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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Nel ricordo di Alessandro Mazzitelli, artista

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  …Rosetta Alberto, Apollonia Nanni: a Taverna per il grande maestro Alessandro Mazzitelli Quando tutti quelli che potevano sono corsi al mare e quanti non hanno potuto recarvisi, anziani soprattutto, si sono tappati in casa per resistere alla violenza di questo caldo, io sono salito su una piccola montagna, fermandomi nella sua bellissima città che ai suoi piedi si posa: Taverna. Qui ci vengo spesso per altre ragioni, e ci torno volentieri quando aggiuntive ragioni sono piene di letizia e di bontà. Taverna è la mia seconda città delle tre che mi hanno diversamente voluto.

Tra iperconsumismo e soffocamento dell'Assoluto

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  Il Ruolo dei Creativi nella Società Contemporanea Nel panorama socioculturale contemporaneo, dominato dalla saturazione dei flussi comunicativi e dalla mercificazione dell'immaginario, la figura del creativo attraversa una radicale ridefinizione concettuale. Non più mero produttore di manufatti estetici o dispensatore di emozioni immediate, il creativo assume il ruolo di operatore critico della visibilità e della coscienza etica.

Ricerca Artistica, tra consumismo e narrazione

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  Artisti contemporanei: Mario Iannino e la sua ricerca poetica Ciò che osserviamo non è un semplice accumulo di scarti, ma un dispositivo visivo che mette in scena il rapporto tra consumo, memoria materiale e stratificazione culturale. Siamo davanti a un lavoro di ricerca, una sorta di archeologia del presente.

Vent’anni dopo Rotella

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  - Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.-     Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura.   La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...

Tra il cielo e il mare

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  M’immergo in un mondo fantastico, comunque non nuovo, ma ogni volta che entro e osservo e come se fosse la prima volta, mi lascio rapire dall’atmosfera. E, non è azzardato se dico che mi sento come Alice nel paese delle meraviglie. È una fucina creativa: Sul tavolo da lavoro c’è un'opera d'arte astratta realizzata con tecnica mista, montata su un cavalletto. Il lavoro è composto di strati di carta accartocciata — probabilmente giornali — incollati su un supporto di cartone che sopperisce alla tela e arricchiti con spessi strati di pittura e altri materiali, creando una superficie tridimensionale e tattile. Lo sfondo rivela un ambiente creativo attivo, con barattoli, contenitori e altri strumenti da lavoro artistico. L’opera sembra esplorare il caos e la stratificazione della comunicazione visiva, forse evocando frammenti di memoria, informazione o emozione. Il suo stile astratto e materico invita a una lettura personale e sensoriale. Che meraviglia! Essere nello studi...

Lettere dalla Calabria

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   Lettere dalla Calabria  è un'opera che intreccia memoria, consumo e territorio in modo poetico e stratificato.  Lettere dalla Calabria — Assemblaggio di memoria e materia Lettere dalla Calabria è un collage che si muove tra il quotidiano e il simbolico, un assemblaggio di frammenti visivi e testuali che evocano la stratificazione culturale del Sud Italia. L’opera raccoglie: Stralci pubblicitari : brandelli di packaging e slogan che richiamano l’industria alimentare e il marketing della tradizione, come il logo “Fileja Calabresi” e “Tradizione di Calabria”. Disegno a penna : una geografia reinventata, tracciata a mano, che riformula il territorio calabrese in chiave personale e astratta. Barchetta di carta : piegata da un foglietto di istruzioni, simbolo di viaggio, gioco e costruzione, forse allusione all’emigrazione o all’infanzia. Testo a matita su una busta Amazon : parole scritte a mano su un supporto industriale, che mettono in dialogo l’intimità de...

