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-Crisi istituzionale tra ragion di Stato, obblighi internazionali e responsabilità etica- C’è un momento, nella vita delle democrazie, in cui la ragion di Stato smette di essere un principio di tutela collettiva e diventa un paravento. È il momento in cui il potere esecutivo, invocando urgenze e segreti, tenta di sottrarsi ai vincoli che lo definiscono: la legge, il controllo parlamentare, gli obblighi internazionali liberamente assunti.
Il testo di Franco Cimino coglie un punto cruciale: la responsabilità del linguaggio nell'arena politica moderna. Quando i leader usano "parole pesanti", non stanno solo esprimendo un'opinione, ma stanno definendo i confini del "permesso" per chi ascolta. L’analisi tocca tre cardini nella sua riflessione: - Il peso della legittimazione: Cimino avverte che gli attacchi diretti di Trump alla Chiesa non sono solo folklore elettorale. Forniscono un "alibi morale" a frange estremiste, trasformando la critica politica in un bersaglio concreto. - La fragilità delle risposte: La politica istituzionale è descritta come incapace di vera fermezza. Usare frasi fatte come "il Papa fa il Papa" è una forma di neutralità passiva che, di fatto, non protegge né il messaggio di pace né la figura del Pontefice. - L'eclissi dei contenuti: Mentre ci si accapiglia sui toni, i temi centrali — guerra, fame, povertà, dignità umana — sono risucchiat...
Di Franco Cimino L’ASSALTO DELLE PAROLE VOLGARI AL PAPA: UNA DIFESA DISPERATA, NON UN’OFFESA… Colui che, tra le sue aspirazioni imperiali, ha persino immaginato di farsi Papa — magari attraverso una sorta di autoincoronazione, evitando il fastidio del conclave e del voto dei cardinali — attacca duramente, con la sua prosa volgare, Leone XIV, vescovo della Chiesa di Roma, rappresentante di due miliardi di fedeli e capo di una religione che, in quanto tale, dovrebbe essere rispettata da chiunque.
Padri, figli e promesse durevoli: due scene di umanità in una domenica qualunque Un gesto semplice tra un giovane padre e suo figlio, e la benedizione a una coppia con 70 anni di matrimonio: frammenti di vita che parlano più di mille omelie.
Crisi demografica, disuguaglianze globali e fragilità del vivere civile
NON È UNA STORIA D’AMORE SHAKESPEARIANA, QUELLA DELLA SIGNORA E DEL MINISTRO. di Franco Cimino Non li chiamerò per nome. Non li definirò amanti. Non li spierò dal buco della serratura o dalla finestra della loro camera da letto — che sia quella di un albergo, di una garçonnière o di una delle tante stanze segrete del palazzo del potere. Non cederò alla prurigine del “piccante”, né agli istinti dei guardoni o dei curiosi in cerca di una facile stimolazione carnale. Non farò confronti con vicende analoghe, finite talvolta in modo drammatico, né mi unirò alle polemiche — spesso strumentali — contro il governo o chi lo guida. Non mi ergerò a giudice dell’etica, distinguendo ipocritamente il bene quando riguarda i “miei” e il male quando appartiene agli avversari. Eppure, di questo “fatto” — fatto esplodere, e non è un bisticcio di parole-con grande clamore mediatico — voglio dire qualcosa. Se ne parla come fosse una dichiarazione di guerra, mentre altrove la guerra vera produce ...
E gli altri? Gli altri siamo noi. Gli elettori. I cittadini che li eleggiamo quando possiamo, o i sudditi che li subiscono quando non esistono vere libere elezioni. Siamo la moltitudine che osserva, spera, si indigna, talvolta resiste, talvolta si rassegna. Siamo la parte del mondo che paga il prezzo delle scelte di chi comanda, e che spesso si ritrova a interrogarsi su come sia stato possibile consegnare tanto potere a così poca responsabilità. Gli indegni: Netanyahu, Trump, Putin. E gli altri Ci sono epoche in cui la storia sembra perdere il proprio baricentro morale. Popoli che si considerano maturi, consapevoli, eredi di tradizioni democratiche solide, finiscono per consegnare il potere a figure che, secondo molti osservatori, e quanto producono in termini di distruzione e morte, incarnano una regressione etica e politica. Altre società, prive di reali strumenti democratici, si ritrovano invece a subire leader che non hanno mai dovuto confrontarsi con il giudizio l...
