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lunedì 12 luglio 2021

Regionali in Calabria tra inutili storie personalistiche e bisogni sociali

Regionali calabresi 2021.

Tra disinformazione e vecchi cliché si consumano strategie politiche prive di pathos.

C'è molta confusione da quando sono definitivamente crollate le idee strettamente collegate alle ideologie partigiane dei partiti. Persino il pensiero individuale è venuto a mancare nell'agone dell'impegno sociale che un tempo attraeva i nomi noti della cultura. Adesso ci si imbatte facilmente in scambi personalistici trasversali igienizzati dalle sovrastrutture di pensiero tanto temuti e combattuti nella vecchia e un po' stimata politica che ha fatto crescere ma in modo calmierato i territori.

La superficialità ha preso possesso degli ambiti mentali della quasi totalità di uomini e donne incollate ai device, ultimo traguardo dell'edonismo spicciolo che regala attimi di vanità. E tra una notizia e l'altra si mescolano nomi di probabili candidature che non corrispondono alle immagini trasmesse sullo schermo della tv.

La svista è lampante per chi conosce i personaggi e le loro storie.

Ci sono due cugini omonimi in Calabria che hanno militato nello stesso partito ma in anni diversi. Il primo è stato “allevato” nella scuola del pci fin da studente. E l'altro ha invece militato e si è visto attore principale della politica calabrese da stimato cardiologo.

I due cugini Enzo Ciconte sono stati confusi! Nel notiziario di una emittente locale la narrazione orale non corrispondeva alle immagini.

Una svista che la dice lunga. Anche se entrambi, nei diversi ruoli, hanno “governato” attimi di tempo regionale e quindi determinato scelte e alimentato entusiasmi sociali o individuali, la svista mediatica lascia intravedere pressapochismo storico e pochezza.

In sintesi, sembra voler dire che il lavoro svolto dai singoli e dalle organizzazioni, dagli apparati che hanno imposto strategie politiche e sociali sui territori, non hanno dato frutti.

Oggi siamo difronte a uno schieramento netto: Occhiuto vs De Magistris. E chi ha ancora nel proprio intimo un rigurgito demagogico guarda a loro col retrogusto politico di una destra e una presunta sinistra rafforzata dalle simpatie dei sostenitori che nel frattempo si sono distinti nelle azioni locali.

Per Mimmo Lucano De Magistris è convincente! Mentre per una certa classe dirigente locale Occhiuto rappresenta la continuità al progetto Jole Santelli, scomparsa prematuramente.

venerdì 23 ottobre 2020

Calabria terra mia tra tante anime e teste

Leggo reazioni spropositate, assurde. Comportamenti distruttivi di persone che si dicono essere “intellettuali” amanti del sud e della Calabria in particolare.

Commenti al veleno accompagnano l'uscita dello spot pubblicitario commissionato dalla Calabria al regista Gabriele Muccino.

Nelle intenzioni della presidente Santelli c'era la volontà di pilotare l'immagine della Calabria e quindi attrarre interesse nel variegato universo dei turisti e farli venire in quella che molti definiscono la California del sud per il clima e la varietà del territorio pregnante di storia.

È venuto fuori uno spot di pochi minuti. Un assaggino breve. Un antipasto goloso per chi ama i colori mediterranei.

La Santelli avrebbe potuto e dovuto coinvolgere le intelligenze locali? Certo che sì!

Come mai non si è urlato prima allo scandalo? E perché gli intellettuali calabresi non hanno alzato scudi, non sono intervenuti in tempo utile per imporre il pensiero libertario della conoscenza divulgativa che alligna nella verve creativa dei locali?

Si poteva fare di più e meglio?

Qualsiasi progetto è migliorabile. Ma le reazioni dei cosiddetti intellettuali sembrano puntare alla dissacrazione del “nemico” fino all'annullamento e al disprezzo del lavoro svolto. Lo straniero che si è aggiudicato il piatto dorato non sembra godere dei privilegi degli dei illuminati conoscitori dei più reconditi meandri archeologici disseminati nel territorio calabrese.

Non c'è, dicono i detrattori, la parte squisitamente culturale, i ruderi degli insediamenti magnogreci romani etc e neanche i monti della sila, e il centro e il nord della Calabria. Sembra che Il tutto si sia svolto in Sicilia e invece è nella piana del reggino (che per non metterseli contro parlano di paesaggi tipicamente siciliani dimenticando o sottacendo le peculiarità climatiche del meridione d'Italia)

Le ricchezze attrattive non sono i prodotti della terra, le clementine o il bergamotto; le coste e il mare; l'alba e i tramonti. Le colture e le tradizioni trasmessi amorevolmente alle nuove e future generazioni? 

