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giovedì 22 settembre 2011

Berlusconi come Craxi?

Se qualcuno avesse il coraggio di istituire un premio per il personaggio più ambiguo, filibustiere e figlio di 'ntrocchia, la giuria dovrebbe faticare parecchio per trovare il campione da premiare, specialmente se la scelta dovesse riguardare il mondo della politica e della notizia, visto che l'una fa da spalla all'altra.

Oggi, per esempio, i giornali divulgano con toni accusatori la frase di Di Pietro “prima che ci scappi il morto”. A parte che potrebbe essere considerata un'espressione comune nel linguaggio parlato, ma cosa altro dicono i giornalai da quattro soldi?
Berlusconi deve fare un passo indietro!

No, Berlusconi resta al suo posto! Nessuno saprebbe fare meglio di lui!
Sì va be' ma fino ad ora ha negato la crisi. Diceva che l'Italia non era toccata e che andava tutto bene. E che non avrebbe messo le mani in tasca agli italiani...
nel frattempo le leggi imposte dall'attuale governo stanno causando fenomeni di tensione. Vedi legge sul reato d'immigrazione clandestina; l'articolo 8 nell'ultima manovra, che lascia libertà alle aziende di licenziare senza motivo, e non si capisce cosa possa entrarci questo articolo con la manovra finanziaria, forse per dare più potere all'impresa e intimorire i lavoratori approfittando della scusa del mercato globale e che "si deve fare concorrenza ai cinesi?"

Si potrebbe continuare all'infinito nell'elenco delle coercizioni strumentali messe in campo da entrambe le parti ma non sarebbero fruttuose. Come non è fruttuoso l'accanimento contro il Primo Ministro Berlusconi!

Va be' è un tipo sopra le righe Berlusconi, non avvezzo alle scuole di partito, è estraneo all'etica parlamentare, scherza anche con chi non dovrebbe sconvolgendo rigidi canoni di etichetta. Fa battute impertinenti che infastidiscono i bacchettoni e destabilizzano il comune senso del pudore, ma quello che pesa di più è che ancora non ha speso il suo potenziale intellettivo da imprenditore che si è fatto da solo per traghettare gli italiani fuori dalle sacche critiche di povertà.

Personalmente credo che Berlusconi non sia cattivo d'animo. Sono convinto che si sia messo in un gioco più grande di lui e che nonostante abbia un manipolo di fedelissimi alla fine gli faranno seguire le orme di Bettino. Craxi era convinto di poter tirare le orecchie a tutti i parlamentari, tant'è che ha avuto l'ardire di accusare in parlamento il sistema ambiguo della corruzione che contagiava i partiti e le imprese in affari con le aziende pubbliche guidate da sciocchi servitori di vario colore politico.

Non c'è tempo per fare della dietrologia. La nave sta affondando! Non si può perdere altro tempo prezioso!

Berlusconi vuole continuare a guidare il Paese? Bene! Inizi a fare cose dolorose, senza guardare in faccia nessuno ad iniziare dai grandi capitalisti e dai loschi imprenditori che si sono arricchiti con i soldi pubblici.

mercoledì 12 dicembre 2012

Brunetta l'IMU e lo spread

Brunetta "medita" aiuto!
Qualcuno ci ha riso su, altri hanno fatto satira ma nessuno ha saputo cogliere e spiegare il vero dramma che sta attraversando Brunetta.

Oh ragassi non si schersa. Stiamo mica contando caramelle? Questi son soldoni! Non si schersa mica!
Il poverino nell'anno passato ha sborsato una cifra...
279.129,00 euro dichiarati lo scorso anno da Brunetta sono stati usati tutti per pagare i mutui delle numerose case che ha in giro per l'Italia: una a Venezia, dove possiede anche un magazzino ereditato al 50%, e poi altre a Roma, in provincia di Perugia e a Ravello, sulla Costiera Amalfitana.
Un tesoretto in immobili che al consigliere di Berlusconi, Brunetta, è costato di Imu "per la prima rata quattromilanovecento euro e settemila per la seconda". Insomma, le stesse identiche preoccupazioni della "stragrande maggioranza delle famiglie italiane"!

Brunetta è indignato per le battute apparse sul web e risponde così: "Sono una persona perbene, dico la verità e non rubo. Sto pagando la seconda rata dell'Imu e i soldi non li ho, li ho dovuti chiedere in banca, in prestito. E come me, che sono un medio reddito, un medio-alto reddito, penso si trovi la stragrande maggioranza delle famiglie italiane".

Glielo diciamo ch'è fuori dalla realtà? O lo lasciamo dormire? Per il nostro bene e quello di Berlusconi è meglio che glielo diciamo và, altrimenti continua a liberare stronzate a ruota libera come quella apparsa su un'ansa di oggi che titola così:

''Spread grande imbroglio anche per due premi nobel'' .

''In 13 mesi ho preparato 238 slide di Power Point, facendo le pulci a tutto quello che faceva il governo: non ho mai ricevuto una sola smentita. Berlusconi ha seguito il mio lavoro, l'ha studiato, metabolizzato. E poi si e' convinto che non si poteva continuare con Monti''. Lo spiega Renato Brunetta, ex ministro della Pubblica Amministrazione, in un'intervista al ''Corriere della Sera''.

Berlusconi ha definito lo spread ''un grande imbroglio, proprio il titolo del mio libro. Ci parliamo quasi tutti i giorni e l'ho convinto. Del resto due premi Nobel gli hanno detto lo stesso. Tutto comincia per causa della Duetsche Bank che, oppressa da titoli tossici, ha venduto otto miliardi di debito pubblico italiano''.

