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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

L'angelo dalle sembianze meloniane

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  Stento a crederci! Non so se pensare ad uno slancio d’affetto, politico, o semplice possibilità di ritagliarsi un momento di gloria. La notizia ha del surreale: un restauratore trasforma un angelo dell’affresco della chiesa di san Lorenzo in lucina, Roma, con il volto di Giorgia meloni.

Estetica dell’urgenza e filosofia della distanza

  un’indagine sul fare artistico. Tra gesto e pensiero: una riflessione sull’arte che nasce e sull’arte che si spiega L’arte non nasce mai nel luogo in cui la filosofia la va a cercare. Quando l’artista crea, non sta pensando ai sistemi, alle teorie, alle categorie: sta rispondendo a una saturazione interiore. È colmo — di immagini, di ferite, di memorie, di tensioni, di desideri — e questa densità chiede forma. Il gesto arriva prima del concetto, come un lampo che non chiede permesso.

Conosci i segreti del vero sanguinaccio calabrese?

Perché tutto quello che sai sul sanguinaccio calabrese  è sbagliato. testimonianze di prima mano: U Sangunazzu: Antica Ricetta Calabrese Originale Quando l'economia familiare era basata sulla provvista casereccia, raramente gli scaffali delle dispense conservavano prodotti estranei alla tradizione locale. La vita ruotava attorno ai ritmi della natura e al lavoro dei campi, dalla raccolta estiva di fagioli e patate fino all'inverno con le castagne.

Quando si farà sera

  Poesia  di F. C. E adesso baciami.  Baciami ancora.  Baciami come non hai fatto mai.  Baciami dei baci che non mi hai dato. E di quelli che ho desiderato.  Baciami di baci che temevi di non aver imparato.  Li ho contati, sai.  Sono mille di mille volte mille.  E poi abbracciami. Abbracciami forte, forte,  che mi si rompa il petto ed il tuo cuore entri nel mio.  Abbracciami e non ti stancare. Abbracciami, non aver paura di farmi male. Ché le tue braccia sono forti ed io abbracci te con le mie di una debolezza forte della forza  che ancora c’è in me.  E parlami.  Ora parlami dei tuoi silenzi finalmente in parole.  Dei tuoi sguardi tradotti nel suono della tua voce.  E metti suoni al battito del tuo cuore  ché io lo senta melodioso dal ritmo di tamburo che ha battuto sul mio petto da quando sei nella mia vita.  Parlami Oh, sì, parlami!  Ché ti voglio ascoltare,  come canzone e musica Come ...

A la Candilora 'ku 'o'n'ava carna ...

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  "c'era una volta" In Calabria si dice così: a la candilora ku ‘on’ava carna s’impegna a figghjjiola. Che vuol dire: in questo periodo della candilora chi non ha carne s’impegna la figliola. Il motto ha origine popolari segnate dalla tradizione. Proprio in questi giorni dell’anno più freddi, definiti della merla, nei borghi rurali si pratica il rito del maiale. In questo periodo, appunto, si consacra il maiale alla famiglia che lo ha allevato così da poter superare la carestia dell’inverno.  

La verità come processo della complessità contemporanea

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  La verità. Le verità. Il nostro presente è condizionato dal modello di pensiero stratificato nel corso dei secoli. I pensatori ci hanno dato chiavi di letture, non è un concetto di poco conto volgere al plurale i pensieri. Infatti, i sofisti riescono a fare le pulci a chiunque e ad ogni concetto. Da qui nasce la riflessione sulle mille sfumature del concetto di verità.   Il Prisma della Ragione: Dall’Unicità della Verità alla Molteplicità delle Verità. Il pensiero contemporaneo abita un paesaggio intellettuale profondamente stratificato, dove ogni certezza è il risultato di secoli di negoziazioni filosofiche. Se per lungo tempo l'Occidente ha inseguito l'ideale di una Verità con la maiuscola — una realtà oggettiva, immutabile e universale — la modernità ci ha consegnato la consapevolezza di un mondo al plurale. Questo passaggio non è un semplice vezzo linguistico, ma una rivoluzione gnoseologica che affonda le sue radici nella Grecia del V secolo a.C. Furono i sofist...

chi muove i fili di Donald Trump?