 Tutto è relativo. E poi si deve tenere conto della platea a cui si rivolge lo spot di pochi minuti commissionato dalla Calabria e realizzato da Muccino.

È vero vi sono filmati di registi come De Seta che tracciano percorsi paesaggistici e culturali da mozzafiato, ma sono film, documenti granitici per la storia calabrese e non spot o corti attrattori per il grande pubblico. D'altronde chi ama la cultura e la coltiva con passione conosce già di suo la storia.

martedì 20 ottobre 2020

Sapranno aspettare?

Giunta Spirlì, che tempismo!


Passato il momento della commozione generale e dopo gli elogi di rito la giunta si riunisce per la prima volta sotto la guida del vice della compianta Jole Santelli.

Da qui in poi fino alla disputa elettorale che vedrà nuovamente alle urne i calabresi la giunta e il presidente f.f. può solo deliberare “urgenze”. E tra le urgenze pare che intitolare la cittadella alla prima donna calabrese che ha guidato la giunta per soli 8 mesi sembra essere una di queste.




Lungi da me polemizzare sulla tempestività dettata dall'emotività del momento. Jole Santelli è stata una meteora! Che, approvazione o meno circa le decisioni e il lavoro svolto in questi pochissimi mesi, ha toccato le coscienze di tutti data la sua giovane età.

Non è il momento, questo, delle polemiche. Ma penso che alla cara e amata Jole avrebbe fatto più piacere se la sua giunta e i suoi amici avessero fatto la prima riunione per questioni più concrete. Non sta a me indicare quali. È compito della Politica individuarli e dare le priorità sempre in nome del bene comune.

Tra l'altro, secondo quanto recita l'art. 1188/1927 Non si può intitolare niente a nessuno se non dopo i 10 anni dalla morte del personaggio pubblico proposto e, comunque, deve essere una personalità che ha fatto qualcosa di eccelso per l'intera nazione.

Ma si può sempre perorare la causa e arrivare al fine ultimo solo dopo la deroga da parte del ministro dell'interno.


Anche se a onor del vero non dispiace il nome “Cittadella” Casa dei calabresi o, più semplicemente, uffici regionali della giunta. Anche perché senz'altro si farebbe un torto a personaggi che davvero hanno fatto la storia. O no?

giovedì 15 ottobre 2020

Jole Santelli morta nella notte

Minchia! È proprio vero che le disgrazie non arrivano mai da sole.


Nella notte la Calabria si trova di colpo in lutto: Jole Santelli muore! Stroncata da un malore nella sua casa di Cosenza; trovata senza vita dalla sorella in mattinata.

 



Dispiace! Decisamente è una notizia che lascia senza parole tutti. Sbigottiti! A prescindere dagli schieramenti politici e dalle convinzioni strategiche elettorali, rimane un evento drammatico che, dispiaceri a parte, apre un capitolo inquietante per la Calabria: Nino Spirlì, uomo non eletto ma nominato dalla politica che lavora dietro le quinte, è il nuovo presidente della Calabria!?


I calabresi al risveglio, in questa giornata drammatica, fanno i conti col presente e col futuro. Certo, viste le uscite pubbliche del suddetto signore che assurge per grazia ricevuta ad occupare un incarico così delicato e difficile non si profila niente di buono all'orizzonte per la Calabria, sempre che la politica non abbia uno scatto d'orgoglio e...


Il pensiero va a Jole Santelli, al suo breve mandato, alle pochissime e discutibili azioni amministrative che forse non avranno seguito.

Riposa in pace! E che la terra ti sia lieve Jole, prima donna presidente della regione Calabria.

Noi continuiamo a vivere attenendoci al dpcm governativo sperando in un mondo migliore privo di estremismi partigiani strumentali. Qualcuno, forse, ballerà una tarantella non come esternazione vittoriosa dei propri convincimenti ma come semplice estensione delle tradizioni popolari che affondano nella notte dei tempi del popolo rurale brutio

domenica 12 luglio 2020

Santelli, Muccino e la Calabria

Partire in piena stagione per attivare la giostra mediatica e improntare una serie di spot pubblicitari per attrarre turisti in Calabria suscita qualche perplessità.

courtesy archivio iannino

E' di qualche giorno la notizia che la presidente della Calabria Jole Santelli ha dato incarico al regista Gabriele Muccino per girare degli spot così da magnificare, agli occhi di quanti ancora non avessero contezza delle bellezze naturali calabresi, alcuni aspetti attrattivi del territorio.

