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Visualizzazione dei post con l'etichetta geopolitica

CAROSELLO

Tutti buoni al cospetto di Trump

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 LA FESTA DI ANKARA E GLI AFFARI SULLA GUERRA DEGLI STATI CHE DICHIARANO DI VOLERE LA PACE di Franco Cimino Se il Premio Nobel per la pace può essere ancora assegnato ai guerrafondai, io aspiro a quello di aver riconosciuto, individuato e pubblicato i nomi di coloro i quali la pace non l’avrebbero mai voluta.

Gaza, La strage degli innocenti

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 di Franco Cimino -Il dramma di Gaza e il silenzio dell'Occidente di fronte al massacro degli innocenti,  la tragedia dei bambini tra ipocrisie intellettuali e indifferenza della politica- Quel lenzuolo di nomi che scuote la nostra coscienza e che grida l'orrore su Gaza. L'elenco infinito dei bimbi uccisi attraversa le città del mondo come una memoria impossibile da ignorare, svelando un'intenzione che va oltre i semplici danni collaterali.  

L'illusione del boss e la nostra superficialità

  A ME HANNO FATTO PENA I GESTI DI UN IMPERATORE SENZA CORONA E ANCHE SENZA TRONO…   Date il Premio Nobel a chi volete. Quello per la Pace, intendo. Magari sceglietelo da quell’elenco di sante persone che avete mostrato anche in pubblico. Sì, uno o due di quelli che avete celebrato come liberatori mentre ordinavano ai loro eserciti di invadere Paesi sovrani, massacrare decine di migliaia di civili — uomini, donne, anziani e soprattutto bambini — occupare territori altrui, entrare con violenza nelle terre di chi le abita, depredandole di ogni bene e, infine, rubando proprio quelle terre, negando a un popolo il diritto di fare della terra dei propri padri uno Stato libero e indipendente.  

Quando la guerra cancella la memoria collettiva

  Nel saggio di Franco Cimino, la distruzione dei beni culturali appare come il colpo finale inferto ai popoli: quando la guerra annienta vite e cancella la storia, compie un genocidio culturale che pesa sull’intera umanità. QUEL CHE RESTA DA DISTRUGGERE, LA GUERRA LO DISTRUGGERÀ Ancora missili sulle città, sui paesi e sui territori chiamati alla guerra. Piovono come grandine sulle teste. E le perforano.

NON È LA PACE, MA BEN VENGA

 Una tregua che non somiglia alla pace, ma che rivela quanto sia urgente nominarla, pretenderla, costruirla.  Nel suo intervento, Franco Cimino scava nelle ambiguità del compromesso e mostra la distanza tra ciò che celebriamo come “passo avanti” e ciò che, nella realtà, resta sospeso, irrisolto, dolorosamente incompiuto. La sua riflessione attraversa le contraddizioni politiche e morali del presente, ricordando che la pace non è un annuncio né un gesto diplomatico: è un lavoro quotidiano, un dovere civile, un atto di verità.

NON IN MIO NOME

  Le violenze orribili nei confronti dei volontari della Flotilla e tutto il silenzio italiano ed europeo sulle continue stragi “genocidiarie” del popolo palestinese. Sì, mettiamo pure che ci si voglia convertire alla guerra. Mettiamo che si voglia finalmente condividere anche questa sporca e terribile guerra, ancora più sporca e terribile dell’idea stessa di guerra. Mettiamo che si vogliano accettare, non solo per stanchezza, le ragioni che hanno mosso le guerre in Ucraina e nella terra negata della Palestina, così come quelle in Libano e nelle altre regioni in cui, dalla Siria “addomesticata” allo Yemen fino a certe aree tribali africane, si continua a giocare con la vita dei poveri cristi come con soldatini di gomma. Mettiamo pure che ci siano diventati simpatici Putin e Netanyahu, insieme al loro amico Trump e al “pacifico” Xi Jinping, alla cui corte i suddetti si recano per fare affari e costruire un nuovo ordine mondiale. Mettiamo ancora che condividiamo senza remore la “prud...

