Caffè all'italiana
Caffè al bacio.
Il caffè è un rito per gli italiani. Deve essere di carattere, non necessariamente forte. Robusto. sì. E poi ci sono le varianti: macchiato corto o lungo, al bacio, deca, doppio ma mai lungo come in altre parti del mondo. Da noi il caffè si gusta nella tazzina …
la mia puntatina mattutina è quasi obbligata dopo la passeggiata sul lungomare di lido. Difronte al mare c'è una pasticceria-gelateria-caffetteria e lì mi fermo qualche minuto per assaporare un buon caffè al bacio servito dal simpatico e bravo barista: Daniele. Devo contenermi. Lì è tutto un invito a rompere le buone intenzioni e salvaguardare la glicemia e tutto il resto. È come trovarsi nel paese di bengodi: sfogliate ammiccanti, ciambelle, ripiene di crema, cioccolato, marron glaces …
Il mio caffè al bacio e le tentazioni del mattino
Il caffè, per me, è un gesto quotidiano che sa di normalità e piccole felicità. Dopo la passeggiata sul lungomare del Lido, la tappa nella pasticceria affacciata sul mare è diventata quasi un’abitudine: entro, saluto Daniele dietro al bancone e mi concedo un caffè al bacio che profuma di giornata che comincia bene. Il difficile è ignorare il resto, perché lì dentro ogni vetrina è una tentazione: sfogliate lucide, ciambelle morbide, creme che brillano come promesse. E mentre cerco di proteggere la glicemia e le buone intenzioni, quel sorso caldo mi ricorda che a volte basta poco per sentirsi nel posto giusto.
Il bello di quel momento è che non ha nulla di straordinario, e proprio per questo mi piace. Mentre sorseggio il mio caffè al bacio, guardo fuori dalla vetrata: il mare è lì, a due passi, con quel suo modo tranquillo di ricordarti che la giornata può ancora prendere una piega buona. Daniele intanto scambia battute con i clienti abituali, muovendosi dietro al bancone come se fosse casa sua. E in fondo lo è, perché ognuno di noi ha un posto così, dove basta entrare per sentirsi parte di una piccola routine che rassicura.
La vera sfida, però, è non farsi distrarre da tutto ciò che luccica nelle vetrine. Le sfogliate sembrano appena uscite da un sogno burroso, le ciambelle hanno quella morbidezza che ti chiama da lontano, e le creme… beh, le creme sono un attentato dichiarato. Ogni mattina mi ripeto che devo fare il bravo, che la glicemia non perdona, ma poi resto lì qualche secondo di troppo a guardare. È un tira e molla continuo tra la ragione e il desiderio, e forse è proprio questo che rende quel posto così irresistibile.
Alla fine esco sempre con la mia tazzina svuotata e le buone intenzioni ancora intatte, almeno per oggi. E mentre riprendo il lungomare, con il profumo del caffè che mi resta addosso, penso che questi piccoli riti sono il vero lusso: semplici, ripetuti, imperfetti, ma capaci di dare un ritmo gentile alla giornata.
E mentre mi allontano dalla pasticceria, soddisfatto del mio unico peccato di gola non commesso, mi dico che sì, oggi sono stato bravo. Ma domani?
Domani è un altro giorno e... probabilmente se vedrò una brioche che sembra guardarmi con aria di sfida capisco che la mia forza di volontà ha un raggio d’azione molto limitato, tipo il Wi-Fi dei vecchi modem. Ma va bene così: ognuno ha le sue debolezze, e le mie almeno profumano di ... caffè accompagnato da una piccola lisciotteria.


.jpg)
.jpg)
Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive. Pertanto non è prevista nessuna moderazione o censura ai commenti salvo evidenti illiceità.