La Catanzaro sconosciuta
di Franco Cimino
Il volontariato che diventa nuova coscienza politica: per ristrutturare le istituzioni e costruire la città del futuro
“Volontario, volontari, volontariato”: parole che tornano di moda in questa stagione difficile, segnata da egoismi, rancori, indifferenze e chiusure nel privato. L’etimologia del termine ha molti significati; qui voglio richiamare quello più usato oggi: volontario è chi, da solo o con altri, svolge un’attività gratuita a favore della collettività. Recupera un bene comune, tutela un monumento, rimette in sesto una piazza o qualsiasi cosa possa essere utile alla comunità.
Volontario e volontari sono doni gratuiti che si aggiungono al lavoro quotidiano o alle proprie attività private, per aiutare chi soffre, chi ha bisogno di sostegno per vivere, anche solo di un pezzo di pane. Le associazioni di volontari rendono concreto questo impegno, spesso in silenzio, senza cercare visibilità. Ma se si guarda attentamente, li si trova: negli ospedali, negli ospizi, per strada d’inverno e d’estate, nelle carceri. Offrono conforto ai più fragili e un supporto prezioso, anche alle guardie carcerarie, sempre a contatto con la violenza, in un contesto in cui i servizi ai detenuti sono carenti.
I volontari sono preziosi per almeno due motivi. Primo, operano in ambiti dove le istituzioni sono assenti o inefficienti. Secondo, insegnano con umiltà che la solidarietà non è un optional, né un lusso sociale, ma un dovere verso la comunità. La società tutta, soprattutto chi finge di non vedere il dolore altrui, beneficia del loro impegno.
A Catanzaro ce ne sono? Sì. Non tantissimi, forse, ma presenti in diversi settori. Sergio Dragone, giornalista di lunga esperienza, rimasto giovane nello sguardo e nell’energia, dopo aver servito la città in municipio e nel giornalismo, è diventato, in un certo senso, un volontario. Osserva, denuncia limiti, contraddizioni e inadempienze, ma allo stesso tempo celebra chi, in maniera disinteressata, lavora per migliorare la comunità.
I valorosi di Catanzaro sono la città segreta dentro la città visibile, spesso nascosta o diversa da come appare. Oggi Dragone ha offerto una sintesi potente della società cittadina attraverso la cultura e l’arte. Ha elogiato l’Associazione culturale “Cara Catanzaro” per aver recuperato i pannelli di Mimmo Rotella, quasi perduti per abbandono, restaurandoli e ricollocandoli gratuitamente nella loro piazza originale.
Ma c’è un punto importante, che vorrei sottolineare : fino a quando non nascerà una coscienza sociale più alta, trasformata in coscienza politica, queste fatiche resteranno rischiosamente isolate e potranno essere sfruttate da chi vuole che il bene resti frammentario, tra preghiere in chiesa, buona TV domestica e solidarietà privata.
A Catanzaro è urgente diffondere il “virus” della sensibilità umana e dello spirito di solidarietà, verso gli ultimi e verso ciò che è stato trascurato. Questa sensibilità deve diventare forza di giustizia e carità, riconoscimento dell’eguaglianza e della dignità umana.
Se questo sentimento, però, si solleva verso le istituzioni, può trasformarsi in ribellione positiva – la ribellione dell’amore e per amore – e poi in coscienza politica. Unendo le persone migliori, superando il vuoto della politica, si può generare una vera rivoluzione: quella che abbatte insensibilità, ignoranza, egoismo e prepotenza, e costruisce nuova politica, partecipazione e democrazia, ricostruendo dalle fondamenta la città.
Affinché Catanzaro diventi, finalmente, più di un capoluogo trascurato: diventi la Città-Regione di cui tutta la Calabria ha bisogno per crescere in modernità, economia, libertà e democrazia.
Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive. Pertanto non è prevista nessuna moderazione o censura ai commenti salvo evidenti illiceità.