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  Il paradosso del consenso:  Tra miliardari della Silicon Valley e una base popolare fedele nonostante i dati economici, ecco la rete di potere che sostiene l’uomo che sfida i dogmi della democrazia americana. Mentre i grandi donatori ottengono sgravi fiscali, milioni di elettori vedono in lui l'unico difensore contro Washington: analisi di un legame che ignora i fatti per alimentare il mito.

Attenti alle truffe. Sciacalli al telefono

 Sciacalli del Telefono: l’industria dell’inganno che assedia gli utenti. C’è un momento della giornata in cui il telefono squilla e, dall’altra parte, una voce impostata e melliflua pronuncia la solita formula: “Signor…? La chiamo per comunicarle che la sua tariffa non è più in offerta. Per mantenere la promozione dobbiamo rivedere alcune norme…” Una frase studiata a tavolino, calibrata per insinuare ansia, urgenza, confusione. È il biglietto da visita di un esercito di operatori che, più che lavoratori del settore, sembrano veri e propri predatori del mercato libero, addestrati a fiutare l’ingenuità e a trasformarla in contratti.  Il trucco è sempre lo stesso! Il copione è noto: insinuare che l’utente stia perdendo un vantaggio; far credere che la chiamata provenga dal proprio gestore; usare un linguaggio volutamente ambiguo; spingere a “confermare dei dati” che in realtà equivalgono a firmare un nuovo contratto. Non è informazione: è manipolazione. Non è consulenza:...

CIAO SARINO MILITANO
E GRAZIE

DI FRANCO CIMINO.   CIAO SARINO MILITANO
E GRAZIE PER TUTTO IL BENE CHE HAI FATTO
E PER LA LEZIONE DI VITA CHE CI HAI CONSEGNATO Harry, l’uragano, c’era stato annunciato una settimana prima. Ogni giorno che passava ci veniva comunicato che sarebbe stato sempre più minaccioso e dannoso. Noi ci siamo preparati, sia psicologicamente sia materialmente. Ci siamo preparati con l’ausilio fondamentale delle istituzioni, tutte e tutte insieme, anche sul piano prettamente organizzativo. Del resto non era difficile farlo, perché quella violenza avrebbe colpito l’intera costa ionica e, qui da noi, il quartiere Marina di Catanzaro, in particolare la sua parte più vicina al mare. Harry è arrivato puntualissimo e ha colpito duro. È stato violento non solo perché, come dicono gli esperti, la sua forza è stata maggiore di quella di mareggiate che il mare ha agito in due o tre occasioni negli anni precedenti. In particolare la mareggiata del 1972, che quelli della mia generazione considerano, p...

PRIVACY COME GESTO ETICO

 PRIVACY COME GESTO ETICO. Riflessione del prof. Vittorio Politano.  C’è qualcosa di profondamente politico — nel senso più alto e meno ideologico del termine — in questa scelta di restare. Non per paura del mondo, ma per eccesso di mondo. La conversazione tra generazioni che attraversa il testo non è nostalgia della modernità: è piuttosto una domanda sul luogo della vita oggi. Per l’anziana signora, uscire equivale a esistere. Il fuori è relazione, consuetudine, appartenenza. È un mondo misurabile, lento, riconoscibile. Per chi parla oggi, invece, il fuori ha perso i suoi confini: non è più “altrove”, è ovunque. Entra senza bussare, colonizza il tempo, occupa la mente. Non richiede presenza fisica, ma attenzione continua. E l’attenzione, lo sappiamo, è la nuova forma di sfruttamento. In questo scenario, la privacy non è isolamento né fuga: è discernimento. È scegliere cosa lasciare entrare e cosa no. È dire che non tutto merita il nostro sguardo, che non tutto reclama una ris...

Privacy

  In un’epoca in cui tutto è ovunque, forse l’unico spazio che possiamo ancora abitare con autenticità è quello che scegliamo di proteggere.   “Ma tu, che fai il giorno, esci? Se non ho niente da fare no. Non esco. Come non esci?! A casa mia tutti escono! Anche se non hanno niente da fare vanno fuori per incontrare qualcuno e scambiare una parola, e mio marito, figuriamoci se stava a casa! Lui aveva il circolo. Dopo il lavoro veniva, si lavava e andava là, passava il tempo, faceva qualche partita a carte con i colleghi oppure al biliardo. Beh sì erano altri tempi. Comunque uscire anche per prendere un po’ d’aria… . non mi va, se non ho niente da sbrigare fuori casa preferisco stare dentro. Almeno faccio qualcosa di costruttivo: leggo, scrivo, cucino… Ma sei giovane, esci! Vai a vedere che mondo corre là fuori. Esorta mostrando la porta l’anziana signora una vecchia conoscenza di famiglia venuta a visita. No, il mondo è ormai dentro casa, le mura domestiche trasudano di e...

