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lunedì 5 maggio 2014

Tsipras, il kitsch mediatico contamina la sinistra

Se anche la responsabile della comunicazione della lista Tsipras scambia le elezioni europee per una campagna pubblicitari di marketing qualunque allora significa che siamo davvero messi male malissimo!

Non è una questione moralistica la mia ma un'amara constatazione della perdita dei valori della politica che ancora credevo esistesse almeno a sinistra!

E la Baccheddu non può essere definita auto ironica per essersi mostrata in bikini aggiungendo un: "Ciao. E' iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate L'Altra Europa con Tsipras".
Ma forse Paola è rimasta indietro. Pensa di essere ancora nel ventennio appena passato. In quel lasso di tempo in cui il corpo della donna faceva la differenza tra le lenzuola del limbo mediatico e i problemi reali del Paese.

Che dire... se proprio qualcuno ha voglia di vedere un bel corpo con un lato b degno di una scultura michelangiolesca ha ben altri siti dove sbirciare.

Ma basta monnezza mediatica. Parliamo di cose serie. Parliamo di Politica!

Esponete programmi, se ne avete, per migliorare il concetto di solidarietà dell'Europa e non mostrate chiappe e capelli al vento per recuperare qualche secondo di visibilità. Gli "effetti speciali", questo tipo di effetti speciali non portano ricchezze culturali e non recuperano i cittadini alla Politica.


mercoledì 20 febbraio 2013

Dario Fo: non mollate!

aore12
milano, 19.2.13 Grillo insieme a Dario Fo sul palco
Grillo. E se ci trovassimo davanti a un'incognita storica coraggiosa come lo fu Gandhi?

Anche Gandhi era deriso dal sistema e, a volte, compatito dai suoi stessi connazionali. Osteggiato dal sistema imposto dalla “civiltà imperiale” che aveva colonizzato l'India. Una nazione che dava mani e schiavi sottomessi alle leggi che oggi non esiteremmo un attimo a definirli incivili.

Prima della rivoluzione pacifica in India il mondo era diviso in due. In uno i padroni predoni, riveriti e temuti. Nell'altro i sottomessi e declassati che non potevano frequentare gli stessi spazi dei “bianchi”. Persino camminare sullo stesso marciapiede degli europei era vietato dalle leggi, agli indù.

Noi non abbiamo queste forme retrogradi di schiavitù ma quelle dell'economia e dello spread tanto caro a Monti, Casini, e quanti esaltano l'agenda del prof come unica fonte di verità per il presente e il futuro.

Eppure abbiamo assistito all'esortazione di un nobel come Dario Fo che, salito sul palco in piazza del duomo a Milano, ha urlato alla fiumana (quarantamila persone) accorsa per sentire le parole di Grillo:
sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra mondiale e questa piazza era piena di gente come voi, accorsa, non dico con speranza, la speranza lasciamola da parte, di certezza!, ma non ci siamo riusciti. FATELO VOI, FATELO VOI PER FAVORE! Ribaltate tutto per favore! (…) Si ricomincia daccapo!

E se uno come Dario Fo dice: non mollate per favore, non mollate! C'è da meditare a fondo sul momento storico-politico che stiamo vivendo.

martedì 19 febbraio 2013

a pochi giorni dal voto, don Gallo e la politica attuale

Oggi, sulla bacheca di un amica ho potuto leggere le motivazioni, affidate ad un editoriale sul Secolo XIX da don Andrea Gallo, il prete che tutto il web vorrebbe come nuovo Papa, che avrebbe dovuto essere sul palco insieme a Grillo e invece non c'è stato.
Il pensiero di questo prete sui generis è, come al solito, chiaro e lucidamente sovversivo per quanti intendono la missione del vangelo solo incline alle direttive del clero schierato coi poteri forti.
don Andrea Gallo

Avrebbe dovuto essere presente in piazza, sul palco con Grillo ma non c'è stato. E motiva così la sua assenza:

"Con sommo dispiacere non ho partecipato all'incontro con Beppe Grillo e
il Movimento 5 stelle in Piazza De Ferrari.
Non volevo minimamente danneggiare il Movimento, creare strumentalizzazioni, provocare divisioni ad una settimana dal voto.”