Conservare senza celebrare

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La tombatura visiva come pratica di testimonianza La materia come testimone: pratiche di tombatura visiva nel contemporaneo Il presente saggio esplora il concetto di tombatura visiva come pratica artistica e curatoriale che espone, conserva e stratifica materiali poveri e frammenti del quotidiano, senza ricorrere a retoriche celebrative o occultanti. Attraverso un’analisi teorica e una contestualizzazione dell’opera di Mario Iannino, si propone una lettura della tombatura come gesto civile, memoriale laico e dispositivo di resistenza alla logica del consumo e dell’oblio. Nel contesto dell’arte contemporanea, la materia ha assunto un ruolo centrale come veicolo di memoria, resistenza e testimonianza. La tombatura visiva si configura come una pratica che non cerca la sublimazione estetica, ma la persistenza etica del vissuto. È un gesto che espone ciò che resta, stratifica ciò che è stato, conserva ciò che rischia di essere dimenticato. A differenza di pratiche come l’impacchetta...

L’arte come bene comune

 Breve saggio sulla  figura di Mario Iannino nel contesto storiografico dell’arte contemporanea e della ricerca culturale:   Mario Iannino : una poetica della soglia tra arte povera, pedagogia radicale e testimonianza civile Nel panorama storiografico dell’arte contemporanea italiana, la figura di Mario Iannino si colloca come un nodo sensibile tra le pratiche dell’ arte povera , le pedagogie radicali degli anni ’70 e ’80 , e le più recenti forme di testimonianza civile e inclusione sociale. Nato nel 1953 a Palermiti , in Calabria , Iannino non ha mai cercato il centro, ma ha trasformato la marginalità geografica e sociale in un laboratorio poetico e politico.  Tra arte povera e pedagogia del frammento La sua ricerca si innesta nel solco tracciato da artisti come Michelangelo Pistoletto , Jannis Kounellis e Maria Lai , ma ne distilla una versione più intima e comunitaria. Se l’arte povera ha elevato il materiale umile a linguaggio concettuale, Iannino lo trasf...

Tra il mare e il niente

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  Mario Iannino – Assemblaggio polimaterico su cartone da packaging (65x67 cm) L’opera di Mario Iannino si presenta come un assemblaggio polimaterico su cartone da packaging , ma ciò che si rivela al di là della superficie è una narrazione stratificata, complessa, profondamente umana. L’artista non si limita a comporre: egli costruisce un dispositivo visivo che interroga il nostro tempo, le sue ferite, le sue illusioni e le sue speranze. La scelta del cartone da imballaggio come supporto non è casuale. È un materiale povero, transitorio, destinato al trasporto e poi allo scarto. Qui diventa tela, fondamento, metafora di un mondo che consuma e abbandona. Su di esso si stratificano frammenti di packaging , brand riconoscibili , lingue diverse , immagini pubblicitarie : un mosaico del consumismo globale, dove ogni elemento è al tempo stesso familiare e disturbante. Tra questi frammenti emergono due cravatte : una ricavata da un sacchetto di plastica con la scritta Vanity , l’...

Navigare tra le forme

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  Testo critico sull’opera “ Navigare tra le Forme ” Tecnica mista su cartone, materiali di recupero In “Navigare tra le Forme”, l’artista Mario Iannino compone un microcosmo poetico dove oggetti comuni— cravatte di carta e una barchetta —diventano protagonisti di una narrazione visiva che sfida le convenzioni. L’opera si presenta come un assemblaggio di elementi apparentemente dissonanti, ma che trovano coerenza in una grammatica estetica fondata sul riuso, sull’ironia e sulla tensione tra ordine e libertà. Le tre cravatte , arrotolate e modellate con cura, evocano il mondo del lavoro, della formalità, dell’identità costruita. Sono simboli di ruoli sociali, di uniformità, ma qui vengono piegate, contorte, rese decorative: perdono la loro rigidità per diventare quasi fiori, segni di una metamorfosi. La barchetta , fragile e infantile, introduce un elemento di rottura. È il sogno che naviga tra le regole, il desiderio di evasione che si insinua tra le pieghe della struttura....

