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Catanzaro, spari in periferia

 Break news .  Colpi di pistola alle 5 e 25 del mattino. 1…2… colpi secchi che lasciano intendere siano sparati da una piccola calibro. È buio. L’eco degli spari, non tanto lontani, si spegne. Torna il silenzio. Forse i ladri o i malfattori sono stati intimoriti e messi in fuga. Ladri di macchine o topi d-appartamento? Corvo è in pericolo?

Con un filo di voce, sommessamente, lettera per un amico

 Scrivo queste righe sommessamente, col tono di chi parla a bassa voce in una stanza vuota, anche se so che nessuno risponderà tuttavia continuo a parlare. Non è un esercizio di nostalgia, né un tentativo di trattenere ciò che non può essere trattenuto. È piuttosto un modo per mettere ordine tra le presenze che resistono, anche quando il corpo non c’è più.   I numeri in rubrica, già da un po', si assottigliano. Scorro i nomi e riconosco le assenze, ma non riesco a cancellarli. Restano lì, come piccole luci che non vogliono spegnersi. Anche tu sei ancora lì, ostinato, come se il telefono potesse ancora restituire la tua voce spezzata, quella balbuzie che non ti ha mai impedito di pensare con una chiarezza che molti, fluenti e sicuri, non hanno mai avuto. I numeri in rubrica si assottigliano, ma non soccombono. Restano lì, come piccole sentinelle luminose, a ricordarmi che il tempo non cancella: scava. Scorro quei nomi e so che molti non risponderanno più, eppure non riesco a ...

Se amo ancora questa città

 NUCCIO MARULLO, IL PICCOLO GRANDE UOMO, CHE HA FATTO GIGANTI PICCOLI UOMINI, COME ME… E poi, la notizia che mai avrei voluto ricevere arriva all’improvviso. Puntuale e inattesa. Dolorosa. Il senso di un vuoto profondo ti assale. Nuccio Marullo non c’è più. È andato via all’improvviso, sebbene fosse malato da tempo. Il suo andar via è stato come un allontanarsi progressivo. Già si era avvertito quando, a metà della precedente stagione, la poltroncina del Politeama — il teatro che lui ha contribuito a edificare e che ha poi fortemente sostenuto nel ruolo amministrativo ricoperto al Comune e successivamente come vicepresidente della Fondazione — era rimasta vuota. È andato via in silenzio. Senza far rumore. Come in silenzio rumoroso ha vissuto. Silenzio rumoroso: il silenzio degli umili e delle persone semplici. Di quelle che, pur essendo giganti, non se la tirano. Di quelle che, con il proprio ingegno e la propria fatica, facevano grandi gli altri, lasciando loro sempre il proscenio...

Nuccio Marullo, una perdita per la città

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  Si chiude un’altra pagina: Catanzaro saluta Nuccio Marullo, uomo di cultura, giornalista e… Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso, anche quando una parte di noi sapeva che quel momento si stava avvicinando. La scomparsa di Nuccio Marullo è una di queste. Un dolore che non riguarda solo chi gli è stato vicino, ma una città intera che oggi perde una voce colta, discreta, capace di illuminare senza mai imporsi. Per me, la sua assenza è una ferita personale, fatta di ricordi recenti e lontani, di parole donate con quella sua naturalezza che era già una forma di generosità. Ciao Nuccio.   La notizia della tua scomparsa mi ha raggiunto all’improvviso, come qualcosa che non si è mai pronti ad accogliere davvero. Sapevo delle tue fatiche, dei giorni difficili, ma non volevo pensare che la fine potesse essere così vicina. Preferivo custodire l’immagine di te che, nonostante il dolore, hai voluto essere presente alla mia mostra. Sei arrivato accompagnato da tuo figli...

Calabria, P. S. o Guardia Medica, dilemma inutile per chi sta male

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  Continuità territoriale… ma di cosa?   Il diritto alla salute ridotto a una caccia al tesoro tra porte chiuse e fogli A4 stropicciati   C’è un momento, nella vita di ogni cittadino, in cui capisce davvero quanto valga la sua salute per chi governa il territorio. Non serve un grande dramma, non serve un ricovero urgente. Basta un inciampo. Letteralmente.  

