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Visualizzazione dei post con l'etichetta guerra

Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

La sporca guerra di Ben

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  Non ho parole! Ma davvero possiamo arrenderci alla violenza? All’arroganza dei prepotenti armati f8no ai denti? Verrebbe da chiedere: e se non avessero dalla loro parte gli esercito obbedienti? È davvero possibile   quanto sta accadendo in Palestina ad opera degli ebrei di Netanyahu? Stiamo vivendo un incubo!  

Il valore di una vita

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  30mila euro vale un soldato americano per i vertici dell’Iran. Il conflitto iniziato da Trump, le sue intemperanze hanno portato lo scompiglio nel mondo anziché risolvere, come aveva promesso, le guerre sparse sulla terra. E pensare che pretendeva il nobel per la pace”. Lui. Caldeggiato dal suo degno compare Netanyahu. Il macellaio!

Senza omissioni, la fame degli altri

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  L’analisi   di Franco Cimino offre una profonda e amara riflessione sulla guerra contemporanea, denunciando come i conflitti spariscano dai media senza essere realmente cessati e si trasformino in una silenziosa e disumana crisi umanitaria incentrata sulla privazione delle risorse vitali. Evidenzia, altresì, come la fine di un conflitto rappresenti spesso un'illusione mediatica che maschera il continuo consumo di guerre nell'indifferenza generale. Tale dinamica alimenta il ciclo economico della produzione di armi e favorisce l'assuefazione alla violenza, mentre nei campi profughi si consuma un drammatico genocidio silenzioso legato alla privazione dell'acqua.  

La forza della democrazia contro i signori della guerra

La proposta di una resistenza civile contro i signori della guerra: lo sciopero dei consumi e il coraggio politico delle democrazie occidentali per togliere ossigeno economico ai regimi autoritari.  …Come si sconfiggono i dittatori di F. Cimino La guerra si sconfigge facendo la guerra alla guerra. Non è retorica, né un gioco di parole. È una verità. È la risposta più razionale alla più irrazionale delle follie umane. È l’unico modo per opporsi a chi della violenza ha fatto il proprio potere.

Quando la guerra cancella la memoria collettiva

  Nel saggio di Franco Cimino, la distruzione dei beni culturali appare come il colpo finale inferto ai popoli: quando la guerra annienta vite e cancella la storia, compie un genocidio culturale che pesa sull’intera umanità. QUEL CHE RESTA DA DISTRUGGERE, LA GUERRA LO DISTRUGGERÀ Ancora missili sulle città, sui paesi e sui territori chiamati alla guerra. Piovono come grandine sulle teste. E le perforano.

La civiltà muore stanotte

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 Di Franco Cimino  L’INTERA CIVILTÀ UMANA SARÀ DISTRUTTA E CON ESSA L’INTERO PIANETA SE… “Un’intera civiltà morirà stanotte”. A pronunciare queste parole, poche ore fa, è stato il presidente degli Stati Uniti, accanto alla moglie e al simbolico coniglio pasquale, emblema di una tradizione che richiama vita e rinascita. Un contrasto che, da solo, basterebbe a raccontare il tempo che stiamo vivendo.

Sulle rovine della ragione

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  Chi ha un briciolo di cuore piange al solo pensiero di quanto sta accadendo in Medio Oriente.

Coscienza fragile. Potere forte

 di Franco Cimino.  FACCIAMO LA GUERRA ALLA GUERRA. E BATTIAMO TUTTI QUEI SIGNOROTTI CHE LA IMPONGONO… Io so come far cessare la guerra. Le guerre. Queste guerre. Questa guerra, la più antica di tutte. La farei cessare tagliandole le unghie. Perché le mani non mi riuscirebbe mai. E neppure la testa. La guerra è come quei mostri della mitologia o della fantascienza: una creatura con cento teste e trecento mani. E se anche gliele tagliassi tutte, ne produrrebbe altre cento e altre trecento. Questo non significa che la guerra non possa essere sconfitta. E cancellata. No, questo no. Per quanto male contenga, per quanta cattiveria la ispiri e la sostanzi, resta sempre un fatto umano. E, come tale, può essere sconfitta. Ma il tempo che ci vorrà sarà ancora molto lungo. Poiché l’unica forza davvero invincibile che può cancellarla è l’Amore, con la maiuscola. L’amore non soltanto come sentimento degli uomini, ma come forza che agisce nelle relazioni umane, nel rapporto degli esseri um...

