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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Le televendite di Matteo

Le campagne renziane sono genuine e buone per l'Italia?
Come in tutte le campagne pubblicitarie se il messaggio non arriva diritto ai consumatori e li induce ad interessarsi al prodotto, magari, parlarne fino allo scontro per difenderne o svilirne i valori, lo spot, qualunque esso sia, non è efficace.
E Matteo Renzi ha dimostrato di essere un maestro in questo. Sa come solleticare il ventre molle popolare. Tra la vendita farsa delle auto blu, che pare abbia sortito l'effetto voluto tra i polli e quanti vivono la vita come se fossero in un film, i taglidella politica sbandierati agli italiani e quelli in cantiere pensati nei confronti di quanti guadagnano cifre esorbitanti e ingiustificate per dirigere aziende pubbliche o partecipate (che significa soldi derivanti dalle tasse imposte unicamente ai cittadini che già le pagano), tagli alla politica e agli apparati istituzionali; per dirla in breve: tutte cose che stanno sullo stomaco e che trovano consensi immediati, con questi…

SCOPELLITI, STOP DEI MAGISTRATI

"Con la maglietta bagnata e con la testa alta finisco questa partita." Così si esprime Giuseppe Scopelliti davanti ai giornalisti dopo la condanna a sei anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici inflitta dal tribunale di Reggio Calabria a conclusione della sentenza sul caso “Fallara”.
Le dimissioni di Scopelliti da Presidente della regione Calabria chiude anzitempo la legislatura e richiamano alle urne gli elettori calabresi che probabilmente esprimeranno il loro voto regionale in concomitanza con le prossime europee 2014 del 25 maggio.
Con le dimissioni Scopelliti ha dimostrato buon senso. Ha reagito da uomo politico serio che rispetta la magistratura e le sentenze sfavorevoli.
Certo è un macigno enorme quello che gli si abbatte addosso sul finire della legislatura. A parte il dramma personale e familiare, del quale Scopelliti non lascia trapelare nulla, il presidente dimissionario volge le sue attenzioni alla Calabria e ai calabresi. E lancia un moni…

Barak a Roma per una politica americana

Ci hanno voluto stupire con effetti speciali e pacche sulle spalle.


Due leader a confronto: il giovane rampante Matteo Renzi e il navigato Barak Obama presidente dell'America e premio nobel preventivo per la pace.
Roma è stata blindata per accogliere il presidente degli stati uniti d'america. Al suo secondo e ultimo mandato Barak è corso in aiuto del suo delfino Matteo che dice di rifarsi a lui per traghettare l'Italia fuori dalla crisi.
Yes we can. Si può fare! Si può fare se usciamo dalle teorie e dal giogo delle lobby economiche che coltivano e impongono Logiche che affamano e bruciano i popoli. Si può fare se la classe politica non è corrotta e invece di indebitare le nazioni con acquisti bellici tipo gli f35 americani che tra l'altro sono difettosi, investe in operazioni socialmente utili quali il lavoro e la dignità che questi conferisce, la cultura che serve per fare evolvere le menti.

Renzi in Calabria, attento, travolgente e propositivo

Scalea, 26 marzo 2014.
il presidente del Consiglio Matteo Renzi è in visita in Calabria. Sul palco esponenti locali del pd e davanti una platea variegata di cittadini che ascoltano e urlano i loro problemi cocenti.
Da una parte la rappresentanza delle istituzioni che dicono come al solito belle parole e giurano buoni propositi dall'altra i cittadini mortificati dalle tantissime ingiustizie imposte dall'alto sotto il nome di spending review che impone agli altri, ai cittadini comuni di prendere il peso degli errori della politica e pagarne il conto in termini di tagli al lavoro e consumi.
Renzi giura che ce la metterà tutta per far cambiare rotta al sistema e incita i calabresi ad essere parte attiva del cambiamento. Dice di volere cambiare la vecchia fase politica e ne programma c'è l'abolizione del Senato. Secondo lui una Camera è sufficiente per legiferare. Può darsi che abbia ragione ma prima deve spiegare come mai proprio alla Camera dei deputati le proposte politi…

Moretti e C. poveri AD toccati dalla crisi

Decadenza morale e società contemporanea.In una famiglia nei periodi di crisi il babbo e la mamma decidono i sacrifici da fare.