E continua, anticipando con un breve excursus storico per chiarire meglio la disaffezione nei confronti della classe politica che si è creata dal dopoguerra ad oggi in noi.

“A 17 anni ho visto crescere nell'Aprile '45 la Democrazia. Democrazia è "partecipazione".
Chi, meglio del nuovo 5 stelle sta realizzando un percorso condiviso, che da tre anni è partito dal "basso" per dire basta ad una "casta" di politici immersi in una palude?
Si è aggiunta la nuova lista: "Scelta civica per Monti". Siamo al completo.
Il 30% degli elettori di "5 stelle" sono giovani dai 18 ai 23 anni.
Son sempre stato molto attento ai "segni" dei giovani.
E' nota la mia posizione di sostenitore di valori: bene comune, solidarietà, giustizia sociale, senza discriminazione, laicità.
Ho sperato nella coalizione del Centro-Sinistra con molte delusioni. Ho votato fiducioso nelle Primarie.

sabato 2 febbraio 2013

Grillo, un programma semplice, mirato che piace

tsunami tour, bologna (ph. Miryam)
Beppe Grillo è a Bologna e parla da un palco sotto la pioggia. Indossa un giaccone e un casco giallo da lavoratore per ripararsi dalla pioggia. Di tanto in tanto si dà un'aggiustatina al casco e s'intravedono i capelli bagnati.
È un fiume in piena Grillo! Parla dello Stato che sogna e che vorrebbe governare insieme a noi. Nelle sue parole non vedo assurdità oscene e neanche promesse impossibili. Non ravviso facili populismi in ciò che sta dicendo. D'altronde, se si va a spulciare tra gli scritti la nostra Istituzionali, Costituzione li prevede già. Prevede e auspica una politica che sia impegno e missione sociale; servizio civico che mette i bisogni dei cittadini al centro delle azioni degli amministratori politici e amministrativi e non l'opposto.

Insomma, Grillo fa una carrellata veloce del programma sintetico che muove il Movimento 5 Stelle. E qualcosa già inizia a vedersi in Sicilia! In Sicilia i consiglieri regionali eletti nella lista M5S si sono decurtati lo stipendio e lo hanno messo a disposizione della regione creando così uno sportello di microcredito per aiutare le imprese e i che hanno bisogno di liquidità a tasso agevolato.
Ma, al di là di questo, trovo interessante il salario sociale e il lavoro ai giovani in sintonia con le loro peculiarità. È un delitto, in effetti, mortificare anni di studi o spiccate propensioni individuali per mere questioni di sopravvivenza e porre le persone, bene che vada, nei call center a pochissimi centesimi. È un omicidio scientifico legalizzato imporre l'allungamento dell'età anagrafica a 67 anni per andare in pensione e lasciare i sessantenni senza lavoro ma che hanno versato i contributi pensionistici senza sussidio e senza lavoro.
C'è passione e verità inconfutabili in quanto dice Grillo. La gente lo scolta numerosa, nonostante la pioggia, e rumoreggia consenziente.

Credo che la vecchia politica abbia paura della rivoluzione culturale e delle esigenze reali dei cittadini.
Forse per la semplicità che mette per risolvere i mali e prospetta un futuro possibile della politica che i vecchi politici tentano di demonizzare Beppe Grillo tacciandolo di qualunquista e populista.

venerdì 1 febbraio 2013

il bacio

SA TIRA. ( fa il vago e tira diritto, consapevole del fascino che emana)

con la partecipazione straordinaria di Pierluigi nel ruolo dello sciupafemmine

dopo il fotogramma dedicato alle lacrime della Elsa eccone uno dedicato a Pierluigi, il condottiero dallo sguardo diritto, fiducioso del futuro

sabato 26 gennaio 2013

oscuriamo la casta della cattiva politica

courtesy Mario Iannino©
courtesy archivio M.Iannino, 
part. "soldato che paga", 1998, t.m.
cit. Mattia Preti.
A meno che non si candida un omino verde proveniente dalla galassia extra terrestre (perché mi sa tanto che il politichese è sbarcato insieme al codice sul volo di Leonardo da Vinci su Marte nell'ultima missione spaziale) a meno che non succeda l'imponderabile, dicevo, volutamente, da ora in poi ignorerò tutta la guerriglia mediatica degli ominidi in lizza per il potere.
Sia ben chiaro: non è disinteresse per la politica, bensì rispetto per la Politica!

