Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Il Miracolo Giallorosso e la Legge del Mercato

 

Sul calcio, le passioni, lo sport e il business.

 


Il calcio, si sa, acchiappa e tiene imprigionati i tifosi a prescindere dai natali. Ci s’innamora da bambini dei colori della squadra. E il tifo è uno stato d’animo totalizzante che riesce più di centomila terapie a fare scaricare stress e qualcos’altro.


La tifoseria, per lo più, è spontanea. Mentre, si è potuto osservare nel tempo anche grazie alle cronache trasformatesi in nere, chi capeggia le curve e le platee ne fa una questione di potere e quindi business.

A Catanzaro, si è vissuta una stagione al cardiopalma. La tifoseria è rinata anche in quanti non seguivano più la squadra o la seguivano di riflesso, con distacco. Ma quest’anno c’è stato il miracolo!

Non so se con pochi o molti finanziamenti è stata costruita la squadra. Senz’altro con tantissima dedizione e managerialità, la società è riuscita ad attrarre le attenzioni ed ora, com’è giusto che sia, raccoglie i frutti.

L’allenatore con ogni probabilità accetterà, sempre che non l’abbia già fatto, un contratto più ambizioso e i giocatori che si sono distinti ambiranno a contratti e squadre più “blasonate”.

È il gioco delle parti! Inutile stare a perdersi in discussioni sterili. Questo è il business. Questo è il calcio!

Non c’è un Totti che si è consegnato anima e cuore alla Roma, la sua Roma.

La vita continua, nonostante le delusioni e gli innamoramenti.

 

Il calcio opera su un doppio binario: l'illusione romantica del tifoso e il cinismo economico delle società. Se il tifoso firma un patto di sangue a vita con la maglia, i professionisti firmano contratti a termine con scadenze ben precise. La rinascita di una piazza come Catanzaro dimostra che la passione popolare non si spegne mai, ma aspetta solo una scintilla manageriale per divampare di nuovo.

Tuttavia, il "miracolo" sportivo moderno non è quasi mai un atto di magia gratuito. Si tratta di un investimento a perdere per le emozioni, ma a vincere per i bilanci. Quando i riflettori si spengono, la dura legge del mercato impone che il talento migri dove il capitale è più pesante. Accettare questo meccanismo significa godersi il viaggio senza l'illusione del "per sempre".

 

Facciamo il punto sul  Miracolo Giallorosso e la Legge del Mercato, coscienti che la Passione non Paga i Dividendi.

 

La giostra del pallone gira sempre sullo stesso perno: l’illusione che il cuore possa battere i fatturati.

A Catanzaro si è consumato l'ennesimo prodigio collettivo, capace di risvegliare dal torpore identitario una provincia intera, dimostrando che la fede calcistica è un fuoco che cova sotto la cenere, pronto a riaccendersi al primo soffio di competenza societaria. Eppure, proprio nel momento della massima estasi sportiva, il tifoso è costretto a fare i conti con l'effetto collaterale più amaro della modernità: la fine del romanticismo.

Ieri si gioiva per una salvezza o una promozione miracolosa, oggi si sfogliano le margherite del calciomercato. L'allenatore che ha disegnato la tela perfetta guarda oltre, i gioielli della rosa preparano le valigie per piazze più ricche e blasonate.

Non c'è spazio per i sentimenti o per le bandiere d'altri tempi alla Francesco Totti. Il calcio di oggi non concede prigionieri d'amore: è un'azienda liquida dove il successo si monetizza subito, prima che il vento cambi. Resta la passione pura della gente, l'unica vera costante in un business che consuma tutto il resto alla velocità di un triplice fischio.

 

La Passione della Gente: L'Unica Vera Costante

Alla fine, quando i riflettori dello stadio si spengono e i bilanci societari sono archiviati, l’unica cosa che resta davvero è la gente. Resta quel senso di appartenenza che nessuna plusvalenza può comprare e nessun addio può cancellare.

I presidenti passano, gli allenatori cambiano panchina e i calciatori baciano nuove maglie a favore di telecamera. Ma il tifoso no. Il tifoso è l'unico che non tradisce, l'unico che rimane al suo posto, fedele a un colore e a una promessa fatta a se stesso da bambino.

È questa la vera magia che si è respirata a Catanzaro e in ogni piazza che vive di pane e pallone. La passione popolare non è un investimento a breve termine; è un atto di fede laico, gratuito e ostinato. Il business moderno può anche standardizzare gli stadi, trasformare i club in multinazionali e ridurre il gioco a un algoritmo. Non potrà mai, però, quantificare l’urlo di una curva, il brivido di un gol al novantesimo o le lacrime di un nonno che accompagna il nipote sui gradoni per la prima volta. È in questi dettagli che il calcio si riprende la sua anima. Il mercato si prende i talenti, ma la storia e l'emozione restano di chi ama senza chiedere nulla in cambio.

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