Le news regionali mostrano la troupe al lavoro nei luoghi simbolo: Tropea, con sullo sfondo l'ormai ben nota icona dell'isola.

Cartolina notissima e abusata! Questo non significa che debba essere estromessa dalla narrazione filmica del regista. C'è da considerare, però, che vi sono posti altrettanto suggestivi che ancora nessuno spot istituzionale ha preso e posto nella retorica visionaria attrattiva in evidenza.

"il regista Muccino e la presidente Santelli"

Che la pubblicità sia l'anima del commercio è risaputo! E che le polemiche sono benzina gettata sul fuoco che alimenta, pure. Non si conosce, perlomeno non tutti conosciamo il progetto di Muccino in merito, quindi sulla base delle poche notizie diramate dai media possiamo dire ben poco su come il regista svilupperà il suo pensiero in merito al mandato ricevuto e determinato dalla volontà unilaterale espressa dalla Santelli.

Questa è la prima mossa!

L'impegno economico della regione e lo sforzo creativo del regista è solo all'inizio! E una volta finito il lavoro dovrà essere immesso negli spazi pubblicitari dei canali che contano per avere una buona visibilità e sperare di ottenere un ritorno economico.

Al momento sappiamo che si spendono:

1,7 milioni per un microfilm di otto minuti che vedrà protagonista Raul Bova e la sua compagna Rocío Muñoz Morales. E altri attori di origine calabra.
Il tema dell’opera? Sembra essere: gli agrumi, le clementine, il bergamotto, le arance e i limoni

Jole Santelli ha spiegato che “non si tratta di un progetto sul turismo ma della promozione della Calabria attraverso un lavoro emozionale con i colori, i sapori e i profumi della nostra terra, perché il nostro lavoro è emozionale: per fare politica ci vuole cuore”.
Quindi per gli altri step c'è ancora tempo... e che amore(pragmatico) sia!

lunedì 23 marzo 2020

Musumeci tornare a casa è legittimo

Isteria collettiva.

L'ignoranza dei leader alimenta l'isteria collettiva,

ci sono momenti storici in cui tutti indistintamente devono abbandonare le proprie convinzioni e collaborare affinché il bene comune prevalga sugli egoismi individuali. E quello attuale è uno di quei momenti!

Evito di rispondere e commentare gli azzardi mentali vomitati sulle piattaforme del web perché le ritengo inutili e fuorvianti. A nulla varrebbe contestarle! Anche perché le reputo prive di fondamenta sane dal punto di vista mentale. C'è del livore sversato a piene mani da ipocondriaci e minorati mentali che si sentono vittime sacrificali. Individui che se la prendono con tutti, attenti alla propria salute e al benessere personalissimo.

Capipopolo che fanno il paio alimentandone le paure sono indegni della posizione che detengono!
Loro sono parte attiva del Governo Nazionale! Governatori! O presidenti di regione. Sindaci. Parlamentari. Onorevoli pochissimo onorevoli che giocano a rilanciare espedienti e soluzioni assurde pur di tenere alto il clima guerraiolo e aggiungere consensi con farneticanti teorie d'azioni contro il virus e nel contempo tenere alto il compito dell'economia e della finanza.

Dimenticano, i signori portatori d'acqua putrida, che al momento l'unica soluzione consiste nello stare ain stand-by. Sadd'ha sta' a casa! Lo dimostra la politica adottata dai Paesi che sono riusciti a contenere e bloccare i casi di covid-19. La Cina e il Sud Corea hanno adottato misure drastiche. Pur sapendo di subire un colpo d'arresto importante nell'economia nazionale non hanno esitato a mettere in quarantena le produzioni di fabbriche e altri prodotti non ritenuti di prima necessità.

Ma veniamo a noi. Nel nostro piccolo assistiamo all'isteria del presidente siciliano.

Musumeci urla contro il governo nazionale e calabrese perché i suoi corregionali, tutti siciliani che vogliono tornare in Sicilia per trascorrere il periodo di isolamento nelle vicinanze dei propri affetti, invadono l'invaso di Villa S.Giovanni per imbarcarsi e tornare a casa.