Pretendeva il Nobel per la Pace

 E LA CHIAMANO GUERRA DOPO AVER CANCELLATO LA PAROLA PACE… di franco cimino. Ma che pace è quella di chi di notte prepara la guerra e di giorno continua a sparare dopo aver lanciato missili di ogni genere e droni, piccoli e grandi?  Che pace è quella di chi, invece che la diplomazia, sceglie il ring come campo di battaglia e, invece che le parole, le armi?  Che pace è quella di chi, per non cercare le ragioni degli altri, ne inventa di sue?  Che pace è quella per la quale si finge di chiudere una guerra per aprirne dieci?  Che pace è quella che concede all’aggressore e al più forte il tempo lungo di ritirarsi dai campi di fuoco dopo averli bruciati tutti e aver rubato quelli che ancora gli mancano?  Che pace è quella in cui chi fa la guerra su tutti i campi  ed esercita la violenza dentro e fuori il proprio Paese e continuamente minaccia chi non lo segue in questa logica pretenderebbe il Premio Nobel per la pace e lusinga, promettendo premi, quanti lo ...

USA, Check and Balances: la barriera invisibile al potere assoluto

 U n'architettura progettata non per essere efficiente o veloce, ma per essere  resistente alla tirannia . "A differenza di altri sistemi, quello statunitense non si basa solo su leggi scritte, ma sulla reciproca gelosia tra i poteri (Esecutivo, Legislativo, Giudiziario). Se un Presidente cerca di scavalcare il Congresso usando lo stato di guerra, si scontra con il "potere della borsa" (il Congresso controlla i fondi) e con i tribunali federali che possono bloccare i suoi ordini in poche ore." La storia degli Stati Uniti è costellata di scandali che hanno ridefinito la politica, l'etica e la fiducia nelle istituzioni. Di seguito sono elencati i casi più significativi, culminando con le recenti rivelazioni dei cosiddetti "Epstein Files". Questi i grandi scandali storici che sconvolsero gli USA: Watergate (1972-1974) : Il punto di riferimento per ogni scandalo politico. Lo spionaggio del quartier generale democratico portò alle dimissioni del pre...

Iran. La guerra di trump

EDITORIALE Il Crepuscolo della Ragione: Quando il Destino del Mondo è Ostaggio del Narcisismo dei Forti. Era nell’aria l’attacco all’Iran e le bombe sganciate oggi 28 febbraio segnano il fallimento della diplomazia e l’ascesa di una politica globale guidata dall’impulso individuale. Se la sovranità delle nazioni e la vita dei civili diventano variabili della "volubilità" di leader temporanei, il diritto internazionale cessa di esistere, lasciando spazio solo alla legge del più forte.

LA NUOVA GUERRA.

 QUELLA CONTRO I GIOVANI E LE DONNE CHE SI BATTONO PER LIBERARE L’IRAN. Di Franco Cimino  C’è un’altra guerra. Non prevedibile, ma attesa. Una guerra dura. Pericolosa. Si è accesa con un’esplosione apparentemente improvvisa, ma in realtà alimentata da una fiamma lunga molti anni, che ha camminato nel sottosuolo di una regione straordinariamente bella del pianeta. Una terra che, nell’era moderna, è stata, però, da sempre afflitta da governi che ne hanno turbato la bellezza, derubato la ricchezza, umiliato la sua bellissima popolazione, la quale, nel corso della lunga vita di quella terra, ha dato prova di intelligenza e di civiltà, promuovendo altre civiltà e creando ricchezze esclusive. Questa terra è l’Iran del vecchio imperatore Reza Pahlavi, costretto alla fuga dalla rivoluzione che il popolo fece per cacciarlo, consegnandola però nelle mani di altri imperatori, più totalitari e antidemocratici: gli ayatollah di una religione già di per sé assolutista e totalitaria, antimod...

BASTA ASSASSINII IN PALESTINA

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  Ci sono immagini che raccontano la realtà e la testimoniano meglio di mille parole. Una tela appesa a un balcone, i colori della Palestina che sventolano in verticale, mentre la radio scandisce la conta dei morti. Tutti civili. È il contrasto tra il simbolo di resistenza e la cronaca di una tragedia che non conosce tregua.

La guerra e la propaganda del potere

  Il POTERE DELLA GUERRA (dei soldi) di Franco Cimino  Di Gaza non si parla più. C'è qualcuno che ne parla? E dove sono quelle ripetitive e monotone trasmissioni televisive che a canale unico, nel salotto unico, seduti sempre gli stessi, per mesi e mesi ne hanno parlato? Dove si trova la notizia nei telegiornali e nei giornali? Nelle pagine interne, per i giornali cartacei, nelle notizie seconde o terze, se non ultime, e per pochi minuti, in televisione. Nessuno ne parla più. I pochi che lo fanno, come il sottoscritto, sono considerati se non retorici o antisemiti, addirittura sabotatori della pace. Quella che il pacifista in assoluto, sostenuto dai nostri pastifici governanti, ha dichiarato al mondo intero essere stata fatta. Ma in quella terra martoriata ancora si uccide. E laddove non ci fosse più nulla da distruggere, da uccidere, neppure i bambini che sono tutti spariti da quelle vie, da quelle macerie, ci si allunga un po' più avanti, al sud del Libano. E in tutta la Cis...

