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Quando la cultura diventa vetrina: il nodo irrisolto delle scelte artistiche a Catanzaro.

  La cultura come vetrina o come identità?   Perché Catanzaro deve tornare a credere nei suoi artisti Una riflessione sul rischio di trasformare la cultura in marketing e sulla necessità di valorizzare davvero le energie creative del territorio.

Catanzaro fhora e portu, da non confondere con porta marina

 Fhora e portu, piazza Matteotti, per i catanzaresi è fhoraeportu! Tutto d'un fiato con la effe aspirata. Oggi, rispetto a qualche decennio addietro, ha cambiato completamente il suo aspetto. È stata piazza larga con segnaletica orizzontale e strisce pedonali. e da periferia è diventata centro cittadino. E' una piazza movimentata da polemiche a causa dell’urbanistica e non solo. Anche Sgarbi ebbe da ridire per le sfere bianche disseminate ai margini della meridiana col vertice che puntava al cielo. Sembrava puntare l’istituto Ercolino Scalfaro, l’antica scuola di Arti e Mestiere, così è nato l’istituto tecnico industriale ai primi del 900.

Alla scoperta di Catanzaro

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 Catanzaro. Nella fantasia di una giovanissima mente appena sbocciata nella periferia rurale della provincia il solo sentirla pronunciata suscitava visioni di mondi nuovi e lontani da esplorare. Qualche compagnella di giochi ne parlava con aria superiore. Romanzando realtà improbabili. E questo amplificava la voglia in chi non c’era mai stato. E mai uscito dalla ristretta cerchia delimitata dai boschi di querce e castagni che si aprivano sulla distesa che guardava il mare sottostante. Quella mattina, il neofita esploratore, si preparò con cura. Infilò i pantaloni buoni con la camicia e le scarpe della festa. Pettinò accuratamente i cappelli selvaggi che poco s’addomesticavano sotto il pettine, e fu pronto. Mamma, ma’ io sono pronto. Esclamò allegramente facendo vibrare la casa. E poi, in macchina, iperattivo, non smetteva con i perché nell’osservare la strada e il paesaggio fino alle porte di Catanzaro! Superato il primo momento di stupore lentamente una sensazione di svogliata c...

Mentre la politica litiga, i catanzaresi si godono la nuova pista

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  Le chiacchiere stanno a zero per quanto riguarda la raccolta firme dal notaio dei dissidenti consiglieri comunali di >Catanzaro che si sono prefissati di fare cadere la giunta Fiorita. Mentre “a lu fhurnu i chjaccjari vannu a 19/20euri a kilu”. i catanzaresi pensano tutt'aptro, e lo conferma il giudizio di uno qualunque, uno incontrato per caso stamattina presto, un semplice podista che mi ha confidato, sue testuali parole: da qualche mattina faccio il percorso nuovo della pista cilcabile, attraverso il ponte della fiumarella e vado verso lido fino alla fortuna, bella, davvero bella la pista e il percorso, oggi pioviggina e non l'ho fatta tutta ca s'imm’acchjappa a pioggia...

Fiorita sì o Fiorita no

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     Tra hacking digitale e manovre di Palazzo: la città di Catanzaro stretta nella morsa di due insidie parallele. TRAPPOLE VIRTUALI E AGGUATI REALI: IL DOPPIO ASSEDIO A CATANZARO. INCIPIT, (neccessario) per comprendere la deriva in cui è costretto "chi vive ai margini". Qual è il confine sottile che separa un’aggressione digitale da una manovra di potere? Nelle ultime ore gli account dei devices sono stati inondati da due messaggi diversi, ma entrambi allarmanti.  Da un lato, il virus della "ballerina" su WhatsApp : un vocale della Polizia Postale che avverte del rischio di clonazione dei contatti e furto d’identità.  Dall’altro, la notizia di un agguato politico in piena regola : la raccolta firme per far cadere il sindaco di Catanzaro  Nicola Fiorita .  Se la truffa web punta a svuotare le rubriche, l’operazione a Palazzo de Nobili sembra mirare a svuotare il Comune della sua attuale guida, orchestrata da quella solita "combricola" di volti...

