Visualizzazione dei post da aprile, 2026
TEOBALDO GUZZO, L’UOMO DELL’AMORE… Di Franco Cimino- Mamma mia, quante cose eri, Teobaldo, amico mio di sempre. Mi vengono in mente tutte adesso, quando il tuo Luigi mi ha comunicato la notizia che, tra preghiere e santi, medici e amici, pensieri e parenti, abbiamo fortemente contrastato, opponendoci fino all’ultimo al suo esito finale. Perché, nell’amore che nutriamo per te, consideriamo ingiusta la tua morte. Ingiusta davvero, tanto quanto inattesa, nonostante la lunga sofferenza che ti ha minato nelle forze fisiche, ma non in quelle mentali e morali, nelle quali si depositavano un pensiero robusto e una sensibilità oceanica.
I decreti del governo Meloni, nel corso della legislatura, si sono caratterizzati per un uso frequente e intenso della decretazione d'urgenza. Al luglio 2025, sono stati varati oltre 100 decreti legge in meno di due anni (in media uno ogni 9-10 giorni), un ritmo paragonabile o superiore a quello dei precedenti esecutivi, inclusi quelli in gestione pandemica.
IL POTERE DI TALUNE DONNE E IL POTERE DI TALUNI UOMINI NELLA CRISI DELLA POLITICA ITALIANA. E LA PRIMA DONNA CHE RESTA A GUARDARE… -l'analisi di Franco Cimino- L’affaire Minetti sta diventando il problema dei problemi della politica italiana. Sembra paradossale, vista la gravità di quelli che da anni — e ancor più in questo ultimo tempo — gravano sulle spalle del nostro Paese. Se non apparisse così grave, quale si manifesterà nei giorni immediatamente successivi, si potrebbe iscrivere nel vecchio libro della distrazione di massa, o della deviazione dal reale, che il potere — specialmente quando è piccolo e mediocre — usa per evitare la presa di coscienza dei cittadini.
Mimmo, presente nelle pieghe del silenzio. Ci sono presenze che non fanno rumore nemmeno quando se ne vanno. Continuano a muoversi nelle pieghe del silenzio, come un’aria sottile che non si vede ma si sente. Domenico, Mimmo Teti era così anche in vita: discreto, attento, quasi laterale. E forse per questo oggi la sua assenza non è un vuoto, ma una vibrazione.
Stop and go. "m.m. n°22/3 -courtesy M.Iannino©" Fermati. Osserva. Inebriati. Fissa l’immagine. Immagazzinala. Lasciala sedimentare e poi riparti. Click and go! Cogli l’attimo, acquisiscilo senza alterarlo. Il fotogramma — trasformato in frame — diventa cosa tua. Entra nel tuo bagaglio esperienziale. È unico: per luminosità, esposizione, irripetibilità. Già questi elementi lo rendono irripetibile. Unico!
Nessun Confine tra realtà e immaginazione nell'era dell'intelligenza artificiale. L'Eclissi dell'Oggettivo si manifesta nella realtà che si trasforma in Palinsesto Digitale con dei tap. Dalla fotografia, fin ora intesa come testimonianza immediata del reale si passa a piè pari nel virtuale creativo. Con la manipolazione digitale, o mixed media, sviluppiamo una nuova generazione dell'immaginario sovrapponendo e mescolando immagini dettate dal rispettivo fermento creativo mostriamo mondi ben definiti e in sintonia con il sentire soggettivo.
Parlare di povertà imposte significa attraversare un territorio dove le biografie individuali non bastano più a spiegare le cadute. Qui la povertà non nasce da un destino personale, ma da un disegno collettivo che si è fatto struttura: scelte politiche cieche che rinunciano a ridurre le disparità, l’assenza di un salario minimo che garantisca dignità, un welfare che si ritira come una marea stanca, lasciando scoperte intere generazioni. In questo paesaggio, la precarizzazione non è un incidente ma un modello, un metodo che regola il mercato del lavoro e definisce chi può vivere e chi deve arrangiarsi. È un sistema che favorisce pochi, mentre la tassazione regressiva schiaccia chi ha meno e una politica abitativa degna di questo nome sembra sempre rimandata, come se gli ultimi potessero attendere all’infinito. Così, la povertà non è più una condizione marginale: è una condizione prodotta, amministrata, distribuita. E riguarda tutti, anche quelli che ancora credono di esserne...
