Quando si farà sera
Poesia di F. C.
E adesso baciami.
Baciami ancora.
Baciami come non hai fatto mai.
Baciami dei baci che non mi hai dato. E di quelli che ho desiderato.
Baciami di baci che temevi di non aver imparato.
Li ho contati, sai.
Sono mille di mille volte mille.
E poi abbracciami.
Abbracciami forte, forte,
che mi si rompa il petto ed il tuo cuore entri nel mio.
Abbracciami e non ti stancare. Abbracciami, non aver paura di farmi male.
Ché le tue braccia sono forti ed io abbracci te con le mie di una debolezza forte della forza
che ancora c’è in me.
E parlami.
Ora parlami dei tuoi silenzi finalmente in parole.
Dei tuoi sguardi tradotti nel suono della tua voce.
E metti suoni al battito del tuo cuore
ché io lo senta melodioso dal ritmo di tamburo che ha battuto sul mio petto da quando sei nella mia vita.
Parlami
Oh, sì, parlami!
Ché ti voglio ascoltare,
come canzone e musica
Come pensiero profondo.
Come aria del cielo mossa dalle ali degli uccelli.
E scrivimi.
Scrivimi parole e pensieri e sentimenti. Che siano di gioia, di paura, di emozioni tremanti.
Scrivimi chè ti voglio leggere con l’avidità degli occhi miei.
Scrivimi poesie.
Le tue che saranno mie.
E quando si farà sera, che vorrei restasse adagiata sull’imbrunire,
che fuori piova e ci sia vento
o aria quieta e riposante, tienimi
la mano.
Stringimela forte e non me la lasciare fin quando la mia potrà anche lievemente stringere la tua.
E io sarò felice. Figlia mia!
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