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Le querce sono nude, immobili nel loro legno nero, come se rifiutassero di cedere al richiamo della primavera. Restano lì, austere e pazienti, più sagge di noi che ci lasciamo confondere dai calendari e dalle illusioni del tempo. La campagna, dopo la pioggia scrosciante, brilla di una trasparenza fragile, mentre dentro casa il calore del pranzo si mescola ai ricordi e alle voci dei commensali riuniti per celebrare i 101 anni di nonna Maria. Un traguardo che sembra un miracolo in un mondo che si sgretola a pezzi, tra guerre, distanze e geografie mentali che non coincidono più. Eppure lei sorride, si commuove, ripete le stesse frasi come un filo che tiene insieme passato e presente. Fuori l’acqua continua a cadere, come se volesse proteggere i nostri pensieri più tristi. Dentro, il tempo scorre, lento e ostinato, proprio come le querce. Le querce e il tempo che non si lascia ingannare Le querce nude, ostinate nel loro rifiuto di lasciarsi sedurre dal calendario, se...
E neppure una sala da pranzo arredata con comode sedie e tavole elastiche. La scelta del silenzio: tra rito sociale e ricerca autentica Esiste una sottile differenza tra l'essere presenti a un evento e l'essere partecipi di un progetto. Recentemente, un invito ricevuto dopo un lungo silenzio — una telefonata cordiale per una presentazione museale in cui sarei stato spettatore — mi ha offerto lo spunto per una riflessione sulla gestione del tempo e della coerenza professionale.
La cultura come vetrina o come identità? Perché Catanzaro deve tornare a credere nei suoi artisti Una riflessione sul rischio di trasformare la cultura in marketing e sulla necessità di valorizzare davvero le energie creative del territorio.
Dalle ricchezze sottratte al Sud per costruire il Nord, una ferita che ancora pesa. Come ogni anno, anche il Capodanno Rai trasmesso da Catanzaro ha generato un’ondata di reazioni contrastanti. Giornalisti, opinionisti di professione e la consueta folla di critici da tastiera si sono affrettati a cercare il difetto, il dettaglio da ingigantire, il famoso pelo nell’uovo. Nulla di nuovo sotto il sole.
Nel quartiere marinaro fervono i lavori per l’evento che illuminerà la città. Tra tralicci che si innalzano e curiosi che osservano, cresce l’attesa per uno spettacolo che promette emozioni. E intanto, tra un passo e l’altro, si insinua una domanda: cosa ci riserva il futuro prossimo? Racconto breve: "Aspettando il pescato" I preparativi fervono, il ritmo è serrato. Le maestranze si muovono con precisione, ognuno al proprio posto, ognuno con il proprio compito. Ma non tutti partecipano a questo affaccendarsi: c’è chi, voltando le spalle al trambusto, si gode il sole in silenzio. I gabbiani, spettatori indifferenti, sembrano ignorare il mondo degli umani. Non attendono palchi né riflettori. Aspettano solo il ritorno di chi ha sfidato la notte, issando reti sotto il lume tremolante delle lampare. Sanno che, se la fatica ha avuto fortuna, ci sarà anche per loro una parte del bottino. Issare le reti non è un gioco. Non è una festa. La festa, per entrambi, arriva solo quand...
Sandokan e l’Italia che non si vede: la Calabria mancata e il potere delle fiction La serialità televisiva ha trasformato regioni come Sicilia e Puglia in scenari narrativi globali, ma la Calabria resta ai margini, pur avendo paesaggi capaci di incarnare l’esotismo e la forza epica delle storie di Salgari. Dalla costa di Squillace alle vasche di Cassiodoro, dall’entroterra montano alle due sponde marine, la Calabria avrebbe potuto offrire scenari unici per Sandokan e altre grandi produzioni. Un’occasione mancata che apre il dibattito sul ruolo delle fiction come strumento di valorizzazione culturale e turistica dei territori italiani.
