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Visualizzazione dei post corrispondenti alla ricerca Iannino

Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Materia mutante. Artisti a confronto

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"Il seguente testo è stato generato con l’ausilio di un’intelligenza artificiale (IA) che ha risposto a domande specifiche in relazione al tema trattato, alle notizie accertate ed estrapolate da siti web attendibili ". "dematerializzazione dell'opera. ©m.iannino2025" Mario Iannino e l’affascinante ricerca sulla “poetica della visione”: La Poetica della Visione; Visione e Linguaggio.

COME IL COLORE DEL GRANO

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  "Come il colore del grano" è una delle citazioni più celebri e poetiche tratte da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, dove la volpe spiega al bambino come il grano, prima inutile per lei perché non mangia pane, diventerà il ricordo splendido dei suoi capelli dorati.

Le necessità. La Necessità

   "riflessione sull’arte come “gioco inutile ma necessario”: L’arte come gioco necessario: tra creatività e resistenza Abstract In un’epoca dominata dalla razionalità economica e dalla logica dell’efficienza, l’arte viene spesso relegata a un ruolo marginale, considerata un’attività superflua, un “gioco” privo di utilità concreta. Questo articolo intende ribaltare tale prospettiva, sostenendo che proprio nella sua apparente inutilità risiede la funzione più profonda e necessaria dell’arte: quella di preservare l’umano, contrastare la distruzione e offrire visioni alternative alla realtà imposta dal potere. Attraverso un’analisi critica e interdisciplinare, si esplora il valore dell’arte come forma di resistenza simbolica e come spazio di libertà creativa.  L’arte e il sospetto dell’inutilità Nel dibattito contemporaneo sul ruolo della cultura, l’arte è spesso oggetto di un paradosso: celebrata come espressione sublime dello spirito umano, ma al contempo svalutat...

Un viaggio nella poetica di ...

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  Mercificazione dell’Effimero, Memoria del Presente.   Il viaggio artistico di Mario Iannino Introduzione L’atto creativo, nel percorso di Mario Iannino, non si configura come una distaccata speculazione estetica, né come un esercizio di stile fine a sé. È, al contrario, un’urgenza biologica impellente, un processo di decompressione vitale che risponde a una necessità viscerale: scaricare le tensioni per non soccombere al loro peso. L’artista opera come una spugna gettata nel flusso caotico del contemporaneo, un ricettore sensibilissimo che assorbe gli avvenimenti, le notizie, i traumi latenti e le nevrosi della società dei consumi. Questa saturazione emotiva e intellettuale si accumula all'interno fino a raggiungere il punto di rottura, trasformandosi in una "bile" corrosiva che richiede un rilascio immediato sulla superficie fisica dell'opera, pena il consumo interiore dell'autore stesso.

Partiamo dalla pop art

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 WARHOL, ROTELLA, SCHIFANO E ALTRI "a Warhol" Ho chiesto all’AI se Warhol fosse stato davvero un innovatore, ecco la risposta: Assolutamente sì, Andy Warhol fu un innovatore radicale che ha rivoluzionato il concetto stesso di arte nel XX secolo perché ha ridefinito l’arte. L’ha tolta dal piedistallo colto e l’ha proposta come prodotto di massa.  

Collisioni

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 Estetiche della dissonanza nel (rifiuto) ricomposto Tra armonie e dissonanze cromatiche si celebra la Bellezza . L’idea della Bellezza è fuorviante se si ha davanti agli occhi e nella testa la concezione del bello classico come descritto e studiato sui testi scolastici. La narrazione per immagini aveva senso nelle epoche storiche in cui l’analfabetismo era situazione comune nel popolo.

Conservare senza celebrare

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La tombatura visiva come pratica di testimonianza La materia come testimone: pratiche di tombatura visiva nel contemporaneo Il presente saggio esplora il concetto di tombatura visiva come pratica artistica e curatoriale che espone, conserva e stratifica materiali poveri e frammenti del quotidiano, senza ricorrere a retoriche celebrative o occultanti. Attraverso un’analisi teorica e una contestualizzazione dell’opera di Mario Iannino, si propone una lettura della tombatura come gesto civile, memoriale laico e dispositivo di resistenza alla logica del consumo e dell’oblio. Nel contesto dell’arte contemporanea, la materia ha assunto un ruolo centrale come veicolo di memoria, resistenza e testimonianza. La tombatura visiva si configura come una pratica che non cerca la sublimazione estetica, ma la persistenza etica del vissuto. È un gesto che espone ciò che resta, stratifica ciò che è stato, conserva ciò che rischia di essere dimenticato. A differenza di pratiche come l’impacchetta...

