Uno che è cresciuto per strada. Lui picchia per primo. Accusa i dipendenti regionali di scarsa “onestà intellettuale perché collusi coi politici precedenti, quindi servili nei loro confronti ed a volte inclini a favorire pratiche poco chiare”. Non c'è trasparenza!
Per questo motivo ha dato le deleghe di assessori a gente “esterna alla politica”. Tecnici di comprovata bravura (che però hanno fatto carriere, quasi sempre, con spin…

A tijana e pasqua calabrisa

Per le feste di Pasqua in Calabria rimangono salde le tradizioni religiose e culinarie. Nei paesi i fedeli si preparano per la processione. Catanzaro esprime la religiosità e la passione di Cristo con la “naca”, si suonano le “troccole” per le strade e i “vattienti sanguinano a Nocera Tirinese. Processioni e visite ai sepolcri, ma anche dolci, cuzzupe, nepitelle, agnello in tegame: 'a tigana o tijana, e a capureddha.
Il sacrificio dell'agnello pasquale è un rituale antico. Noi mangiamo l'agnello di Cristo.
Un tempo la carne era un lusso riservato ai benestanti mentre il ceto medio o povero doveva aspettare le feste per potersi permettere un pezzo di capra, pecora o agnello. Non si buttava niente! Anche la testa dell'agnello si metteva nel forno tra gli altri pezzi di carne insieme alle patate e ai piselli e carciofi. Il tutto spolverato con abbondante mollica aromatizzata.
Non era e non è inteso, in base al rituale, il pranzo pasquale un atto barbaro. Noi siamo onnivo…

Casa dei calabresi, bar, ristorazione e affari

Nella tundra nostrana, in Germaneto, a più di qualcuno il vento ha scombussolato la ragione. E sì, a leggere l'articolo apparso sul “corriere della calabria”, questa la prima impressione che suscitano i numeri del futuro “ristorante della cittadella regionale”.

Vasco, data zero + 4x4 a Roma

Nello Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro (Udine) Vasco Rossi farà la prova generale dell’attesissimo LIVE KOM 016 il 18 giugno 2016 e gli iscritti al fanclub Blasco avranno il privilegio di potere accedere gratuitamente. I biglietti in vendita per la data zero il 30 marzo dalle 10 in poi sui consueti canali.
La data zero non è, quindi, esclusivo appanagio dei fans sfegatati del komandante, a trovare biglietti l'ingresso è concesso anche agli altri amanti del rocker di Zocca.
Tranquilli!, altre quattro date, tutte all'Olimpico di Roma, ospiteranno il nostro Vasco.
Queste le quattro volte quattro! Romane: 22, 23, 26, 27 giugno 2016

I rischi delle città mercato

Centro commerciale 2 mari: tutti mafiosi?  Certo, siamo bravi a creare eventi e giornate commemorative per non dimenticare le scellerate azioni disumane fatte in passato e tenere alta la guardia affinché non accadano mai più crimini contro l'umanità: Non dobbiamo dimenticare la guerra (e siamo perennemente in guerra); le ingiustizie, gli sfruttamenti, le schiavitù e le diseguaglianze sociali (e siamo a fare i conti per strappare coi denti la quotidianità più banale in una finta falsissima democrazia).
Oggi in Italia si commemorano le vittime di mafia e da sud a nord nelle piazze si scandiscono i nomi dei morti ammazzati dalle organizzazioni malavitose.

Oggi in Calabria lo Stato sequestra beni per oltre 500milioni di euro ad una presunta famiglia 'ndranghetista lametina e tra i beni confiscati c'è anche l'equivalente economico investito in un centro commerciale frequentatissimo che, suppongo, dia da vivere a chissà quante famiglie oneste oltre a quelle malavitose: i du…

La passione di Rocco

Anche lui riuscì ad avere i suoi cinque minuti di celebrità. Dopo tanta dedizione condivisa era giusto che andasse così.
Accompagnato dal suo originalissimo banjo s'impossessò del palco, si mise comodo sulla sedia e tenne il tempo col piede mentre con le mani sollecitava l'unica corda esistente sullo strumento per evocare il suo cavallo di battaglia: "o sole mio".

E pensare che lui il mandolino lo possedeva e lo suonava discretamente a orecchio ed era pure di un'ottima marca.
Era un autodidatta che amava la musica popolare e masticava anche un pochino di musica da camera. ma non gli bastava. Voleva inventare qualcosa di originale che lo portasse agli onori della cronaca. Insomma voleva realizzare un'impresa fuori dal comune che lo rendesse famoso e importante.

Machiavellico Matteo

Il primo e devastante saccheggio in Calabria è datato unità d'Italia. Non che i Borboni fossero migliori dei Savoia ma all'epoca dei Borboni, quando l'Italia era divisa a metà e la Calabria faceva parte del regno di Napoli, il sud era fiorente e ricco. Nelle serre, nella Ferdinandea, c'era la ferriera che forniva cannoni e utensili domestici a mezzo mondo. Tanto per dirne una. Si costruivano rotaie. Era fiorente la coltura del baco da seta e Catanzaro era la capitale dei damaschi. Ma, ripeto, non intendo tessere le lodi inesistenti di una monarchia che manteneva saldi i propri privilegi. Voglio solo ricordare a chi governa oggi l'Italia che i tempi sono cambiati e le bugie politiche hanno gambette cortine. Destra o sinistra non esistono più da tempo. Le ideologie hanno mantenuto vive le tensioni sociali, semplificando, i buoni (?) e sfruttati da una parte e i padroni cattivi(?) dall'altra. Tutto sommato la semplificazione chiariva dei concetti elementarissimi …

Renzi e Oliverio: la volpe e il gatto

A3 galleria di Mormanno, Oliverio, Renzi, inaugurazione offensiva

È un'offesa alla dignità delle persone che stanno male il pranzo per oltre mille persone organizzato e consumato nella galleria di Mormanno alla presenza di Renzi e, suppongo, anche del governatore di tutte le calabrie Oliverio, il compagno Mario Oliverio, il lupo della sila. Delusione e rabbia. Sconcerto davanti alla notizia data dal tgr calabria: la galleria trasformata in ristorante con tanto di fiori, tavolini, stoviglie e chef stellati.