Strappi su corpi astrali

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  Recensione dell'opera  di Mario Iannino:   "Strappi su corpi astrali"  "Strappi su corpi astrali" è una manipolazione digitale che si muove tra il visibile e l'invisibile, tra la carne e l’energia, tra la lacerazione e la rinascita. L’artista Mario Iannino, noto per la sua sensibilità visionaria e il suo approccio sperimentale, ci propone un’opera che non si limita a rappresentare: essa interroga .  Temi e suggestioni Corpi astrali : L’opera evoca dimensioni extracorporee, dove l’identità si dissolve in flussi energetici. I corpi non sono più contenitori, ma veicoli di memoria e trauma. Strappi : Le lacerazioni digitali sembrano ferite cosmiche, squarci che rivelano ciò che normalmente resta celato. È come se l’immagine stessa fosse stata attraversata da un evento emotivo o spirituale. Manipolazione digitale : Iannino usa la tecnologia non come mero strumento, ma come linguaggio espressivo. Le texture, le sovrapposizioni e le distorsioni creano un se...

Un artista fuori range

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  a tu per tu con Mario Iannino Riprendere, osservare, trasformare: il mio percorso artistico A volte riprendo alcuni lavori che avevo messo a “riposare”. Li osservo e noto che qualcosa non va secondo i miei criteri estetici. Non penso dove sarà collocato il lavoro. Penso che debba soddisfare la mia domanda estetica e di ricerca artistica. Dipingo da sempre, e nei primi anni ’70 ho iniziato a cimentarmi con i colori acrilici sulle tele. Sono passato quindi ai colori ad olio. Ma il dipinto con la base grafica, ad un certo punto, l’esercizio pittorico inteso in senso “tradizionale” non mi soddisfaceva. Ho iniziato una ricerca personale, dapprima sulla figura umana, stilizzandola, e dopo astraendo ogni riferimento figurale. Nel tempo mi sono lasciato catturare dalla natura, la materia, i materiali poveri e di scarto. Li ho “arricchiti” con dei simboli: le barchette di carta, le cravatte di carta, e gli avanzi del consumismo industriale e domestico. Dal pigmento alla testimonianz...

Lettera aperta alla comunità artistica

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  lettera-editoriale per una rivista d’arte. È pensata per essere pubblicata nella sezione “Opinioni”, “Testimonianze” o “Lettere aperte”, con voce poetica e civile, e, contemporaneamente, con una struttura che invita il lettore a riflettere e a riconoscersi. Gentile redazione, vi invio una lettera-editoriale che nasce da un’urgenza civile e poetica. È una riflessione sul ruolo dei creativi marginali, non come outsider, ma come testimoni. Il testo è già disponibile in versione bilingue (italiano/inglese), pensato per la pubblicazione nella sezione “Opinioni” o “Lettere aperte”. Spero possa trovare spazio nel vostro dialogo editoriale. Creativi marginali. Testimoni, non raccomandati Lettera aperta alla comunità artistica Gentile redazione, scrivo da una posizione che molti definirebbero marginale. Ma io preferisco chiamarla testimonianza. Non siamo outsider. Siamo testimoni. Non cerchiamo raccomandazioni, ma risonanze. Non chiediamo visibilità, ma ascolto. Non come prodotto,...

Confidenze

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  Intervista a Mario Iannino: “Il segno è la mia eredità” domanda:  Maestro, partiamo da una domanda semplice ma essenziale: perché il segno? Cosa rappresenta per te l’esplorazione segnica? Risposta: Il segno è soglia, è traccia, è memoria. Non è mai stato decorazione per me. È il modo più autentico che ho trovato per dire “io sono qui”. Ogni segno che traccio è un frammento di vissuto, un gesto che attraversa il tempo. Esplorarlo significa interrogare il mio cammino, dare forma all’invisibile, trasformare l’esperienza in testimonianza. D: In un’epoca dominata dalle immagini, cosa distingue il linguaggio visivo che tu pratichi da quello che ci circonda quotidianamente? R: Viviamo immersi in un flusso visivo continuo, ma spesso privo di sguardo. Il mio linguaggio visivo non cerca di rappresentare, ma di costruire mondi. È un sapere incarnato, che coinvolge la materia, il corpo, il tempo. Nell’assemblaggio, nel collage, nella stratificazione, cerco una conoscenza che non...

