Referendum giustizia. Gli Italiani hanno detto NO!
IL POPOLO.
Il popolo non è una combinazione di consonanti e lettere
astratte. Il popolo è un insieme di coscienze, teste pensanti che all’occorrenza
muovono nel senso giusto le azioni.
Oggi i cittadini si sono espressi. Oltre il 57% ha detto NO
al referendum voluto dalla Meloni e dal suo governo. Ma pare che la meloni
ancora non abbia inteso come ci si debba comportare con il Paese. Rilascia dichiarazioni
spot. E non intende rivedere l’atteggiamento arrogante che manifesta contro una
parte degli italiani da lei ritenuti “nemici”.
Il popolo ha decretato una linea democratica oltre la quale
non è consentito a nessuno di calpestarne i diritti sanciti dalla Costituzione.
È assurdo sentire, a caldo, le risposte dei favorevoli al Sì, tra comitati e
politici, ministri e sottosegretari, tutto sommato danno la colpa agli elettori
perché non hanno compreso il vero fine della legge. Difronte a simili
scempiaggini si rimane di sasso! A voler essere buoni e concedere una pur
minima percentuale di buonafede in chi ha creduto positiva la riforma.
IL MURO DELLA COSTITUZIONE ha buone fondamenta: IL NO FERMA L'ARROGANZA
Gli italiani bocciano la riforma della giustizia e il
premierato di Giorgia Meloni. Un voto che non è solo un "no" tecnico,
ma un segnale politico di difesa dei valori democratici contro la
polarizzazione del Paese.
Il popolo non ha solo parlato; ha eretto un argine. I dati
definitivi del referendum confermativo del 23 marzo 2026 sanciscono un
risultato inequivocabile: il NO ha prevalso con circa il 54% dei voti, con
punte che in regioni come la Puglia hanno superato il 57%. Nonostante l'assenza
di quorum, l'affluenza ha sorpreso tutti sfiorando il 59%, un segnale di
partecipazione civile che smentisce chiunque descriva i cittadini come
disinteressati o incapaci di comprendere la posta in gioco.
L'analisi che segue evidenzia il distacco tra il
"Palazzo" e la realtà del Paese:
Il fallimento della
narrativa del "Sì": Il governo ha cercato di ridurre la riforma a una
questione di efficienza, ma gli elettori l'hanno percepita come un attacco
all'autonomia della magistratura e all'equilibrio dei poteri.
E cosa fa Giorgia Meloni? Ha reazioni di chiusura: Invece di
un'autocritica, le dichiarazioni a caldo di molti esponenti della maggioranza
persistono nell'errore di colpevolizzare l'elettorato. Si parla di
"mancata comprensione", ignorando che il popolo ha compreso fin troppo
bene la deriva autoritaria insita nel voler "smontare" la
Costituzione.
Il tentativo di questa destra era e rimane quello di creare un Paese diviso: La strategia della
Meloni di identificare chi non la pensa come lei come un "nemico" si
è ritorta contro l'esecutivo. Il voto odierno non è solo una bocciatura
tecnica, ma uno schiaffo politico a un atteggiamento percepito come arrogante e
divisivo.
L’analisi della partecipazione al voto fa il punto sul
messaggio dei giovani che, con una significativa mobilitazione e una presenza
nei seggi hanno mostrato determinazione nel difendere le garanzie democratiche dati
per scontate da molti osservatori.
Oggi la linea è stata tracciata. Non è una combinazione di
lettere, ma la volontà di milioni di teste pensanti che hanno ricordato al
governo una verità fondamentale: la Costituzione appartiene al popolo, non a
chi temporaneamente lo amministra.
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