Storie e leggende dal sapore antico

Amuleti e credenze nella cultura arcaica contadina


L'anziana pacchiana sbiascica parole incomprensibili mentre segna la fronte della giovane che sbadiglia.
Va va fhora e sta' casa uocchjiu malignu! Lavati lavati a fhaccia cu acqua e sala e sta sempa cu a malizia eccussì u maluocchjiu 'on ti pigghjia e quandu ti sienti muscia vieni ccà eccussì ti sduocchjiu ca si duormi 'docchjiata è pijeju. Che ha detto? Mi traduci per favore? Ha detto: “vai fuori da questa casa occhio invidioso e maligno. Lavati la faccia con acqua e sale e stai sempre allerta così contrasti le energie negative degli invidiosi...”.
Sì sì ma non è ca l'uocchjiu è sulu de' mmbidja po' essera puru d'ammiraziona. Spiega l'anziana sciamana.
La donna, ricca di antica saggezza contadina, pur non parlando l'italiano interagisce e mi confida la sua esperienza di pratica esorcista che mescola preghiere e amuleti contro il malocchio e per schiacciare le negatività dei maligni.

Il fascino dell'argilla

Maschere apotropaiche, folklore e tradizione popolare calabrese nelle ceramiche di Tina e Mimmo Tripodi
Ti ho mandato l'invito su Face l'hai visto? No! Di che si tratta? Questa sera ci sarà una dimostrazione di ceramica. Ti aspetto! Mi raccomando non mancare. A che ora? Dalle 16e30 fino alle 19. non so se ce la faccio a venire. Ho dei piccoli impicci da sbrigare. Però se faccio in tempo vengo volentieri. 16,35. Catanzaro Lido. Appena cinque minuti di ritardo. Parcheggio la macchina e entro nella galleria sulle cui pareti rosse sono in bella mostra le tipiche maschere apotropaiche del tirreno reggino.
La platea è composta da persone adulte e da una bambina, è proprio la bimba di otto anni a catturare la mia attenzione: è attentissima, pende dalle labbra della signora Tina Patamia, moglie del maestro ceramista Mimmo Tripodi, entrambi presenti in galleria per l'evento organizzato da Antonella Gentile.

le card, specchietti per le allodole

Le multicard. Siamo pieni di carte d'acquisti. Abbiamo quella dei supermercati alimentari: conad, sidis, auchan, carrefur e a momenti persino quella dei cinesi pur di risparmiare qualcosa negli acquisti dei generi di prima necessità.
Anche il telefonino e la televisione sono ormai divenuti generi di prima necessità. Lo certifica il governo con l'obbligo del canone rai nella bolletta telefonica. Che poi non sarebbe stato più corretto per lo Stato e quindi per noi, visto che si tratta di una tassa pubblica che incide sul bilancio pubblico, farsi dare dall'enel i nomi degli utenti con contratti residenziali piuttosto che regalare soldi per la gestione e la riscossione del canone all'enel? Non divaghiamo. Il telefonino la televisione e anche il computer, dicevamo, sono entrati nel paniere dei bisogni. I venditori lo hanno capito e quindi hanno associato una card da dare ai clienti.

Compagni di viaggio

Trovarsi nei luoghi dell'infanzia è sempre e per chiunque, credo, un turbinio di ricordi legati ai posti e alle persone che lì sono vissute. Le relazioni personali, spesso sono saldate e rese forti da semplici avvenimenti: un litigio da ragazzini per la squadra del cuore o per qualche bella ragazza compagna di scuola, un giro con la bicicletta presa in affitto per qualche ora dal calzolaio di “Madonna dei Coeli”, la colletta di poche lire e poi tutti dal tabaccaio per comprare le sigarette sfuse, gli immancabili tassativi giochi che anticipavano il Natale già da ottobre. La sigaretta fumata di nascosto e le mentine di liquirizia nello scatolino di latta rotondo per rinfrescare la bocca prima di entrare in casa. Ecco, trovarsi in centro e al nord della città i ricordi riemergono con una certa facilità perché sono i luoghi della mia infanzia e giovinezza.
Oggi piove. Per entrare dal cancello devo chiudere l'ombrello prima di fare i pochi gradini che mi separano dal portone. Il …

Le nomine di Oliverio

Pacenza, finirà anche questo ciclo politico calabrese.
Leggo che Mario Oliverio in una ristretta politica ha nominato l'ex consigliere e deputato ds Pacenza suo vice nelle riunioni dove non può esserci con un gettone onnicomprensivo delle sole spese documentate non superiore ai 2500,00€. e fin qui nulla di strano se non fosse per le altre cariche, che sempre Oliverio, ha conferito a esterni.
Insomma la calabria è governata non dalla politica, bella o brutta che sia ma, comunque eletta dai pochi che si sono recati alle urne, ma, si diceva, dai nominati da O.G.M. (acronimo che sta per Oliverio Gerardo Mario). Ora, due sono le cose che ci resta da pensare: che il presidente è l'unico eletto onesto e che risponde a modo suo ai calabresi che i consiglieri non sono all'altezza, sempre per OGM (politica e/o morale) toh! Anzi tre, ma sarebbero ancora di più se spulciassimo tra i tanti se e ma che condiziona alleanze e inciuci vari, che abbia trattenuti parecchi consiglieri ad …