Pingitore, Trapasso e l'Amicizia

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  di mario iannino   Un Reel, una Risonanza: L’Amicizia che Persiste nell’Arte Il reel che Enzo Trapasso mi ha inviato, documentando la sua mostra al San Giovanni di Catanzaro del 2018 , è molto più di una sequenza di immagini e suoni. È una vibrazione condivisa, una risonanza che attraversa il tempo e lo spazio, toccando corde profonde della memoria e dell’affetto. In un frammento fugace, ho intravisto Pino Pingitore , caro amico e artista indimenticabile, la cui presenza continua a vivere nei luoghi dell’arte e nei gesti di chi lo ha amato.

L'orgia del potere in arte

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  Ecco una pagina approfondita che riassume e valorizza l’opera L’orgia del potere (1982) di Mario Iannino, integrando curatela critica, lettura poetica e contesto biografico: L’orgia del potere Olio su tela, 50x40 cm  Mario Iannino, 1982  Collezione privata Una tela come grido silenzioso Nel 1982, Mario Iannino realizza L’orgia del potere , un’opera che si impone come gesto di rottura e denuncia. Il volto umano, stilizzato e deformato, si presenta come una maschera grottesca: la lingua protrusa, la lacrima isolata, il naso accentuato, gli occhi assenti. Ogni elemento è amplificato, come se la pittura volesse gridare ciò che le parole non possono dire. I colori — rosa, blu, giallo — si fondono in una materia fluida e inquieta, evocando un’atmosfera onirica contaminata dalla violenza del potere. Il corpo non è più corpo: è caricatura, è frammento, è testimonianza di una perdita. L’opera non cerca la bellezza, ma la verità. È pittura come reazione, come resistenza ...

Arte, relazione e memoria del tempo

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  Mario Iannino –  Incontri  (1978) Olio su tela, 70x50 cm  Proprietà: Collezione Grillo Pagina originale Curatela e lettura poetica: L’opera  Incontri  è un frammento ritrovato, un affetto che riaffiora dopo decenni di silenzio. La tela, con le sue forme fluide e interconnesse, evoca il gesto pittorico come linguaggio universale, come ponte tra sensibilità elettive. I colori tenui e le sagome corporee stilizzate parlano di relazione, di memoria. Mario Iannino – Incontri  (1978) Olio su tela, 70x50 cm Descrizione: L’opera presenta una composizione astratta di forme organiche interconnesse, immerse in una gamma cromatica tenue e poetica: verdi, blu, rosa, gialli e beige si fondono in un equilibrio visivo che suggerisce movimento e relazione. Le sagome, pur non chiaramente figurative, evocano frammenti corporei e gesti, come se la materia stessa volesse raccontare una storia di contatto, di memoria, di trasformazione. Contesto e poetica: Realizza...

Parola negata

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  L’opera trasforma in riflessione visiva e denuncia poetica un malcostume. Il gesto cruento diventa linguaggio, e la materia ferita diventa testimonianza della " Parola negata" nell'opera di Mario Iannino   dalla serie: "Dentro e fuori – causa ed effetti" Delazione gratuita e sadismo sociale In questa composizione, Iannino mette in scena una tensione viscerale tra gesto e materia. Le forbici, conficcate in una massa rossa e pulsante, non sono solo strumento: sono metafora. Tagliano, feriscono, dividono. Ma non lo fanno per necessità: lo fanno per gusto. Il gusto amaro della delazione gratuita, dell’infamia lanciata senza motivo, con indolenza; fango gettato per passare il tempo. La massa rossa, cruda e viva, è l’essere umano esposto. È la carne della reputazione, della dignità, della voce. Il cartone, povero e corrugato, è il contesto sociale: un ambiente che non protegge, ma espone. Un palcoscenico dove il dolore viene spettacolarizzato, e la ferita diven...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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