L'assalto all'ultimo traghetto per Messina! Non è problema suo. Musumeci se ne lava le mani. Tenta di urlare più forte e passare la palla a Conte, titolare del governo nazionale e Santelli, governatrice della Calabria.

No! decisamente abbiamo perso i lumi della ragione.

Tornare a casa è un atto d'amore legittimo. Tutelare sé stessi, familiari e conterranei è un obbligo morale da non dimenticare mai. La classe dirigente è tenuta a predisporne le strategie e svilupparne i mezzi affinché ciò avvenga nei modi urbani previsti dalla nostra cultura.

sabato 22 febbraio 2020

Santelli, primi nomi

È la cugina Pia la cugina pia pia pia...

La squadra politica targata Santelli sta prendendo forma.


Dopo il soldato, la scienziata nei posti che contano. Il primo, eroe nazionale che si è distinto nella lotta alla criminalità, con la delega all'ambiente. La seconda è una professoressa dell'unical che dopo vari viaggi di studio e impegno nella ricerca scientifica all'estero è rientrata in Italia, precisamente a Cosenza dove insegna come prof ordinario nella Università della Calabria.
Le indiscrezioni dei “pennuti” informati mettono Eva Catizzone tra i componenti che dovranno affiancare la Presidente Jole nelle delicate funzioni che rimangono da tempo sul tavolo delle emergenze calabresi. Mentre, sempre i pennuti informati delle “beghe di palazzo”, lasciano intendere ipotetiche anomalie nepotistiche nelle scelte della presidente nel preferire la cugina Pia, che tra l'altro è dipendente regionale, nella sua squadra di fidati collaboratori.

Litigi e effetti speciali a parte, pretese e presunti tradimenti post elettorali, tra non molto, la Santelli dovrà affrontare concretamente, anzi sarà costretta dai problemi noti che affliggono la regione e i cittadini, fare i conti con la gestione del territorio e le anime che, se pur in paziente attesa, vogliono energicamente il cambiamento di rotta del pensare politico strumentale fin ora esercitato dai presunti schieramenti di sx e dx che si sono avvicendati nel passaggio del testimone.

martedì 18 febbraio 2020

Regione Calabria, primi rumors

L'occhju do' patruna guverna u cavaddhu.

L'occhio del padrone governa il cavallo.
Così diciamo in Calabria per significare il compito di chi possiede un bene e intende accrescerlo.

Quindi vicinanza e attenzione, cura per il territorio e le anime che vi abitano. Concentrazione, analisi e soluzione delle criticità e opportunità di crescita collettiva.

Presenza!, se si vogliono davvero implementare le ricchezze autoctone; perché l'attenzione attenta giova alla crescita e cura della proprietà, intesa in senso lato. Viene da sé che la gestione del bene non deve essere per procura o delega.

Il buon pastore cura le greggi sette giorni su sette! Non va in vacanza e non si allontana dalle stalle dove ricovera gli armenti anche se ha a disposizione collaboratori dotati di alte professionalità.


Non la pensa così Jole Santelli che annuncia una gestione romana della storia politica calabrese. “starò a Roma 3 giorni alla settimana per essere più vicina agli uffici di governo nazionale e tutelare il bene della Calabria con determinazione”. E fin qui potrebbe andare visto che non ci sono greggi da custodire o governare purché vi siano azioni pressanti forti e concrete nei confronti del governo nazionale!

E anche a Roma presenterà la sua squadra di collaboratori stretti che secondo indiscrezioni sono già noti alla società e alla politica calabrese perlopiù cosentina. Ma non mancano i colpi di scena.

Il “capitano Ultimo avrà un volto pubblico. Sarà assessore all'ambiente.

Insomma, viene da chiedere, è una gestione politica che si svilupperà in modo inusuale, blindata e per procura?

martedì 28 gennaio 2020

Sindrome della politica spicciola

Intrattenimento politico e talk show mediatico.


Tra citofonisti e videomaker inizia lo spettacolo.

C'è chi citofona nei condomini popolari non per risolvere problemi o tendere mani per dare sollievo e dimostrare vicinanza ma per esporre il lato migliore di sé a favore di telecamere e chi dice di farsi installare microfoni e telecamere di sorveglianza dappertutto! In macchina e in ufficio per essere monitorata 24h su 24.

Se questa è la strategia dei dirigenti cresciuti nelle “officine della politica” degli ultimi vent'anni non c'è da stare allegri.
O forse sì! Lo spettacolo è assicurato:

il grande fratello entra nella casa di calabresi!?