Inutile tentare di cambiare il mondo fisico: è un’illusione antica quanto l’uomo. Finché non si compirà una trasformazione interiore, i furbi continueranno a predicare un mondo migliore mentre, come recita un vecchio detto calabrese, «ciangianu i morti e fhuttanu i vivi». La società si muove entro regimi economici e culturali che raramente coincidono con la dottrina del fate bene fratelli, e le sovrastrutture mentali che ci educano tracciano confini che sembrano invalicabili. In questo scenario, la politica promette equità ma produce schieramenti, non comunità. Eppure una via esiste: quella indicata dai maestri di vita — da Seneca a Gesù, da Gandhi a Buddha — che hanno posto la trasformazione dell’individuo come premessa per ogni cambiamento collettivo.
Il ricordo di Franco Cimino. LUIGI MACRÌ, UOMO DELLA E PER LA SCUOLA, PERSONA BELLA… Provo un dispiacere enorme per la scomparsa di Luigi Macrì, il preside, che fu per alcuni anni anche il mio. Era una bella persona. Bella sotto tutti gli aspetti, anche quelli esteriori, fisici, fino all’eleganza del vestire e del portamento. E con quei baffi, di cultura antica, che ne accrescevano il fascino anche come uomo, e la simpatia curiosa verso la persona.
Una parola che oggi sembra quasi stonare, come un oggetto antico rimasto sul tavolo per sbaglio. Eppure continua a pulsare sotto la superficie delle cose, pronta a riaffiorare ogni volta che la memoria si concede il lusso di tornare indietro. Provvidenza. Una parola che oggi sembra quasi stonare, come un oggetto antico rimasto sul tavolo per sbaglio. Eppure continua a pulsare sotto la superficie delle cose, pronta a riaffiorare ogni volta che la memoria si concede il lusso di tornare indietro.
Gli incontentabili esistono, certo. Ma qui sembra che le contraddizioni si moltiplichino da sole, come se la città le producesse in automatico. Un marciapiede rimesso a nuovo, pomposamente trasformato in pista ciclabile, accostato al suo passato trascurato, diventa una piccola prova visiva di quanto abbiamo tollerato fin troppo a lungo. Gli incontentabili, Catanzaro e le sue contraddizioni Gli incontentabili li ricordiamo tutti: quelli dello spot, famiglia in marcia con lo sguardo torvo, sempre pronti a giudicare e mai davvero soddisfatti. È deleterio vivere così, con il broncio permanente e la critica compulsiva. Eppure, a volte, sembra che sia la città stessa a costruire per loro le occasioni su misura. Catanzaro ne offre a bizzeffe: contraddizioni che si moltiplicano, figliano come conigli in calore, e si mostrano senza pudore sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.
DOLORE IMMANE, IL LUTTO BREVE E LA PARTITA DEL CATANZARO, UNA ORDINARIA PARTITA DI PALLONE.., Sarei ritornato, come era previsto, dal luogo lontano dalle città in cui mi trovo per la cura di affetti fondamentali. Sarei tornato per vedere il Catanzaro, come faccio tutte le settimane delle sue partite in casa. Quel Catanzaro che è sempre stato anche mio e che trattengo nel cuore, anche in ricordo del mio papà e del suo appassionato sostegno ai giallorossi, con l’orecchio attaccato alla vecchia radiolina, nel tempo antico in cui le notizie le davano Enrico Ameri o l’indimenticabile Riccardo Giacoia, se i segnali di fumo indiani non li avevano già anticipati. Ma non sono tornato, per evitare la tentazione di andare allo stadio in uno dei giorni più gravi della storia di Catanzaro. Abbiamo pianto la morte di una madre e dei suoi due bambini. Abbiamo e stiamo trepidando per la salvezza della figlia di sei anni scampata all’orrore di quella notte, che si è fermata nel nostro cielo, che ...
Un invito a ripensare la competizione e a scegliere la cura reciproca come gesto etico quotidiano. Un testo breve, brevissimo, che parla di comunità e responsabilità. - "Insieme-m.m. courtesy archivio storico M.Iannino©2024" - Perché vincere a tutti i costi? Primeggiare nell'agone del qualunquismo è salutare? Ricordo una lezione aziendale di aggiornamento in cui il relatore docente esordì dicendo: perché competere in forma agonistica e dover vincere ad ogni costo sempre? E se invece provassimo a vincere insieme, tutti? Pensate sia possibile? Io penso proprio che sia possibile. Basta volerlo e rieducarsi . Ripensare la vita. E prendere in mano i destini. In politica e nella quotidianità, nel rapporto spicciolo dove anche le pulci tossiscono ad ogni minimo sospiro. E mordono. Ripensare i rapporti interpersonali non per paura o quieto vivere ma per amore. Semplice come l’uovo di Colombo. Buona vita a tutti.