La Catanzaro sconosciuta

 di Franco Cimino Il volontariato che diventa nuova coscienza politica: per ristrutturare le istituzioni e costruire la città del futuro  “Volontario, volontari, volontariato”: parole che tornano di moda in questa stagione difficile, segnata da egoismi, rancori, indifferenze e chiusure nel privato. L’etimologia del termine ha molti significati; qui voglio richiamare quello più usato oggi: volontario è chi, da solo o con altri, svolge un’attività gratuita a favore della collettività. Recupera un bene comune, tutela un monumento, rimette in sesto una piazza o qualsiasi cosa possa essere utile alla comunità.

Don Mimmo, Ministro degli ultimi

 Di Franco Cimino.  DON MIMMO, IL PRETE VESTITO DI ROSSO E LA SUA ALTA LEZIONE D’AMORE NELLA SUA CITTÀ… La sala consiliare è già gremita da un po’ quando io, per la prima volta dopo la ristrutturazione, vi entro. Ci mancavo da molti anni. Il suo colore è rosso acceso, come quello dell’abito e della berretta che l’atteso Cittadino onorevole indossa da qualche mese.  Sento un odore di nuovo che non sa di profumo di nuovo, ma un po’ di cancellazione di quello antico, che non era male e si diffondeva bene in quel grande spazio.  Oggi c’era tanta luce che veniva dai tappeti e dai rivestimenti delle poltrone, quasi luccicanti anch’esse di nuovo. Dall’alto dei grandi finestroni scendeva la luce chiara e intensa della bella giornata primaverile e quella che veniva dai faretti. Eppure sembrava non fosse nulla chiaro di tutto questo sentire. Come se ci fosse un’ombra, una qualche opacità. La sala gremita. Il vociare intenso dei presenti faceva immaginare una classe in attesa d...

Dalla strada al palco

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  ESSERE PRETI OGGI Tra missione evangelica e formalità che allontanano: il paradosso della Chiesa contemporanea.   Essere preti oggi significa camminare su un crinale sottile, dove la “missione evangelica” – quella autentica, fatta di ascolto, prossimità, condivisione – si scontra con una società complessa e con forme istituzionali che talvolta sembrano tradire lo spirito originario del Vangelo. Praticare la Parola nel suo senso più alto non è un esercizio retorico: è un atto quotidiano di esposizione, vulnerabilità, dono. E proprio per questo è così difficile. La fraternità come sfida radicale:   Il cuore del messaggio cristiano è semplice e rivoluzionario: essere fratelli. Non fratelli in senso astratto, ma nella concretezza del vivere accanto agli ultimi, ai fragili, a chi non ha voce. È una chiamata che non ammette barriere, titoli, distanze. Eppure, nella realtà, le barriere esistono eccome. La società contemporanea è un terreno accidentato: solitudini d...

Quando la cultura diventa vetrina: il nodo irrisolto delle scelte artistiche a Catanzaro.

  La cultura come vetrina o come identità?   Perché Catanzaro deve tornare a credere nei suoi artisti Una riflessione sul rischio di trasformare la cultura in marketing e sulla necessità di valorizzare davvero le energie creative del territorio.

Catanzaro fhora e portu, da non confondere con porta marina

 Fhora e portu, piazza Matteotti, per i catanzaresi è fhoraeportu! Tutto d'un fiato con la effe aspirata. Oggi, rispetto a qualche decennio addietro, ha cambiato completamente il suo aspetto. È stata piazza larga con segnaletica orizzontale e strisce pedonali. e da periferia è diventata centro cittadino. E' una piazza movimentata da polemiche a causa dell’urbanistica e non solo. Anche Sgarbi ebbe da ridire per le sfere bianche disseminate ai margini della meridiana col vertice che puntava al cielo. Sembrava puntare l’istituto Ercolino Scalfaro, l’antica scuola di Arti e Mestiere, così è nato l’istituto tecnico industriale ai primi del 900.