Davvero la neo presidente della Calabria farà questo?

Non è di sensazionalismi che l'Italia necessita. C'è bisogno di buoni governanti e classi dirigenti preparati e attenti all'ascolto dei bisogni della gente.

Intrattenimento politico e talk show mediatico.

Tra citofonisti e videomaker inizia lo spettacolo.

C'è chi citofona nei condomini popolari non per risolvere problemi o tendere mani per dare sollievo e dimostrare vicinanza ma per esporre il lato migliore di sé a favore di telecamere e chi dice di farsi installare microfoni e telecamere di sorveglianza dappertutto! In macchina e in ufficio per essere monitorata 24h su 24.

Se questa è la strategia dei dirigenti cresciuti nelle “officine della politica” degli ultimi vent'anni non c'è da stare allegri.
O forse sì! Lo spettacolo è assicurato:

il grande fratello entra nella casa di calabresi!?

Davvero la neo presidente della Calabria farà questo?

Non è di sensazionalismi che l'Italia necessita. C'è bisogno di buoni governanti e classi dirigenti preparati e attenti all'ascolto dei bisogni della gente.

lunedì 27 gennaio 2020

Regionali Calabria il giorno dopo

Vince Jole Santelli


Preferisco pensare che la svolta a destra e, quindi, la vittoria della Santelli sia dipesa dall'astensionismo in Calabria, dalla disaffezione alla cattiva politica e non alla (come dice una testata locale) vittoria della borghesia mafiosa per... mancanza di avversari.

Beh, la mancanza degli avversari pare che se la siano voluta a sinistra.
Inutile pettinare le bambole adesso!

Il pd latita.
Prima durante e dopo la gestione Oliverio che ha visto un uomo ballare da solo il partito dem., algoritmo ininfluente, abbandona tutto e tutti salvo poi andare a traino insieme ai tonni di Callipo e essere inscatolato al naturale senza neanche una goccia di evo.

E se in Emilia Romagna le sardine smuovono le acque torbide dell'antipolitica in Calabria la questione è molto difficile da redimere. Forse Zingaretti ne è pienamente consapevole e forte della consapevolezza lascia i panni galleggiare nel mare calmo dell'indifferenza dei disillusi.

Indifferenza accresciuta dalla sordità dei dirigenti che fin qui si sono avvicendati alla guida della regione nonostante la fame rumoreggiante di quel sessanta per cento che non vota più da tempo.

La destra si organizza.

Nel poco tempo lasciato dalla decisione di Oliverio il centro destra tra battutine e obiettivi mirati riesce a chiamare a raccolta il popolo sostenitore.
Sorridono le piazze all'apprezzamento maschilista del cavaliere nei confronti della Santelli che vince facile.

I cinquestelle calano di brutto!

Tansi ottiene un buon risultato.
Lo scarso 50% che va a votare non può essere esito di analisi soggettivamente esaustive. Il dato non è sufficiente per comprendere appieno gli umori dei calabresi.
Si devono sondare le problematiche reali del popolo. La sua incultura. I bisogni. Lo scacco subito, permanente e pervasivo dei dominanti. L'apatia di quanti faticano a pagare le utenze domestiche che fa dire: “tanto non cambia niente”.

Gratteri. Unica vera novità e speranza di cambiamento in Calabria. Ma lui è un magistrato. Non può fare politica altrimenti farebbe la fine dei vari Di Pietro & C.
Nicola Gratteri deve far fede al suo servizio e indagare.
Indagare affinché i disillusi, gli ultimi, quanti si sentono privi di affinità elettive con la cultura della legalità, delegittimati dalle malelingue e gettati nel calderone qualunquistico della quotidianità effimera che ha sede nell'esposizione mediatica dei social trovino in Lui un punto di riferimento per ripartire. Giacché la politica ha perso il suo ruolo...

venerdì 24 gennaio 2020

Regionali Calabria 2020

Le mani sul territorio e sulla società tutta ci sono da tempo.


In Calabria come in tutta Italia i big della politica, non tutti ringraziando Iddio, fanno in modo di accaparrare voti per le rispettive emanazioni delle coalizioni in campo nelle regionali di Calabria e Emilia.

In Calabria i candidati alla presidenza, come si sa, sono 4: Jole Santelli per il centro destra, Pippo Callipo per il centro sinistra, Franco Aiello per il m5s e Carlo Tansi da indipendente.

