Dichiarazione in versi
di Franco Cimino.
LE MIE PAROLE DEL CUORE PER TE, CATANZARO MIA, CHÉ DELLA POLITICA NON SO PARLARE.
Piove sulla Città, sulle case, sulle strade, sui campi ancora liberi e sulle coste dei suoi colli.
Trema la terra dalla ferita che scende nel profondo delle sue viscere.
S’agita il mare e s’alza a dieci metri.
E cresce onda con onda prima di battere con forza sulla costa, la battigia e le brutte cose che l’uomo gli ha “imposto” davanti.
Si muove il vento e con la stessa forza del mare.
Batte con insistenza su porte e finestre. Rovina su alberi e lampioni, insegne luminose e auto spente.
Batte più forte sulla paura della gente. Non del vento.
Non della pioggia. Non del Mare.
Ma della terra che si sfarina.
Delle strade che si rompono sotto i piedi delle persone e le ruote di “chi”le trasporta.
Paura degli alberi che cadono come i lampioni.
Paura per gli alberi che cadono come lampioni privi di saldezza dentro lo spazio che li radica e protegge.
Paura per le persone, che nell’abbandono dei più diversi abbandoni, cadono sotto la pioggia battente, il vento rovinoso, la strada che si rompe.
Piove sulla mia Città e tira vento mentre la sua terra trema.
E dalla politica che non lo è più, devastata da mediocrità intellettuale e pochezza morale, individualismo e sete di potere, che si abbattono vigliaccamente su di essa più violentemente di mille uragani, di cento frane, di dieci mareggiate.
Ché inganni e ipocrisie del potere distruggono maggiormente.
Massacrano la fiducia e la speranza.
Franco Cimino
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