CAROSELLO

Catanzaro fhora e portu, da non confondere con porta marina

 Fhora e portu, piazza Matteotti, per i catanzaresi è fhoraeportu! Tutto d'un fiato con la effe aspirata.

Oggi, rispetto a qualche decennio addietro, ha cambiato completamente il suo aspetto. È stata piazza larga con segnaletica orizzontale e strisce pedonali. e da periferia è diventata centro cittadino.

E' una piazza movimentata da polemiche a causa dell’urbanistica e non solo. Anche Sgarbi ebbe da ridire per le sfere bianche disseminate ai margini della meridiana col vertice che puntava al cielo. Sembrava puntare l’istituto Ercolino Scalfaro, l’antica scuola di Arti e Mestiere, così è nato l’istituto tecnico industriale ai primi del 900.

Fhoraeportu: la piazza dei ricordi.

C’è un punto, a Catanzaro, in cui la memoria si stratifica come gli strati di terra che hanno riempito il burrone che la circoscriveva.

Fhora e Portu — fuori le porta, fuori dal perimetro della città antica — era il luogo dove la città finiva e iniziava la campagna. Una confine naturale, non una piazza. Una strada che portava verso nord, attraversando campi, costeggiando un vuoto profondo che sembrava inghiottire il rumore del mondo.

Quel burrone oggi non esiste più. È stato colmato, cucito, trasformato. Dove un tempo c’era un salto nel terreno che dava vertigini, ora c’è la rotatoria Gualtieri, un nodo viario che ha ridisegnato la geografia urbana. Attorno, come capitoli di epoche diverse, si affacciano il vecchio Tribunale, il nuovo, e più in là, la Procura della Repubblica ospitata nell’ex ospedale militare. È un triangolo di istituzioni che ha dato a questa zona un peso nuovo, quasi solenne.

E così, Fhoraeportu ha cambiato ancora una volta pelle.

La scala racchiusa nel triangolo, quella che per anni ha segnato il centro della piazza, non c’è più. È stata abbattuta, come si fa con le cose che hanno esaurito la loro funzione. Al suo posto è comparsa una vasca d’acqua, con giochi che si accendono e si spengono come piccoli respiri urbani. Attorno, un po’ di verde, siepi ordinate, e una fila di sedie multicolore che sembrano voler invitare la città a fermarsi, a guardare, a prendersi un momento.

E poi, al centro, imponente e silenziosa, l’enorme scultura dedicata ai caduti della Grande Guerra. Un monumento che un tempo sembrava quasi fuori posto, paracadutato davanti al tribunale e schiacciato dal traffico e dall’indifferenza, e che oggi invece domina lo spazio come un custode della memoria. È un frammento di storia che resiste, che ricorda alla piazza — e a chi la attraversa — che ogni trasformazione ha un prezzo, e ogni luogo porta con sé ciò che è stato.

Oggi Fhoraeportu non è più una periferia. È un luogo troppo pieno che qualcuno ha voluto riempire e ha trasformato le sue dicotomie in forme nuove. Camminarci dentro significa ascoltare la città mentre racconta la sua storia più intima: quella fatta di cambiamenti lenti, di spazi che si reinventano, di memorie che non vogliono essere dimenticate. Botteghe e negozi comprese. Alcune hanno resistito, altri, come il grande albergo moderno no. Adesso ha sede una banca.

E nel pronunciare: Fhoraeportu, continua a vibrare tutto: il passato riaffiora, il presente si muove, in una città che non smette mai di cambiare.

 


Commenti

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

ARTISTI IN CALABRIA

ARTISTI IN CALABRIA
La creatività è femmina

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

POSTA

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.