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Visualizzazione dei post con l'etichetta costumi

Febbraio corto e amaro

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LE SCARPE. Frevaru curtu e maru. Frevaru È u tempu trista pe’ mali vestuti, ki moranu p'u'friddu.  Queste frasi si sentivano spesso fino a qualche decennio addietro. Ricordo la cura nello scegliere i capi d’abbigliamento, i vestiti e le scarpe che dovevano essere buone e durature. So controllavano le cuciture e la qualità della pelle della tomaia, petti e tacchi, e subito dopo si portavano dal calzolaio per fare applicare i salva petti e tacchi in gomma per farli durare di più  Ricordo andavamo da D'Elia, sul corso di Catanzaro insieme a mamma. Io mi lasciavo condizionare dall estetica, lei, donna pragmatica, dalla qualità.  In vetrina , gli ultimi arrivi erano ben esposti: le nuovissime uscite della beat generation col tacco alto e le fibre sul collo piede, e i classici scarponcini. Entrare da D’Elia era come varcare la soglia di un piccolo tempio dell’artigianato. L’odore della pelle nuova si mescolava a quello del lucido da scarpe, e il pavimento di legno scricchiolava...

Un caffè, due parole su ...

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  "pagine in-utili. ©marioiannino2000" Non che per me sia importante, ho le idee chiare in merito, ma quanto è rilevante oggi, alla luce delle possibilità offerte dalla nuova scienza dell’immagine corredata da applicazioni impensabili al tempo di Giotto, continuare a produrre pitture verosimili a qualcosa di conosciuto e familiare? Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo oggi? Dipingere per abbellire, stupire, decorare o altro? Oggi la pittura "verosimile" non compete più con l'ottica, ma con il concetto. Ecco il punto: nell'era dell'iper-visualità digitale e dell'IA, produrre immagini che imitano la realtà non serve più a documentare il mondo (compito passato alla tecnologia), ma a rallentare la percezione. La pittura verosimile oggi Continuare a dipingere il "vero" ha senso solo come atto di resistenza antropologica. Mentre un software genera un volto perfetto in un secondo, l'artista impiega settimane: quel tempo "i...

Un angioletto di troppo

In una basilica nata nel IV secolo, a far discutere non è un affresco medievale né un restauro barocco, ma un angioletto dipinto nel 2000 che ricorda la premier. E l’Italia, prevedibilmente, si infiamma.  Editoriale semiserio sulla vicenda del cherubino “somigliante”.     In un Paese dove le chiese hanno spesso più secoli che fedeli, fa quasi tenerezza scoprire che il caso mediatico del momento riguarda una basilica che affonda le sue radici nel IV secolo. San Lorenzo in Lucina non è certo una comparsa nella storia di Roma: nasce come domus cristiana, viene consacrata nel 440, ricostruita nel Medioevo, rimaneggiata nel Seicento, restaurata nell’Ottocento. Insomma, una signora con una biografia più lunga di molte dinastie. Eppure, dopo sedici secoli di storia, ciò che la porta sulle prime pagine non è un ritrovamento archeologico, un affresco medievale o un restauro barocco. No. È un “cherubino dipinto nel 2000”, opera recente, “alla maniera”, che improvvisamente si ri...

Privacy

  In un’epoca in cui tutto è ovunque, forse l’unico spazio che possiamo ancora abitare con autenticità è quello che scegliamo di proteggere.   “Ma tu, che fai il giorno, esci? Se non ho niente da fare no. Non esco. Come non esci?! A casa mia tutti escono! Anche se non hanno niente da fare vanno fuori per incontrare qualcuno e scambiare una parola, e mio marito, figuriamoci se stava a casa! Lui aveva il circolo. Dopo il lavoro veniva, si lavava e andava là, passava il tempo, faceva qualche partita a carte con i colleghi oppure al biliardo. Beh sì erano altri tempi. Comunque uscire anche per prendere un po’ d’aria… . non mi va, se non ho niente da sbrigare fuori casa preferisco stare dentro. Almeno faccio qualcosa di costruttivo: leggo, scrivo, cucino… Ma sei giovane, esci! Vai a vedere che mondo corre là fuori. Esorta mostrando la porta l’anziana signora una vecchia conoscenza di famiglia venuta a visita. No, il mondo è ormai dentro casa, le mura domestiche trasudano di e...

