CAROSELLO

Blackout programmati. Si può fare di meglio

  Interruzioni programmate dell’energia elettrica: si può fare meglio?

Negli ultimi giorni, la zona sud di Catanzaro sta affrontando interruzioni di corrente programmate che durano fino a otto ore consecutive. Comprendiamo l’importanza della manutenzione e della sicurezza della rete, ma ci chiediamo: è davvero necessario lasciare interi quartieri senza energia per così tanto tempo?

Le conseguenze sono pesanti, soprattutto per:

  • Anziani e persone fragili
  • Chi utilizza dispositivi medici elettrici
  • Famiglie con bambini piccoli
  • Lavoratori da remoto

In un’epoca in cui la tecnologia consente interventi più mirati, ci auguriamo che E-Distribuzione possa rivedere le modalità operative, limitando i fermi a pause inferiori alle tre ore, magari suddivise per fasce orarie o micro-zone.

 Cosa è successo?

L’interruzione dell’energia elettrica sembra essere legata a un guasto agli impianti Sorical, con effetti anche sull’erogazione idrica. Ecco i dettagli:

  • Guasto elettrico agli impianti Sorical: ha coinvolto i serbatoi Corvo e Santa Maria, riducendo la fornitura di energia e acqua.
  • Disservizi idrici: si è verificato un abbassamento dei livelli di accumulo, con disagi nei quartieri Corvo, viale Isonzo, Aranceto, Santa Maria e parte di Fortuna.
  • Cause comuni: secondo E-Distribuzione, le interruzioni possono derivare da guasti sulla rete, manutenzioni programmate o problemi interni agli impianti domestici. In questo caso, si tratta di un guasto esterno.

Tuttavia, gli avvisi affissi nelle zone interessate risalgono a diversi giorni fa, segno che si è trattata di una manutenzione programmata. Se così è, perché non pianificare gli interventi in modo più umano?

Otto ore senza corrente non sono sostenibili. Nessuno mette in discussione la necessità della manutenzione, ma si può — e si deve — fare meglio.

A Enel Chiediamo:

  • Maggiore attenzione alle fasce più vulnerabili
  • Comunicazione più chiara e tempestiva
  • Soluzioni più rispettose della vita quotidiana

La tecnologia lo consente. La dignità delle persone lo richiede.

Cara Enel, sii più "umana". La rete elettrica è fatta di fili e trasformatori, ma anche di persone. Persone differenti con differenti esigenze trattate come cose prive di valore se non quello di utenti pagatori.

Ribadiamo: 
Persone diverse, con esigenze diverse. Anziani, bambini, lavoratori da remoto, pazienti che dipendono da dispositivi medici. Eppure, troppo spesso, queste persone vengono trattate come semplici numeri, come utenti pagatori privi di volto e di voce.
Quindi: Sii più "umana", Enel. Perché dietro ogni interruttore, c’è una famiglia, persona una entità con esigenze proprie e variegate rispetto alla fredda e tecnica distribuzione di un "bene sociale".

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