Dal frammento al Barocco

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  Dematerializzazione contemporanea barocca È un'osservazione molto acuta. Definire un collage digitale di questo tipo come "barocco contemporaneo" è assolutamente calzante, specialmente per come reinterpreta i codici di quello stile in chiave digitale e urbana.

L’arte come bene comune

 Breve saggio sulla  figura di Mario Iannino nel contesto storiografico dell’arte contemporanea e della ricerca culturale:   Mario Iannino : una poetica della soglia tra arte povera, pedagogia radicale e testimonianza civile Nel panorama storiografico dell’arte contemporanea italiana, la figura di Mario Iannino si colloca come un nodo sensibile tra le pratiche dell’ arte povera , le pedagogie radicali degli anni ’70 e ’80 , e le più recenti forme di testimonianza civile e inclusione sociale. Nato nel 1953 a Palermiti , in Calabria , Iannino non ha mai cercato il centro, ma ha trasformato la marginalità geografica e sociale in un laboratorio poetico e politico.  Tra arte povera e pedagogia del frammento La sua ricerca si innesta nel solco tracciato da artisti come Michelangelo Pistoletto , Jannis Kounellis e Maria Lai , ma ne distilla una versione più intima e comunitaria. Se l’arte povera ha elevato il materiale umile a linguaggio concettuale, Iannino lo trasf...

Ricerca e poetica negli anni '90

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  Archeologia del Presente: Spazio, memoria e la parabola della Dematerializzazione Digitale in "Materico 90" di Mario Iannino- Il presente saggio analizza l'opera "Materico 90" dell'artista Mario Iannino

Modernità liquida e solitudine digitale:

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  Lucio Dalla e la resistenza visiva di Iannino Lo specchio digitale e il mare

Dalla pittura alla dissoluzione

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  Dall'Effige alla Dissoluzione Digitale: L'Autoritratto nell'Epoca della Riproducibilità Algoritmica - Studi Visuali e Critica d'Arte Contemporanea- Sezione: Poetiche Digitali e Ontologia dell'Immagine Abstract: Il presente contributo analizza l'evoluzione dell'autoritratto contemporaneo attraverso lo studio di un'opera polittica digitale conservata presso l'Archivio Iannino.   L'indagine si focalizza sulle modalità con cui le nuove tecnologie riconfigurano i concetti di mimesi, identità e autorialità, tracciando una linea di continuità e rottura con le avanguardie storiche (Dadaismo), la Pop Art e la Body Art. Attraverso il superamento della nozione benjaminiana di "aura", l'opera è letta come estensione pendicolare dell'essere creativo, dove la fisionomia dell'artista si fa cronaca immediata e struttura algoritmica fluida.  

Oltre il Glitch

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  L'Intenzionalità Tecnica nell'Opera di Mario Iannino Nel post, l’estetica del glitch si rilevano alcune distonie ne vogliamo parlare?       Nell’articolo si esprime un giudizio parzialmente in sintonia con la ricerca poetica di Mario Iannino. il glitch, cioè lo sbaglio , l'imprevisto della macchina non è traslato e fatto assurgere ad “opera d’arte”. Nelle intenzioni dell'artista, non è la manipolazione concettuale di un errore a surrigare e fare assurgere a progetto artistico la ricerca. È, bensì, la commistione delle tecniche che esplicita e rende visibile il percorso e che diventa linguaggio piegato alla creatività dell'operatore.  

un creativo alla volta: Mario Iannino

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 Ritratto critico. Approfondimento su Mario Iannino , pensato come ritratto critico per esplorare la poetica, la tecnica e il pensiero: Mario Iannino: il segno come pensiero, il gesto come visione Nel panorama dell’arte contemporanea italiana, Mario Iannino si distingue per una ricerca che è insieme visiva, teorica e spirituale. Nato a Catanzaro nel 1953, Iannino ha costruito un percorso artistico che sfugge alle classificazioni rigide: il suo lavoro si muove tra grafia creativa , poesia visiva , semiotica del gesto e filosofia del segno . Il segno come linguaggio originario Per Iannino, il segno non è decorazione né ornamento. È traccia di pensiero , gesto primordiale , scrittura dell’anima . Nei suoi bozzetti, nelle sue opere grafiche e nei suoi testi, il segno diventa un codice che precede la parola, un ponte tra il visibile e l’invisibile. “Quello che ci dà sensazioni o ci comunica qualcosa va sublimato.” — Mario Iannino Questa frase, che accompagna la sua mostra Li...

