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Visualizzazione dei post con l'etichetta poesia

A mio padre

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  Non ho memoria del volto di mio padre.   Solo bagliori lontani, come sogni sbiaditi:   le sue ginocchia che mi accolgono,   il crepitio del fuoco,   le dita che pizzicano le corde di una chitarra,   e la sera che ci avvolgeva come un mantello.  

Alle mamme

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  di Franco Cimino  ALLA MAMMA DEL DOLORE Io mi ricordo di te, Donna. Ti ho vista cadere quando tuo figlio ti è stato strappato dalle carni E dalle tue mani che lo tenevano stretto al tuo infinito Amore .

Ai piedi della Croce

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  di Franco Cimino  NON FARTI PASQUA QUEST’ANNO SIGNORE.  Resta dove sei, Signore.  Non venire qui da noi.  Non ti riconosciamo.  Non ti vediamo neppure.  Ancora ti scambiamo per qualche imbonitore televisivo.

Quando sarò bambino

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 ABBI CURA. Abbi cura di me non per pietà

Donna di umanità violata

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di franco cimino    LA GIORNATA DELLA DONNA SENZA FESTA PER FESTEGGIARE  E penso a te, Donna,  che non hai potuto festeggiare.  Donna abbandonata.  Al dolore e al rimpianto.  Alla fatica e alla lotta. 

Alla nonna

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 Scivola Scivola il tempo Attimi. Ore. Giorni. Mesi. Anni. Frazioni esperienziali  Forgiano le nostre esistenze. Siamo attesi. Amati. Coccolati. Redarguiti dalla vita stessa. Scivola il tempo. Primi vagiti. Primi passi. Primi amori. Prime disillusioni. E poi ancora infatuazioni.

Impiedi

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Appena giorno.  Passata la notte, osservo il mare. Il riverbero del sole sull'acqua. Il cielo terso. Una vela in lontananza. Due figure di donna e un cane sulla battigia.  Passata è la notte, non gli incubi.  La notte... oblio della ragione pura popolata di orrori figliati da bulli bellicosi. Arroganti coi deboli.  La notte dei tempi bui trascorre tra scorribande di flussi e riflessi storici, sociali, personali, di popoli, razze, etnie e individualità fuori dal tempo.  È  una moda! Mi dico. È  una moda? Passerà.  Forse. Speriamo presto. Speriamo di tornare a vedere le stelle che riflettono sulla bellezza la luce dorata del pensiero puro. È una moda? No! Una condizione imposta dai bulli cresciuti nell’ego smisurato e educati all’idea del superuomo che tutto può,  anche decidere sulla vita e la morte degli ignari. mario iannino

Inno all'Amore

di Franco Cimino  L’AMORE NEL GIORNO DELLA SUA FESTA “COMANDATA” E adesso innamorati!  Aspettavi questo giorno della celebrazione dell’Amore, e allora forza apri cuore! E lascia stare le parole se non sono di poesia. E pure i fiori, se non sono di campo o di giardino. O quelli che spuntano sulla spiaggia, sui muri lungo le strade o sull’asfalto. Non un fiore che non hai colto tu. Innamorati. Della persona e delle persone, uomo o donna o altro, che siano.

Proiezioni

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Catanzaro marina, lungomare  È una bella giornata di sole che, nonostante il freddo pungente che stimola la pelle esposta al vento a reagire e le gambe a camminare veloci, invita a godere della luce solare immensamente generosa in Calabria e fare il pieno di aria iodata. Le guance e le mani assumono un colorito rosato. Due gabbiani, poggiati sul muricciolo che delimita la passeggiata del lungomare dalla spiaggia e quindi del mare, oziano al sole. Non hanno paura della gente che passa vicina. Hanno capito che nessuno è intenzionato a fare loro del male. Anzi, aspettano che qualcuno porga del cibo, biscotti sbriciolati o del pane raffermo. 

Messaggi dal cielo

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  Figure ancestrali visibili ai bambini e alle anime pure sovrastano la corteccia materiale della fisicità. Bagliori inaspettati plasmano impalpabili visioni; evocano sensazioni sopite. Buongiorno! Alla vita. Figure familiari prendono forme, ammantano negatività e pensieri consci. Sprazzi di luce tagliente danzano, s'inchinano al nuovo giorno. Buongiorno giorno... in groppa al destriero con ali dispiegate il pensiero vola sulle bellezze del Creato.