Lacrime di cocco driiin

  Il rumore che ci divora: quando l’informazione smette di ascoltare. Tra lutti trasformati in spettacolo e disastri naturali ridotti a contenuti da consumare, la nostra attenzione collettiva si è trasformata in un clacson impazzito: suona sempre, ma non dice più nulla. Viviamo in un’epoca in cui ogni notizia diventa un pretesto per fare rumore. Non importa se si parla della morte di un personaggio noto o di una tromba marina che devasta i litorali ionici: ciò che conta è il volume, non il contenuto. La commozione è immediata, spesso sincera nell’istante in cui nasce, ma evapora alla stessa velocità con cui scorriamo il dito sullo schermo. La morte di Valentino — come quella di tanti altri, famosi o sconosciuti — diventa un’onda emotiva che dura il tempo di un post. Poi si passa oltre, verso il prossimo trend, il dramma seguente, la prossima indignazione da esibire. Nel frattempo, chi vive davvero le conseguenze di un evento — chi ha perso una casa, un parente, un pezzo di vi...

La Famiglia, le famiglie

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  Il mito della famiglia: tra devozione pubblica e incoerenze private. Un valore celebrato come sacro, ma spesso tradito nei comportamenti quotidiani. Dalla cultura italo ‑ americana alla satira dei Simpson, emerge la distanza tra l ’ ideale collettivo e le fragilit à reali dei legami familiari.   "courtesy ©mario_iannino part."

Nello stesso letto: pedizzi e capizzi

  Il prezzo delle comodità. Come il benessere domestico e la tecnologia hanno trasformato il nostro spirito d’adattamento Lo spirito d’adattamento è sempre stato una delle qualità più preziose dell’essere umano. Per secoli abbiamo saputo arrangiarci, condividere spazi ristretti, dormire “unu de pedizzi e natru do capizzu”, come recita la saggezza popolare. Era una necessità, certo, ma anche un esercizio quotidiano di tolleranza, di elasticità mentale, di capacità di convivere con l’altro e con l’imprevisto. Oggi quel mondo sembra lontanissimo. Le comodità non sono più un lusso: sono un diritto che pretendiamo. La “stanzatta tutta nostra” è diventata un simbolo di autonomia, ma anche di isolamento. Non basta un letto e un armadio: servono computer, tablet, console, cuffie, monitor, luci LED. Ogni stanza è un piccolo ecosistema tecnologico che risponde ai nostri desideri immediati. In questo scenario, i libri — quelli non scolastici — diventano superflui. Non perché non servano,...

Lezioni sporche da un mondo più pulito

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Nella Calabria rurale " a vrodata" non era folklore ma ingegneria domestica: oggi la guardiamo con disgusto, allora era economia reale. E forse il vero spreco contemporaneo è non capire più il senso delle cose.

Tra la natura, nel bosco o nel web?

 C’è una notizia che rimbalza sui media. Una storia di prevaricazione, a mio avviso, ché,  diventa, un “abuso” di potere quando alcuni organismi dello Stato impongono direttive e non consentono alle famiglie di vivere secondo natura per donare tutto l'amore possibile ai propri figli in linea con i dettami del Creato.  Oggi è ritenuto normale vivere vite parallele, farsi cloni virtuali e stare 24h su 24 nelle bolle del web, lasciare che bambini di pochi anni facciano gli influencer,  truccarsi e dare consigli, farsi selfie come se fossero donne vissute ma non si concede ai genitori di educarli a contatto con la natura. Imparare dalla natura. Entrane in sintonia con essa. La famiglia che ha deciso di vivere nei boschi si è vista togliere d’imperio i figli.  Eppure dalle notizie a dalle immagini divulgate non traspare abbandono e disinteresse. Tutt’altro!  Entrambi i genitori dimostrano senso civico rafforzato da un rispetto profondo per l’ambiente. Un ambient...

Tra il benzinaio e il medico preferisco fare l'influenzer

“Cosa vuoi fare da grande? il benzinaio non è più l'aspirazione dei bambini di oggi. e neppure il medico o l'astronauta. Oggi maschi e femmine vogliono fare gli influencer “. E’ un cambiamento culturale davvero interessante. Il sogno di “fare l’influencer” oggi è diventato una vera e propria aspirazione professionale per molti giovani, al pari di mestieri tradizionali come il medico o l’ingegnere. E non è solo una moda passeggera: riflette una trasformazione profonda nel modo in cui le nuove generazioni vedono il lavoro, la visibilità e il successo. Vediamo perché: Perché gli influencer attraggono così tanto? Le risposte sono ovvie: - Accessibilità percepita: basta uno smartphone e un’idea per iniziare. - Visibilità e riconoscimento: essere seguiti da migliaia (o milioni) di persone dà una sensazione di importanza. - Autonomia: molti influencer lavorano da soli, decidono contenuti, orari, collaborazioni. - Guadagni potenziali: i più noti guadagnano cifre da capogi...