Lacrime di cocco driiin

  Il rumore che ci divora: quando l’informazione smette di ascoltare. Tra lutti trasformati in spettacolo e disastri naturali ridotti a contenuti da consumare, la nostra attenzione collettiva si è trasformata in un clacson impazzito: suona sempre, ma non dice più nulla. Viviamo in un’epoca in cui ogni notizia diventa un pretesto per fare rumore. Non importa se si parla della morte di un personaggio noto o di una tromba marina che devasta i litorali ionici: ciò che conta è il volume, non il contenuto. La commozione è immediata, spesso sincera nell’istante in cui nasce, ma evapora alla stessa velocità con cui scorriamo il dito sullo schermo. La morte di Valentino — come quella di tanti altri, famosi o sconosciuti — diventa un’onda emotiva che dura il tempo di un post. Poi si passa oltre, verso il prossimo trend, il dramma seguente, la prossima indignazione da esibire. Nel frattempo, chi vive davvero le conseguenze di un evento — chi ha perso una casa, un parente, un pezzo di vi...

Harry, dal mare sulle vite

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 HERRY, L’URAGANO DAL MARE, LE VITE SALVE E LA VITA DA SALVARE “ Salviamo prima le vite umane”, vero e giusto. Pure bello. Adesso salviamo la vita. Delle persone, umane, dei cittadini, umani, della comunità, umana. Della Città, umana. Salviamo la vita dell’economia, umana. Degli imprenditori e dei commercianti, tutti, ulmani. Delle attività economiche e produttive, umane. Dell’industria, dell’artigianato e del commercio, umane. La vita dell’arte, umana. Le strade, del mare e quelle che portano al mare, umane. I lampioni e le luci sulle stesse, umane. La vita delle scuole, dagli edifici ai banchi, ai libri, alle penne, alle cartelle e ai quaderni, tutti “elementi” umani. Le chiese e gli istituti religiosi, umani. Salviamo la vita della pesca, umana. Delle barche, piccole e grandi, paranze e “ gozzo”, e quella delle reti dello sciabbaco e del cianciolo, tutti strumenti umani. Salviamo- per salvare meglio tutto-la vita del porto, umano. Salviamo la vita di Catanzaro e la sua bellezza,...

Il tempo che ritorna in un’immagine

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  Un mondo intero in pochi millimetri.  Rivedere il passato attraverso una fotografia significa misurare la distanza percorsa senza perdere il senso di ciò che ci ha resi. È un esercizio di memoria, ma anche di gratitudine verso tutto ciò che abbiamo costruito. In pochi millimetri quadrati può davvero stare un mondo intero.

Cronache di un Allagamento Annunciato

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  Dove la natura fa il suo show, la tecnologia applaude e noi… asciughiamo.  Catanzaro Lido, zona porto: il mare ha deciso di fare una passeggiata in città. Una di quelle passeggiate senza invito, senza bussare, senza togliersi neppure la sabbia dalle onde. La giostrina del porto, quella dei cavallucci che hanno visto generazioni di bambini girare in tondo fino alla nausea, ora galleggia come un’opera d’arte contemporanea: “ Installazione marina n. 1 – Cavallucci sommers i”.

Io sono mare

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  Io sono uomo di mare.  Quello è il mio mare.  Tra di noi c’è amore puro.  Lui sa che l’ho sempre difeso da chi lo sfrutta e poi lo accusa di cattiveria.  Il mare, come il nostro vento, è buono.  Non è mai cattivo.  Fa il suo mestiere, dalla natura sua bella, che somiglia molto a quella umana.  Le rovine, che arriverebbero da lui, sono responsabilità degli uomini,  che gli costruiscono casermoni nelle sue pinete abbattute come i nemici in guerra. E sulla sua spiaggia, la rena che gli appartiene, piccolo universo in cui perdersi e rinnovarsi.  Il mare, è, poi, generoso. Generoso di quell’Amore che solo lui  e il Cielo, possono donare.  Lo stesso, che hanno ricevuto in dono gli uomini, che, però, se lo dimenticano maltrattandolo.  Ci dona, infatti, il riflesso della Luna  e la sua magnificenza nel colorarlo di seta d’oro e d’argento.  Il mare è bello.  Il mare è buono.  Il Mare ama.  Tutti.  An...