Nonostante il terremoto registrato dai sismografi degli inquirenti, amplificato dai mass-media, che vede sotto inchiesta 29 consiglieri su 32, alla luce delle dimissioni di Bosco e Fiorita, la cordata di destra capitanata da Tallini annuncia con fragore le dimissioni dei consiglieri della sua corrente.

Annuncia, appunto! Perché ancora niente è accaduto. Non una formalizzazione degli atti in questione enfatizzati a muso duro dal Tallini.

Il sindaco Abramo dal canto suo attende che si compiano le formalità. E non è detto che ci sia lo scioglimento. La partita è ancora tutta da giocare.

Strategicamente sarebbe un errore dare in pasto notizie e malumori alla vigilia delle elezioni regionali. Meglio le battutine piccanti del cavaliere: “questa donna la conosco da oltre 20anni e non me l'ha mai data”.
Sì, meglio riderci sopra... . Sdrammatizzare. Gettare acqua sul fuoco per lenire le ferite ancora aperte da oltre vent'anni dai vari governi che si sono succeduti.

Le mani sulla Calabria le hanno messe tutti!



E, Oggi come sempre tutti a promettono qualcosa. Lavoro. Sanità. Turismo. Agricoltura... di scuola e cultura poche parole sono state spese. Forse perché la cultura apre le menti e scardina le catene del servilismo? Fa pensare? E fa sì che anche gli ultimi possano alzare lo sguardo verso la luce e pretendere rispetto? Onestà intellettuale!

domenica 8 dicembre 2019

Calabria, governatorato presente e futuro

Si sente e si legge di tutto sulla vicenda delle prossime elezioni regionali.

 In Calabria tiene banco la questione Zingaretti/Oliverio/Callipo per il centro sinistra mentre nel centro destra a tenere viva la discussione ci sono i veti della lega su Occhiuto e spunta il nome della Santelli e i calabresi chiamati a votare il prossimo 26 gennaio non ne possono più di balletti simili.
Non che tutti i cittadini chiamati al voto siano appassionati di questo modello di fare politica ma loro malgrado sono chiamati in causa. Le assurdità elencate da televisioni e giornali sconcertano anche i più creduloni a destra quanto a sinistra.

Zingaretti nelle vesti di segretario nazionale sembra essersi svegliato dopo un lungo sonno durato ben cinque anni e pone un veto perentorio al governatore uscente. Ad Oliverio, comunista di lungo corso, il pd preferisce un imprenditore che in passato non ha disdegnato approcci differenti e puntato la bussola a destra. A sua discolpa c’è da dire che “resta in Calabria”, ama la Calabria. È un uomo determinato e in imprenditore di successo.
 O forse no? Ha le idee chiare dopo essersi confrontato con la segreteria del pd nazionale che forse conosce storie e fatti a noi ignoti? Perché, sennò, appoggiare un imprenditore e ostacolare il “riformatore” Oliverio nella sua caparbia azione che lo spinge a riproporsi anche a costo di creare uno strappo nel partito?

100 sindaci! Cento, non uno di meno, appoggiano Oliverio!
Intanto inizia a perdere pezzi. L’assessore al lavoro lascia l’esecutivo guadato da Oliverio. Non si trova in linea con le sue decisioni. Lo ringrazia ma non se la sente di remare contro il pd. E i sindaci che lo appoggiano e condividono a spada tratta la sua tracotanza che hanno visto di buono in tutta ‘sta vicenda?
Cos’ha fatto, sempre Oliverio, di storicamente valido in questi cinque anni di assoluto potere decisionale che ha tenuto ben stretto, per la Calabria?
La storia politica lo ricorderà per cosa?
Lavoro; formazione; tutele; Cultura! Azioni concrete per i giovani e gli anziani. O per la sanità. Per quanti sono costretti a pagare le prestazioni sanitarie di primo intervento, per i ticket dovuti già al pronto soccorso ed in seguito nelle farmacie. Per gli esperti, donne e uomini, mortificati nei vari campi lavorativi dall’assenza di normative chiare e precise nelle tutele delle professionalità?
Eppure le occasioni non sono mancate. La Calabria e i calabresi sono opportunità da sapere cogliere. Basta uno sguardo. La prossima squadra sarà più attenta alla storia e i bisogni reali della nostra regione prescindendo dalle casacche politiche e dalle imposizioni delle lobby che ruotano attorno  al potere?

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