Sciacalli del Telefono: l’industria dell’inganno che assedia gli utenti. C’è un momento della giornata in cui il telefono squilla e, dall’altra parte, una voce impostata e melliflua pronuncia la solita formula: “Signor…? La chiamo per comunicarle che la sua tariffa non è più in offerta. Per mantenere la promozione dobbiamo rivedere alcune norme…” Una frase studiata a tavolino, calibrata per insinuare ansia, urgenza, confusione. È il biglietto da visita di un esercito di operatori che, più che lavoratori del settore, sembrano veri e propri predatori del mercato libero, addestrati a fiutare l’ingenuità e a trasformarla in contratti. Il trucco è sempre lo stesso! Il copione è noto: insinuare che l’utente stia perdendo un vantaggio; far credere che la chiamata provenga dal proprio gestore; usare un linguaggio volutamente ambiguo; spingere a “confermare dei dati” che in realtà equivalgono a firmare un nuovo contratto. Non è informazione: è manipolazione. Non è consulenza:...
Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.
Sotto casa, al telefono, nel Paese. Un inizio d’anno segnato da scene inquietanti e telefonate sospette, specchio di un’Italia che si illude di stare meglio solo perché i numeri lo dicono. Mentre il governo esulta per i numeri ISTAT, la realtà quotidiana racconta precarietà, truffe e lavori che costringono i giovani a raggirare i più fragili pur di sopravvivere.
Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi. Il teatro del potere e l’agonia dell’etica pubblica Quando la politica smette di essere istituzione e diventa palcoscenico, i cittadini restano solo spettatori disillusi.
Ragionamento sulla stupidità collettiva. La violenza come strumento di potere e la spartizione dei territori sono il volto più crudo della stupidità al potere: Gaza e Ucraina ne sono oggi i simboli più tragici. La riflessione tocca un nodo essenziale del nostro tempo: “la degenerazione della politica in dominio”, dove la forza prevale sul diritto e la propaganda sulla verità. Gaza e Ucraina sono due teatri diversi, ma accomunati da una logica brutale: quella della sopraffazione. Gaza e Ucraina: due guerre, una stessa logica: saccheggiare! In Ucraina, la guerra iniziata nel 2022 ha visto la Russia invadere territori sovrani con l’obiettivo dichiarato di “denazificare” e “proteggere” il Donbass. Oggi, secondo un piano di pace proposto da Donald Trump, si ipotizza che Kiev debba cedere parte del proprio territorio (Donetsk e Luhansk) in cambio di garanzie di sicurezza. È la logica del bullo: prendo con la forza, poi ti offro la pace a condizione che tu accetti la mia rapina. ...
Il POTERE DELLA GUERRA (dei soldi) di Franco Cimino Di Gaza non si parla più. C'è qualcuno che ne parla? E dove sono quelle ripetitive e monotone trasmissioni televisive che a canale unico, nel salotto unico, seduti sempre gli stessi, per mesi e mesi ne hanno parlato? Dove si trova la notizia nei telegiornali e nei giornali? Nelle pagine interne, per i giornali cartacei, nelle notizie seconde o terze, se non ultime, e per pochi minuti, in televisione. Nessuno ne parla più. I pochi che lo fanno, come il sottoscritto, sono considerati se non retorici o antisemiti, addirittura sabotatori della pace. Quella che il pacifista in assoluto, sostenuto dai nostri pastifici governanti, ha dichiarato al mondo intero essere stata fatta. Ma in quella terra martoriata ancora si uccide. E laddove non ci fosse più nulla da distruggere, da uccidere, neppure i bambini che sono tutti spariti da quelle vie, da quelle macerie, ci si allunga un po' più avanti, al sud del Libano. E in tutta la Cis...
Il cosiddetto “turismo del massacro” a Sarajevo negli anni ’90 è una realtà storica agghiacciante, oggi al centro di nuove inchieste giudiziarie. Questo editoriale riflette su quella barbarie per interrogarsi sulla deriva morale contemporanea. Sarajevo Safari: il prezzo dell’orrore C’è una cifra che rimbalza tra le righe delle ultime inchieste: 250-300mila euro . Tanto sarebbe costata, secondo testimonianze e ricostruzioni investigative, una “gitarella” a Sarajevo durante l’assedio degli anni ’90. Non un viaggio di piacere, ma un weekend da cecchino, appostato su un terrazzo, a sparare su civili inermi. Donne, bambini, anziani. Un safari umano, dove la preda era la vita stessa. Questa notizia, rilanciata da documentari come Sarajevo Safari di Miran Zupanič e da inchieste della Procura di Milano, non è solo un pugno nello stomaco. È un monito. Perché tra i presunti partecipanti a questi “passatempi” non ci sarebbero solo miliziani, ma anche cittadini europei, italiani compres...