E visti gli ultimi accadimenti in materia di crisi economica che hanno prodotto miseria, disperazione e instabilità sociale nei cittadini, che possiamo riassumere con nomi ormai familiari.
Nomi che conoscono anche i bambini, tant'è che a detta di nonno Monti, il piccolo Monti è soprannominato spread dai suoi compagnelli dell'asilo.

Eventi divenuti comuni dopo che è scoppiata la bolla ma che prima dei cosiddetti titoli tossici, prodotti da un meccanismo di alta ingegneria economica che ha drogato i mercati mondiali, non si conosceva l'esistenza.
Spread, derivati etc etc; utili solo per foraggiare le borse e assoldare ominidi che hanno “accappottato” imprenditori, imprese e di conseguenza annientato dipendenti e lavoro, nonché tutti gli istituti ad esso collegati; welfare in primis.

È immorale la schermaglia dei soggetti politici!
È immondo quanto hanno prodotto con la loro insipienza:
caso mps (il più recente in ordine di tempo), attacco alla dignità dei lavoratori (art. 18 e referendum capestro in fiat), tutela dell'alta finanza a scapito della gente comune costretta alla fame per dare aiuto alle banche attraverso l'incremento esponenziale delle tasse; mazzette ai pusher in gessato grigio, accanimento sui deboli, macelleria sociale.

Ecco, per queste cose e per gli incessanti specchietti per le allodole posizionati in tutti i media da tutti i partiti politici presenti e che fanno della giostra mediatica una propaggine lottizzata dagli ominidi che di tecnico non hanno neanche le cuciture dei vestiti, per tutte queste cose e per i fattacci che conosciamo, ho deciso di non sprecare più il mio tempo dietro alle marionette appositamente impomatate per reggere le effimeri luci della ribalta.

venerdì 25 gennaio 2013

Monti in campagna, prima tappa Milano

mario monti proof dj
Monti, dalla cattedra in piazza! In tv e radio a caccia di voti.
Inizia il tour elettorale.
"Girerò per l'Italia con i limiti che derivano dal fatto che sto gestendo un governo ancora in carica. Domani sarò a Milano, anche nelle strade e nelle piazze". Dopo aver vestito i panni del più navigato dei politici nostrani ecco sfatato anche il pensiero di quanti lo paragonavano al rocker Mick Jagger per il suo impeccabile aplomb.
“Se penso che Monti ha la stessa età di Mick Jagger”... sempre compassato, mai trasgressivo. Attento nel misurare le parole. Vestiti, atteggiamenti e conferenze sempre dosate; diplomatico e dottorale nel suo loden un po' retrò.

Ecco, appunto! Ora inizia anche lui a girare per le strade, stringere mani (forse) e menare parole pesanti come pietre che, se pur rivestite di spugna, intontiscono quando arrivano in faccia agli avvversari, a destra e sinistra.
Adesso, con lo scandalo dei derivati in MPS è il turno di Bersani e del pd senese che, secondo Monti, dopo aver invitato a non mettere nelle discussioni elettorali il crollo in borsa dei titoli mps, ci ripensa e dice:
“la commistione tra banche e politica è una «brutta bestia» e «va sradicata». L'ha esternato questa mattina a «Radio Anch'io», Radio Rai 1. Nella vicenda Monte Paschi «c'entra quel grande partito che viene spesso citato, cioè il Pd che ha sempre avuto molta influenza attraverso la Fondazione su quella banca». «Io - ha aggiunto - non sono mica qui per attaccare Bersani ma per attaccare molto decisamente il fenomeno storico della commistione tra banche e politica che va ulteriormente sradicato. Poi lascio ai partiti puntare l'uno l'indice contro gli altri».
Però, che furbaccchione questo proof!

mercoledì 16 gennaio 2013

Bersani, uno di noi?