Quanto alle elezioni, conclude, ''dall'altra parte ci sono Bersani e Vendola: ho parlato con un ambasciatore europeo ed era molto piu' preoccupato di loro che di Berlusconi e Maroni''.

Ora tirate voi le conseguenze. ammia mi para ca sa tira! Anche se sullo spread potremmo essere d'accordo; vista l' influenza che ha sul welfare, sulle reali esigenze delle persone in difficoltà e degli stati membri asserviti alla politica imposta dall'Europa e dalla Germania che, di fatto, è un cappio al collo di tutti.

martedì 10 agosto 2010

Berlusconi divide!

Berlusconi divide gli italiani.


Il governo Berlusconi, come d’altronde tutti i governi che l’hanno preceduto, si trova ad affrontare sfide non indifferenti in un contesto mondiale tragicamente provato da recessioni economiche e morali. Sviluppo economico. Fisco. Cultura. Lavoro. Previdenza sociale. Questi alcuni storici e spinosi argomenti sui quali si è chiamati a rispondere e sui quali si è lavorato nel corso degli anni senza mai riuscire a porre fine alle problematiche in continua evoluzione dei rispettivi ministeri.
Ora, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, chiama a raccolta elettori e simpatizzanti. Li sprona a fare opera di proselitismo, divulgare quanto è stato fatto e quanto farà!

Ciò può essere favorevole al governo nell’immediato, vista la totale ubriacatura sociale e l’assenza di politiche gestionali e organizzative degli altri esponenti politici in campo, ma non riuscirà certamente a ridare fiducia alle famiglie prive di reddito, ai lavoratori mortificati, ai senza lavoro, agli emarginati che sono una significativa fetta del mercato statistico italiano. È proprio di questi giorni la querelle statistica su quanti italiani riescono ad andare in ferie. Ebbene, alcuni dati statistici danno il 4%, altri, vicini alla linea del governo enfatizzano il 7%, altri il 5,6%. Sta di fatto che la crisi è drammaticamente reale nei ceti medi e si tocca con mano alla pompa di benzina, ai supermercati, nei ristoranti; insomma laddove la massa si reca a consumare!

Per concludere, la strategia politica berlusconiana, improntata sulla divulgazione massmediatica, per quanto risulta dai fatti è tesa a gestire il malcontento comune, tacitare i dissensi e deviare su falsi problemi le attenzioni dell’opinione pubblica come nella questione “Fini”. A questo punto, vorrei che qualcuno dei paladini della morale dicesse da quanto tempo sono avvenuti i fatti, come mai non sono stati denunciati prima all’opinione pubblica e perché si spendono tante energie per sciocchezze private quando sono stati gestiti malissimo i fondi comunitari europei e nessuno fino ad ora si è preoccupato di rimediare.
Ecco, egregio presidente Berlusconi, gradirei poter dire: il governo ha lavorato bene; è stato attento e posto correttivi giusti laddove il buon senso lo richiedeva; vale a dire, nella tutela del lavoro e della dignità degli uomini deboli, degli emarginati e di quanti hanno chiesto asilo. E non assistere all’ennesima bagarre.
In Calabria si dice: i ciucci s’mbriganu e i varrili si sdoganu! “Gli asini litigano e le mercanzie che trasportano si deteriorano”.
O forse c’è dell’altro?

sabato 30 novembre 2013

Italia: Ridiamo và, che è meglio

C'è allarme meteo. Dopo le piogge dei giorni scorsi e i danni provocati il sindaco di Catanzaro ha ritenuto opportuno di chiudere le scuole fino a lunedì. L'ondata più brutta è attesa per questa notte. Da stamattina piove lentamente e già i primi allagamenti stradali si iniziano a vedere.
Inopportuno uscire!
satira

Nel web inizia il tormentone sulle notizie politiche e meteo.

Qualcuno nota e posta la dissonanza tra la scissione del pdl e le intenzioni di forza italia.

I falchi che hanno seguito Berlusconi fanno finta di dimettersi dagli incarichi governativi ma non lo fanno.
Solo la Santelli scrive una lettera di dimissioni ma non la dà al Presidente del Governo Letta bensì a Berlusconi; che assurdità! Quando mai si è visto?
In compenso i nuovi forzaitalioti alzano la voce. Pretendono che a dimettersi sia Letta non loro.
Angelino Alfano se la prende con il pd nella persona di Renzi e lo invita a non far cadere il governo delle ormai poco larghe intese.
Berlusconi, dicono i giornali, che si è isolato nella villa di Arcore.
Galliani, eterno amico e spalla di Berlusconi dopo la lite con Barbara, si sente offeso e dichiara di dimettersi subito dopo la partita del Milan con l'Aiax.
Ma, colpo di scena: interviene Berlusconi e blinda l'amico Adriano. Galliani resta al Milan!

La kermesse televisiva tra Renzi e Cuperlo dimostra la poca voglia di cambiamento.
Solo Civati sembra essere intenzionato a gettare le fondamenta nel terreno valoriale delle idee della sinistra e far rivivere il nuovo pd in quelle che sono state le origini egualitarie e libertarie.

I caf lanciano l'allarme imu (ancora non si capisce niente tra aliquote aumentate dai comuni e cittadini che devono pagare il balzello allo Stato).