E loro, i buoni genitori, sono i primi a togliersi il cibo dalla bocca per darlo ai figli! Non ho un'età giovanissima, anch'io ho subito carestia e fame. Il rumore dello stomaco vuoto ce l'ho ben chiaro nella mente ma mai neanche lontanamente ho pensato di vendere il mio corpo o la mia testa per mitigare i morsi della fame.
Ho creduto nel potere della conoscenza, ho dato credito alle parole evangelizzanti della Chiesa, ho avuto fiducia nei movimenti emancipatori proletari e nella forza evocata dagli studi.
Ho creduto nella politica! Ed è per questi motivi che m'indigno quando leggo o sento di un qualche personaggio pubblico che usa il potere per trarre benefici personali.
Anche i dirigenti che percepiscono compensi inimmaginabili mi fanno letteralmente incazzare quando difendono a spada tratta gli stipendi d'oro. E Moretti, ad delle ferro…

Catanzaro the end la favola è finita

La guerra delle opinioni è scoppiata. Politici, cittadini, giornalisti quasi tutti indignati gridano allo scandalo. La giunta Abramo soggioga la Città. Catanzaro è sotto ricatto. Assessori padroni decidono sui destini dei residenti. Abusi di potere. Lottizzazioni. Decisioni per favorire parenti, amici e anche elettori fedeli sulla  scia del surreale Cetto La Qualunque per vincere un posto di lavoro nel comune o avere appalti, multe cancellate e servigi sessuali gratis forti dell’incarico politico ricoperto. Gli strali maggiori arrivano dalla cosiddetta sinistra e dagli addetti alle notizie sulla carta stampata che postano link sui social per diramare e far conoscere al mondo intero l’orgia del malaffare calabrese come se fosse scoppiata di colpo, all’improvviso, senza nessuna avvisaglia. Idem per quanto concerne le cene e i banchetti non pagati dagli uomini illustri che siedono negli scranni alti del consiglio regionale. A margine qualcuno ricorda le dimissioni frettolose e poco chia…

Monti chiamato in EU per studiare nuove tasse

Strano, nessuna traccia sui giornali online delle parole di Monti. Eppure la sua esternazione nel salotto di Lilly Gruber avrebbe dovuto incendiare più di qualche penna.
Che le sue azioni governative tendessero a bacchettare alcune “corporazioni” lo si era capito ma adesso lo ha detto chiaramente alla giornalista de la7. E parlando di Renzi, chiarisce che è sulla stessa lunghezza d'onda. Ma il prof è stato anche chiaro sul ruolo del Senato, (lui senatore a vita potrebbe essere favorevole all'abolizione?) e in merito concordo con lui della necessità di rivederne le funzioni anziché abolirlo, mi preoccupa invece la sua continua ascesa nei posti di comando UE. il suo nuovo ruolo consiste nello studiare nuove tasse per i Paesi membri dell'Europa unita e reperire nuove entrate.
Il suo snobismo elitario lo ha corazzato. Abbiamo visto come ha operato i tagli e rimodulato il metodo delle pensioni. E che dire della “dimenticanza” degli esodati. Delle nuove povertà. Insomma di tutt…

Crimea, sanzioni UE e Usa agli uomini più esposti

La Repubblica autonoma di Crimea decide di stare con la Russia.
Se i referendum rappresentano la più alta forma di democrazia decisionale del popolo vorrei che qualcuno mi spiegasse perché la Crimea che, decide appunto, attraverso un referendum popolare e raggiunge un risultato plebiscitario (quasi il 97%) di annettersi alla Russia, su cosa si basano le sanzioni dell'UE e dell'USA.
Nella Treccani.it trovo scritto che la Crimea, penisola dell'Ucraina, Costituisce una Repubblica autonoma con capoluogo Simferopol'.
Allora, dove sta il problema? Se non ci sono stati brogli elettorali e non ci sono state coercizioni di vario tipo che abbiano potuto influenzare le decisioni dei cittadini, le sanzioni imposte a pochi uomini di primo piano nella vicenda sembrano il frutto di una decisione irrilevante e inefficace buttata lì per far finta di essere in disaccordo con il popolo della Crimea che ha deciso di “tornare a casa” come riferisce qualcuno davanti alle telecamere.
D'a…

Sesso. Baby non è un gioco

Noi che abbiamo la fortuna di essere nati nei Paesi democratici quando leggiamo di sfruttamento dei minori, di piaghe sociali, di vendita di organi umani per sopperire alla fame, di spose bambine vendute a vecchi, di turismo sessuale, di pedofilia c'indigniamo perché queste azioni non li riteniamo degne delle nostre storie culturali.
Purtroppo, la nostra distrazione fa sì che a volte queste azioni indicibili accadano anche da noi, nelle nostre case, nel nostro rione e nella terra della cultura che tanto ci fa gonfiare il petto e alzare la voce per rivendicarne orgogliosamente origini e storie ma che non possono assurgere ad alibi per purificare le ignominie perpetrate nei confronti dei deboli.
Mi riferisco agli episodi che in queste ore hanno invaso i media. Parlo della storia di degrado sociale che vede implicate delle minorenni in quello che è il tema pruriginoso fin dall'antichità: il sesso! Attività che dà piacere e gratificazioni se fatto con criteri ritenuti leciti.�…

Renzi o Letta. chi dice bugie?