Il bipolarismo forzato ha compresso la rappresentanza e indebolito l’aula parlamentare. Un ritorno al proporzionale può riaprire spazi di partecipazione e ridare dignità ai soggetti politici minori. È chiaro che il metodo elettorale oggi in vigore in Italia presenta contraddizioni difficili da ignorare. Da una parte, chi vince le elezioni ottiene automaticamente una maggioranza solida in Parlamento e al Senato; dall’altra, questa dinamica finisce per determinare in modo quasi unilaterale la direzione di marcia del Paese, comprimendo gli spazi della dialettica democratica. Il ricorso frequente ai decreti-legge, la centralità crescente dell’esecutivo e la marginalizzazione dell’aula parlamentare sono segnali di un equilibrio istituzionale che si è progressivamente inclinato.
di mario iannino Tempo di bilanci. Inevitabilmente, quando qualcuno che ha camminato accanto a noi e ha svolto con rigore la propria missione culturale nella città se ne va, ciò che rimane non è un vuoto, ma un pieno: un deposito di intelligenza, di gesti, di scelte, di passione. È un’eredità che continua a lavorare dentro la comunità, come una luce che non si spegne.
Astensione, minoranze trasformate in maggioranze e bug istituzionali: i numeri che hanno consegnato il Paese a un potere politico sostenuto da meno di un terzo degli aventi diritto. "m.m. courtesy M. Iannino©community" La società contemporanea è ammalata. Non di un male unico, riconoscibile, ma di una serie interminabile di patologie superficiali che permettono a virus politici più profondi di proliferare indisturbati. È un’epoca in cui l’apparenza sostituisce la sostanza, la reazione sostituisce il pensiero, e la velocità sostituisce la responsabilità. In questo scenario, la democrazia italiana — pur sorretta da una Carta Costituzionale giuridicamente e civilmente avanzatissima — mostra bug che non possiamo più ignorare.
LA MADRE A CUI SONO CADUTI I BAMBINI DALLE BRACCIA E I SOGNI DAL CUORE… Di Franco Cimino No, questa no! Ci stavamo abituando all’idea della guerra quasi come fatto ineluttabile, in questo mondo di padroni e schiavi, e alla considerata insuperabile divisione tra pochi ricchi e i moltissimi poveri, che quella bugiarda ricchezza accresce. Stavamo convincendoci che tutte quelle morti siano, in fondo, necessarie secondo i signori delle guerre. Stavamo quasi capendo che ogni guerra, assurdamente, ha le sue ragioni e che quelle degli aggressori siano le ragioni più giuste. Ci stavamo rieducando – diseducando – a quella cultura della morte che, se resta confinata nelle immagini televisive di stragi, di corpi straziati, di città rase al suolo, di case abbattute, di scuole distrutte, di bambini che muoiono più volte e per armi diverse – i missili e la fame – ma tutto lontano da noi, fa meno male. Stavamo anche accettando, rassegnati, l’idea che a queste guerre assurde noi ...
Già, solitamente non si pensa. Il passato è una pagina chiusa ma sempre disponibile per la rilettura. È oggi è una di queste. La notizia della morte improvvisa di una persona che ha fatto la sua comparsa su via Schipani agli inizi degli anni settanta mi riporta indietro nel tempo. È per esattezza nel 1969. Dietro la via principale, nella parallela a strapiombo sul burrone, con una vista mozzafiato sul golfo, stavano sorgendo nuove costruzioni . La casa nel parco. Così l'avevano intitolata la nuova conurbazione catanzarese. Che faceva da corollario alla sezione dei distinti del glorioso stadio della città: il militare, in seguito stadio Nicola Ceravolo in onore del primo Presidentissimo che portò la squadra e i colori giallorosso in serie A. Salvatore veniva da Siano, se non erro. Era mio coetaneo, per cui legammo subito. Sempre sorridente e disponibile. Non c'erano ancora i centri commerciali e neppure i tra di magazzini come li conosciamo adesso. Era, insomma, tutt...
Oltre le appartenenze. Il valore della convivenza civile sopra le parti Che cosa spinge un esponente pubblico russo a inveire con parole da taverna contro Giorgia Meloni? Non è solo un gesto maldestro: è il sintomo di un metodo. Da tempo la prepotenza è diventata linguaggio, la brutalità un codice, l’umiliazione un dispositivo di potere. E quando la dignità viene calpestata così apertamente, non è più questione di politica, ma di civiltà. La misura del rispetto L’insulto è un metodo, non un incidente
FRANCESCO, IL PAPA CHE RESTA. IL MAESTRO CHE NON MUORE… Riflessione di Franco Cimino. «Morto un Papa, se ne fa un altro». È vero: il detto della tradizione popolare è fondato. Anche sull’inarrestabile continuità della Chiesa cattolica, che è infinitamente grande ed è, tra le diverse religioni, insuperabile per bellezza. Non soltanto perché nelle Sacre Scritture, e in quella straordinariamente sempre attuale che è il Vangelo, trova la migliore carta d’identità e la forza della sua presenza nel mondo, ma anche in quella figura profondamente umana e incredibilmente divina che è Gesù Cristo, protagonista principale su cui vive e si rafforza la fede cattolica. È il sicuro e veloce legame che ci connette al nostro Dio, l’unico Dio, perché Dio è sempre uno solo, per chi crede.