Tra innocenza e malizia

  società, new media  Innocente malizia. Innocente è chi non ha commesso reati di nessun genere; chi ha gli occhi e non vede il male ma solo Bellezza. si ha la sensazione, però, guardando ai nuovi mezzi di comunicazione che non esista più l'innocente, l'innocenza di chi guarda davanti a sé senza maliziare. imbattersi, ed è questo il motivo della riflessione, in una bambina appena pubere che si fa un auotscatto e che guarda fissa l'obiettivo dell'iphone, forse di ultima generazione, non so visto che non sono addentro alle ultime nascite dell'alta tecnologia, con il musetto a culo di gallina mi fa senso! non è per bigottismo: la mia generazione ha visto e vissuto le rivoluzioni femministe, della “FŸa” è mia e la gestisco da me, delle minigonne e del rogo dei reggiseni.  

Pompei, 150° anniversario del Rosario

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 la celebrazione del 150° anniversario dell’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario a Pompei,come momento di memoria civile e collettiva: Pompei, 13 novembre. Una soglia di memoria. Non occorre credere per riconoscere il potere di un gesto che attraversa il tempo. Centocinquanta anni fa, un quadro arrivava a Pompei. Non si tratta solo un’immagine sacra; l'Icona è un segno intenzionale, un tratto d'unione tra il sacro e il profano potente che avrebbe trasformato una terra dimenticata in luogo di pellegrinaggio, cura, educazione grazie alla tenacia volontà di un uomo, un laico che, attorno a quel quadro, ha saputo costruire una città, una comunità, una speranza. Oggi, quel ricordo non è solo religioso. È civile. Umano! È il ricordo di chi ha creduto nella possibilità di riscatto, nella dignità del povero, nella forza dell’educazione: Bartolo Longo , con le sue contraddizioni e il suo coraggio, ha seminato un’idea: che anche dal dolore può nascere bellezza, che anche ...

C’era una volta, e c’è ancora

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 Cambiali, valvole e nepitelle La consegna sbagliata (che si rivelò giusta e gradita) C’era una volta. ( antefatto ) Il racconto prende vita dai ricordi della nonna, di una consegna che a lei sembrava sbagliata negli anni della sua giovinezza. Giovane sposa, casalinga e con i bambini piccoli. Il facchino salì le scale con il tecnico al seguito, trasportando un oggetto misterioso, ingombrante, avvolto in panni e curiosità. Bussarono alla porta della nonna. Lei aprì, guardò il pacco, poi guardò gli uomini. “Dev’essere un errore,” disse. “Qui non aspettavamo nulla.” Ma non era un errore. Era il televisore. Il primo del palazzo. A valvole, con un solo canale, ma bastava. Bastava a trasformare il soggiorno in sala proiezione, a far sedere i vicini sulle sedie pieghevoli, a far portare le cuzzupe e le nepitelle, gli gnocchetti e i tardiddhi durante i giorni di festa. Bastava a far diventare la casa del nonno e della nonna il centro di una piccola comunità affettuosa. La nonna, incredu...

Parenti serpenti

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  Si avvicinano le feste di natale e guardandomi in giro, oltre le luci intermittenti e i tantissimi "pensierini d'affetto" mi viene in mente ... LA COMMEDIA ALL'ITALIANA A volte, anzi spesso, mi torna in mente il film satirico della commedia all’italiana Parenti serpenti, e non per caso: certi atteggiamenti familiari sembrano usciti direttamente da quella sceneggiatura. Mi riferisco a chi predica bene ma razzola male, soprattutto nei rapporti tra consanguinei. Proprio coloro che si mostrano più esigenti in fatto di affetti e valori familiari finiscono spesso per pensare solo al proprio benessere. Non vogliono essere disturbati nelle loro abitudini, fanno inviti mirati e risicati, ma non esitano a puntare il dito contro gli altri membri della famiglia. Sempre pronti a scorgere la pagliuzza nell’occhio altrui, ignorano la trave che alberga nel proprio. La f amiglia all’italiana: tra satira, ipocrisia e messaggi vocali, è lo specchio dei giorni nostri. Purtroppo, quan...