La Famiglia, le famiglie

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  Il mito della famiglia: tra devozione pubblica e incoerenze private. Un valore celebrato come sacro, ma spesso tradito nei comportamenti quotidiani. Dalla cultura italo ‑ americana alla satira dei Simpson, emerge la distanza tra l ’ ideale collettivo e le fragilit à reali dei legami familiari.   "courtesy ©mario_iannino part."

Reazionari al potere, basta così

Primi attori/attrici. Commedianti della realtà mortificata e mercificata. Ai tessitori di trame. Agli untori...  In un tempo dominato da reazionari in cerca di palcoscenico e da verità urlate senza peso, scegliere di tacere diventa un gesto di consapevolezza: una sottrazione potente che smaschera il vuoto di chi vive per imporsi e non per comprendere.

Un Nobel per la Pace a chi?

  Il fragile confine tra gentilezza e compiacenza: quando il narcisismo diventa una trappola relazionale.  In un’epoca che celebra l’empatia ma teme il conflitto, molti scambiano la bontà per resa. E così, davanti a personalità narcisistiche, il rischio è trasformarsi da persone generose a fornitori emotivi senza accorgersene.  

IL PREDATORE

  L’individuo è un essere indecifrabile nell’immediato. Ha sempre qualche mira nascosta dietro ogni sua azione. Non penso all’individuo evoluto, cresciuto con una certa etica e morale. Mi riferisco ai predatori. E di questi soggetti abbiamo già avuto esperienza. In tv le televendita proliferano di soggetti che pratica questo mestiere con un minimo di onestà ma ce ne sono stati alcuni che hanno forzato la mano e abusato delle debolezze umane. Cartomanti. Presunte maghe. Gente di ogni specie che fanno intendere di poter penetrare il futuro. Streghe che lanciano il malocchio. E venditori innocui che cavalcano moderatamente le paure. Negli ultimi anni c’è un venditore che sta seminando il panico a livelli esagerati. Uno che vende armi. Incita alla paura e innesca guerre. Fomenta popoli non per amore della libertà e della democrazia ma per poter vendere armi. Un demone dell’apocalisse uscito dagli incubi peggiori…  

Io, Pascoli e la mia allegra infanzia (rovinata)

  Pascoli, Zvanì e quella malinconia che non ti molla mai”. Dal banco di scuola alla tv di ieri sera: tra poesie che graffiano l’anima e un biopic un po’ troppo zuccheroso, il mio rapporto complicato con il poeta più nostalgico d’Italia.

Catanzaro, dentro e fuori le mura

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  Uscire dalla città è un’impresa specialmente quando i lavori nell’arteria principale di entrata e uscita è interessata dai lavori di manutenzione. Il ponte Morandi sovrasta la vallata del fiume torrentizio e unisce i due lati opposti del nucleo urbano. Ho tempo per osservare. Il dirupo sotto via Carlo quinto è impervio e la vegetazione sembra essere la fautrice della conservazione. Le rocce sembrano friabili ad occhio nudo e pare davvero che le radici dei fichi d’india fungano da collante. E quella casetta, anzi i resti di quella che un tempo forse era una casa o molto più probabilmente un rifugio temporaneo per attrezzi e animali. Sta lì. Non si capisce come sia stato possibile   edificarla vista la ripidità del terreno.

La società del litigio permanente

Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.

Sabato sera, un gatto nero e ...

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  Una storia domestica di ordinaria, quasi, amministrazione.  Non è vero ma… Quando un gatto nero e un tubo "cinese"  decidono di mettersi d’accordo un sabato sera. Non ho mai creduto alla leggenda della sfortuna collegata al gatto nero che taglia la strada, così non do importanza e continuo nel mio senso di marcia senza deviare. Avrei potuto farlo, certo, lasciando a qualcun altro la jattura popolana, ma mi sembrava ridicolo. Eppure, quella sera, un filo di attenzione in più me lo sono concesso. Non si sa mai, mi sono detto: magari è un segnale gentile da qualche anima buona che mi guarda da lassù.