Oltre la Superficie: l'Umano Incontra il Pixel. Esistono immagini che non si limitano a essere guardate, ma che chiedono di essere abitate, sondate e possedute. Visioni che squarciano la tela del quotidiano per mostrarci la trama sottile, e talvolta soffocante, della nostra esistenza iper-connessa. Siamo immersi in un'architettura di silicio, in un mondo dove i nostri passi non calpestano più la terra, ma la fredda sequenza di una tastiera infinita. Qui, tra comandi predefiniti e orizzonti digitali, l'anima rischia di farsi trasparente, perdendo il calore del corpo e la densità del pensiero. Ma ogni sistema, per quanto perfetto, possiede una ferita. Uno strappo. In questo saggio, esploreremo il significato di una di queste ferite: una lacerazione cromatica che ci invita a smettere di essere "input" e a tornare a essere "presenza". È l'invito a un salto radicale — dalla logica del calcolo alla vertigine della passione — per riscoprire cosa...
Quella che segue è una riflessione profonda, che tocca le corde di quello che molti sociologi definiscono oggi "realismo capitalista" o "eco-ansia genitoriale". Il contrasto tra l'immagine del bambino esile che rifiutava il cibo e l'uomo che oggi rifiuta di "nutrire" il mondo con nuova vita è disarmante. " solitudine- ©mario iannino- 2026" L’Eredità del Vuoto Etico si trasforma in rifiuto generativo e si fa atto di protezione.
Trump, il legame tra il suo passato televisivo e il pericolo che la sua narrazione rappresenta per l'equilibrio globale e la sopravvivenza della democrazia. Il Reality dell’Apocalisse: perché spegnere i riflettori su Trump è un dovere civile Dalle luci di "The Apprentice" alla minaccia per le democrazie mondiali: la politica ridotta a talk show tossico si nutre solo di attenzione. Il silenzio mediatico non è censura, ma l'unico antidoto a un narcisismo che mette a rischio il futuro del pianeta.
Nelle ultime ore (aprile 2026), un'importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza ha portato al sequestro di 143 opere d'arte false esposte a Reggio Calabria. Il caso riguarda la mostra temporanea intitolata "Pop to Street Art: Influences", che si è tenuta tra il 2024 e l'inizio del 2025 in diverse sedi prestigiose della città, tra cui proprio l'Accademia di Belle Arti, il Museo Archeologico Nazionale (MArRC) e la Casa della Cultura "P. Crupi". Questi i dettagli principali dell'accaduto:
La bellezza in saldo -Se le istituzioni rinunciano al loro ruolo e trasformano la cultura in un prodotto da scaffale- Qualcuno grida allo scandalo! Ma cosa c’è di scandaloso in una deformazione che trasforma la Bellezza in merce?
IL GRANDE MAGO E LA CITTADELLA D’AVORIO Baglioni in Regione: mossa di marketing globale o l'ennesimo "strappo" all'identità calabrese? La politica calabrese, si sa, ama il palcoscenico. E il Presidente Roberto Occhiuto, fine conoscitore dei linguaggi della comunicazione moderna, ha deciso di calare l’asso pigliatutto: Claudio Baglioni. Vedere il "divo" Claudio tra i corridoi del decimo piano della Cittadella ha scosso le piazze virtuali, dividendo l’opinione pubblica tra chi sogna un "piccolo grande amore" turistico e chi, invece, avverte il retrogusto amaro di un’operazione che profuma di romanità e poco di gelsomino.
LA GUERRA, L’ARROGANZA DELLA STUPIDITÀ, LA CULTURA ANTICA CHE LA SCONFIGGERÀ, L’INTELLIGENZA DEL CUORE… di franco cimino- Ciò che più mi fa arrabbiare oggi è il repentino cambio di scena sul teatro della guerra. I protagonisti cambiano continuamente, nel giro delle stesse ore: al mattino te ne impongono uno e al pomeriggio non lo trovi più. La guerra è diventata un teatrino in cui neppure la morte ti scandalizza più. Quella dei bambini, dei vecchi e delle donne, poi, non ti emoziona neppure. Le città interamente distrutte, le terre del grano e dei fiori completamente bruciate: neanche queste ti scuotono. Nulla di ciò che la guerra produce, in quel momento, resta. Tutto scompare. In un cambio repentino di scena trovi altro al posto di ciò che c’era prima.
