CAROSELLO

Finalmente

 


 La buona sanità che scalda il cuore. E la forza Mistica di fratel Cosimo. 


 Tra la professionalità del Pronto Soccorso di Catanzaro e la forza della fede: il racconto di una guarigione inaspettata.

Ho resistito per tre o quattro giorni prima di andare in ospedale, frenato dal timore delle lunghe attese che spesso caratterizzano il pronto soccorso. Alla fine, però, ho dovuto cedere: la febbre altissima mi aveva costretto a sospendere i farmaci per il diabete, lasciandomi addosso una debolezza infinita.

Al mio arrivo a Catanzaro, intorno alle 10 del mattino, ho notato con sollievo che c’era poca gente. Speravo di non dover aspettare una vita e, in effetti, dopo appena mezz'ora sono entrato in reparto. Mi ha accolto un medico di origine cubana dal volto straordinariamente solare: occhi grandi, neri e un sorriso perenne. Parlava un italiano quasi impeccabile e siamo entrati subito in sintonia.

Dopo aver ascoltato la mia anamnesi, ha disposto tempestivamente i primi accertamenti: prelievo del sangue, ecografia all'addome, radiografia al torace e una flebo di paracetamolo per abbassare la febbre, che era a 38°. Tutte le mie diffidenze iniziali sono svanite davanti all'immensa empatia e alla professionalità di tutto il personale in servizio.

Nella mia mente avevo già tracciato una diagnosi basata sui sintomi, convinto che sarei finito in urologia per un problema alla prostata. Invece è arrivato l'inaspettato: la prostata non c'entrava, si trattava di un'infezione delle vie urinarie.

Preoccupata per le mie condizioni, mia moglie Annamaria – donna molto devota – ha chiesto una preghiera a Fratel Cosimo tramite un nostro caro amico, Giuseppe. Sarà stata l’intercessione divina?

Questo è il messaggio colmo di gratitudine che ho inviato a Giuseppe per aggiornarlo la mattina successiva:

 

"fratel Cosimo durante una preghiera di guarigione
nel santuario dello Scoglio; S.Domenica di Placanica (rc)"

"Carissimo Giuseppe, grazie per il tuo interessamento e per la preghiera speciale che Fratel Cosimo ha elevato al cielo. Non so se definirlo un miracolo, ma di sicuro lo è stato il comportamento dei sanitari di Catanzaro: attenti ed empatici, tutti. Il medico mi ha subito indirizzato agli esami di routine. L'ho informato del diabete e della sospensione della terapia a causa della febbre; in questi giorni la glicemia era salita a 243, e stamattina era a 203.

Non mi hanno prescritto cure miracolose, ma un antibiotico (il Bactrim) e una serie di esami da rifare per il 9 giugno, giorno in cui un'immunologa mi visiterà in laboratorio. Questa notte ho sudato tantissimo, la febbre è salita a 38,5° e Annamaria ha dovuto cambiare le lenzuola. Oggi, però, mi sento decisamente meglio. Voglio attribuire questo recupero alla sensibilità tua e di Fratel Cosimo: sono convinto che una sola pasticca di antibiotico non avrebbe mai potuto rimettere in piedi così in fretta una persona debilitata. Un grandissimo abbraccio, Mario."

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