Ascolto ascolta

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Sensazioni. L'aria fresca. Il silenzio del mattino sottolineato dal suono dei campanacci e dal canto degli uccelli. Il risveglio del gallo imperioso. Atmosfera bucolica. Quiete della mente. Ascolto. Silenzio relativo. Lungo le vie deserte tra i ciuffi d'erba cresciuti spontanei sui marciapiedi. Odore d'erba bagnata.  Canti della cinciallegra. Qualche muggito. e poi: Rumore. Frastuono. Improvviso. Una mano nevrotica strattona la cinghia. avvolge le doghe e spalanca l'essere nella realtà. Misera. Urla di rimprovero invadono la quiete del mattino. E lo sbotto del pianto infantile  autodifesa in un mondo di grandi. I campanacci si attenuano e i muggiti cessano. Voli d'ali nel cielo terso. Qualche cirro biancastro dipingono lo sbadiglio di un nuovo giorno sotto lo sguardo curioso della cornacchia appollaiata sul lampione. ©mario iannino   

Donna a te che sei e hai donato Vita

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Si rimane un po' bambini. Possiamo raggiungere i 90, cento anni, possiamo essere colpiti dalla demenza senile ma alcune sensazioni non sono mai colpite e cancellate. Il calore del grembo materno, l'odore della prima poppata al seno, i baci, le carezze, le coccole di una madre premurosa ci fanno sempre compagnia e illuminano i momenti grigi del percorso terreno. Non è mammismo, come potrebbe obbiettare sogghignando qualcuno. Sono tracce indelebili dell'amore della donna e di chi ti ha messo al mondo. E non è neanche attaccamento morboso alla famiglia. Il legame dura per sempre. Forte. È una fiammella sotto cenere, custodita dentro microcosmi e perdura oltre le frontiere geografiche e fisiche volute da fati avversi. Avversità che nulla possono contro il ricordo atemporale tenuto vivo dall'amore sincero. In tutte le forme “dell'amore umano” c'è dell'opportunismo tranne che nell'Amore dei genitori che hanno soffiato la vita. Impossibile recidere il cordone...

Tra Spoon River e Tirripitirri

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 Affinità Cosa c'è in comune tra due personaggi nati, uno in America e l'altro in Italia, nel 1860 anno più anno meno?   Nella seconda metà dell'ottocento accaddero avvenimenti che segnarono e modificarono i destini del mondo. Tra guerre devastanti e guerre silenti nascevano grandi talenti che hanno reso catartica l'azione violenta dell'uomo. In Europa il fermento creativo rivoluzionò i modelli creativi accademici ossequiosi col potere costituito e autoreferenziali fortificati delle categorie d'appartenenza. Molti artisti furono costretti a fuggire perché perseguitati dai sistemi totalitari ancorati alle dottrine ideologiche che non lasciavano spazi alle forme del libero pensiero espresso in pittura, musica e teatro. Il sogno americano divenne realtà. E molti trovarono accoglienza. Altri, nativi d'America, furono messi al bando dai concittadini per avere osato descriverne le debolezze se pur in chiave poetica. Edgar Lee Masters è uno degli esuli i...

Francis Picabia, poesia dada

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Indifferenza. Vivere ormai nel tuo ultimo mobile inimmaginabile strano mondo decotto di stravaganze piccola curiosità facile da organizzare uditorio ben più facile meschinità e follie non ho la croce piccola borghese dal pensiero svagato mi sembra di sentire che cosa uscirà da tutto ciò meschine barriere della nazionalità innumerevoli fischi. (poesie dadà di F. Picabia)

Ad Angiolina Oliveti.

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Angiolina Oliveti e Manuela Iannino. Archivio personale. Nacqui nel 1992 nella terra di tutti E di nessuno. Mamma prima di avermi, viaggiava con te Che avevi il compito di vegliare su entrambe. Divenisti la mia madrina, la mia guida, colei che s’interessò sempre a me e alla mia carriera. Ai miei sogni, alle mie letture. Mi regalavi favole e fiabe, mi regalavi i tuoi romanzi, mi regalavi le tue storie e il tuo vissuto, mi parlavi della scrittura come di polvere d’oro, che solo chi ne conosce prestigio e pregio sa apprezzare. Mi dicevi e ti  sento  dirlo ancòra Di non violare i miei sogni, le mie ambizioni, E di non demordere mai. Ora come mai avrei voglia di parlarti, Di farmi consigliare da te E farti leggere tutto ciò che il mio cervello crea, vorrei sapere se vai fiera di me, se ti interessa ciò che scrivo, se  trovi accattivante tutto questo. Il filo conduttore a legarci evidentemente c’è E c’è sempre stato. Io, tu ...