Catanzaro, Bersani a pranzo,
insieme al candidato sindaco della città
Salvatore Scalzo.
Il 20 e 21 prossimi alcuni elettori dovranno ritornare a votare per i fatti ampiamente noti che hanno fatto traballare e infine sospendere dagli incarichi amministrativi Abramo e la sua coalizione che lo ha fatto eleggere a sindaco di Catanzaro, mentre, a livello nazionale, l'universo politico è in assetto di guerra per riconquistare il potere. Tra i nuovi simboli, mi ha fatto sorridere, ma non tanto, perché ricalca le storture e i guasti creati dalla cattiva politica, la corsa alla clonazione dei candidati forti da parte di emeriti sconosciuti probabilmente attenti più a vincere un posto in paradiso per sé stessi che lavorare per il bene comune.
La guerra, senza esclusioni di colpi bassi, è iniziata da un pezzo e risolto il problema dei simboli civetta, eliminati dal Viminale, i leader si attrezzano nel tentativo di ricucire l'enorme strappo che loro stessi hanno causato tra i cittadini incazzati e demotivati dalle scelte fin qui operate.

Tutti i partiti, indistintamente, continuano a sbagliare. Lo dimostrano con le prese di posizione e con l'assurdo politichese che sciorinano continuamente in televisione. Lo dimostrano con le liste e listini blindati per alcuni esponenti della casta che non deve perdere il potere decisionale.

In tutto questo ambaradan un uomo scende in Calabria, a Catanzaro, e dopo aver tenuto il suo comizio, stretto mani, visitato le rovine ambientali di Janò provocate dal maltempo e dall'incuria umana inclusa la cementificazione selvaggia, quest'uomo, va a pranzo, ospite di una famiglia del quartiere marinaro cittadino.
Tutto questo è di normale routine tra la gente di Calabria. Gente ospitale che offre col cuore le prelibatezze locali a chi sente vicino idealmente. E Pierluigi Bersani è uno di questi. Un uomo apparentemente modesto, pragmatico, che, forse, vede oltre le nebbie diffuse dagli altri. Però, non si comprende, almeno io non l'ho capito, se superato l'alone nebuloso delle elezioni ed eventualmente ottenuto la fiducia degli elettori anche per Bersani continuerà ad esserci la salvaguardia del sistema economico finanziario che tutela le banche oppure metterà al primo posto la tutela delle persone svantaggiate e quelle che un tempo erano definite proletari.

mercoledì 9 gennaio 2013

Politica: solo per amore, dove?

aore12
uomini caritatevoli che lottano il male per amore del prossimo
Solo nella letteratura religiosa si incontra qualcuno disposto a donare parte del proprio corredo a chi ne ha bisogno. Nella vita reale chi è vincente non cede una briciola agli avversari e men che meno a chi soffre la fame o il freddo.
Oggi vediamo svolazzare molti drappi rossi. Mantelli che scoprono targhe, marchi, loghi con sopra nomi noti che non vanno a difendere gli interessi dei pezzenti impoveriti da un sistema sociale balordo che basa gli ordinamenti sociali su quello che un tempo era definito “sterco del diavolo”: il denaro.
Il denaro condiziona gli Stati, le famiglie, la scuola, la sanità, il welfare, in poche parole, i soldi governano ed emarginano i deboli, insomma, la realtà ci dice che non ci sono santi disposti a dividere i propri averi guadagnati nel tempo con il resto degli uomini. Chi può scappa; prende residenze laddove paga meno tasse e se possiede un'impresa paga meno il rischio d'impresa e le maestranze.
È giusto? È sbagliato? Dipende! Dipende da che punto guardi il mondo; canticchiava un motivetto non molto tempo addietro nelle hit musicali.


domenica 30 dicembre 2012

Ingroia, un nome una garanzia

antonio Ingroia, scopre il suo simbolo politico
e da oggi terrà compagnia agli altri
La struttura del logo lascia intendere che la decisione di Ingroia non è cosa dell'ultimo minuto e per quanti vorrebbero uno Stato più attento alle questioni sociali denunciate e forse combattute dalla sinistra può risultare cosa gradita. Ma, a mio modesto avviso, anche Ingroia cade nell'errore autocelebrativo. E il logo lo conferma.
Tra la scritta inneggiante al cambiamento tanto sperato e atteso della sinistra che condensa su due righe l'auspicio per una “Rivoluzione Civile” e il negativo in rosso del “quarto stato” di Pellizza da Volpedo” capeggia a caratteri cubitali e in grassetto il cognome del magistrato. (e questo non gioca a suo favore).

