Conosci i segreti del vero sanguinaccio calabrese?
Perché tutto quello che sai sul sanguinaccio calabrese è sbagliato.
testimonianze di prima mano:
U Sangunazzu: Antica Ricetta Calabrese Originale
Quando l'economia familiare era basata sulla provvista casereccia, raramente gli scaffali delle dispense conservavano prodotti estranei alla tradizione locale. La vita ruotava attorno ai ritmi della natura e al lavoro dei campi, dalla raccolta estiva di fagioli e patate fino all'inverno con le castagne.
Il momento clou arrivava tra fine gennaio e inizio febbraio,
nei famigerati "giorni della merla", il periodo di freddo intenso che
riportava alla mente un rito ancestrale: la provvista del maiale. Un maiale
nero, l'autoctono calabrese, rappresentava la ricchezza della famiglia e la sua
trasformazione era un evento comunitario.
Quel freddo pungente è ancora vivo nei ricordi, così come le
urla dell'animale, il sangue raccolto nella "tigana" di terracotta,
la "pelatura" con acqua caldissima e il coltellaccio affilato. Tutto
aveva il suo posto nel rito: il legno robusto per issare l'animale, la
"majjiddha" (madia) per la carne, le interiora per salsicce e 'nduja.
Era una vera e propria festa, che coinvolgeva tutti e
culminava in un pranzo conviviale a base di lonza allo spiedo e, la leccornia
più attesa dai ragazzi, il sanguinaccio. Quella che per i giovani del tempo era
l'alternativa alla nutella, spalmata sul pane casereccio o sulla pitta calda,
era il culmine di un anno di attesa.
La ricetta, semplice e gustosa, rimane un patrimonio etnico
che l'autore condivide volentieri:
Ingredienti e Preparazione
Ingredienti:
Sangue di maiale
Vino cotto
Noci (in abbondanza)
Preparazione:
Mescolare il sangue e il vino cotto in proporzione 50% e 50%
in una pentola.
Bollire a fuoco lento, mescolando continuamente per evitare
la formazione di grumi.
Raggiunta la consistenza desiderata, spegnere il fuoco e
aggiungere le noci.
Lasciare raffreddare e gustare.
buon godimento!
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