Letta vuole la fiducia dal Parlamento ma non prima dell'8 dicembre, data delle primarie del pd.

Insomma, piove sul bagnato.

giovedì 29 aprile 2010

Italia, tra gossip e pensiero politico assente, chi ci guadagna?

“Non sono alla presidenza della Camera perché ho vinto un concorso o per un cadeau del premier. Non ho nessuna intenzione di dimettermi”, queste le parole di Fini a “Porta a Porta” il programma di Bruno Vespa. E, nel dichiarare che intende continuare a difendere il Parlamento, esprime certezza critica per il ricorso eccessivo ai decreti legge e al ricorso eccessivo alla fiducia che creano qualche problema, perché mette il Parlamento davanti a “prendere o lasciare”. E sull'ipotesi che l'assemblea del gruppo Pdl alla Camera possa accettare le dimissioni presentate da Italo Bocchino, ha detto con fermezza “Se il gruppo dovesse accettare le dimissioni di Bocchino o peggio sfiduciarlo... altro che partito liberale di massa. È un modo di far cadere le “teste”. Secondo le notizie giornalistiche pare che le esternazioni politiche di Fini non godano molte simpatie tra i fedelissimi di Berlusconi e che non abbiano gradito l’osservazione del presidente della camera sull’inno scritto a quattro mani da Berlusconi e Apicella. Infatti, dopo le parole di Fini a Ballarò, la trasmissione di Giovanni Floris, Berlusconi avrebbe manifestato a diversi interlocutori la sua forte perplessità. In particolare per il giudizio espresso da Fini sull'inno del Pdl "Meno male che Silvio c'e".
«è evidente che è un inno che non mi piace - aveva detto Fini - non perché non mi piace che ci sia Silvio, ma perché un partito in una fase post-ideologica non ha bisogno di inni».
E mentre tutto ciò accade, in buona pace dei sostenitori di entrambi gli schieramenti, è pronto il “lodo Alfano costituzionale”.
Lodo Alfano bis che bloccherà i magistrati sulla soglia del rinvio a giudizio, costringendoli a chiedere «immediatamente» il via libera di Camera o Senato per processare il capo dello stato, il presidente del consiglio e i ministri, imputati di reati comuni.
Lo scudo processuale dovrebbe essere presentato al senato dal capogruppo e dal vicecapo gruppo Pdl, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e altri senatori della maggioranza di governo nella forma di «disegno di legge costituzionale» sulla sospensione del processo nei confronti delle alte cariche dello Stato e, salvo qualche ulteriore ritocco, i contenuti confermano le anticipazioni del Sole 24 Ore del 16 aprile scorso.

Dunque, dopo sei mesi dalla bocciatura del primo lodo da parte della Corte costituzionale e dopo quasi un mese dall'approvazione della cosiddetta «legge ponte» sul «legittimo impedimento», il testo è nelle mani di Silvio Berlusconi.
Quanto al presidente della camera, Fini, ha rassicurato Berlusconi ricordando di non aver mai fatto dichiarazioni contro il lodo Alfano. Mentre dall'opposizione si ravvisano le perplessità dell'Udc per l'estensione dello scudo ai ministri; l'ironia del Pd per “la prima riforma che approda in parlamento dopo le dichiarazioni del premier”; la stroncatura dell'Idv, perché costringe le camere a occuparsi di leggi ad personam mentre ci sono cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese.

Da cittadino medio, non avvezzo agli intrighi di corte, mi chiedo: Perché questo scudo giuridico? Si sono macchiati o pensano di macchiarsi la coscienza infrangendo le leggi dello Stato per risolvere i bisogni dei cittadini?

Intanto continuano le indagini al Ros dei Carabinieri, alla Polizia e alla Guardia di Finanza sul sistema gelatinoso; sistema corruttivo di favori e scambi merce di ogni tipo, dal sesso alla costruzione della piscina, dal posto di lavoro alla macchina e all’acquisto di case in cambio di appalti agevolati e fatture gonfiate scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche.
Sistema investigativo, quello delle intercettazioni ambientali, gradito ai sostenitori della legalità e della riservatezza moralmente etica, sempreché, magistrato, investigatore e giornalista, epura le mere debolezze private che nulla hanno a che fare con le indagini in corso, la libertà di pensiero o di cronaca.
Ma poiché non tutti sono deontologicamente corretti o saggi da arginare le morbosità sbandierate dai giornali che servono solo ad alzare polveroni mediatici, demenziali gossip, è d’obbligo qualche leggera modifica in merito all’utilizzo delle notizie, specie se le indagini sono in corso.

martedì 5 aprile 2011

314 sì, ora la Consulta decide chi processa Berlusconi



Oggi alla camera dei deputati i parlamentari si sono espressi sul conflitto tra poteri istituzionali avanzato dalla maggioranza sulla questione “Ruby” che vede il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi indagato dai giudici di Milano per le note vicende già ampiamente divulgate dai mass media. 314 a favore e 302 contrari e tra i favorevoli troviamo l’ex Mpa Aurelio Misiti e i liberaldemocratici. Ora la Consulta dovrà pronunciarsi sulla questione e decidere se Silvio Berlusconi debba essere processato a Milano oppure, perché deputato, dal tribunale dei Ministri.

Al di là di come e da chi debba essere “giudicato” il nostro Premier, ai cittadini, non sfugge l’ennesimo muro contro muro che si fa alla camera per questioni futili. La futilità consiste nel maldestro tentativo di condizionare leggi e organismi che, all’insegna di quanto emerso nelle vicende contestate, qualunque sia il tribunale giudicante non potrebbe che arrivare alla medesima sentenza.