Belle queste notizie che arrivano dalla tg regionale e he rimbombano sulle piazze VIRTUALI DEI social. Si, davvero belle e interessanti! Conoscere le intenzioni strategiche del presidente Occhiuto buone e inebrianticome il vino rosso e corposo autoctono spremuto dai vitigni messia dimora dei nostri avi sulle terre calabre. Ottima mossa strategica per far decollare il turismo, la produttività della regione Calabria e tutto il cucuzzaro: invitare un cantautore romano all’ultimo piano della cittadella! Claudio Baglioni rappresenta davvero l’anima della calabresita’ in ogni sua sfaccettatura. La ua dizione e’ impeccabile. Quando apre bocca si sente subito la effe aspirata e la zeta forte. Solo quando canta no! Ma quella e’ una condizione imposta dal ruolo.
-Crisi istituzionale tra ragion di Stato, obblighi internazionali e responsabilità etica- C’è un momento, nella vita delle democrazie, in cui la ragion di Stato smette di essere un principio di tutela collettiva e diventa un paravento. È il momento in cui il potere esecutivo, invocando urgenze e segreti, tenta di sottrarsi ai vincoli che lo definiscono: la legge, il controllo parlamentare, gli obblighi internazionali liberamente assunti.
Il testo di Franco Cimino coglie un punto cruciale: la responsabilità del linguaggio nell'arena politica moderna. Quando i leader usano "parole pesanti", non stanno solo esprimendo un'opinione, ma stanno definendo i confini del "permesso" per chi ascolta. L’analisi tocca tre cardini nella sua riflessione: - Il peso della legittimazione: Cimino avverte che gli attacchi diretti di Trump alla Chiesa non sono solo folklore elettorale. Forniscono un "alibi morale" a frange estremiste, trasformando la critica politica in un bersaglio concreto. - La fragilità delle risposte: La politica istituzionale è descritta come incapace di vera fermezza. Usare frasi fatte come "il Papa fa il Papa" è una forma di neutralità passiva che, di fatto, non protegge né il messaggio di pace né la figura del Pontefice. - L'eclissi dei contenuti: Mentre ci si accapiglia sui toni, i temi centrali — guerra, fame, povertà, dignità umana — sono risucchiat...
Molti, troppi segreti di stato. Ma se i deputati sono i rappresentanti del popolo perché si attua? L’annuncio del 14 aprile 2026 segna una svolta diplomatica netta: l’Italia mette in pausa il Memorandum di cooperazione militare con Israele. Una scelta figlia dei tempi e delle pressioni internazionali, maturata di concerto tra Meloni, Salvini e Tajani, e comunicata ufficialmente dal ministro Crosetto al collega israeliano Katz. Tuttavia, questa mossa solleva un interrogativo più profondo di una semplice scadenza contrattuale. Per vent’anni, i dettagli di questo scambio di tecnologie, addestramenti e materiali militari sono rimasti custoditi in casseforti inaccessibili, protetti da clausole di segretezza che hanno trasformato i rappresentanti del popolo in spettatori muti. L'esistenza dei segreti di Stato (o dei vincoli di riservatezza nei trattati internazionali) crea spesso un attrito con il principio della rappresentanza popolare. Il motivo per cui i deputati, pur esse...
L’AMERICA OLTRE IL LIMITE. IL MATTO SUL PRECIPIZIO. Tra esoterismo e realtà politica, il confine della sanità mentale è diventato il fronte della sicurezza nazionale. Se il narcisismo si trasforma in delirio, la Costituzione ha il dovere di disarmare la follia prima che sia tardi.
Di Franco Cimino L’ASSALTO DELLE PAROLE VOLGARI AL PAPA: UNA DIFESA DISPERATA, NON UN’OFFESA… Colui che, tra le sue aspirazioni imperiali, ha persino immaginato di farsi Papa — magari attraverso una sorta di autoincoronazione, evitando il fastidio del conclave e del voto dei cardinali — attacca duramente, con la sua prosa volgare, Leone XIV, vescovo della Chiesa di Roma, rappresentante di due miliardi di fedeli e capo di una religione che, in quanto tale, dovrebbe essere rispettata da chiunque.
geopolitica- Le società evolute, cresciute nella costruzione dei diritti civili e dei doveri, hanno uno strumento preciso per risolvere i problemi causati dalle visioni manichee dei dittatori al potere raggiunto con l’avallo del popolo: le elezioni. L’Ungheria ha saputo reagire alle intemperanze di Orban destituendolo dal potere che gli ungheresi gli avevano consegnato.
