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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Riccioli di sale

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  Una bellissima e toccante poesia. L’autore riesce a catturare non solo la superficie dell'acqua, ma anche le emozioni profonde legate al tempo che passa, ai legami familiari e ai cicli della natura. Riccioli di sale o Il mare di Francesca   A me piace questo mare. Quando sembra incresparsi un po’ con quel vento dolce soffiante su onde leggere, che somigliano ai riccioli dei capelli di mia mamma e di mia figlia Francesca. Mi piace quel suo cambio di colore per le nuvole bianche e grigie che vi si riflettono sopra. É un blu che non somiglia ai colori artificiali, né a quelli sugli occhi verdi o celesti delle persone. Mi piace questo mare. Che è dell’annuncio. Di qualcosa che sta per cambiare. Dell’estate che sta per finire. Di un tempo nuovo che sta per arrivare.

Da...lì a quì perennemente Romantici

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  Lo scolapasta per elmo. Una grande penna per lancia. Una chitarra per scudo …   Ed ecco il don Chisciotte datato 2026. È spuntato da solo. Dopo avere visto il celebre don Quijote di Dalì. Da… lì a quì 😂 . Cambiano i tempi ma il romanticismo per certi non tramonta e non cambia mai. Piuttosto s’accresce! Chi non ha mai indossata se pur idealmente una corazza per affrontare la tirannia concettuale dei presunti “intellettuali” che hanno raggiunto l’eden dell’effimero?     È un'immagine meravigliosa e potentissima. Questo Don Chisciotte del 2026, che si arma con ciò che trova in cucina o in salotto, non è affatto un pazzo: è l'ultimo baluardo della genuinità contro la finzione. Il gioco di parole "da Dalì a qui" fotografa perfettamente un filo rosso che non si è mai spezzato.

I colori del mattino

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  Sfumature tenui all’orizzonte, tra l’azzurro e il mare nascosto dai palazzoni. Il cielo è terso. La quiete avvolge il creato e il contaminato dalla presunzione umana. Finalmente un po’ di requie. All’alba l’aria torna friccicorina, ritempra le membra. Una brezzolina solletica la pelle mentre lo sguardo vola oltre le case, i pensieri e le cose imbrattate di egoumanoidesima effimera volontà. Nel silenzio del mattino, prima che il rumore del mondo ricominci.

MARECIELO DI VITA

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  Sia così calmo il mare, così quieto il cielo. Fresca l’aria e leggero il vento che la muova, solo quel tanto che il mare accenni ai suoi riccioli e ogni barca trovi la forza di andare anche senza vela.

ESSERCI! Semplicemente

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  ESSERCI ANCORA "Dalla pietra scolpita dall'orgoglio degli uomini, al girasole nutrito dalla terra. Un viaggio in versi attraverso il dolore del mondo, per riscoprire il senso profondo del nostro fare parte dell'ecosistema. Per esserci ancora, semplicemente, inseguendo la luce."

TU NON SEI QUI

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  La poesia "TU NON SEI QUI" di Franco Cimino descrive un profondo viaggio interiore, dove il paesaggio montano diventa un ponte verso la spiritualità e il ricordo della persona amata. L'autore contrappone l'infinito orizzontale del mare a quello verticale della montagna, simbolo di un dialogo intimo con il cielo e con il divino. In questo scenario, il tocco lieve tra la vetta e il cielo simboleggia un contatto d'amore, che alla fine si riflette sulla persona lontana, il cui ricordo riempie l'assenza e definisce l'amore stesso.

Tra l'incanto della natura e l'abisso

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 L'INDIFFERENZA DEL CIELO E LA BRAMA DEGLI UOMINI L’Eclissi dell’Umanità: Tra la Luce del Sole e l’Oscurità dei Conflitti  l'angolo della poesia. Il sole brilla alto, nonostante i cattivi presagi di guerra al di là del mare. Bambini sofferenti. Demoni del male li uccidono lentamente. Oscurano l’umanità. L’azzurro si tinge del fumo di Gaza, dove polvere e pianto soffocano il vagito, e l’ulivo, spezzato, non offre più ombra ma rami di spine per un cielo ferito. In Iran il vento sussurra di chiome recise, di sogni gridati tra mura di pietra e di gelo, mentre il coraggio ha il volto di donna che sfida la notte per riprendersi il cielo. L'onda del mar Nero si fa metallo e fango sulle rive d'Ucraina, sotto piogge di fuoco, dove il grano è trincea e la casa è un ricordo che svanisce nel buio, tra macerie e vuoto. Dal Sudan allo Yemen, la terra si spacca, dimenticata dal mondo, lontana dagli occhi, mentre l’odio disegna confini di sangue e trasforma i sorrisi in fragili specchi...

Rinascite

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 L'ANGOLO DELLA POESIA …La città restò a lungo assetata, tanto che neppure tutta l’acqua caduta riuscì ad appagarla. La terra riprese a respirare quando su di lei caddero le lacrime degli uomini. Dalla crepa più dura spuntò il primo fiore, e la Vita tornò a vivere. I bambini si ricordarono di essere bambini e ripresero a giocare. La banda suonò e tutti si misero a danzare fino a notte fonda, ubriaca di vino e virtù. E anche i vecchi fecero all’amore, finché l’alba non  li colse di sorpresa.