Sconcerta vedere gl’illuminati parlamentari stracciarsi le vesti e fare i conti della lavandaia: "I 330 voti Berlusconi se li è sognati. Non c'era la registrazione del voto, ma visto che noi dell'opposizione eravamo 312 e ci sono stati 12 voti di scarto, loro erano 314".

In un clima culturale simile sarebbe opportuno che tutti tornassero tra i banchi di scuola a studiare l’educazione civica come si studiava un tempo insieme a qualche sano tatticismo che aiuti ad uscire dal pantano e, principalmente, per riscoprire l'etica e la morale dei nostri padri. Ma a loro questo non importa perché senz’altro sono coscienti dello spettacolo che danno all’opinione pubblica e non se ne preoccupano. A loro interessa tirare i remi in barca e ottenere quanto premeditato.

Peccato che tra i banchi di Montecitorio siedano anche dottori in legge e gente che avrebbe dovuto conoscere e rispettare la Carta Costituzionale della Repubblica. Tutto il resto è aria fritta!

domenica 28 ottobre 2012

sentenze e visibilità mediatica

Cronaca delle ultime ore:


Da una parte Salvatore Parolisi che ha una sentenza pesantissima: l’ergastolo con l’imputazione di avere ucciso la moglie Melanea Rea in un bosco con 35 coltellate; e dall’atra Silvio Berlusconi condannato a 4 anni che si riducono a 1 per via dell’indulto nonché l’interdizione dai pubblici uffici perché ritenuto “socialmente e fiscalmente pericoloso” rimbalzano nelle piazze medianiche con toni e colori differentissimi come lo sono i relativi “imputati”.

In questo momento a un caporale, che abbiamo visto piangere in televisione, smarrito, confuso, pieno di contraddizioni e paure per alcune storie libertine consumate alle spalle della moglie,  gli è stato imposto l’ergastolo e tolto la patria potestà sulla figlioletta.
Per un disguido, la sentenza è stata letta mentre lui si trovava nei sotterranei del tribunale e quando è giunto in aula il giudice gli ha chiesto se voleva ascoltarla ma lui, Salvatore Parolisi, ha rifiutato di sentirla e si è dichiarato innocente. Gli avvocati difensori aspettano di leggere le motivazione della sentenza per inoltrare ricorso.

Silvio Berlusconi ha fatto incetta di denunce, avvisi di garanzie, processi. L’avviso di garanzia più eclatante gli è stato notificato in mondovisione quando era Presidente del Consiglio, all’inizio della sua avventura politica. Il governo cadde e noi italiani perdemmo la faccia. Tra alti e bassi, interventi sulla “giustizia”, decreti legge, sfiducie reciproche tra destra e sinistra, intercettazioni ambientali, bugie e mezze verità sono trascorsi venti anni. Il risultato è, oggi, sotto gli occhi di tutti: recessione, perdita del lavoro, delocalizzazioni produttive, povertà galoppanti per il 90% della popolazione italiana, ovviamente non tutte queste vicende sono imputabili unicamente a una sola persona o a un solo partito.
I rapporti internazionali, ormai deteriorati, fanno decadere il governo Berlusconi, (l’ultimo?) e mettono alla guida del Paese il Governo dei Professori con a capo Monti.
Berlusconi sembra aver deposto le armi ma la sentenza di condanna di ieri a 4 anni per frode fiscale e 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici gli ridanno carica e torna in campo per un’altra battaglia contro quella che lui stesso ha definito magistraturocrazia.

venerdì 11 novembre 2011

davvero è tutta colpa di Berlusconi?

Dopo il voto sulla manovra economica che ha indotto Berlusconi a salire le scale del Quirinale e promettere le dimissioni, niente è cambiato di fatto in Italia. La classe politica che ha mal governato e ingrossato nel tempo il debito pubblico continua a gestire il potere, alzare la voce e imporre decisioni settarie. L'opinione pubblica mondiale guarda incredula all'affaire Italia, alla sua classe dirigente e si chiede come mai i cittadini ancora sopportano simili azioni.
dal canto suo, l'Economist britannico pubblica in copertina una stampa impietosa da festino romano (tema ampiamente sviluppato nei baccanali dai pittori del barocco) per significare disappunto e humour tra classicismo pittorico e contemporaneità dei costumi, elementi che hanno trascinato Berlusconi lungo la via del declino.
Ma davvero è tutta colpa di Berlusconi e del suo stile di vita? Sia ben chiaro: certamente un leader deve essere più attento all'immagine pubblica, essere Guida indiscussa ed esempio per tutti. ...e se mister B fosse solo la punta di un iceberg semisommerso che non naviga a vista ma segue rotte prestabilite?

lunedì 30 maggio 2011

Berlusconi perde! ora deve decidere che fare

Berlusconi aveva chiesto un verdetto agli elettori e loro hanno risposto facendo capire senza tentennamenti cosa vogliono dalla politica.
Secondo il modello politico attuale che divide in destra e sinistra gli schieramenti di governo e in risposta al “referendum” lanciato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi gli elettori si sono schierati e hanno detto basta al pensiero dominante perché non ha saputo risolvere i problemi reali dei cittadini.
Purtroppo per l’ennesima volta i politici di mestiere hanno fatto passerella e ripetuto il ruolo delle parti senza arrossire. Ancora una volta hanno fatto gli gnorri e espresso il loro pensiero senza curarsi seriamente dell’esito appena uscito dalle urne.
Ancora si gioca tra destra sinistra e un terzo polo ballerino che si schiera una volta a destra e una a sinistra. Senza parlare di Giuliano Ferrara che in maniche di camicia e grosse bretellone rosse ha dispensato preziosi suggerimenti al suo amico Silvio che senz’altro disattenderà o accoglierà come il fumo della sigaretta che bretelle rosse ha acceso al termine del suo trattato strategico di altra politica.