L'opinione di Franco Cimino UNGHERIA (prima parte) NON VINCE SOLO MAGYAR. NON PERDE SOLO ORBÁN… Che le elezioni in Ungheria non fossero un fatto puramente nazionale era presumibile, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo, in maniera sempre più drammatica, da oltre un anno, e ancor più nelle ultime settimane.
Di Franco Cimino LA BELLA GIORNATA DELLA POLIZIA E LA FESTA ANCHE DEL QUESTORE… Una festa è davvero festa, sia essa pubblica o privata, quando l’anniversario coincide con i principi e i valori della ragione per cui si festeggia. Ieri, nel 147º anniversario della fondazione della Polizia di Stato, questi due elementi si sono ritrovati perfettamente coincidenti. Ed è stato bello coglierli anche nella cornice in cui sono stati inseriti.
Padri, figli e promesse durevoli: due scene di umanità in una domenica qualunque Un gesto semplice tra un giovane padre e suo figlio, e la benedizione a una coppia con 70 anni di matrimonio: frammenti di vita che parlano più di mille omelie.
«No, non siamo soli. È un’illusione pericolosa crederci entità isolate, atomi sciolti dal resto del creato. Non è solo una mia intuizione, sebbene io sposi con profonda convinzione gli insegnamenti dei maestri che ci hanno preceduto. Tra loro, Hermann Hesse è stato il più luminoso: il suo Siddharta è un richiamo che non ammette distrazioni.
cronaca spicciola, nuove povertà, "Incursione notturna in via Magenta 29/31: danni alle strutture per un bottino di poche provviste. Quando la disperazione supera il rischio."
A proposito di bellezza e della missione degli operatori culturali facciamo un'analisi del mercato effimero dell'arte. E sulla frustrazione di chi crede nella sua valenza e non tollera i mercanti nel tempio. Lettera di risposta all'invito chi non vuole cedere alla mercificazione selvaggia dell'arte. LE BANCARELLE DEI CLICK E I NUOVI MERCANTI NEL TEMPIO. L’arte ridotta a un abbonamento mensile: la missione dell'artista soccombe all'algoritmo del profitto garantito.
cultura. presenze. testimonianze. La Bellezza ha bisogno di spazi per il confronto etico. Contro la museificazione del talento: il nostro invito a chi coltiva fermenti culturali in Calabria.
Arte. Pittura. Cultura. Spostiamo il baricentro dal "saper fare" al "sentire". Parliamo dei lavori di Gianni Levato osservandoli con l'autenticità di chi cerca l’intima sensazione trasponendola sulla tela, contestualizzando i dipinti nel vissuto condiviso.
Il blu sotto i piedi e il domani sugli alberi. Cronaca di una auspicabile rinascita: tra la nuova ciclabile e il sogno di un quartiere, che potrebbe essere un giardino condiviso. "Il maquillage urbano delle vie di Corvo è finalmente sotto gli occhi di tutti: forme accattivanti, verde curato e una ciclabile che invita al cammino. Ma un quartiere non si governa con i colpi di trucco. La domanda che rimbalza tra i residenti è una sola: chi berrà il calice amaro dell'abbandono quando l'effetto novità sarà svanito? Inutile aspettare risposte che tardano ad arrivare: la soluzione è un intervento dal basso, un comitato che trasformi i residenti da spettatori critici a custodi attivi del bene comune."
IL DEBITO DEL TEMPO Oltre il crollo del tempio: quando l’anima sopravvive all’atleta. I nostri vecchi lo ripetevano come un mantra: non lasciarti catturare dall'esteriorità, perché la bellezza è un debito che il tempo riscuote sempre. La bellezza fisica passa. Quella interiore, quando coltivata, migliora nel tempo e non svanisce mai.
Nonostante il passare degli anni, AORE12 mantiene vivo lo spirito del 2009, celebrando la meraviglia nel raccontare storie tra saperi orali e appunti di viaggio . Il blog continua a rappresentare una piazza virtuale libera, capace di riscoprire la Calabria e di meravigliarsi ancora, come nel caso delle Tracce di Cassiodoro, mantenendo intatta la capacità di stupirsi. Quindici anni di sguardi: la meraviglia di restare infanti Dall’esordio del 2009 tra "Saperi Orali" e "Appunti di viaggio", il diario di una piazza virtuale che ha superato il milione di visite senza mai smettere di stupirsi.