Difendere la dignità, sempre

 Oltre le appartenenze.  Il valore della convivenza civile sopra le parti Che cosa spinge un esponente pubblico russo a inveire con parole da taverna contro Giorgia Meloni? Non è solo un gesto maldestro: è il sintomo di un metodo. Da tempo la prepotenza è diventata linguaggio, la brutalità un codice, l’umiliazione un dispositivo di potere. E quando la dignità viene calpestata così apertamente, non è più questione di politica, ma di civiltà.   La misura del rispetto L’insulto è un metodo, non un incidente  

Non è pazzo. E' un egocentrico privo d'empatia

  Trump, il legame tra il suo passato televisivo e il pericolo che la sua narrazione rappresenta per l'equilibrio globale e la sopravvivenza della democrazia. Il Reality dell’Apocalisse: perché spegnere i riflettori su Trump è un dovere civile Dalle luci di "The Apprentice" alla minaccia per le democrazie mondiali: la politica ridotta a talk show tossico si nutre solo di attenzione. Il silenzio mediatico non è censura, ma l'unico antidoto a un narcisismo che mette a rischio il futuro del pianeta.

Silenzio! Segreto di Stato

  Molti, troppi segreti di stato.  Ma se i deputati sono i rappresentanti del popolo perché si attua? L’annuncio del 14 aprile 2026 segna una svolta diplomatica netta: l’Italia mette in pausa il Memorandum di cooperazione militare con Israele. Una scelta figlia dei tempi e delle pressioni internazionali, maturata di concerto tra Meloni, Salvini e Tajani, e comunicata ufficialmente dal ministro Crosetto al collega israeliano Katz. Tuttavia, questa mossa solleva un interrogativo più profondo di una semplice scadenza contrattuale. Per vent’anni, i dettagli di questo scambio di tecnologie, addestramenti e materiali militari sono rimasti custoditi in casseforti inaccessibili, protetti da clausole di segretezza che hanno trasformato i rappresentanti del popolo in spettatori muti. L'esistenza dei segreti di Stato (o dei vincoli di riservatezza nei trattati internazionali) crea spesso un attrito con il principio della rappresentanza popolare. Il motivo per cui i deputati, pur esse...

Oltre il limite consentito

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  L’AMERICA OLTRE IL LIMITE. IL MATTO SUL PRECIPIZIO. Tra esoterismo e realtà politica, il confine della sanità mentale è diventato il fronte della sicurezza nazionale.   Se il narcisismo si trasforma in delirio, la Costituzione ha il dovere di disarmare la follia prima che sia tardi.

Il perdente

Di Franco Cimino   L’ASSALTO DELLE PAROLE VOLGARI AL PAPA: UNA DIFESA DISPERATA, NON UN’OFFESA… Colui che, tra le sue aspirazioni imperiali, ha persino immaginato di farsi Papa — magari attraverso una sorta di autoincoronazione, evitando il fastidio del conclave e del voto dei cardinali — attacca duramente, con la sua prosa volgare, Leone XIV, vescovo della Chiesa di Roma, rappresentante di due miliardi di fedeli e capo di una religione che, in quanto tale, dovrebbe essere rispettata da chiunque.

LA DEMOCRAZIA NON SI ESPORTA CON LA VIOLENZA.

  geopolitica- Le società evolute, cresciute nella costruzione dei diritti civili e dei doveri, hanno uno strumento preciso per risolvere i problemi causati dalle visioni manichee dei dittatori al potere raggiunto con l’avallo del popolo: le elezioni. L’Ungheria ha saputo reagire alle intemperanze di Orban destituendolo dal potere che gli ungheresi gli avevano consegnato.

Ungheria, Europa, verso la normalità

 L'opinione di Franco Cimino  UNGHERIA (prima parte) NON VINCE SOLO MAGYAR. NON PERDE SOLO ORBÁN… Che le elezioni in Ungheria non fossero un fatto puramente nazionale era presumibile, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo, in maniera sempre più drammatica, da oltre un anno, e ancor più nelle ultime settimane.

Il fallimento delle democrazie

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  Sta succedendo adesso, sotto i nostri occhi increduli. Un uomo solo, accecato dal proprio delirio, tiene il mondo per le p@lle e tratta la sacralità della vita come un ostacolo trascurabile. Ha devastato un territorio insieme al suo compare, cancellando comunità, storie, volti. E ora, nel cuore della notte per noi italiani, minaccia di trascinare tutti sull’orlo della fine.  La democrazia davanti al suo fallimento più grande

La civiltà muore stanotte

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 Di Franco Cimino  L’INTERA CIVILTÀ UMANA SARÀ DISTRUTTA E CON ESSA L’INTERO PIANETA SE… “Un’intera civiltà morirà stanotte”. A pronunciare queste parole, poche ore fa, è stato il presidente degli Stati Uniti, accanto alla moglie e al simbolico coniglio pasquale, emblema di una tradizione che richiama vita e rinascita. Un contrasto che, da solo, basterebbe a raccontare il tempo che stiamo vivendo.