Ma davvero è difficile da decifrare il quasi plebiscito di De Magistris a Napoli, la vittoria di Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, Consolini a Trieste, Vallone a Crotone…
Da nord a sud i cittadini non si sono schierati a destra o sinistra perché estremisti o terroristi e neanche giustizialisti nei confronti di questo o quel personaggio. I cittadini hanno indicato col voto il malessere che deriva dal modello politico in atto con l’unica possibilità democratica a loro favore e in buona sostanza hanno gridato un accorato no ai personaggi insulsi della politica e dell’imprenditoria italiana.
Adesso è il momento della dignità! È il momento degli uomini politici che hanno sbagliato di riabilitare i lati oscuri dei rispettivi mandati e lavorare per i cittadini e non per il “popolo” di questo o quell’altro schieramento.

Se così non è allora Berlusconi deve prendere atto della risposta che gli elettori, specie quelli di Milano, hanno dato ai suoi proclami e lasciare con dignità la guida del Consiglio; o quantomeno cambiare rotta alla sua strategia politica e magari cambiare anche qualche cattivo consigliere.

martedì 15 gennaio 2013

Monti, Berlusconi chi è il vero pifferaio magico?

Monti o Berlusconi, chi dei due è il vero pifferaio?, visto che nessuno dei due ha liberato il Paese dai topi? Topi dai nomi disparati come spread, speculazione, crisi dei valori, crisi del lavoro, disoccupazione, malaffare.
Non è per dare credito a Berlusconi e ai suoi seguaci, specie a quelli che gli stanno vicino e lo consigliano male, ma per onestà dobbiamo ricordare anche il lavoro del prof che ha saputo fare cose gradite a chi sta già bene e non sta certo a elemosinare i centesimi e perciò non è costretto a scegliere se impiegare i soldi per pagare un banale imprevisto o la consuetudine, riparare la vecchia macchina o pagare il condominio, il prof salvifico che ha tagliato drasticamente dove più gli è stato facile, mietuto vittime tra i poveri e elogiato Marchionne, a Melfi, tra gli operai fiat festanti, in cassa integrazione per due anni dal prossimo 11 febbraio per volontà dei dirigenti aziendali che conoscono solo la strategia dell'assistenzialismo di Stato piuttosto che scommettere in sviluppo e ricerca.
Chi è, quindi, tra i tanti il vero Pifferaio Magico al negativo? Berlusconi o Monti, Casini, Bersani, Fini ecc ecc.?

Il pifferaio magico, semmai, quello dei fratelli Grimm ha mantenuto l'impegno preso (cosa che non ha fatto nessuno dei politici italiani) ed ha liberato la città di Hamelin dai topi che la infestavano.

Ma questa è una fiaba che non appartiene alla mente scientifica dei prof cresciuti a pane e spread e neanche alla diabolica mente politichese italian style.

giovedì 12 marzo 2015

Caso Berlusconi Ruby, in giustizia è fatta?

Berlusconi è stato assolto.

La cassazione ha deciso che Ruby era, all'epoca dei fatti, maggiorenne e parente stretta di Mubarak e che, sempre Berlusconi, non ha approfittato del suo status telefonando alla questura per il rilascio di Ruby e farla affidare alla Minetti ?

Dimenticando la satira mondiale che all'epoca dei fatti ebbe a disposizione tanto di quel materiale di fare ridere anche gli struzzi, potrei anche dire che mi sta bene! sì. Mi sta bene questa soluzione adottata dai giudici della cassazione milanese.

venerdì 7 gennaio 2011

e se insieme ai colibrì Berlusconi salvasse l'Italia?

E se oltre i colibrì Berlusconi salvasse gli italiani?

L’ansa del 6 gennaio ma ancora meglio un dialogo tra il giornalista del tempo e Vittorio Sgarbi, evidenzia la sensibilità d’animo del premier e questo non può fare che piacere. Ciò che lascia allibiti, è l’enorme impotenza del premier nei confronti delle esigenze personali e sociali degli italiani.

È risaputo, anche perché esplicitamente affermato dal ministro Giulio Tremonti, che la crisi è reale e che taglia posti di lavoro, congela pensioni, stringe i cordoni degli enti pubblici e della cultura, scuola e istruzione, rivede, per risanare, i conti della sanità pubblica, elimina sprechi(?), e dulcis in fundo, in Calabria, con l’esattezza a Catanzaro, una realtà d’assistenza sanitaria onlus come Fondazione Betania versa in gravissime sofferenze finanziarie perché la regione non eroga i fondi e i dipendenti non percepiscono la retribuzione da diversi mesi. Nonostante le sofferenze, il servizio continua a garantire dignità ai ricoverati, ma fino a quando?

Certo, ripeto, fa piacere apprendere notizie come la seguente:

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi salverà il Centro colibrì di Miramare (Trieste). L’ha reso noto Stefano Rimoli, responsabile del centro, che ha detto di aver ricevuto una telefonata in tal senso del Premier.

