La verità come processo della complessità contemporanea
La verità. Le verità.
Il nostro presente è condizionato dal modello di pensiero
stratificato nel corso dei secoli. I pensatori ci hanno dato chiavi di letture,
non è un concetto di poco conto volgere al plurale i pensieri. Infatti, i
sofisti riescono a fare le pulci a chiunque e ad ogni concetto. Da qui nasce la
riflessione sulle mille sfumature del concetto di verità.
Il Prisma della Ragione: Dall’Unicità della Verità alla Molteplicità delle Verità.
Il pensiero contemporaneo abita un paesaggio intellettuale
profondamente stratificato, dove ogni certezza è il risultato di secoli di
negoziazioni filosofiche. Se per lungo tempo l'Occidente ha inseguito l'ideale
di una Verità con la maiuscola — una realtà oggettiva, immutabile e universale
— la modernità ci ha consegnato la consapevolezza di un mondo al plurale.
Questo passaggio non è un semplice vezzo linguistico, ma una rivoluzione
gnoseologica che affonda le sue radici nella Grecia del V secolo a.C. Furono i
sofisti, con la loro capacità di "fare le pulci" a ogni concetto
prestabilito, a scardinare per primi l'edificio del dogmatismo, introducendo il
principio secondo cui «l'uomo è misura di tutte le cose». In questa
prospettiva, la verità smette di essere un dato esterno da scoprire e diventa
un’interpretazione da costruire, un prisma dalle mille sfumature che riflette
la complessità del nostro presente.
L'offensiva sofistica e la nascita del relativismo.
Il contributo dei sofisti, spesso ridotto dai critici
antichi a pura retorica, rappresenta in realtà l'atto di nascita del
relativismo gnoseologico. Protagora e Gorgia non si limitarono a insegnare
l'arte della parola, ma misero in discussione l'esistenza di un criterio unico
di verità. Se ogni individuo percepisce la realtà in modo differente, allora
non esiste una Verità assoluta, ma tante verità quante sono le sensibilità
umane. Questa frammentazione del sapere ha permesso di guardare alle opinioni
non come a errori da correggere, ma come a prospettive legittime radicate
nell'esperienza soggettiva e nell'utilità sociale.
La reazione socratica e la verità come processo.
Di fronte allo scetticismo sofista, figure come Socrate e
Platone tentarono di ristabilire una base solida per la conoscenza. Tuttavia,
anche in questo sforzo di restaurazione, il concetto di verità mutò
profondamente. Per Socrate, la verità non è un dogma calato dall'alto, ma
l'esito di un dialogo incessante; è un processo di ricerca che richiede
l'ammissione della propria ignoranza per avanzare verso definizioni comuni. Si
passa dunque dalla verità-rivelazione alla verità-metodo.
L'eredità nel presente: abitare la complessità.
Oggi, il nostro presente è figlio di questa tensione mai
risolta. Viviamo in un’epoca in cui la scienza offre verità
"relative" e migliorabili, rifiutando l'atteggiamento dogmatico per
abbracciare una conoscenza in continuo sviluppo. La lezione dei sofisti
sopravvive nella nostra capacità di analizzare criticamente i discorsi di potere
e nelle mille sfumature dei dibattiti etici e politici contemporanei. Accettare
il "plurale" dei pensieri non significa cadere nel nichilismo, ma
riconoscere che la realtà è un tessuto complesso di relazioni e punti di vista
che nessuna singola chiave di lettura può esaurire.
La Verità tra Metodo Scientifico e Agone Politico.
L’approdo alla pluralità dei pensieri trova oggi il suo
banco di prova più critico nel confronto tra la verità scientifica e la verità
politica. Sebbene, spesso, confuse nel dibattito pubblico, esse rispondano a
logiche divergenti. La scienza, erede del rigore logico ma anche del dubbio
metodico, non offre certezze eterne, bensì "verità parziali" basate
sull'evidenza e sulla falsificabilità. Come suggerito nelle riflessioni sulla
Filosofia della Scienza di Karl Popper, una teoria è scientifica solo se rimane
aperta alla smentita: la sua forza risiede proprio nella sua precarietà e nella
capacità di autocorreggersi.
Al contrario, la verità politica abita lo spazio della
pòlis, dove la lezione dei sofisti si fa più concreta. In questo ambito, la
verità non è un dato di laboratorio, ma il risultato di una negoziazione tra
valori, interessi e visioni del mondo. Non si tratta di stabilire cosa sia
"vero" in senso assoluto, ma cosa sia "giusto" o
"utile" per la comunità. Il rischio del nostro tempo è la
sovrapposizione di questi piani: la pretesa di politicizzare i dati scientifici
o, specularmente, di "tecnicizzare" le scelte politiche eliminando il
dissenso.
In conclusione, abitare le mille sfumature della verità
significa accettare un paradosso: difendere l’oggettività dei fatti scientifici
senza rinunciare alla pluralità delle opinioni politiche. Il "pensiero
stratificato" dei secoli ci insegna che la libertà non risiede nel
possesso di una verità ultima, ma nella costante manutenzione degli strumenti
critici necessari per navigare tra di esse. La verità, al plurale, non è una
debolezza dell'intelletto, ma la massima espressione di una società aperta e
consapevole della propria complessità.
Il fenomeno delle fake news rappresenta oggi la
degenerazione patologica del pluralismo dei pensieri, trasformando la libertà
di interpretazione in una frammentazione della realtà oggettiva. Se i sofisti
usavano il dubbio per liberare la mente dai dogmi, la disinformazione
contemporanea lo usa per paralizzare la capacità di distinguere il vero dal
falso.
Nel 2025, questa minaccia ha assunto dimensioni nuove e più
profonde:
L'Era della Post-Verità e l'AI: La verità non è più definita
dai fatti oggettivi, ma dalle emozioni e dalle convinzioni personali. L'avvento
dell'Intelligenza Artificiale ha "cambiato marcia" alla
disinformazione: con la proliferazione di deepfake e contenuti generati
sinteticamente, il falso è diventato non solo onnipresente, ma indistinguibile
dal vero.
Crisi della Resilienza: L'Italia mostra una fragilità
sistemica, classificandosi al 21° posto tra i Paesi europei per capacità di
resilienza alle fake news. Circa il 62% degli italiani dichiara di essere stato
vittima di disinformazione, segno di un inquinamento costante del dibattito
pubblico.
Attacco alla Democrazia: Le fake news sono oggi considerate
una delle principali minacce alla stabilità democratica. Esse creano
"bolle di filtraggio" dove il confronto scompare a favore della conferma
dei propri pregiudizi, rendendo impossibile quel dialogo comune che Socrate
indicava come base della verità.
Pericoli per la Salute: Il confine tra verità scientifica e
"bufale" è diventato un campo di battaglia vitale. La disinformazione
in ambito sanitario mette a rischio la salute pubblica, richiedendo figure come
i farmacisti e i medici per ristabilire l'uso di informazioni sicure ed
efficaci.
In questo scenario, la soluzione non è il ritorno a un
dogmatismo autoritario, ma lo sviluppo di una mentalità critica e di una nuova
alfabetizzazione mediatica. La sfida del 2025 per i comunicatori e i cittadini
è "vaccinare" la società civile contro le "false verità",
costruendo network di fiducia basati sulla verifica rigorosa dei fatti e sulla
responsabilità etica della parola.

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