Alla scoperta di Catanzaro

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 Catanzaro. Nella fantasia di una giovanissima mente appena sbocciata nella periferia rurale della provincia il solo sentirla pronunciata suscitava visioni di mondi nuovi e lontani da esplorare. Qualche compagnella di giochi ne parlava con aria superiore. Romanzando realtà improbabili. E questo amplificava la voglia in chi non c’era mai stato. E mai uscito dalla ristretta cerchia delimitata dai boschi di querce e castagni che si aprivano sulla distesa che guardava il mare sottostante. Quella mattina, il neofita esploratore, si preparò con cura. Infilò i pantaloni buoni con la camicia e le scarpe della festa. Pettinò accuratamente i cappelli selvaggi che poco s’addomesticavano sotto il pettine, e fu pronto. Mamma, ma’ io sono pronto. Esclamò allegramente facendo vibrare la casa. E poi, in macchina, iperattivo, non smetteva con i perché nell’osservare la strada e il paesaggio fino alle porte di Catanzaro! Superato il primo momento di stupore lentamente una sensazione di svogliata c...

Mentre la politica litiga, i catanzaresi si godono la nuova pista

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  Le chiacchiere stanno a zero per quanto riguarda la raccolta firme dal notaio dei dissidenti consiglieri comunali di >Catanzaro che si sono prefissati di fare cadere la giunta Fiorita. Mentre “a lu fhurnu i chjaccjari vannu a 19/20euri a kilu”. i catanzaresi pensano tutt'aptro, e lo conferma il giudizio di uno qualunque, uno incontrato per caso stamattina presto, un semplice podista che mi ha confidato, sue testuali parole: da qualche mattina faccio il percorso nuovo della pista cilcabile, attraverso il ponte della fiumarella e vado verso lido fino alla fortuna, bella, davvero bella la pista e il percorso, oggi pioviggina e non l'ho fatta tutta ca s'imm’acchjappa a pioggia...

Fiorita sì o Fiorita no

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     Tra hacking digitale e manovre di Palazzo: la città di Catanzaro stretta nella morsa di due insidie parallele. TRAPPOLE VIRTUALI E AGGUATI REALI: IL DOPPIO ASSEDIO A CATANZARO. INCIPIT, (neccessario) per comprendere la deriva in cui è costretto "chi vive ai margini". Qual è il confine sottile che separa un’aggressione digitale da una manovra di potere? Nelle ultime ore gli account dei devices sono stati inondati da due messaggi diversi, ma entrambi allarmanti.  Da un lato, il virus della "ballerina" su WhatsApp : un vocale della Polizia Postale che avverte del rischio di clonazione dei contatti e furto d’identità.  Dall’altro, la notizia di un agguato politico in piena regola : la raccolta firme per far cadere il sindaco di Catanzaro  Nicola Fiorita .  Se la truffa web punta a svuotare le rubriche, l’operazione a Palazzo de Nobili sembra mirare a svuotare il Comune della sua attuale guida, orchestrata da quella solita "combricola" di volti...

Harry, dal mare sulle vite

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 HERRY, L’URAGANO DAL MARE, LE VITE SALVE E LA VITA DA SALVARE “ Salviamo prima le vite umane”, vero e giusto. Pure bello. Adesso salviamo la vita. Delle persone, umane, dei cittadini, umani, della comunità, umana. Della Città, umana. Salviamo la vita dell’economia, umana. Degli imprenditori e dei commercianti, tutti, ulmani. Delle attività economiche e produttive, umane. Dell’industria, dell’artigianato e del commercio, umane. La vita dell’arte, umana. Le strade, del mare e quelle che portano al mare, umane. I lampioni e le luci sulle stesse, umane. La vita delle scuole, dagli edifici ai banchi, ai libri, alle penne, alle cartelle e ai quaderni, tutti “elementi” umani. Le chiese e gli istituti religiosi, umani. Salviamo la vita della pesca, umana. Delle barche, piccole e grandi, paranze e “ gozzo”, e quella delle reti dello sciabbaco e del cianciolo, tutti strumenti umani. Salviamo- per salvare meglio tutto-la vita del porto, umano. Salviamo la vita di Catanzaro e la sua bellezza,...