Nella telefonata - ha riferito Rimoli - Berlusconi ha detto di conoscere bene i colibrì ''che sono importantissimi per l'impollinazione. E ha garantito il suo personale interessamento''.

Il Centro di Miramare era entrato in crisi a causa dei mancati finanziamenti pubblici. Del caso si era interessato anche Vittorio Sgarbi il quale in una sua visita in Regione aveva annunciato un suo intervento sul presidente del Consiglio.

Sempreché la stessa sensibilità sia rivolta anche agli umani.

sabato 25 gennaio 2014

Politica e mercato dell'arte stesso modus operandi

Nonostante le pendenze giuridiche Berlusconi è in crescita. Lo dicono i sondaggi. E la sinistra è in calo. Come mai?

E mentre un tempo, forse, non sarebbe andata così perché le ideologie delineavano le aree politiche e condizionavano gli interventi; oggi sembra essere davanti a uno spartiacque sociale ben definito da tutt'altra natura.
Non destra o sinistra ma qualcosa di macchinoso privo di confini ideologici che affonda le radici tra Stato e antistato che pesca nei malumori popolari dei campi opposti.

La nuova area collocata a sinistra agita lo spauracchio della destra autoritaria acchiappa tutto e indica il male nel suo esponente maggiore: Berlusconi dimenticando che Berlusconi è il risultato delle politiche passate fatte di inciuci e accordi discutibili.

Berlusconi è il lupo cattivo che soccorre le mamme quando i bambini fanno i capricci. Quelle mamme che stanno a trastullarsi davanti agli specchi e tra i fanghi delle spa. (metafora).

Anche nel campo della cultura le cose non stanno più come prima.
I gestori di fondi speculativi investono nel mercato dell'arte somme da capogiro e portano alle stelle opere di artisti incanalati mentre affossano altri.

Per gli speculatori non è importante il dato “artistico” la cultura, il tempo racchiuso dall'espressione gestuale.

Gli speculatori investono i fondi recintati (hedge fund) nelle opere d'arte dopo aver ampiamente dettato legge nel mondo della finanza e della Corporate America; puntano a diventare l’ago della bilancia dell’industria dell’arte, attraverso operazioni al limite dello spericolato e avvalendosi di consulenti super pagati.

È una sorta di mecenatismo moderno a scopo speculativo, talvolta ispirato alla soddisfazione personale, ma che sta cambiando di fatto le regole di fare business nel settore dell'arte dominato sino ad oggi soprattutto da persone del mondo della cultura, case d’asta e gallerie di ogni genere.

Modus operandi che ha estimatori ed è adottato anche dal mondo della politica.

I tempi sono cambiati!


lunedì 4 ottobre 2010

dopo il sorriso il pianto: le barzellette di Berlusconi

Non c’è ombra di dubbi, Berlusconi è davvero simpatico.

Ho riso molto leggendo l’articolo del Corriere.it che riportava le barzellette dette durante l’incontro di ieri col popolo della libertà: “vogliono mandarmi a casa, ma dove? Ne ho più di venti! Non saprei dove andare.” E poi giù, a seguire quella su Di Pietro, la Bindi.
Devo dire che credevo peggio, forse perché condizionato dalla frammentarietà delle notizie estrapolate dai vari media, ma, una volta letto per intero le notizie, convengo che lo show deve essere stato davvero simpatico e, in quanto a humour, Berlusconi è imbattibile.
Peccato che in me sia ancora presente l’amarezza delle notizie diffuse da Jacona con la trasmissione sul futuro dei piccoli e medi industriali e sulla delocalizzazione delle fabbriche con relativi posti di lavoro in Svizzera a causa della politica di Tremonti. Purtroppo le preoccupazioni restano e non si vedono spiragli di riprese economiche e lavorative. Oggi a 40, 50 anni si è fuori da qualsiasi tipo di mercato del lavoro, intellettuale, artigianale e semplice facchinaggio.
Avrei goduto maggiormente delle battute di Silvio Berlusconi se tutto ciò fosse stato davvero risolto, o, anche in fase di risoluzione. Ma non è così. E dopo il sorriso, l’amara realtà: dieci euro, solo dieci euro in tasca, disponibili per la spesa odierna.

sabato 12 maggio 2018

Berlusconi è candidabile

Nuovi scenari si aprono nel teatro della politica italiana.


Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la riabilitazione a Silvio Berlusconi cancellando di fatto tutti gli effetti della condanna subita nell'agosto del 2013 per frode fiscale Mediaset. Lo scrive il Corriere della Sera.
Questo significa che, essendo immediatamente esecutiva la decisione del tribunale, il Cavaliere torna a essere candidabile in quanto decadono anche gli effetti della legge Severino che prevedevano l'esclusione dalla vita pubblica di Berlusconi per sei anni.

Un nuovo capitolo si apre per il “nascente” governo lega-m5s. A questo punto si potrebbe anche ipotizzare il ritorno in pompa magna e, perché no, l'investitura di Silvio a presidente del consiglio visto che ormai non ha più pendenze che possano ostacolare i veti pruriginosi moraleggianti di Gigino Di Maio. D'altronde il posto è vacante!😁😁

mercoledì 27 aprile 2011

Luttwak: Berlusconi non è affidabile!



