La tirannia del tempo
Le querce sono nude, immobili nel loro legno nero, come se rifiutassero di cedere al richiamo della primavera. Restano lì, austere e pazienti, più sagge di noi che ci lasciamo confondere dai calendari e dalle illusioni del tempo. La campagna, dopo la pioggia scrosciante, brilla di una trasparenza fragile, mentre dentro casa il calore del pranzo si mescola ai ricordi e alle voci dei commensali riuniti per celebrare i 101 anni di nonna Maria. Un traguardo che sembra un miracolo in un mondo che si sgretola a pezzi, tra guerre, distanze e geografie mentali che non coincidono più. Eppure lei sorride, si commuove, ripete le stesse frasi come un filo che tiene insieme passato e presente. Fuori l’acqua continua a cadere, come se volesse proteggere i nostri pensieri più tristi. Dentro, il tempo scorre, lento e ostinato, proprio come le querce. Le querce e il tempo che non si lascia ingannare Le querce nude, ostinate nel loro rifiuto di lasciarsi sedurre dal calendario, se...