Harry, dal mare sulle vite

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 HERRY, L’URAGANO DAL MARE, LE VITE SALVE E LA VITA DA SALVARE “ Salviamo prima le vite umane”, vero e giusto. Pure bello. Adesso salviamo la vita. Delle persone, umane, dei cittadini, umani, della comunità, umana. Della Città, umana. Salviamo la vita dell’economia, umana. Degli imprenditori e dei commercianti, tutti, ulmani. Delle attività economiche e produttive, umane. Dell’industria, dell’artigianato e del commercio, umane. La vita dell’arte, umana. Le strade, del mare e quelle che portano al mare, umane. I lampioni e le luci sulle stesse, umane. La vita delle scuole, dagli edifici ai banchi, ai libri, alle penne, alle cartelle e ai quaderni, tutti “elementi” umani. Le chiese e gli istituti religiosi, umani. Salviamo la vita della pesca, umana. Delle barche, piccole e grandi, paranze e “ gozzo”, e quella delle reti dello sciabbaco e del cianciolo, tutti strumenti umani. Salviamo- per salvare meglio tutto-la vita del porto, umano. Salviamo la vita di Catanzaro e la sua bellezza,...

Cronache di un Allagamento Annunciato

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  Dove la natura fa il suo show, la tecnologia applaude e noi… asciughiamo.  Catanzaro Lido, zona porto: il mare ha deciso di fare una passeggiata in città. Una di quelle passeggiate senza invito, senza bussare, senza togliersi neppure la sabbia dalle onde. La giostrina del porto, quella dei cavallucci che hanno visto generazioni di bambini girare in tondo fino alla nausea, ora galleggia come un’opera d’arte contemporanea: “ Installazione marina n. 1 – Cavallucci sommers i”.

Catanzaro, dentro e fuori le mura

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  Uscire dalla città è un’impresa specialmente quando i lavori nell’arteria principale di entrata e uscita è interessata dai lavori di manutenzione. Il ponte Morandi sovrasta la vallata del fiume torrentizio e unisce i due lati opposti del nucleo urbano. Ho tempo per osservare. Il dirupo sotto via Carlo quinto è impervio e la vegetazione sembra essere la fautrice della conservazione. Le rocce sembrano friabili ad occhio nudo e pare davvero che le radici dei fichi d’india fungano da collante. E quella casetta, anzi i resti di quella che un tempo forse era una casa o molto più probabilmente un rifugio temporaneo per attrezzi e animali. Sta lì. Non si capisce come sia stato possibile   edificarla vista la ripidità del terreno.

Profeti altrove

  Nemo propheta in patria. Cultura, identità e responsabilità nella storia intellettuale calabrese La vicenda di Mimmo Rotella , nel ventennale della sua scomparsa, non rappresenta un caso isolato nella storia culturale calabrese. Al contrario, si inserisce in una lunga tradizione di artisti e intellettuali che, pur nati in questa terra, hanno dovuto cercare altrove il terreno necessario per far germogliare la propria poetica. Saverio Strati , con la sua scrittura radicata nella dignità contadina; Corrado Alvar o, che trasformò l’esperienza meridionale in una categoria universale; Vincenzo Padula , precursore dell’inchiesta sociale meridionalista; e molti altri — da Mattia e Gregorio Pret i a Francesco Jerace , fino ai contemporanei che operano tra precarietà e resistenza — condividono un destino simile: essere riconosciuti pienamente solo quando la loro voce aveva già trovato ascolto lontano dalla loro città d’origine. Questa costellazione di figure, non completamente esaustiva...

Vent’anni dopo Rotella

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  - Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.-     Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura.   La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...

L’altra faccia dell’occupazione.