Se ancora qualcuno ha dei dubbi sulla bontà politica berlusconiana basta che si guardi attorno, parli con chi sta peggio economicamente o osservi le persone alle casse del supermercato o se ha figli farsi quattro conti in tasca per convenire che fino ad ora Berlusconi e il suo governo hanno raccontato balle. Il pdl tutto è una forgia di bugie. Gente educata a negare l’evidenza, ad accusare gli altri di brogli agli elettori e di congiurare contro la democrazia fintantoché sente minacciati i loro piani. Tacciono, fin quando è possibile, sulle strategie che andranno a condizionare la vita concreta degli italiani e su come evitare referendum importanti per la libertà democratica del Paese.

Il politologo americano Luttwak ha detto chiaramente che i Presidenti delle altre Nazioni non vogliono parlare con Berlusconi perché non è affidabile, non è all’altezza del compito di Primo Ministro. Nonostante parole e atteggiamenti chiarissimi di osservatori e politici nazionali e internazionali, l’esercito degli irriducibili devoti al sire, con estrema faccia tosta dicono di no! Che non è così! Che tutto va bene e che lui, poverino, è perseguitato da una sinistra cattiva…

Oddio, non è che la sinistra abbia fatto qualcosa di meglio in questi cinquant’anni e passa di Repubblica democratica. Se avesse fatto qualcosa di buono, non ci troveremmo nella situazione attuale! un po' come i rapporti con Gheddafi, le prese di potere della politica, degli imprenditori che pensano solo al proprio benessere.

giovedì 10 febbraio 2011

governo Berlusconi, un incubo contemporaneo!

Sto sognando. Tutta l’Italia sta sognando insieme a me, anzi no! stiamo vivendo un incubo collettivo che dura da diverso tempo. Grottesco e impossibile da continuare a subire.
Da una parte la magistratura che tenta di applicare le leggi dello Stato e dall’altra una parte che rappresenta, ahinoi, lo Stato che fa quadrato attorno ad un presunto innocente perseguitato da se stesso.
È stato già detto abbondantemente: agli italiani non interessa la vita privata di Berlusconi o di chiunque altro. Agli italiani preme la corretta gestione della Repubblica!
Quindi i signori nominati ministri dal e in nome del popolo sovrano sono pregati d’essere molto prudenti nelle esternazioni. Frattini per quanto concerne la barzelletta del ricorso alla Corte Europea per tutelare il privato di Berlusconi che nel contempo ha sputtanato l’Italia e le ragazze italiane, (perché si è dato al mondo intero la sensazione che le ragazze anziché studiare per raggiungere alte vette e imporsi nello spettacolo, in parlamento e nelle più disparate sedi, la diano al miglior protettore). Certo se Mr. B. fosse un comune mortale nessuno andrebbe a guardare nel suo privato anche perché non influirebbe nella vita dei cittadini e non sarebbe ricattabile nella gestione pubblica dei servizi; non dico che lo sia, però lascia spazi alla fantasia e causa falle nella sicurezza nazionale col suo comportamento poco consono alla carica che ricopre.
Quindi? Che dobbiamo fare, dobbiamo rivolgerci noi italiani alla corte di Strasburgo per tutelare i nostri diritti di cittadini vessati e tenuti in ostaggio da un manipolo d’inetti?

Sì, inetti! Perché mentre tutto questo film continua a proiettarsi sulla società, la crisi del lavoro, della scuola, delle famiglie, del welfare, aumenta!

Nel chiasso mediatico che queste notizie organizzano, solleva un po’ sentire che i presidi di tutta Italia hanno deciso, contrariamente alle direttive governative emanate dal ministro Mariastella Gelmini, di festeggiare il 17 marzo nelle scuole per ricordare degnamente il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per buona pace della lega, della Marcegaglia che ritiene assurdo fare perdere alle aziende una giornata di lavoro retribuito, di Maroni che polemizza con Alemanno per i fondi destinati ai rom.

giovedì 13 gennaio 2022

Quirinale: dimora di democrazia e tutela del bene comune

 Quirinale, sono aperti i giochi. 



Covid a parte, tamponi, ricoveri, contagiati e morti, c'è un altro tema che appassiona i venditori di parole, gli appassionati di statistica, veri o presunti patrioti e chi più ne ha ne metta: il Quirinale!

Chi sarà il nuovo presidente della repubblica italiana?

Draghi, Berlusconi o una loro propaggine?  

C'è un gran parlare attorno alle figure di centro destra e sinistra che possono avere credito e ricoprire la più alta carica istituzionale dignitosamente.

Ma siamo onesti per la maggior parte di noi che formiamo la massa silenziosa anche se nascosti dietro una tastiera e a volte riusciamo ad essere rumorosissimi nello sparare puttanate siamo lontani anni luce dai giochi.

Conosciamo Berlusconi?

Supponiamo di conoscerlo per le notizie apparse sui mezzi di comunicazione di massa. Ricordiamo qualcosa sul suo ventennato alla guida del governo di centro destra. Abbiamo fatto il tifo e lo abbiamo anche invidiato per lo stile di vita e le belle donne che lo attorniavano e facevano a gara per essere inserite nel suo harem. Abbiamo invidiato la sua ascesa nel campo dell'imprenditoria che lo ha portato a scendere in campo in politica.

Ebbene se quest'uomo ha carisma e savoir fare ineluttabilmente per essere amato e apprezzato da tutti dovrebbe possedere un'altra dote: l'immacolatezza.

L'astrazione delle passioni terrene è una peculiarità dei santi e Berlusconi, anche se si è autoproclamato “unto”, non la possiede. È un uomo che si è saputo destreggiare nella Milano affaccendata a accumulare denaro e che produce ricchezza.

