Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Nel privé

 


Linguaggi Mutevoli (2024) – personale dell’artista Mario Iannino.

Nel “Privé” erano raccolti alcuni lavori significativi: una tela 60x50 dipinta a olio nel 1990 — un ritratto — e altre opere "narranti", realizzate con tecniche digitali, ricche di citazioni e rimandi a personalità che hanno generato fermenti culturali e politici in Calabria e in Italia. Più dei nomi, conta il loro ruolo: è con questa intenzione che l'artista ha scelto di dedicare loro parte del proprio impegno creativo, collocandoli in uno spazio riservato della galleria. Non sono stati posti ai margini di “Linguaggi Mutevoli”, ma protetti in modo quasi sacrale. Chi intendeva vederli e instaurare un dialogo doveva farlo volontariamente, poiché in quel luogo era fondamentale parlare delle "osservazioni" e delle "denunce sociali" connesse alle opere.

"Presentazione del prof. Vittorio Politano "

La mostra proseguiva percorrendo la connessione tra l’intimità del Privé e la coralità dello spazio espositivo principale, di seguito i punti salienti:

 Il Fulcro Etico: L’esposizione si configura come un organismo vivente che prevarica il tempo. Se nel Privé il tempo sembrava fermarsi al 1990 con il ritratto a olio che funge da ancora storica, all’esterno, ma sempre nello stesso perimetro, i "Linguaggi Mutevoli" esplodono nella loro contemporaneità multimediale.

 Dialogo tra Memoria e Denuncia sociale: Le opere digitali dedicate alle personalità calabresi fungono da ponte. Non sono semplici ritratti, ma "mappe di fermento". Scegliere di proteggerle sottolinea che cultura e politica sono il midollo dell’arte. Chi varca la soglia del Privé compie un atto dapprima culturale e poi politico, scegliendo di essere interlocutore attivo e non spettatore passivo.

L’ Estetica del Mutamento durante il percorso si dipana tra le espressioni dolorose di chi osserva i lavori polimaterici, incentrati sul "consumismo selvaggio" dell’Occidente e sulla fame indotta nelle aree degradate e bombardate. L’arte si fa carne e materia, trasformandosi in una testimonianza viscerale del divario globale.

 Il Polimaterismo come Specchio delle idiosincrasie costruite attraverso l’uso di materiali di scarto e frammenti industriali rappresenta l’ipertrofia del consumo. La materia stratificata parla di un benessere che soffoca e di un ciclo di produzione che anestetizza la coscienza.

La Dualità del Dolore è lì, tra i lavori esposti e l’osservatore è posto di fronte a una duplice sofferenza: il vuoto spirituale della società dell’abbondanza e il richiamo lacerante alla sottrazione della dignità umana nelle zone di crisi. Il contrasto è brutale: l'eccesso da un lato, l'assenza dall'altro.



L’Impegno Creativo come Rito è tangibile.

Nella sala principale, le opere del 2024 declinano la "mutevolezza" attraverso la sperimentazione cromatica. La denuncia sociale prende corpo in forme che sfidano la staticità della percezione. L’artista si fa sismografo dei mutamenti sociali, offrendo non risposte preconfezionate, ma domande nate dal contrasto tra la solennità dell’olio e la dinamicità del digitale.

È doveroso riportare la sintesi della Critica: dalle recensioni della mostra emerge il ritratto di un "sistema aperto" e di un atto di resistenza civile:

   1. Arte come Resistenza: Oltre 80 opere che riaffermano la funzione critica dell'arte, spogliata di ogni decorativismo.

   2. Evoluzione Antologica: Il culmine di oltre mezzo secolo di ricerca di Iannino, tra tecniche tradizionali e innovazione.

   3. Impatto Territoriale: L’evento presso la Galleria Arte Spazio di Catanzaro è stato un momento di forte fermento culturale per la Calabria, celebrando l'impegno civile attraverso il filtro creativo.


"Presenze nel privé"

In sintesi, “Linguaggi Mutevoli” è stata un’esperienza immersiva dove il linguaggio artistico diventa e rimane lo strumento per interpretare le metamorfosi della contemporaneità, trasformando l’osservazione in una necessaria presa di coscienza.

 

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