Tra il cielo e il mare

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  M’immergo in un mondo fantastico, comunque non nuovo, ma ogni volta che entro e osservo e come se fosse la prima volta, mi lascio rapire dall’atmosfera. E, non è azzardato se dico che mi sento come Alice nel paese delle meraviglie. È una fucina creativa: Sul tavolo da lavoro c’è un'opera d'arte astratta realizzata con tecnica mista, montata su un cavalletto. Il lavoro è composto di strati di carta accartocciata — probabilmente giornali — incollati su un supporto di cartone che sopperisce alla tela e arricchiti con spessi strati di pittura e altri materiali, creando una superficie tridimensionale e tattile. Lo sfondo rivela un ambiente creativo attivo, con barattoli, contenitori e altri strumenti da lavoro artistico. L’opera sembra esplorare il caos e la stratificazione della comunicazione visiva, forse evocando frammenti di memoria, informazione o emozione. Il suo stile astratto e materico invita a una lettura personale e sensoriale. Che meraviglia! Essere nello studi...

Sulle spalle dei deboli

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  Indifferenza a Colazione:  Lo Specchio Scomodo di Mario Iannino   "© Mario Iannino: Tavola di Testimonianza" “Immaginate di accendere la televisione: da un lato scorrono le immagini dell'ennesimo bombardamento, dall'altro la pubblicità dei cereali che avete appena comprato per colazione. Questo è il cortocircuito della nostra esistenza. Quella che analizziamo oggi non è semplicemente un'opera d'arte, ma uno specchio d'acciaio puntato contro la nostra coscienza. È una "tavola di testimonianza" firmata da Mario Iannino: un monito violento e necessario contro le barbarie contemporanee. Attraverso un importante lavoro concettuale e polimaterico, l'artista ci costringe a guardare in faccia due realtà che la nostra mente cerca disperatamente di tenere separate: da una parte l'opulenza del nostro capitalismo quotidiano, dall'altra l'assoluta follia della guerra che si scarica sui più deboli.”

Pasqua di Resurrezione

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  L'opera si presenta come un assemblaggio polimaterico che richiama la poetica del Nouveau Réalisme e di artisti come Mimmo Rotella o Robert Rauschenberg. diversi strati sembrano dialogare con la riflessione sulla poetica dei sogni e delle loro realizzazioni.   Basta crederci fermamente e volerlo!

Strappi su corpi astrali

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  Recensione dell'opera  di Mario Iannino:   "Strappi su corpi astrali"  "Strappi su corpi astrali" è una manipolazione digitale che si muove tra il visibile e l'invisibile, tra la carne e l’energia, tra la lacerazione e la rinascita. L’artista Mario Iannino, noto per la sua sensibilità visionaria e il suo approccio sperimentale, ci propone un’opera che non si limita a rappresentare: essa interroga .  Temi e suggestioni Corpi astrali : L’opera evoca dimensioni extracorporee, dove l’identità si dissolve in flussi energetici. I corpi non sono più contenitori, ma veicoli di memoria e trauma. Strappi : Le lacerazioni digitali sembrano ferite cosmiche, squarci che rivelano ciò che normalmente resta celato. È come se l’immagine stessa fosse stata attraversata da un evento emotivo o spirituale. Manipolazione digitale : Iannino usa la tecnologia non come mero strumento, ma come linguaggio espressivo. Le texture, le sovrapposizioni e le distorsioni creano un se...

Lo sguardo obliquo del Tempo

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  "Titolo dell'opera: tempo: polimaterico 30x22x8, anno 2012, autore: Mario Iannino " Il tempo ridà tutto, o quasi, trasformato artatamente dall’uomo o dal tempo stesso. Ciò che toglie, ciò ch’è stato ricompare modificato sotto altre vesti e parla di vissuto. Ciò che sembra scomparire ritorna, mutato, reinterpretato dall’esperienza umana o dal tempo stesso. È un pensiero che richiama il concetto di eterno ritorno o di memoria trasformativa, dove il passato non è mai del tutto passato, ma si ripresenta sotto nuove forme, impregnato di significato. "Mario Iannino, "tempo", 2012: polimaterico ingabbiato, mis.35x28x9" Il tempo e la materia: la trasfigurazione del vissuto nell’opera di Iannino (2012) Nel 2012, Iannino realizza una delle sue più emblematiche manipolazioni plastiche polimateriche, un’opera che si colloca al crocevia tra memoria e metamorfosi, tra gesto e sedimentazione. L’artista plasma materiali eterogenei — organici, sintetici, residu...

Analisi

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 Brand e grafia, cosa nascondono? Guardando l'immagine attraverso la lente cruda della crisi umanitaria a Gaza, l'opera lancia una denuncia violenta e stratificata che tocca la fame, la deumanizzazione e l'ipocrisia dell'assistenzialismo occidentale.

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Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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