Le sue parole sono nette:
"Da magistrato - dice Ingroia - non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalità in un ruolo diverso. Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un paese normale e in una situazione normale - prosegue il magistrato palermitano - Siamo in una emergenza democratica. E allora, come ho detto, io ci sto! È venuto il momento della responsabilità politica. Alla società civile e alla buona politica dico grazie!, perché hanno fatto un passo avanti. Questa è la nostra rivoluzione, noi vogliamo la partecipazione dei cittadini.
Antonio Ingroia non si propone come salvatore della patria, ma di essere solo un esempio come tanti cittadini che si mettono in gioco e assumendo rischi".

La sua prima uscita politica ha occhi e parole anche per la sinistra storica:

«Bersani candida il collega Piero Grasso che nel maggio 2012 voleva dare un premio al governo Berlusconi per essersi distinto come governo che aveva più meriti nella lotta alla mafia. Il procuratore Grasso, che è lo stesso procuratore nazionale Antimafia diventato tale perché scelto da Silvio Berlusconi, in virtù di una legge che il governo Berlusconi approvò, con la quale venne escluso dal concorso Giancarlo Caselli, colpevole di aver fatto i processi per i rapporti tra mafia e politica»

«Siamo al fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione sui provvedimenti del governo Monti sull'Ilva. Rivendichiamo la politica della passione e della coerenza che il Pd sembra aver smarrito. Siamo noi a rappresentare questa storia che Bersani non ha dimostrato di voler portare avanti. Lo abbiamo cercato, non certo perché abbiamo bisogno di lui, e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo. Bersani non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalità. Il suo silenzio è inequivocabile, perché non vuole eliminare mafia e corruzione».

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni, quando gli schieramenti saranno definitivamente strutturati con nomi e collegi e se i nomi sono reale espressione dei cittadini o se, come nelle puntate precedenti, sono nomi paracadutati dalle segreterie politiche e troveremo un veneto o un laziale a competere in Calabria, Sicilia o Basilicata.

sabato 24 marzo 2012

Catanzaro, cambia solo l'ora legale?

"buon governo e cambiamento" già sentito
I troppi errori fatti nel tempo da quanti si sono interessati di politica, nessuno escluso, hanno indotto i cittadini comuni ad avvicinarsi ad essa solo per necessità perché affamati da quel gioco sottile ma non troppo del potere esercitato sulle priorità della vita, vale a dire il lavoro e la dignità sociale che questo comporta. È ovvio che i politici di professione ma anche gli associati davanti ad accuse simili facciano quadrato e gridino allo scandalo stracciandosi le vesti e accusando di “antipolitica” coloro che non ne vogliono più sapere dei vecchi giochetti di parte!

Nella rete dei vecchi marpioni cadono anche persone colte e genuine che magari si spendono per tutelare lo stato sociale e garantire dignità ai più deboli. A volte hanno volti nuovi con cervelli vecchi perché allevati nelle scuole di partito (come dimenticare quel ragazzino Nino De Gaetano, pdci, che ricoprì incarichi di assessore regionale calabrese e che ha non solo cambiato casacca a suo piacimento ma ha anche gestito male il potere che gli derivava dalla carica, visti i risultati e i commenti del segretario del prc Paolo Ferrero in materia di finanziamento al partito). Ma tutti possiamo sbagliare! Però, vedere ripetere il rituale noiosamente provoca pruriti che devono essere alleviati. E la campagna elettorale iniziata in Catanzaro, di pruriti ne provoca parecchi.

Tutti vogliono fare qualcosa e rivoluzionare questo o quel programma; far ripartire progetti inspiegabilmente bloccati da anni; ripulire la città (anche se le discariche sono stracolme e non esiste la differenziata); far decollare il centro storico...
dopo Abramo all'auditorium Casalinuovo, Scalzo...
Unico cambiamento certo e legalmente valido è lo spostamento in avanti delle lancette dell'orologio tra la notte del 24 e 25 marzo: anche quest'anno arriva l'ora legale e solo grazie ad essa ci sarà risparmio di energia, soldi e qualche ora in più di sole da godere.

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