Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Il Miracolo Silenzioso dello Scoglio di Placanica

 


L’Invisibile che Cura: Il Miracolo Silenzioso dello Scoglio di Placanica.

Tra terra secca e speranza, la storia di Fratel Cosimo Fragomeni continua a interrogare la ragione, offrendo un rifugio di pace a chi porta il peso della sofferenza.

Il richiamo dell'irrazionale

Esiste un progetto misterioso che muove le fila della nostra esistenza? Spesso cerchiamo una spiegazione plausibile per mettere a tacere quella parte irrazionale che ci spaventa. Eppure, nei momenti di massima debolezza, siamo proprio noi a cercare quell’energia "inconsistente" e invisibile per trovare la forza di andare avanti. È in questo confine sottile tra logica e mistero che si colloca l'esperienza di Santa Domenica di Placanica trasformata da "Terra Secca" a Santuario dell'Anima.

La storia di questo luogo sembra sfidare ogni legge accademica. Tutto ebbe inizio tra le colline aride della Calabria, dove un giovane umile, Cosimo Fragomeni, ebbe un incontro che stravolse ogni logica. Senza titoli di studio, ma con la forza della fede, divenuto per vocazione terziario francescano, iniziò a trasformare la pietra nuda.

Fu la stessa Natuzza Evolo a indicare quel luogo come consacrato, spingendo i primi fedeli verso quella che allora era solo terra e duro lavoro. Con le proprie mani, Cosimo scolpì la grotta dove si posò la "Signora" e innalzò una piccola cappella, oggi stracolma di ex-voto: testimonianze silenziose di grazie ricevute.

Fratel Cosimo, l'umiltà che accoglie.


Ciò che lascia sbalorditi è la tenacia di quest'uomo. Grazie alla benevolenza dei fedeli e al sostegno istituzionale, quella che era una landa deserta è oggi una realtà immensa, un centro di spiritualità che continua a crescere e a necessitare di cure. Ma la vera grandezza non risiede nelle mura, bensì negli occhi di chi arriva e va via con il miracolo del volto sereno.

Cosa spinge migliaia di persone a mettersi in fila per pochi minuti di colloquio? È difficile spiegarlo razionalmente. Eppure, guardando i volti dei devoti, accade qualcosa di straordinario:

L'arrivo: Segnato dalle pene, dalla malattia, dalla stanchezza.

L'incontro: Una "coccola" spirituale, un momento di ascolto puro.

Il ritorno: Si rientra a casa con una serenità nuova, un alleggerimento del cuore che sfida ogni logica umana.

È un'esperienza che non risparmia nessuno, nemmeno chi osserva con occhio critico. Perché, alla fine, quando l'energia invisibile tocca la vita, anche il dubbio più ostinato lascia il posto alla pace.


A distanza di tempo da quel primo, folgorante incontro, il destino ha voluto che i passi tornassero a calpestare i medesimi luoghi, proprio in una data non casuale: la giornata consacrata al malato. In una cornice di profonda accoglienza, la grande chiesa dedicata alla Madonna dello Scoglio è diventata il teatro di una liturgia che trasforma il dolore in speranza.

Lì, in quel luogo dove il sacro si fa tangibile, la figura di Fratel Cosimo ha saputo ancora una volta incarnare quell'entità "non ingabbiabile" percepita anni prima. Con parole semplici ma cariche di un'intensità che vibra oltre il suono, ha parlato a chi soffre, ricordando che la cura parte spesso da uno sguardo che sa leggere l'invisibile.

Il momento del commiato è stato un rito di silenziosa e potente bellezza: i devoti, dopo aver salutato il passaggio della statua della Madonna con il tradizionale sventolio dei fazzoletti bianchi — un mare di purezza che si muove all'unisono — hanno riposto quel lembo di stoffa in tasca. In quel gesto, accompagnato da un applauso scrosciante, non c’era solo un saluto, ma la promessa di custodire nel quotidiano le "indicazioni" ricevute.

Quell'umiltà che un tempo apparve come un caso, oggi si è confermata come una missione: un faro per chi, nel buio della malattia o dello smarrimento, cerca qualcuno capace di guardargli dentro e, semplicemente, riconoscerlo.

m.i.

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