L’attenzione dei catanzaresi è tutta concentrata sull’Area Teti. Lì si sta preparando il grande evento del Capodanno Rai 2026. L’area del quartiere Lido è diventata un vero e proprio cantiere, con il montaggio di un palco imponente che ospiterà il tradizionale spettacolo televisivo “L’Anno che Verrà” trasmesso in diretta nazionale mentre l'anno che va via non porta con sè definitivamente gli affanni dei calabresi e degli italiani. Ma questa un'altra storia. Adesso rallegriamoci. Sorridiamo con la musica folk del nostro menestrello Otello Profazio: "vena natali e non ajiu dinari mi pigghjiu na pippa e cominciu a fumari..." Intanto qualcuno dell'accoglienza, ristoratori e alberghi, nel circondario qualcosa la mette da parte visto che: Per montare il palco : una struttura enorme, circa 50 metri di larghezza e 18 di altezza, con oltre 700 mq di impalcature metalliche che, per portare il tutto a Catanzaro sono arrivati 20 bilici carichi di materiale. L' Organ...
Prima che il gallo canti, presto, molto presto la moka gorgoglia sul fuoco. L’aroma di caffè profuma casa. Scendo dalla cyclette. Riempio una tazza di caffè nero bollente. Metto su un lp e torno indietro con la mente. Quanti ricordi. Erano gli anni della rivoluzione studentesca. Emancipazione femminile e impegno civico trasformavano le piazze i immensi raduni. Il mondo della music faceva la sua parte: Guccini, De Andrè, De Gregori, Dalla, i nomadi, La PFM. Rappresentavano l’energia di quel tempo. E poi c’erano gli altri cantanti, quelli ritenuti meno impegnati politicamente ma cghe avevano un peso in quanto a narrazione di sentimenti. Ornella Vanoni era tra questi. E anche se non schierata apertamente la sua vita privata e sentimentale fece discutere.
A patata piace a tutti! Non si sa il perché ma la patatina piace davvero a tutte le età. Grandi e piccini impazziscono per questo tubero. 11 novembre. San Martino. Ogni botte è vino. Ogni patata è festa. LA patata piace a tutti. Non si sa il perché, ma è così. Grandi e piccini impazziscono per questo tubero che non chiede nulla, ma offre tutto: fritta, croccante, alla cipolla, paprika, zenzero. Bollita per gnocchi, gâteau, insalate con cipolla fresca, sedano e olio d’oliva. E chi più ne sa, più ne metta. Oggi si stappa il vino novello. Si accendono le fiere nei paesi rurali, si apparecchiano banchetti per le degustazioni. Caldarroste, vino, e un cartoccio di patate rustiche, dorate e spesse. Al pecorino. Senza cerimonie. San Martino è anche il capodanno dei contadini. Si interrompono i lavori, si ringrazia la terra. Il sole, alto e breve, illumina come non mai. È l’estate che non ti aspetti, il raccolto che hai già vissuto. E nel sacchetto del mercato, tra le patate comuni, ne spu...
Appuntamento in Piazza Prefettura o nell' Area Teti per il fine anno Rai 2025 a Catanzaro? Capodanno Rai 2025/26 a Catanzaro: Piazza Prefettura o Area Teti? Il grande evento televisivo di fine anno, “L’Anno che Verrà”, approda a Catanzaro. Dopo Crotone e Reggio Calabria, sarà il capoluogo a ospitare la festa di Rai 1 che accompagnerà milioni di italiani verso il nuovo anno. La città si prepara a un appuntamento che porterà visibilità nazionale e un indotto economico significativo per albergatori, ristoratori e commercianti. Ma resta da sciogliere il nodo della location: Piazza Prefettura o Area Teti (quartiere Lido) ?
flashbach. Il gesto di Aniceto, Nino, Mamone — così spontaneo, così umano — trasforma un piccolo quadro in un grande atto di affetto. Questa non vuole essere una recensione critica formale ma è testimonianza della valenza dell'uomo e pittore attraverso l'intreccio dell’opera e il suo antefatto per il modo in cui è entrata in casa e tra la collezione "Iannino", come merita: Il titolo è implicito; Vaso di fiori. E' un Olio su tela, 10x15 cm, firmato: Aniceto Mamone; con una dedica rispettosa sul retro: "Alla signora Anna, con profonda stima, datato:1981" Un minuscolo vaso di fiori, una preziosa, immensa miniatura dipinta con mano sicura e sensibilità impressionista, si presenta come un frammento di quiete. I toni morbidi e sfumati, la luce diffusa, il gioco tra rosa, rosso e verde su uno sfondo blu-violetto evocano una serenità domestica, quasi un pensiero gentile che prende forma. Il vaso bianco, semplice e centrale, non è solo contenitore: ...
