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Gghiombaru: gomitolo. La prima volta che udì questa espressione scoppiai in una risata fragorosa: “para nu agghiombaru ”. Cos'è? Chiesi. Nu gghjombaru è nu gghjiombaru! Tagliò corto il mio nuovo compagno di scuola dell'elementare. Era un bambino della borgata, direbbero a Roma ma essendo a Catanzaro diciamo pure che era un bambino del popolo, figlio del proletariato contadino e operaio che conosceva solo il dialetto.
"catazzharu, fhora e portu" scultura di Giuseppe Rito: il cavatore. Maldestro , imbranato, privo di esperienza: cantàru . Nei dialetti locali si riesce a condensare una serie di definizioni e in catanzarese apostrofare una persona ingenua che non conosce la vita si riduce a: cantàru. Se poi il soggetto è “ comu l'ovu a lu fhocu ” chè un caso disperato e col passare del tempo “chjjù sta e chjjià ntosta” e sé indisponente si aggiune “gnolla, cioè mmerda”: sì nu cantaru e mmerda !
Adone . Persona molto curata e attenta alla propria immagine. Ma quando è ossessivamente onnipresente Da noi non è quella figura mitologica e un tantino positiva. A Catanzaro è un’altra cosa e si definisce:
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.