Per chi lavora Matteo? È nell'interesse delle grandi lobbies che sta lavorando Matteo Renzi?


Se è vero quanto riportano i giornalisti, a mio avviso, ci troviamo difronte ad un altro abile imbonitore venditore di fumo. Oppure abbiamo di fronte un uomo spregiudicato che campa sul lavoro fatto dai governi precedenti e che adesso gonfia i muscoli (atteggiamento che piace a certi italiani) per far vedere di essere un uomo pragmatico e al di sopra delle logiche di destra e sinistra manichee.
In tutto questo casino a pagarne le spese siamo noi, gli “schedati dal fisco”: lavoratori dipendenti e non che fin ora abbiamo pagato le tasse, pensionati, studenti e disoccupati!
Su di noi tutti i governi hanno saputo e potuto prendere le risorse economiche e lavorative, ci hanno schiavizzati e reso precari. E Renzi non è da meno con le sue proroghe a tempo sul lavoratore. Sono tutti lì a lambiccarsi il cervello gli scienziati della ripresa. Ci stanno dicendo da sempre che se c'è la crisi è co…

Sorrentino, un genio! la Grande Bellezza, un'opera d'arte!

Mi è stato detto che sono stato sintetico, quasi criptico nel post sulla grande bellezza. Ecco allora qualche considerazione più articolata ma sempre sintetica perché, come si suol dire, chi ha sensibilità e cultura non ha bisogno di stimoli ulteriori, eppoi, per gli altri, inutile perdere tempo, è risaputo: non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire!


I trailer della “Grande Bellezza” mandati sui media hanno fatto vedere un mezzo esercito di personaggi mondani impegnati a stordirsi sullo sfondo di una città ch'è scrigno di storia e cultura dei popoli.
Il popolo del web. I giornalisti professionisti, i critici e gli opinionisti free, voglio dare loro un alibi, si sono lasciati deviare dal decadentismo mondano filmato nei diversi quadri del film e, appunto, mandato sui media a mo' di spot, e lì sono rimasti incollati mentalmente.
Sorrentino è stato geniale! Ha condensato flora e fauna romana. Vitelloni contemporanei. Borghesia annoiata. Intellettuali e Attricette d'…

La Grande Bellezza

“Sa perché mi cibo di radici” “No, perché?” “Perché le 'radici' sono importanti.” Così spiega la Santa verso la fine del film che non ha voluto sottoporsi precedentemente all'intervista del giornalista mondano Jep Gambardella allorché le chiese di parlargli della povertà e di cosa significhi vivere tra i poveri ma ottiene la sibillina risposta: “la povertà si vive”.



la Grande Bellezza”, a mio parere, sta tutta qui. Concentrata nelle semplici battute tra Jep Gambardella e la Santa che, sibillina, fa capire a Jep di ritornare alle origini e scrivere con l'entusiasmo iniziale del vero compito dell'uomo.
Sorrentino usa magistralmente il linguaggio della metafora per narrare e descrivere le incongruenze sociali scaturiti dai bubboni del miraggio economico.
Edonismi imperanti. Arrampicatori sociali nascosti dietro facciate esteriori per coprire o tentare di oscurare le sconfitte quotidiane popolano chiassose feste per esorcizzare la paura dell'insuccesso.
I quadr…

Calabria tra fiction, media e realtà

Energie, storie di uomini e cultura in CalabriaDal caso Gentile alla storia romanzata di 'ndrangheta del "Giudice Meschino"
Come sempre siamo propensi a guardare il dito che indica e non l'obiettivo indicato.
Oggi voglio parlare di due fatti che occupano buona parte degli spazi mediatici. Il primo riguarda il caso “Gentile” e il secondo la fiction “il giudice meschino” in onda su rai uno.
Stiamo ai fatti: il giornale “l'ora della calabria” non esce a causa di una mancata “revisione” suggerita dallo stampatore cosentino De Rose, che, mirava, secondo la sua goffa intrusione, a tutelare il buon nome dei Gentile. Nella vicenda,ormai di dominio pubblico, i maggiori direttori dei mass media, gli utenti dei social net work, insomma, politici, addetti ai lavori e semplici cittadini si sono schierati dalla parte della libertà di cronaca. Ed è giusto! Il dato certo, secondo quanto trapelato e strombazzato dagli addetti specializzati in comunicazione, consiste nel…