Ringiovanire di un’ora

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  Il canto del gallo, arcaico e libero, si oppone al tempo regolato dall’organizzazione civica, che pretende di scandire ogni attimo. Eppure, con il ritorno all’ora solare, l’uomo riesce a “ringiovanire di un’ora”: un gesto minimo, ma carico di significato. Il gallo non conosce l’ora legale. Si sveglia quando sente il mondo girare, non quando glielo impongono. Noi, invece, da marzo a ottobre abbiamo obbedito: un’ora avanti, come da decreto. Oggi, però, abbiamo fatto marcia indietro. Abbiamo dovuto spostare le lancette: trasformato le 3 in 2 e guadagnato un’ora. Un piccolo atto di potere sull’ingranaggio. Un’illusione di giovinezza. Un gesto che non cambia il tempo, ma lo piega — per un attimo — alla volontà dell’uomo. Un’ora indietro! Il gallo canta, come sempre. Non conosce decreti, né fusi orari. Il suo tempo è quello della luce, del freddo che cambia, del respiro della terra. Noi, invece, abbiamo girato le lancette. Un gesto piccolo, ma carico di presunzione: abbiamo...

Cultura woke e politica del rancore: una riflessione

  Ottobre, la memoria e il risveglio: contro la politica che divide, per una società che ascolta   “Ottobre è un pittore malinconico: ama i colori che svaniscono. Celebra ciò che finisce come un ultimo tocco sulla tela.”.  Scrive un acaro amico per augurare l'inizio del nuovo giorno. Ma davvero tutto finisce? O forse, come suggerisce una visione più profonda, nulla si dissolve del tutto, e ogni cosa si trasforma, evolve, ritorna? Questa riflessione poetica sull’autunno invita a guardare oltre la superficie delle cose. Anche gli errori, le fratture, le esperienze dolorose non si cancellano: si sedimentano, si rielaborano, diventano parte del nostro divenire. La memoria non è un archivio chiuso, ma una nebbia viva, pronta a riemergere con forza.   E' attuare il tempo del cambiamento e soddisfare il bisogno di ascolto! Viviamo in un’epoca in cui il cambiamento è costante, ma spesso vissuto con paura. La politica, anziché accompagnare questa trasformazione, ten...

Creatività e controllo

  Dialettiche della libertà nell’arte contemporanea Libertà d’azione e linguaggi visivi: una riflessione critica Domande e risposte attorno al fare artistico degli operatori culturali: artisti, curatori, operatori del mercato dell'arte. Intro, riflessione iniziale che dà lo spunto per una serie di domande e risposte: Cos'è la politica se non prendersi cura del prossimo? persino respirare in un certo modo lo è! respirare senza dare fastidio a chi ti sta vicino e persino stare attenti a non emettere rumori molesti. avere rispetto per gli altri! insomma è fare politica. ed in questo modo di essere e rapportarsi è incluso pienamente il lavoro sociale , non mi riferisco al volontariato, quello è scontato. penso alle attività alte, come fare cultura, quindi: creare, ragionare attorno ai problemi sociali e farne arte. i linguaggi artistici tutti sono strumenti di emancipazione . Analisi, non risposta esaustiva, senza la presunzione di risolvere il quesito   Hai espresso una visio...

Conquiste civili, 1950, inizia la rivoluzione

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 emancipazione, sport Che momento epocale! Il millenovecentocinquanta! Il 25 agosto 1950, Althea Gibson non solo festeggiava il suo compleanno, ma infrangeva una barriera storica: diventava la prima donna afroamericana a competere nel Campionato Nazionale degli Stati Uniti, oggi noto come US Open. Forest Hills, New York, fu il palcoscenico di questo evento rivoluzionario, con una folla record pronta ad assistere a un cambiamento che andava ben oltre il tennis. Facciamo un parallelo tra il tennis di allora e quello di oggi  :

Analogie

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  Paragonare una faina a una personalità politica è un esercizio curioso e un po’ provocatorio — ma anche stimolante! La faina è astuta, elusiva, notturna, capace di infilarsi ovunque e di colpire con precisione. In senso metaforico, queste qualità possono ricordare certi politici noti per la loro abilità strategica, discrezione operativa e capacità di muoversi agilmente tra le pieghe del potere.  😇

Italiani all'estero, americani di terza generazione

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  Alla conquista delle Americhe. Potremmo titolare il post. Ma sappiamo bene che così non è! Anche per gli emigranti della prima ora, gli stoici pionieri che si son dovuti accollare i sacrifici maggiori poiché catapultatisi in una terra sconosciuta e lontana e fare da apripista alle famiglie rimaste in patria, ai parenti e ai conoscenti stanchi di patire la fame pur spaccandosi la schiena nei campi e nelle miniere. Ad essere onesti dobbiamo ricordare anche quanti non hanno dato notizie, forse perché morti o dispersi durante il lungo viaggio per mare, non un viaggio come quelli in cui si contano i morti per la malvagità delle leggi che gettano in mare i clandestini profughi dai territori in guerra e per sopravvivere alla fame.

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

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