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  Sotto casa, al telefono, nel Paese. Un inizio d’anno segnato da scene inquietanti e telefonate sospette, specchio di un’Italia che si illude di stare meglio solo perché i numeri lo dicono. Mentre il governo esulta per i numeri ISTAT, la realtà quotidiana racconta precarietà, truffe e lavori che costringono i giovani a raggirare i più fragili pur di sopravvivere.

Catanzaro si prepara alla grande festa pop

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  Nel quartiere marinaro fervono i lavori per l’evento che illuminerà la città. Tra tralicci che si innalzano e curiosi che osservano, cresce l’attesa per uno spettacolo che promette emozioni. E intanto, tra un passo e l’altro, si insinua una domanda: cosa ci riserva il futuro prossimo? Racconto breve: "Aspettando il pescato" I preparativi fervono, il ritmo è serrato. Le maestranze si muovono con precisione, ognuno al proprio posto, ognuno con il proprio compito. Ma non tutti partecipano a questo affaccendarsi: c’è chi, voltando le spalle al trambusto, si gode il sole in silenzio. I gabbiani, spettatori indifferenti, sembrano ignorare il mondo degli umani. Non attendono palchi né riflettori. Aspettano solo il ritorno di chi ha sfidato la notte, issando reti sotto il lume tremolante delle lampare. Sanno che, se la fatica ha avuto fortuna, ci sarà anche per loro una parte del bottino. Issare le reti non è un gioco. Non è una festa. La festa, per entrambi, arriva solo quand...

L'anno che va via e quello che verrà

  L’attenzione dei catanzaresi è tutta concentrata sull’Area Teti. Lì si sta preparando il grande evento del Capodanno Rai 2026. L’area del quartiere Lido è diventata un vero e proprio cantiere, con il montaggio di un palco imponente che ospiterà il tradizionale spettacolo televisivo “L’Anno che Verrà” trasmesso in diretta nazionale mentre l'anno che va via non porta con sè definitivamente gli affanni dei calabresi e degli italiani. Ma questa un'altra storia. Adesso rallegriamoci. Sorridiamo con la musica folk del nostro menestrello Otello Profazio: "vena natali e non ajiu dinari mi pigghjiu na pippa e cominciu a fumari..." Intanto qualcuno dell'accoglienza, ristoratori e alberghi, nel circondario qualcosa la mette da parte visto che: Per montare il  palco : una struttura enorme, circa 50 metri di larghezza e 18 di altezza, con oltre 700 mq di impalcature metalliche che, per portare il tutto a Catanzaro sono arrivati 20 bilici carichi di materiale. L' Organ...

Un mese, undicimila euro: il caso San Giovanni

  Quando la gestione ordinaria diventa straordinaria Dicembre a Catanzaro: il Comune affida a una società di Bologna servizi di segreteria, portineria e web per il Complesso monumentale del San Giovanni, con un impegno di 11.000 euro. Una cifra che solleva interrogativi sulla scelta di un affidamento esterno e sulla capacità delle realtà locali di offrire gli stessi servizi.

I luoghi del cuore

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  Tra gli anni sessanta e settanta non c'era la movida ma c'era la passeggiata su corso Mazzini, villa Trieste o Margherita, il mercato, il Masciari, il Supercinema, il politeama, il Comunale tutti ubicati nel centro storico catanzarese circoscritto da una fascia urbana che stava crescendo. Nel quartiere di San Leonardo qualche decennio prima iniziò l'urbanizzazione e fu sede del cinema Odeon (1952) prospicente ai giardini meta della generazione di quegli anni turbolenti altrove ma sonnacchiosi a Catanzaro che comunque stava aprendosi alle nuove tensioni sociali e culturali.

Catanzaro ritrova la sua piazza coperta

  La Galleria Mancuso: un sogno moderno nel cuore antico di Catanzaro Nel cuore del centro storico di Catanzaro, dove un tempo si intrecciavano vicoli e fabbricati minori, nacque negli anni ’50 un progetto ambizioso destinato a cambiare il volto della città: la Galleria Mancuso.

