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Era la pupa di un boss... Nel leggere una notizia simile si pensa che la donna in questione sia stata legata sentimentalmente al boss fino all'altro ieri e invece i fatti risalgono ai primi anni novanta, cioè, ai tempi dell'università di Wanda Ferro . La notizia è scritta a caratteri cubitali e gli interrogativi sorgono spontanei: perché la Ferro è presa di mira e fatta oggetto di un bieco attacco mediatico proprio adesso che è in corsa nelle elezioni regionali con FI? È veramente deprimente constatare che i fatti della politica e le persone impegnate nella gestione della cosa pubblica, uomini o donne, siano strumentalizzate solo per aver commesso degli errori, errori peraltro di gioventù che nulla hanno a che fare con la passione con cui il personaggio pubblico è impegnato a reggere le fila del potere politico del centro destra calabrese. Gettare fango addosso al nemico è poco onorevole anche se ci si premura a definire la vittima sacrificale “gentilissima al telef...
Energie, storie di uomini e cultura in Calabria Dal caso Gentile alla storia romanzata di 'ndrangheta del "Giudice Meschino" Come sempre siamo propensi a guardare il dito che indica e non l'obiettivo indicato. Oggi voglio parlare di due fatti che occupano buona parte degli spazi mediatici. Il primo riguarda il caso “ Gentile ” e il secondo la fiction “ il giudice meschino ” in onda su rai uno. Stiamo ai fatti: il giornale “ l'ora della calabria ” non esce a causa di una mancata “revisione” suggerita dallo stampatore cosentino De Rose , che, mirava, secondo la sua goffa intrusione, a tutelare il buon nome dei Gentile. Nella vicenda,ormai di dominio pubblico, i maggiori direttori dei mass media, gli utenti dei social net work, insomma, politici, addetti ai lavori e semplici cittadini si sono schierati dalla parte della libertà di cronaca. Ed è giusto! Il dato certo, secondo quanto trapelato e strombazzato dagli addetti specializzati i...
Indagato il cognato di Di Pietro?! Ma perché non scrivono: Cimadoro indagato per concorso in abuso d'ufficio ma all'epoca dei fatti non ricopriva incarichi comunali? Insomma, quello di Di Pietro, un nome una garanzia! Ormai è un marchio consolidato. Non si pubblica il nome del diretto interessato nell'inchiesta ma quello di Di Pietro. E, con un po' di buona volontà, se scavano a fondo, riescono a trovare qualche marachella anche del nonno e persino di qualche vicino di casa di Di Pietro. Tanto, nell'agone mediatico, tutto fa brodo! Analizziamo l'articolo, riportato anche sul più blasonato Corriere della Sera: BERGAMO - C'è anche il parlamentare dell'Italia dei valori Gabriele Cimadoro, cognato di Antonio Di Pietro, fra le 54 persone indagate a Palazzago, in provincia di Bergamo. Lo scrive oggi «L'Eco di Bergamo». La Procura di Bergamo sta infatti indagando sui presunti favori di cui avrebbero goduto alcune licenze edilizie e su alcuni terr...
La parlamentare Angela Napoli esterna il suo pensiero e come al solito sembra avere centrato il problema. In maniera chiara dice di non credere alle motivazioni date da Michele Traversa, come d'altronde molti cittadini che conoscono l'attaccamento di Traversa alla sua città. A prescindere dagli schieramenti politici, è opportuno sfruttare il "sacrificio" di Michele Traversa e lavorare affinché la città capoluogo di regione sia governata dalla parte sana della società che ama davvero la Calabria. E credo che Traversa sia uno di questi perchè non può essere sottaciuto che il suo sia stato un "sacrificio", infatti, quale politico lascerebbe un territorio così fruttuoso in termini di voti a un anno dalla scadenza del mandato elettorale? da Calabria ora del 21 dicembre 2011
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