Il Safari dell’orrore: quando il denaro compra la morte Viaggio guidato tra le rovine del desiderio C’è una parola che ritorna, distorta, infangata: safari . Non più viaggio nella savana, ma incursione armata tra le rovine della civiltà. Non più caccia al leone, ma appostamento tra i palazzi sventrati di Gaza, le periferie bombardate dell’Ucraina, le foreste insanguinate del Congo. Il safari oggi è il nome di un’aberrazione: la violenza gratuita di chi può permettersi tutto, anche la morte altrui.
"L'intelligenza artificiale è logica applicata dalla mente umana e si presuppone che sia giusta e equa per chiunque. di conseguenza se ritiene che per tenere in vita gli organismi questi devono essere nutriti adeguatamente, l'ia, di conseguenza, nel caso fosse dispensatrice di cibo e bevande, dovrebbe distribuirle equamente ma se l'uomo determina dei limiti e istruisce gli algoritimi in base a criteri soggettivi, si potrebbe causare una sorta di preferenze nei confronti di un essere vivente piuttosto che un altro"
Sei milioni tra urgenza sociale e ombre sul merito La Calabria affronta una crisi sempre più profonda: disoccupazione in aumento, servizi pubblici in affanno e migliaia di famiglie in difficoltà economica. È in questo contesto che il Parlamento, su iniziativa del centrodestra, ha destinato sei milioni di euro a tre associazioni riconducibili a Pino Galati, vicesegretario nazionale di Noi Moderati e attivo sostenitore del presidente Occhiuto. Una cifra non trascurabile che, a prima vista, rischia di diventare un simbolo di inefficienza politica e di cattivo utilizzo delle risorse pubbliche.
Una riflessione satirica sulla lingua biforcuta e il veleno delle parole: Il Gallo e le Piume del Giudizio Il gallo, si sa, canta all’alba. Ma non canta per vanità: è la voce della coscienza che sveglia i dormienti e punge i distratti. Lo chef, maestro d’ordine e di apparenze, consegna al servo un pollo vivo: “Uccidilo, spennalo, ma fallo fuori. Qui dentro l’aria deve restare pulita.” Il servo obbedisce, con la diligenza di chi non capisce ma esegue. Torna, fiero del compito svolto. Ma lo chef, con l’occhio torvo e la bocca sottile, rilancia: “Ora raccogli tutte le piume. Ogni singola piuma. Non ne deve restare traccia.” Il servo impallidisce. “Ma chef… il vento le ha portate via! Sono oltre il muro, nei giardini, sui tetti, forse persino nel brodo del vicino!” Lo chef sorride, con quel ghigno che sa di sapienza amara: “Ecco, ragazzo. Così sono le parole quando le usi per ferire. Le spargi come piume, leggere e velenose. E poi? Poi non le raccogli più. Restano...
Riflettere e agire! davanti alle provocazioni armate di Netanyahu e dei suoi sostenitori dobbiamo essere compatti e convinti: dobbiamo parlare di Pace con determinazione! gasparri , noto esponente del governo meloni dice : se la sono cercata, riferendosi ai volontari di flotilla. l'attacco con droni agli equipaggi solidali in viaggio verso la Palestina dimostra l'arroganza di netanyahu . siamo in guerra anche noi! questo ci dice l'azione. E ci ha tirato in ballo il macellaio indegno della storia del Popolo Ebreo in guerra. Che fare? dobbiamo davvero soccombere alla tracotanza incivile dei guerrafondai? La riflessione è intensa e carica di indignazione, e comprensibilmente si può sintetizzare così: gli attacchi con droni contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla — civili e pacifiche — hanno sollevato forti reazioni internazionali. Secondo un dossier pubblicato recentemente, questi attacchi sarebbero stati condotti da droni israeliani con ordigni incendiari, e avreb...
GESÙ DI NAZARET: UNA LEADERSHIP DAL BASSO CHE CAMBIA IL MONDO Diacono Don Vittorio O.F.S. In un tempo in cui la parola “leader” evoca potere, carisma mediatico e successo economico, Gesù di Nazaret ci propone una via alternativa, silenziosa ma rivoluzionaria: quella della leadership servile, fondata non sul dominio ma sul dono, non sulla visibilità ma sulla verità.
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
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massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.