Galleria Mancuso: restauro e rancore

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 Uno spazio restituito, una civiltà da ricostruire. Il superuomo, il populismo e la galleria che ci specchia. Viviamo in un’epoca in cui il mito del superuomo si è travestito da influencer, da imprenditore rampante, da politico che “ce l’ha fatta”. Il populismo, in questa cornice, non è solo una strategia politica: è una pedagogia rovesciata. Ci educa — o meglio, ci diseduca — a credere che il valore coincida con la visibilità, che il successo sia una questione di volume, di podio, di applausi. E così, chi lavora nel silenzio, chi costruisce senso senza réclame, chi esercita la mitezza come forma di resistenza, resta invisibile. Non fa notizia. Non “buca lo schermo”. La recente restituzione della  Galleria Mancuso  alla cittadinanza è emblematica. Un luogo che fu vivo, attraversato, spontaneamente abitato da arte, sindacato, ristorazione, e che poi è stato svuotato, lasciato al degrado, come tante arterie urbane che smettono di pulsare adesso, che è stato riaperto, riq...

Capodanno in RAI per Catanzaro

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 Appuntamento in  Piazza Prefettura  o nell'  Area Teti  per il fine anno Rai 2025 a Catanzaro?  Capodanno Rai 2025/26 a Catanzaro: Piazza Prefettura o Area Teti? Il grande evento televisivo di fine anno, “L’Anno che Verrà”, approda a Catanzaro. Dopo Crotone e Reggio Calabria, sarà il capoluogo a ospitare la festa di Rai 1 che accompagnerà milioni di italiani verso il nuovo anno. La città si prepara a un appuntamento che porterà visibilità nazionale e un indotto economico significativo per albergatori, ristoratori e commercianti. Ma resta da sciogliere il nodo della location: Piazza Prefettura o Area Teti (quartiere Lido) ?

Catanzaro, 1964: Una sera con Pasolini

 In questi giorni la figura di Pier Paolo Pasolini torna ripetutamente al centro del discorso pubblico. Una pagina di cultura che un tempo si definiva “controcorrente”, ma che oggi sembra aver perso quella tensione originaria. Non è chiaro se si tratti di un recupero sincero del suo pensiero, da sempre inviso all’intellighenzia dominante, o di una strategia di marketing culturale. Personalmente, non avrei avuto intenzione di parlarne: certe presenze si custodiscono come reliquie interiori, non si espongono. Ma il ricordo che mi ha inviato Nicola Ventura — preciso, vivo, non celebrativo — ha riaperto una soglia. E merita di essere condiviso. Pasolini a Catanzaro: tracce di una presenza critica Nel cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, riemerge una testimonianza significativa: la sua presenza a Catanzaro negli anni Sessanta.  Non si trattò di una visita ufficiale né di un soggiorno turistico, ma di un passaggio concreto e dialogico. Pasolini camminava ...

Dove corrono le lumache: sogni ciclabili nel quartiere Corvo

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   Corvo e le piste ciclabili: tra sogni urbani e lumache aborigene Catanzaro – Quartiere Corvo. Ogni mattina, tra buche, fanghiglia e lumache in marcia, alcuni residenti si avventurano a piedi lungo le strade del quartiere. Un percorso che, più che urbano, sembra naturalistico, dove la natura offre gratuitamente ostacoli e sorprese. Eppure, proprio questa immersione nel verde potrebbe essere la chiave per ripensare la mobilità locale. Il quartiere Corvo, come molte periferie italiane, dispone di ampi spazi che potrebbero accogliere opere di urbanizzazione moderne e funzionali. Tra queste, le piste ciclabili. Tuttavia, la realtà è ben più complessa: nonostante le normative che impongono di lasciare margini per l’ampliamento della viabilità, alcune aree limitrofe alle strade comunali sono state recintate e trasformate in proprietà privata. Un fenomeno che ostacola lo sviluppo di infrastrutture pubbliche e alimenta il malcontento tra i cittadini. La cultura della biciclett...

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

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Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

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