LA NUOVA GUERRA.

 QUELLA CONTRO I GIOVANI E LE DONNE CHE SI BATTONO PER LIBERARE L’IRAN. Di Franco Cimino  C’è un’altra guerra. Non prevedibile, ma attesa. Una guerra dura. Pericolosa. Si è accesa con un’esplosione apparentemente improvvisa, ma in realtà alimentata da una fiamma lunga molti anni, che ha camminato nel sottosuolo di una regione straordinariamente bella del pianeta. Una terra che, nell’era moderna, è stata, però, da sempre afflitta da governi che ne hanno turbato la bellezza, derubato la ricchezza, umiliato la sua bellissima popolazione, la quale, nel corso della lunga vita di quella terra, ha dato prova di intelligenza e di civiltà, promuovendo altre civiltà e creando ricchezze esclusive. Questa terra è l’Iran del vecchio imperatore Reza Pahlavi, costretto alla fuga dalla rivoluzione che il popolo fece per cacciarlo, consegnandola però nelle mani di altri imperatori, più totalitari e antidemocratici: gli ayatollah di una religione già di per sé assolutista e totalitaria, antimod...

Ova vacanthi e fhigghji d'oru

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 Un racconto che profuma di vita vera: ha ritmo, calore, ironia, e quel dialetto che non è solo lingua ma memoria. Funziona perché intreccia due fili — l’infanzia contadina e la saga familiare — senza perdere autenticità. È un pezzo che si legge con il sorriso e con un po’ di nostalgia. "L’ovu vacanti". L'uovo vuoto.  S torie di casa, ova vacanti e fhigghji d’oru. (Storie di casa, uova vuote e figli d'oro).  A casa nostra eravamo sette fratelli, e ognuno aveva il suo carattere, la sua voce, il suo posto a tavola. Ma uno, l’ultimu, aveva un posto speciale nel cuore di mamma: Umberto, ’Mbertu. Era il più piccolo, il più coccolato, quello che mamma guardava come si guarda una cosa fragile e preziosa.

America, il potere che sfida la democrazia

  L’America davanti allo specchio: democrazia, potere e le ombre del presente che terrorizzano il mondo. Un Paese che si proclama faro di libertà vive oggi tensioni profonde: tra diseguaglianze crescenti, scelte geopolitiche controverse e un clima politico che alimenta inquietudini globali. L’immagine degli Stati Uniti come baluardo della democrazia liberale è una delle narrazioni più radicate dell’Occidente. Un Paese costruito sull’idea che il potere debba essere limitato, controllato, distribuito. Eppure, negli ultimi anni, molti osservatori hanno percepito una frattura crescente tra questo ideale e la realtà quotidiana: diseguaglianze economiche che si ampliano, violenza armata che continua a mietere vittime, tensioni sociali che sembrano non trovare soluzione. In questo contesto, la figura del presidente Donald Trump — tornato al centro della scena politica — rappresenta per molti un simbolo inquietante di questa contraddizione. Le sue dichiarazioni roboanti, la postura mus...

Tra consumo e identità: la ricerca visiva di Mario Iannino

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 La poesia del frammento: viaggio nell’opera di Mario Iannino. Quest’opera contemporanea su cartone si presenta come un esempio vibrante e provocatorio di arte mista, in cui l’espressionismo astratto si intreccia con riferimenti alla cultura pop e al consumo. La composizione, volutamente caotica, nasce dalla sovrapposizione di strati di vernice rossa, bianca, nera e verde a frammenti di packaging industriale — tra cui marchi riconoscibili come “CORN FLAKES”, “Kinder”, “NESTLÉ”, “amazon prime” e “CAFFÉ” — generando un dialogo serrato tra estetica e critica sociale. Analisi visiva Materiali Il cartone, scelto come supporto, conferisce all’opera un carattere umile e urbano. L’inserimento di oggetti tridimensionali — tappi, elementi plastici, piccole strutture — rompe la bidimensionalità tradizionale, trasformando la superficie in un assemblaggio quasi scultoreo. Colori I contrasti cromatici intensi creano una tensione dinamica: le pennellate gestuali, rapide e istintive, trasmet...