L'INDIFFERENZA DEL CIELO E LA BRAMA DEGLI UOMINI L’Eclissi dell’Umanità: Tra la Luce del Sole e l’Oscurità dei Conflitti l'angolo della poesia. Il sole brilla alto, nonostante i cattivi presagi di guerra al di là del mare. Bambini sofferenti. Demoni del male li uccidono lentamente. Oscurano l’umanità. L’azzurro si tinge del fumo di Gaza, dove polvere e pianto soffocano il vagito, e l’ulivo, spezzato, non offre più ombra ma rami di spine per un cielo ferito. In Iran il vento sussurra di chiome recise, di sogni gridati tra mura di pietra e di gelo, mentre il coraggio ha il volto di donna che sfida la notte per riprendersi il cielo. L'onda del mar Nero si fa metallo e fango sulle rive d'Ucraina, sotto piogge di fuoco, dove il grano è trincea e la casa è un ricordo che svanisce nel buio, tra macerie e vuoto. Dal Sudan allo Yemen, la terra si spacca, dimenticata dal mondo, lontana dagli occhi, mentre l’odio disegna confini di sangue e trasforma i sorrisi in fragili specchi...
Sta succedendo adesso, sotto i nostri occhi increduli. Un uomo solo, accecato dal proprio delirio, tiene il mondo per le p@lle e tratta la sacralità della vita come un ostacolo trascurabile. Ha devastato un territorio insieme al suo compare, cancellando comunità, storie, volti. E ora, nel cuore della notte per noi italiani, minaccia di trascinare tutti sull’orlo della fine. La democrazia davanti al suo fallimento più grande
Di Franco Cimino L’INTERA CIVILTÀ UMANA SARÀ DISTRUTTA E CON ESSA L’INTERO PIANETA SE… “Un’intera civiltà morirà stanotte”. A pronunciare queste parole, poche ore fa, è stato il presidente degli Stati Uniti, accanto alla moglie e al simbolico coniglio pasquale, emblema di una tradizione che richiama vita e rinascita. Un contrasto che, da solo, basterebbe a raccontare il tempo che stiamo vivendo.
L'ANGOLO DELLA POESIA …La città restò a lungo assetata, tanto che neppure tutta l’acqua caduta riuscì ad appagarla. La terra riprese a respirare quando su di lei caddero le lacrime degli uomini. Dalla crepa più dura spuntò il primo fiore, e la Vita tornò a vivere. I bambini si ricordarono di essere bambini e ripresero a giocare. La banda suonò e tutti si misero a danzare fino a notte fonda, ubriaca di vino e virtù. E anche i vecchi fecero all’amore, finché l’alba non li colse di sorpresa.
Di Franco Cimino Non c’è Francesco. La stessa sua Chiesa, autoretrocessa al vecchio ruolo politico-diplomatico, sembra volerlo dimenticare. C’ERA UNA VOLTA, UN ANNO FA, UN UOMO CHIAMATO FRANCESCO… La guerra, questa maledetta guerra — la più brutta forse tra quelle che la storia dell’umanità, strapiena di guerre, annovera — oltre a distruggere tutto ciò che si trova davanti o sotto ai propri piedi, oltre a uccidere centinaia di migliaia di vite umane, indifferente a quelle dei bambini e delle donne che generano i bambini e nuove vite, oltre a distruggere anche il senso residuale di umanità che dovrebbe trovarsi ancora dentro l’animo umano, oltre a cancellare l’idea stessa di bene, sta cancellando anche la memoria del bene.
Crisi demografica, disuguaglianze globali e fragilità del vivere civile
IL CASO BIENNALE Di Mario Iannino L ’arte, e i suoi spazi, non sono un tribunale: la bellezza oltre le bombe. Escludere artisti e padiglioni per le colpe dei governi è un errore che uccide il dialogo e mortifica la missione dell’arte.. L'arte oltre i confini della ragione: perché la Biennale non può essere un tribunale.Punire gli artisti per le colpe dei governi è un errore che uccide il dialogo. La bellezza deve restare un territorio libero, l’unico ponte capace di unire ciò che la guerra e la politica dividono.
Break news . Colpi di pistola alle 5 e 25 del mattino. 1…2… colpi secchi che lasciano intendere siano sparati da una piccola calibro. È buio. L’eco degli spari, non tanto lontani, si spegne. Torna il silenzio. Forse i ladri o i malfattori sono stati intimoriti e messi in fuga. Ladri di macchine o topi d-appartamento? Corvo è in pericolo?