Cronache di un Allagamento Annunciato

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  Dove la natura fa il suo show, la tecnologia applaude e noi… asciughiamo.  Catanzaro Lido, zona porto: il mare ha deciso di fare una passeggiata in città. Una di quelle passeggiate senza invito, senza bussare, senza togliersi neppure la sabbia dalle onde. La giostrina del porto, quella dei cavallucci che hanno visto generazioni di bambini girare in tondo fino alla nausea, ora galleggia come un’opera d’arte contemporanea: “ Installazione marina n. 1 – Cavallucci sommers i”.

Catanzaro, dentro e fuori le mura

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  Uscire dalla città è un’impresa specialmente quando i lavori nell’arteria principale di entrata e uscita è interessata dai lavori di manutenzione. Il ponte Morandi sovrasta la vallata del fiume torrentizio e unisce i due lati opposti del nucleo urbano. Ho tempo per osservare. Il dirupo sotto via Carlo quinto è impervio e la vegetazione sembra essere la fautrice della conservazione. Le rocce sembrano friabili ad occhio nudo e pare davvero che le radici dei fichi d’india fungano da collante. E quella casetta, anzi i resti di quella che un tempo forse era una casa o molto più probabilmente un rifugio temporaneo per attrezzi e animali. Sta lì. Non si capisce come sia stato possibile   edificarla vista la ripidità del terreno.

Profeti altrove

  Nemo propheta in patria. Cultura, identità e responsabilità nella storia intellettuale calabrese La vicenda di Mimmo Rotella , nel ventennale della sua scomparsa, non rappresenta un caso isolato nella storia culturale calabrese. Al contrario, si inserisce in una lunga tradizione di artisti e intellettuali che, pur nati in questa terra, hanno dovuto cercare altrove il terreno necessario per far germogliare la propria poetica. Saverio Strati , con la sua scrittura radicata nella dignità contadina; Corrado Alvar o, che trasformò l’esperienza meridionale in una categoria universale; Vincenzo Padula , precursore dell’inchiesta sociale meridionalista; e molti altri — da Mattia e Gregorio Pret i a Francesco Jerace , fino ai contemporanei che operano tra precarietà e resistenza — condividono un destino simile: essere riconosciuti pienamente solo quando la loro voce aveva già trovato ascolto lontano dalla loro città d’origine. Questa costellazione di figure, non completamente esaustiva...

Vent’anni dopo Rotella

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  - Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.-     Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura.   La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...

L’altra faccia dell’occupazione.

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  Sotto casa, al telefono, nel Paese. Un inizio d’anno segnato da scene inquietanti e telefonate sospette, specchio di un’Italia che si illude di stare meglio solo perché i numeri lo dicono. Mentre il governo esulta per i numeri ISTAT, la realtà quotidiana racconta precarietà, truffe e lavori che costringono i giovani a raggirare i più fragili pur di sopravvivere.

Catanzaro si prepara alla grande festa pop

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  Nel quartiere marinaro fervono i lavori per l’evento che illuminerà la città. Tra tralicci che si innalzano e curiosi che osservano, cresce l’attesa per uno spettacolo che promette emozioni. E intanto, tra un passo e l’altro, si insinua una domanda: cosa ci riserva il futuro prossimo? Racconto breve: "Aspettando il pescato" I preparativi fervono, il ritmo è serrato. Le maestranze si muovono con precisione, ognuno al proprio posto, ognuno con il proprio compito. Ma non tutti partecipano a questo affaccendarsi: c’è chi, voltando le spalle al trambusto, si gode il sole in silenzio. I gabbiani, spettatori indifferenti, sembrano ignorare il mondo degli umani. Non attendono palchi né riflettori. Aspettano solo il ritorno di chi ha sfidato la notte, issando reti sotto il lume tremolante delle lampare. Sanno che, se la fatica ha avuto fortuna, ci sarà anche per loro una parte del bottino. Issare le reti non è un gioco. Non è una festa. La festa, per entrambi, arriva solo quand...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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