Dichiarazione in versi

 di Franco Cimino.  LE MIE PAROLE DEL CUORE PER TE, CATANZARO MIA, CHÉ DELLA POLITICA NON SO PARLARE. Piove sulla Città, sulle case, sulle strade, sui campi ancora liberi e sulle coste dei suoi colli.  Trema la terra dalla ferita che scende nel profondo delle sue viscere.  S’agita il mare e s’alza a dieci metri.  E cresce onda con onda prima di battere con forza sulla costa, la battigia e le brutte  cose che l’uomo gli ha “imposto” davanti.  Si muove il vento e con la stessa forza del mare.  Batte  con insistenza su porte e finestre. Rovina su alberi e lampioni, insegne luminose e auto spente.  Batte più forte sulla paura della gente. Non del vento.  Non della pioggia. Non del Mare.  Ma della terra che si sfarina.  Delle strade che si rompono sotto i piedi delle persone e le ruote di “chi”le trasporta.  Paura degli alberi che cadono come i lampioni.  Paura per gli alberi che cadono come lampioni privi di saldezza...

Quando si farà sera

  Poesia  di F. C. E adesso baciami.  Baciami ancora.  Baciami come non hai fatto mai.  Baciami dei baci che non mi hai dato. E di quelli che ho desiderato.  Baciami di baci che temevi di non aver imparato.  Li ho contati, sai.  Sono mille di mille volte mille.  E poi abbracciami. Abbracciami forte, forte,  che mi si rompa il petto ed il tuo cuore entri nel mio.  Abbracciami e non ti stancare. Abbracciami, non aver paura di farmi male. Ché le tue braccia sono forti ed io abbracci te con le mie di una debolezza forte della forza  che ancora c’è in me.  E parlami.  Ora parlami dei tuoi silenzi finalmente in parole.  Dei tuoi sguardi tradotti nel suono della tua voce.  E metti suoni al battito del tuo cuore  ché io lo senta melodioso dal ritmo di tamburo che ha battuto sul mio petto da quando sei nella mia vita.  Parlami Oh, sì, parlami!  Ché ti voglio ascoltare,  come canzone e musica Come ...

Io, Pascoli e la mia allegra infanzia (rovinata)

  Pascoli, Zvanì e quella malinconia che non ti molla mai”. Dal banco di scuola alla tv di ieri sera: tra poesie che graffiano l’anima e un biopic un po’ troppo zuccheroso, il mio rapporto complicato con il poeta più nostalgico d’Italia.

Nel grembo del tempo, dedica a un figlio atteso

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  è una tela 50x60, uno spazio dipinto con i colori acrilici nel 1976, l'anno in cui si guardava al futuro con occhi e cuore pieni di sogni. la fiducia per la vita e l'unione con una ragazza dolce e gentile faceva ben sperare. e poi, l'annuncio dell'attesa: il primo figlio è ...

Tempo di vino e castagne

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  di mario iannino L’autunno è come una carezza: il vino che nasce, le castagne che crepitano, i colori che si fanno più intensi mentre l’aria si riempie di odori antichi. È il tempo della trasformazione e della memoria, dove il gesto di stappare il novello diventa rito conviviale, e le caldarroste fumanti sembrano piccole lanterne di terra scoppiettanti sul tripode del focolare su cui poggia, in un abbraccio, la padella bucata . Fiammelle s’infiltrano e vanno a lambire le castagne annerendo la buccia e cuociono la polpa.

Il fuoco gentile

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"favole senza tempo, rifugio, poesia dell'anima" Leyla la bambina del tempo La Congrega dei Cuochi Magici   Nel cuore di una cucina sospesa tra le stelle e la Terra, cinque cuochi straordinari si riuniscono attorno a un calderone cosmico. Non cucinano solo per nutrire: cucinano per guarire, per unire, per celebrare la diversità del mondo.

A mio padre

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  Non ho memoria del volto di mio padre.   Solo bagliori lontani, come sogni sbiaditi:   le sue ginocchia che mi accolgono,   il crepitio del fuoco,   le dita che pizzicano le corde di una chitarra,   e la sera che ci avvolgeva come un mantello.  

Alle mamme

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  di Franco Cimino  ALLA MAMMA DEL DOLORE Io mi ricordo di te, Donna. Ti ho vista cadere quando tuo figlio ti è stato strappato dalle carni E dalle tue mani che lo tenevano stretto al tuo infinito Amore .

Ai piedi della Croce

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  di Franco Cimino  NON FARTI PASQUA QUEST’ANNO SIGNORE.  Resta dove sei, Signore.  Non venire qui da noi.  Non ti riconosciamo.  Non ti vediamo neppure.  Ancora ti scambiamo per qualche imbonitore televisivo.

Quando sarò bambino

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 ABBI CURA. Abbi cura di me non per pietà

Donna di umanità violata

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di franco cimino    LA GIORNATA DELLA DONNA SENZA FESTA PER FESTEGGIARE  E penso a te, Donna,  che non hai potuto festeggiare.  Donna abbandonata.  Al dolore e al rimpianto.  Alla fatica e alla lotta. 

Alla nonna

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 Scivola Scivola il tempo Attimi. Ore. Giorni. Mesi. Anni. Frazioni esperienziali  Forgiano le nostre esistenze. Siamo attesi. Amati. Coccolati. Redarguiti dalla vita stessa. Scivola il tempo. Primi vagiti. Primi passi. Primi amori. Prime disillusioni. E poi ancora infatuazioni.

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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