Distruggere è più facile che costruire. Ancora, si fa per dire, non capisco qual è la molla che scatta nei cervelli delle malelingue: che gusto provano nel divulgare falsità? Sparlare alle spalle degli ignari sembra essere uno sport che affonda le radici nella preistoria. Il tarlo tocca chiunque e penetrato nelle teste prolifera. La gente non va a scandagliare tra le pieghe per scoprire se lle notizie siano veritiere; è poco avvincente… “la psicologia dietro il fascino della distruzione verbale.”
Scrivo queste righe sommessamente, col tono di chi parla a bassa voce in una stanza vuota, anche se so che nessuno risponderà tuttavia continuo a parlare. Non è un esercizio di nostalgia, né un tentativo di trattenere ciò che non può essere trattenuto. È piuttosto un modo per mettere ordine tra le presenze che resistono, anche quando il corpo non c’è più. I numeri in rubrica, già da un po', si assottigliano. Scorro i nomi e riconosco le assenze, ma non riesco a cancellarli. Restano lì, come piccole luci che non vogliono spegnersi. Anche tu sei ancora lì, ostinato, come se il telefono potesse ancora restituire la tua voce spezzata, quella balbuzie che non ti ha mai impedito di pensare con una chiarezza che molti, fluenti e sicuri, non hanno mai avuto. I numeri in rubrica si assottigliano, ma non soccombono. Restano lì, come piccole sentinelle luminose, a ricordarmi che il tempo non cancella: scava. Scorro quei nomi e so che molti non risponderanno più, eppure non riesco a ...
NUCCIO MARULLO, IL PICCOLO GRANDE UOMO, CHE HA FATTO GIGANTI PICCOLI UOMINI, COME ME… E poi, la notizia che mai avrei voluto ricevere arriva all’improvviso. Puntuale e inattesa. Dolorosa. Il senso di un vuoto profondo ti assale. Nuccio Marullo non c’è più. È andato via all’improvviso, sebbene fosse malato da tempo. Il suo andar via è stato come un allontanarsi progressivo. Già si era avvertito quando, a metà della precedente stagione, la poltroncina del Politeama — il teatro che lui ha contribuito a edificare e che ha poi fortemente sostenuto nel ruolo amministrativo ricoperto al Comune e successivamente come vicepresidente della Fondazione — era rimasta vuota. È andato via in silenzio. Senza far rumore. Come in silenzio rumoroso ha vissuto. Silenzio rumoroso: il silenzio degli umili e delle persone semplici. Di quelle che, pur essendo giganti, non se la tirano. Di quelle che, con il proprio ingegno e la propria fatica, facevano grandi gli altri, lasciando loro sempre il proscenio...
Si chiude un’altra pagina: Catanzaro saluta Nuccio Marullo, uomo di cultura, giornalista e… Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso, anche quando una parte di noi sapeva che quel momento si stava avvicinando. La scomparsa di Nuccio Marullo è una di queste. Un dolore che non riguarda solo chi gli è stato vicino, ma una città intera che oggi perde una voce colta, discreta, capace di illuminare senza mai imporsi. Per me, la sua assenza è una ferita personale, fatta di ricordi recenti e lontani, di parole donate con quella sua naturalezza che era già una forma di generosità. Ciao Nuccio. La notizia della tua scomparsa mi ha raggiunto all’improvviso, come qualcosa che non si è mai pronti ad accogliere davvero. Sapevo delle tue fatiche, dei giorni difficili, ma non volevo pensare che la fine potesse essere così vicina. Preferivo custodire l’immagine di te che, nonostante il dolore, hai voluto essere presente alla mia mostra. Sei arrivato accompagnato da tuo figli...
Riflessioni di un cristiano agnostico nell'occasione della "Rinascita Pasquale". Quando il simbolo si incrina: storia, teologia e responsabilità civile Non amo le contraddizioni. È più forte di me contestualizzare i momenti. L’analisi scatta quasi involontariamente quando c’è qualche contraddizione in termini. Vedere il papa vestito con paramenti sacri d’altri tempi, costosi e quasi intimidatori per il popolo della venuta del Cristo, seduto sul trono scolpito nel marmo di San Giovanni in Laterano mentre attende i sacerdoti per iniziare l’Ufficio Sacro: ecco, quello è stato uno dei momenti. Sono battezzato e, come molti italiani, appartengo culturalmente alla religione cattolica, pur essendo potenzialmente agnostico. Non è semplice fastidio: è una sorta di allarme etico, un riflesso critico che si attiva quando il simbolo tradisce il proprio senso, quando la forma non coincide più con la sostanza. È come se la mente, prima ancora della volontà, dicess...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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