Ogni tipo di moralismo è superfluo.

La politica urlata e guerrigliera ne è un esempio.

Gli scandali, la compravendita di voti, i saltimbanchi della politica che volano dalla sera alla mattina da uno schieramento all'altro senza battere ciglio sono la rappresentazione plastica del malcostume sociale. È cronaca! Fatti di cruda realtà! Pragmatismo direbbe qualcuno.

E noi Che formiamo il gregge aspettiamo l'eroe o il santo? E cosa abbiamo fatto per non essere sudditi ma parte attiva per il cambiamento?

domenica 30 dicembre 2012

Ingroia, un nome una garanzia

antonio Ingroia, scopre il suo simbolo politico
e da oggi terrà compagnia agli altri
La struttura del logo lascia intendere che la decisione di Ingroia non è cosa dell'ultimo minuto e per quanti vorrebbero uno Stato più attento alle questioni sociali denunciate e forse combattute dalla sinistra può risultare cosa gradita. Ma, a mio modesto avviso, anche Ingroia cade nell'errore autocelebrativo. E il logo lo conferma.
Tra la scritta inneggiante al cambiamento tanto sperato e atteso della sinistra che condensa su due righe l'auspicio per una “Rivoluzione Civile” e il negativo in rosso del “quarto stato” di Pellizza da Volpedo” capeggia a caratteri cubitali e in grassetto il cognome del magistrato. (e questo non gioca a suo favore).

Le sue parole sono nette:
"Da magistrato - dice Ingroia - non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalità in un ruolo diverso. Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un paese normale e in una situazione normale - prosegue il magistrato palermitano - Siamo in una emergenza democratica. E allora, come ho detto, io ci sto! È venuto il momento della responsabilità politica. Alla società civile e alla buona politica dico grazie!, perché hanno fatto un passo avanti. Questa è la nostra rivoluzione, noi vogliamo la partecipazione dei cittadini.
Antonio Ingroia non si propone come salvatore della patria, ma di essere solo un esempio come tanti cittadini che si mettono in gioco e assumendo rischi".

La sua prima uscita politica ha occhi e parole anche per la sinistra storica:

«Bersani candida il collega Piero Grasso che nel maggio 2012 voleva dare un premio al governo Berlusconi per essersi distinto come governo che aveva più meriti nella lotta alla mafia. Il procuratore Grasso, che è lo stesso procuratore nazionale Antimafia diventato tale perché scelto da Silvio Berlusconi, in virtù di una legge che il governo Berlusconi approvò, con la quale venne escluso dal concorso Giancarlo Caselli, colpevole di aver fatto i processi per i rapporti tra mafia e politica»

«Siamo al fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione sui provvedimenti del governo Monti sull'Ilva. Rivendichiamo la politica della passione e della coerenza che il Pd sembra aver smarrito. Siamo noi a rappresentare questa storia che Bersani non ha dimostrato di voler portare avanti. Lo abbiamo cercato, non certo perché abbiamo bisogno di lui, e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo. Bersani non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalità. Il suo silenzio è inequivocabile, perché non vuole eliminare mafia e corruzione».

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni, quando gli schieramenti saranno definitivamente strutturati con nomi e collegi e se i nomi sono reale espressione dei cittadini o se, come nelle puntate precedenti, sono nomi paracadutati dalle segreterie politiche e troveremo un veneto o un laziale a competere in Calabria, Sicilia o Basilicata.

martedì 14 settembre 2010

Prodi, Berlusconi e i cittadini

Lo so, è difficile districare la matassa del sistema politico italiano e l’attuale legge elettorale sembra studiata apposta per ingarbugliare e rendere instabile la formazione di governo. Il bipolarismo così concepito non ha piedi e radici stabili e chiunque è eletto è sottotiro. Lo è stato il governo Prodi e adesso quello guidato da Berlusconi.
A prescindere dai numeri, quello che maggiormente lascia spazio a pensieri sconci è la sfrontatezza del potere. Un potere che non tiene in considerazione la realtà del paese ma quello che hanno in testa i capipolo.

Prodi, vedendo precluso il suo programma, si è dimesso. D'altronde gli mancavano i numeri al senato e ogniqualvolta si doveva varare un provvedimento, se era inviso alla maggioranza non passava.
A ben pensarci, la politica di Prodi non si discostava mica tanto da quella di Berlusconi. Entrambi hanno portato avanti progetti contestatissimi dai cittadini ed elettori italiani. Tra i quali i lavori della TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione, che ha prodotto danni al territorio già in fase progettuale perché ogni regione, provincia e città interessate hanno cercato di gestirla secondo criteri discutibili dal punto di vista della sicurezza ambientale.

Ora, mi chiedo, è così difficile presentare un programma di governo indirizzato al benessere e alla crescita sociale?
Sono davvero importanti le grandi opere e il relativo sconvolgimento del territorio allorché si realizzano?
È più importante la tutela della dignità della vita umana o il bilancio aziendale dello stato?

Io le risposte ce l’ho ben stampate in testa e nel cuore.
Lascio, semmai il dubbio, a quanti hanno l’ingrato compito di gestire la cosa pubblica, agli scienziati, agli studiosi, agli imperturbabili uomini d’affari che hanno fatto scempio della politica, di uomini, risorse, cultura, grazie ai suffragi ricevuti e al falso concetto di democrazia.

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