Profeti altrove

  Nemo propheta in patria. Cultura, identità e responsabilità nella storia intellettuale calabrese La vicenda di Mimmo Rotella , nel ventennale della sua scomparsa, non rappresenta un caso isolato nella storia culturale calabrese. Al contrario, si inserisce in una lunga tradizione di artisti e intellettuali che, pur nati in questa terra, hanno dovuto cercare altrove il terreno necessario per far germogliare la propria poetica. Saverio Strati , con la sua scrittura radicata nella dignità contadina; Corrado Alvar o, che trasformò l’esperienza meridionale in una categoria universale; Vincenzo Padula , precursore dell’inchiesta sociale meridionalista; e molti altri — da Mattia e Gregorio Pret i a Francesco Jerace , fino ai contemporanei che operano tra precarietà e resistenza — condividono un destino simile: essere riconosciuti pienamente solo quando la loro voce aveva già trovato ascolto lontano dalla loro città d’origine. Questa costellazione di figure, non completamente esaustiva...

Vent’anni dopo Rotella

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  - Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.-     Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura.   La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...

Il Paese aspetta alternative ma riceve solo fuffa.

  L’Italia sospesa tra promesse roboanti e alternative inconsistenti. Il grande abbaiare dell’opposizione: ringhi in TV, silenzi nel Paese reale.  Ho deciso, mi voglio bene! Ed è per questo che ho evitato volentieri di sentire la prosopopea del potere temporaneo. Basta vedere e analizzare quanto avviene in questi giorni tristi in casa nostra e nelle case altrui, e specialmente oltreconfine. In America si muore per una svista, una indiscriminata valutazione prettamente soggettiva di chi presiede le strade ed ha un’arma in mano. È un déjà-vu poco rassicurante. E nell'Italietta di giorgina si mastica retorica a più non posso. Dicono, che in base ai sondaggi ISTAT l’occupazione sia aumentata. Sarà! Se si guarda con gli occhi della statistica tutto è equamente suddiviso come quel tale seduto a tavola con un commensale e mangia solo lui due polli. Per la statistica, anche se l’altro è rimasto digiuno ha mangiato un pollo. Uno a testa, quindi. Mentre addomesticano i mass-medi...

Callipo, la forza di un gesto

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  La lezione di Pippo Callipo: quando l’impresa ricorda di essere comunità. Un gesto semplice, ma non banale: mille euro ai dipendenti tra contanti e buoni acquisto. Un segnale che va oltre la cifra e racconta un’idea precisa di impresa: quella che riconosce il valore delle persone e non considera il lavoro un ingranaggio, ma una famiglia allargata. Ci sono notizie che scaldano il cuore più di altre. Non perché siano clamorose, ma perché riportano al centro ciò che spesso dimentichiamo: la dignità del lavoro e il valore delle persone. La decisione di Pippo Callipo di condividere il successo della sua azienda con i dipendenti, donando loro mille euro tra denaro e buoni acquisto, appartiene a questa categoria. Una scelta che non dovrebbe essere straordinaria, eppure lo è. E proprio per questo merita di essere raccontata. In un tempo in cui troppo spesso si parla di impresa solo in termini di numeri, margini e competitività, Callipo ricorda che un’azienda è prima di tutto una co...

La tirannia al potere

  Il caso Renee Good e le distorsioni del sistema MAGA: un’analisi La morte di una donna disarmata a Minneapolis riaccende il dibattito sul modello di sicurezza promosso dall’area MAGA: narrazioni manipolate, abuso di potere e un apparato federale che fatica a rispondere ai principi di trasparenza e responsabilità. La vicenda di Renee Good , morta a 37 anni durante un’operazione dell’ICE, si inserisce in un contesto più ampio: quello di un sistema di sicurezza federale influenzato dall’approccio politico e culturale dell’area MAGA (Make America Great Again). Un sistema che, negli ultimi anni, ha mostrato una tendenza crescente alla militarizzazione, alla semplificazione ideologica dei conflitti sociali e alla costruzione di narrazioni funzionali alla legittimazione dell’uso della forza. Secondo la ricostruzione iniziale fornita dai funzionari dell’amministrazione Trump, Good sarebbe stata una “terrorista interna” che aveva tentato di investire gli agenti con la propria auto. Una ...

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

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