"Al netto delle spese" si legge in un comunicato inerente la notte della "solidarietà catanzarese". Ma a quanto ammontano le spese affrontate per soddisfare quanti hanno partecipato all'evento e quanto è costato il biglietto per sedersi al tavolo su corso mazzini? in definitiva, quanto è andato, in soldoni ai bambini dell'ospedale menzionato e rappresentato dal dott, Raiola?
Contatti. O cordoni ombelicali sempre connessi? Al tempo dei social, non ancora intrusivi e devastanti come aveva intuito George Orwel nel suo 1984, per fare arrivare gli auguri anche ai familiari, se non hai facebook diventa un’impresa immane. Il telefono non basta! Devi scrivere qualcosa sulla pagina del destinatario. Ed è ciò che ho fatto dopo avere tentato invano il contatto vocale. Starà dormendo. Mi dico. D’altronde ieri sera ha avuto il concerto. Avrà fatto notte fonda e ancora dorme…
Catanzaro, una comunità attenta ha festeggiato il secolo di vita di nonna Maria Concetta. La coroncina benedetta da papa Francesco donata dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro/Squillace Claudio Maniago è stato, forse, il regalo più bello per i suoi 100 anni. Nonna Maria , donna umile e devota si è fatta piccola nel giorno del suo centesimo compleanno davanti all’imponente figura del presule, venuto ad omaggiarla insieme al vicario, don Salvino Cognetti . L’affetto , il calore sottolineato dall’assidua presenza dei figli e delle relative famiglie, nonché i nipoti con le giovani e relative famiglie, quindi pronipoti e amici di sempre che hanno voluto festeggiarla nella splendida location del country club “le querce” alle porte di Catanzaro è tanto! Una dimostrazione d’affetto che va oltre i consueti riti festaioli.
Latino americano. cha cha cha, baciata, rumba, paso doble, jive, a squadre, coppia, singoli. PalaCorvo. Il tetto è stato riparato. Il piazzale attorno è assediato dalle macchine. Gli accenti dialettali si mescolano. Sono in tanti . Da tutta la Calabria hanno risposto all’evento in programma.
di Franco Cimino “Musica è bellezza. È strumento di pace. La musica può aiutare la convivenza dei popoli”. Francesco si presenta con queste essenziali parole a Sanremo. E canta. Tono basso in voce flebile. Ma è voce di tenore. O del classico urlatore. E canta dal suo immenso repertorio, la sua canzone preferita. Il conduttore, cui Lui si rivolge con tenerezza paterna, lo annuncia felice come il più grande ospite di tutto il Festival e di tutti i Festival. Della cittadina ligure. E di tutto il mondo.
1967. Erano passati 6 anni e ancora si ricordava con sgomento la terribile sorte capitata ai ragazzi che scendevano da Soveria Mannelli e Decollatura con il treno locale. Quel tragico giorno a ridosso delle vacanze di Natale del 1961. Rimane scolpito nella memoria storica dei paese del Reventino che videro perire una intera generazione. Vacanze! che gli studenti attendono sempre con entusiasmo per affrancarsi dalle fatiche della scuola e vivere senza stress i giorni dedicati al SS Natale. E che quegli studenti non seppero mai quale sapore potesse avere. Il 1961 rimane indelebile negli annali regionali per l’immane tragedia.
"Catanzaro, ponte Morandi" La periferia della provincia non offre granché. E neppure la città, da quando gli uffici più importanti sono stati raggruppati e decentrati nel quartiere Germaneto, Catanzaro, ha perso tanto dopo le serrate delle attività commerciali.
Una città dal cuore rock. Tre notti dedicati allo scialamento gratis. 21. 22, 23 settembre 2024: Il centro storico di Catanzaro, trasformato nel paese di bengodi con stand di prodotti locali e tanta musica, ospita tra gli altri musicisti della band che tributa il grande rocker Vasco Rossi, tre eccellenti e virtuosi musicisti che hanno accompagnato Vasco nella sua talentuosa fortunata carriera: Andrea Braido , Daniele Tedeschi e Max Gelsi .
La forma dell’acqua. Parlare di acqua in questo momento è come parlarle di corda nella casa dell’impiccato. L’Emilia Romagna è quasi sott’acqua! È il secondo anno consecutivo che le piogge improvvise , puntuali, hanno ingrossato fiumi e torrenti facendoli straripare.
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
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massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.