Immondi safari

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  Il Safari dell’orrore: quando il denaro compra la morte Viaggio guidato tra le rovine del desiderio C’è una parola che ritorna, distorta, infangata: safari . Non più viaggio nella savana, ma incursione armata tra le rovine della civiltà. Non più caccia al leone, ma appostamento tra i palazzi sventrati di Gaza, le periferie bombardate dell’Ucraina, le foreste insanguinate del Congo. Il safari oggi è il nome di un’aberrazione: la violenza gratuita di chi può permettersi tutto, anche la morte altrui.

MA CHE PACE É SE MUOIONO ANCORA I BAMBINI?

 Di Franco Cimino  Undici morti su un pulmino che portava una famiglia a Gaza, preso in pieno dal fuoco israeliano. Ieri. Nel tempo della tregua, che chiamano fragile proprio per giustificare questi crimini peggiori di quelli che sono stati consumati prima. In due anni che sembrano non essere finiti. E forse non finiranno ancora, se finiranno mai. In quel pullman e tra quegli undici morti, sette erano bambini. Bambini, che si aggiungono ai circa ventimila trucidati già. Ehi, dico bambini, la stessa parola con cui se ne scrive! In quel pulmino sgangherato, c’era una famiglia. Non un commando di Hamas! Ehi, dico famiglia e la scrivo con il nome che ha in tutte le lingue. E con il significato universale, che la correda. Bambini, capite? Avranno in progressione le molte età dei bambini: due, tre, quattro, cinque, sette, otto, nove, anni. Il più grande ne potrebbe avere avuto dodici! Bambini! Guardiamoli, i nostri, mentre in queste ore dopo un pranzo, comunque assicurato anche n...

Dalla narrazione eroica alla testimonianza civile

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  L’attore, il presidente e la storia che non insegna di mario iannino C’è chi nasce per recitare e chi per governare. E poi c’è chi, come Volodymyr Zelensky , attraversa il confine. Da attore comico a presidente in guerra , da sceneggiature di speranza a copioni di lutto . Ma la realtà non è un set. Non c’è regista, non c’è montaggio. E soprattutto, non c’è lieto fine garantito. La storia — quella vera, quella che si scrive con sangue e silenzi — non premia i buoni. Non basta avere buoni propositi per evitare le sconfitte. Non basta la retorica della libertà per fermare i missili. Millenni di storia non hanno insegnato niente, perché l’uomo dimentica in fretta e ripete con ostinazione. Zelensky ha portato sul palco della geopolitica il volto umano della resistenza . Ma il mondo, spettatore distratto, ha applaudito e voltato pagina. E intanto, i bambini muoiono, le città si sbriciolano, le promesse si dissolvono. La finzione non salva dalla realtà. E la realtà non ha pietà. ...

Tomahawk e litio: il nuovo baratto

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  La pace? Solo dopo il catalogo armi Aiutiamoli a distruggersi da soli! Tre anni di guerra. Tre anni di missili, droni, carri armati, e conferenze stampa con bandiere dietro e occhi lucidi davanti. Tre anni in cui l’Ucraina è diventata campo di battaglia, vetrina bellica, e — diciamolo — catalogo promozionale per l’industria delle armi .

Zelensky chiede, l’Occidente calcola

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  La guerra in Ucraina continua a essere un teatro di distruzione e calcolo geopolitico, dove le richieste di armi si intrecciano con interessi economici e strategie di potere. A tre anni dall’invasione russa del 24 febbraio 2022, il conflitto in Ucraina ha lasciato cicatrici profonde: città devastate, milioni di sfollati, e una popolazione civile stremata . Ma la guerra ha anche rivelato il volto spietato della diplomazia globale, dove le risorse del suolo ucraino, come grano, litio e terre rare , sono diventate oggetto di interesse per potenze industriali e aziende multinazionali.

Gaza: La Tregua dei Cinici

  Trump, Netanyahu e il Silenzio della Comunità Internazionale  Gaza, tregua o tregua d’interessi? Il volto cinico della geopolitica Dopo mesi di devastazione, finalmente si parla di tregua a Gaza . Il cessate il fuoco , mediato da Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia , segna un punto di svolta nel conflitto tra Israele e Hamas . Ma dietro la facciata diplomatica, si intravede un retroscena torbido, fatto di calcoli politici, interessi economici e ambizioni personali.  Il piano Trump: pace o palcoscenico? Il presidente Donald Trump , regista del piano di pace , è già celebrato da alcuni come “ San Donald ”, con voci che lo vorrebbero candidato al Nobel . Ma per molti osservatori, il suo intervento non è frutto di idealismo, bensì di opportunismo. La ricostruzione di Gaza , stimata in miliardi di dollari, potrebbe trasformarsi in un gigantesco affare per imprese americane e israeliane, con il benestare di Netanyahu e dei suoi alleati. Trump, noto per le sue gira...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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