Oro nero.

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Foto e testo: Manuela Iannino  © Sembra oro nero questo caos,  buio vertiginoso, mentre si tratta solo di equilibrio nuovo, coniato dalla lega di chi non ce l’ha fatta e di chi ce la farà. Gambe e braccia pesanti E testa affollata, Una folla in tumulto, come una guerra, tanto dolore. A fatica ricordi chi sei, chi eri, ti focalizzi solo su chi sarai. È ancora buio, ma l’alba tornerà.

Oblò.

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Testo e immagine: Manuela Iannino © Dall’oblò variopinto tutto sembra Più tranquillo, più calmo, ma vivo. Prende vita e soffia piano il vento In una carezza amorevole e morbida, avvolge le paure e le culla. Fa pensare che andrà tutto bene. Il mare e le sue onde blu,il cielo libero E i fiori intersecati e annodati stretti, le vele spiegate e tese, e te, che mi guardi con lo sguardo stesso di sempre, gli stessi occhi ancora una volta entusiasti. E ancora tu sei la mia àncora, anche quando sono stanca e voglio staccare da tutto. Con te sono sempre a casa.

La borsa di una donna è pesante.

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Testo e immagine: Manuela Iannino © Ho portato con me un ombrello Per ripararmi dalle parole Ghiacciate o bollenti. Ho portato con me qualche nota Annodata con cura Tra le corde del mio cuore. Ho portato con me le mie radici Come un perfetto abito da sposa Cucito invisibilmente sulla pelle. Ho portato con me un po’ d’abitudine Dicendole di andare via Quando il prato sarà interamente fiorito. Ho portato sulle labbra un sorriso Perché dentro è tutto vivo in me.

2 rose, 5 inverni.

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La bellezza opaca Di chi ha visto morire qualcosa dentro sé. La bellezza ingombrante Delle rose appassite, tristi e vissute. Di chi ha visto il tempo correre veloce E gli ha chinato il capo in segno di riflessione. La bellezza regina dell’imperfezione Della natura morta che ci ricorda Che il tempo passa e lascia costanti solo le spine. La bellezza di chi appoggia la testa alla tua E si abbandona al tempo che scorre. La bellezza di chi prende il tempo E se lo tiene e lo vive come viene. La bellezza di chi da rosa appassita E gelata è divenuta un girasole caldo e dritto Che lascia le riflessioni agli specchi E sorride. (A me e mia sorella, e ai nostri quasi 25 anni pensierosi, più che spensierati.)

Ossigeno.

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Ph: Valentina Iannino. L’avevano cucito addosso e con cura Il cappio al collo su misura Con parole amare e temperate Intangibili e forti, prodotte in fabbrica in serie. Come catene e anelli incastrati l’uno all’altro Ma ancora intangibili e a primo impatto infrangibili. La mente certe volte non mente e non ascolta bugie Sradicando erbacce che crescono nei punti mal curati E trascurati, portano a monte l’argilla che non permette che il giardino cresca rigoglioso. Ma problemi alla mano e scienza, coscienza e conoscenza Spezzano tutto ciò che uccide e soffoca E regala l’ossigeno vitale: pace interiore. Manuela Iannino.

Manifesto dell'Arte Libera

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1. L'Arte non si possiede

L’arte non è proprietà, ma esperienza. Ogni opera è un dono.

Cosa significa per te "arte libera"?

2. La Creatività è un Diritto

Ogni individuo ha il diritto di creare, sognare, esprimersi.

Dove vorresti vedere più arte?

3. L’Artista è Voce del Tempo

L’artista è testimone del presente. È coscienza, non ornamento.

Quale artista ti ispira?

4. L’Arte è Rivoluzione Pacifica

L’arte deve interrogare, liberare, accendere pensieri.

Hai mai creato qualcosa che ha fatto riflettere?

5. Cultura come Bene Comune

La cultura è linfa vitale della democrazia. Deve essere condivisa.

Come rendere l’arte più accessibile?

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