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Visualizzazione dei post con l'etichetta sagre

CAROSELLO

In Calabria nei giorni della merla

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"Courtesy M. Iannino, cult"  I giorni della merla. Secondo la leggenda, son detti così per via di una merla, appunto, che si prese gioco di gennaio, e pensando che il freddo intenso fosse ormai finito iniziò a lanciare una serie d’improperi a mo’ di filastrocca nei confronti del cattivo tempo, convinta di averla fatto franca. Ma gennaio andò da febbraio e si fece prestare dei giorni. E in questi giorni presi in prestito liberò il freddo e il gelo in maniera impressionante che uccisero la merla. Perciò i giorni più freddi dell’inverno sono detti della merla ma anche de’ mali vestuti cioè i pezzenti che a causa del freddo eccessivo rischiano di non superare la brutta stagione.

Senza rete, a spasso per sagre e sottoboschi culturali

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  Estate. Tempo di mare, sole, montagna e … sagre. Dagli anni sessanta in poi l'estate è sinonimo di tempo libero e vacanze. Chi va al mare e chi in montagna per ricaricare le pile e preparare corpo e mente ad affrontare un nuovo anno di lavoro intenso. Molti tornano al paese natio. Il fenomeno dei migranti di ritorno a casa e nei territori che hanno accompagnato i primi passi e visto crescere è stata, negli anni della post-industrializzazione, un'onda comune per quasi tutto il sud Italia e può essere considerato il periodo d'oro per molti piccoli centri calabresi.  La spiegazione è semplice!,  La campagna non bastava più per soddisfare le nuove esigenze suggerite dal nascente consumismo. Gli spot pubblicitari invitavano al consumo di nuovi prodotti, costosi e non reperibili in loco; chi non ha sentito parlare in famiglia della commercializzazione a cambiali della televisione e del grammofono, della lavatrice e del frigorifero tra una canzone e l'altra irradiata dall...

i Vasco rock Show ospiti a Palermiti, Catanzaro

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Agosto è il mese che gli emigranti hanno eletto a "tempo del ritorno". Ritorno nella propria terra. Ritorno agli affetti. Ritorno alla socialità delle radici. Ritorno temporaneo nell'isola che c'è. L'isola che diede i natali, forgiò caratteri e trasmise tradizioni. Palermiti è una di queste isole!, immersa nel verde dei castagni, a ridosso di dolci declivi, osserva vallate di ulivi. La terra rossiccia anticipa l'entrata alle porte del paese con le sue tre croci poste ai margini della strada per ricordare tre militi uccisi da una bomba nell'ultima guerra. L'ingresso è sobrio; ali di case costruite con le fatiche emozionali e corporee insite nell'evento sociale dell'emigrazione accompagnano i visitatori fino nella piccola ma accogliente piazza che, per la sua forma, i palermitesi chiamano “cona”, ed è nella conca che da sempre s'impianta il palco per le rappresentazioni musicali dell'agosto palermitese. Giusto, quindi che Agosto ...

pasta e ceci, anche questo è folklore

Pasta e ceci e... Squillace e dintorni sono disseminati da cartelli del tipo fai da te parrocchiali che invitano alla sagra estiva del 12 agosto “pasta e ceci e...” e cosa? A detta di alcuni conoscenti che ci sono stati pare che qull'e cacofonica finale corrisponda a 10€ a cranio e niente di più! In buona sostanza una famiglia composta da quattro persone che risponde all'invito credendo di passare una serata tra antichi sapori culinari e ballate folk a prezzo simbolico equivalente a un'offerta si trova a pagare 40€ per una semplicissima stupida pasta dei poveri e niente di più. Sia ben chiaro, questa è una opinione fatta non per criticare l'operato dei volonterosi che si sono messi a lavorare ma per fare il punto sulle tante sagre inventate in estate che invece di attrarre i turisti e gli emigranti per farli socializzare e riscoprire valori tradizionali persi li fanno scappare perchè, come dice un vecchio proverbio calabrese, una sola volta si fotte la vecchia!

premio letterario, parole nel vento a Squillace

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Estate, tempo di sagre e premi slow. Solitamente le prime edizioni di un qualsiasi avvenimento, folkloristico o culturale, hanno tempi lenti nonostante l’alta professionalità della macchina organizzativa che cura il service, gli ospiti e i risultati strategici desiderati. Questo si diceva l’altra sera con alcuni amici alla prima edizione del concorso letterario “parole nel vento” dedicato alla memoria di Bruno Chimirri,(Serra S. Bruno, 1845/ Amato, 1917) politico calabrese vicino all'area; definita da Croce; "aristocrazia spirituale" del regno d'Italia,  per mitigare i disagi organizzativi che abbiamo dovuto superare. Pazienza! Ci siamo detti un po’ tutti mentre il tempo scorreva inesorabile e il vento freddo bussava alle spalle poco coperte data la calura del giorno. D’altronde chi mai avrebbe pensato che l’inizio di un avvenimento programmato per le 20,30 slittasse alle 22,00 e che la location diventasse una caccia al tesoro? Infatti, giunti al castello di Squ...

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