Indegni condottieri o c'è dell'altro?

  E gli altri? Gli altri siamo noi. Gli elettori. I cittadini che li eleggiamo quando possiamo, o i sudditi che li subiscono quando non esistono vere libere elezioni. Siamo la moltitudine che osserva, spera, si indigna, talvolta resiste, talvolta si rassegna. Siamo la parte del mondo che paga il prezzo delle scelte di chi comanda, e che spesso si ritrova a interrogarsi su come sia stato possibile consegnare tanto potere a così poca responsabilità. Gli indegni: Netanyahu, Trump, Putin. E gli altri   Ci sono epoche in cui la storia sembra perdere il proprio baricentro morale. Popoli che si considerano maturi, consapevoli, eredi di tradizioni democratiche solide, finiscono per consegnare il potere a figure che, secondo molti osservatori, e quanto producono in termini di distruzione e morte, incarnano una regressione etica e politica. Altre società, prive di reali strumenti democratici, si ritrovano invece a subire leader che non hanno mai dovuto confrontarsi con il giudizio l...

Sulle rovine della ragione

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  Chi ha un briciolo di cuore piange al solo pensiero di quanto sta accadendo in Medio Oriente.

La sacralità blasfema del potere, da Putin a Trump

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  Non so quanto ci sia di vero nella notizia che vede Trump attorniato da pastori nella stanza ovale. Storicamente, i despoti, hanno consacrato il loro atto di forza nei confronti dei deboli attraverso riti apotropaici, non tanto per ingraziarsi i “demoni” del male quanto per cercare consenso tra i seguaci delle sette religiose. Per   ultimo, in ordine di tempo, lo ha fatto Putin facendosi consacrare dal massimo esponente della religione che governa il popolo russo, ed ora, stando a quanto pubblicato sui social, Trump.  

Coscienza fragile. Potere forte

 di Franco Cimino.  FACCIAMO LA GUERRA ALLA GUERRA. E BATTIAMO TUTTI QUEI SIGNOROTTI CHE LA IMPONGONO… Io so come far cessare la guerra. Le guerre. Queste guerre. Questa guerra, la più antica di tutte. La farei cessare tagliandole le unghie. Perché le mani non mi riuscirebbe mai. E neppure la testa. La guerra è come quei mostri della mitologia o della fantascienza: una creatura con cento teste e trecento mani. E se anche gliele tagliassi tutte, ne produrrebbe altre cento e altre trecento. Questo non significa che la guerra non possa essere sconfitta. E cancellata. No, questo no. Per quanto male contenga, per quanta cattiveria la ispiri e la sostanzi, resta sempre un fatto umano. E, come tale, può essere sconfitta. Ma il tempo che ci vorrà sarà ancora molto lungo. Poiché l’unica forza davvero invincibile che può cancellarla è l’Amore, con la maiuscola. L’amore non soltanto come sentimento degli uomini, ma come forza che agisce nelle relazioni umane, nel rapporto degli esseri um...

Pretendeva il Nobel per la Pace

 E LA CHIAMANO GUERRA DOPO AVER CANCELLATO LA PAROLA PACE… di franco cimino. Ma che pace è quella di chi di notte prepara la guerra e di giorno continua a sparare dopo aver lanciato missili di ogni genere e droni, piccoli e grandi?  Che pace è quella di chi, invece che la diplomazia, sceglie il ring come campo di battaglia e, invece che le parole, le armi?  Che pace è quella di chi, per non cercare le ragioni degli altri, ne inventa di sue?  Che pace è quella per la quale si finge di chiudere una guerra per aprirne dieci?  Che pace è quella che concede all’aggressore e al più forte il tempo lungo di ritirarsi dai campi di fuoco dopo averli bruciati tutti e aver rubato quelli che ancora gli mancano?  Che pace è quella in cui chi fa la guerra su tutti i campi  ed esercita la violenza dentro e fuori il proprio Paese e continuamente minaccia chi non lo segue in questa logica pretenderebbe il Premio Nobel per la pace e lusinga, promettendo premi, quanti lo ...

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