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lunedì 18 marzo 2013

ordine e disciplina per impeccabili performance s

Roma, piazza del Quirinale
celebrazione del 150° anniversario unità d'Italia
Ieri, 17 marzo, si è svolta davanti al Quirinale un suggestivo solenne cambio della guardia in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Corazzieri e carabinieri a cavallo si sono esibiti in uno show veramente entusiasmante.

Cavalli e cavalieri sembravano scolpiti nel marmo, tanto erano precisi nei lenti e misurati movimenti.
Il tamburino, elegante, roteava le braccia per aria prima di lasciarli cadere con decisa grazia sulla pelle tesa dei tamburi agganciati ai lati della sella.

Uno affianco all'altro, i carabinieri a cavallo hanno suonato l'inno d'Italia.
I comandanti degli squadroni hanno scambiato imperiosi ordini e salutato le tre cariche dello Stato ferme davanti al portone principale del Quirinale:
Il Presidente Giorgio Napolitano e i neo eletti presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Una manciata di minuti a disposizione dei militari per officiare una parata resa perfetta da chissà quante ore di esercizi, sudore, cura e biada per i cavalli.

Per certe azioni la disciplina è un obbligo categorico! Se si vuole dare e ottenere il massimo.

martedì 15 marzo 2011

gli studenti trevigiani bacchettano i rappresentanti dello stato indegni

In questi giorni siamo di fronte a problemi sociali rilevanti:
1) il nucleare
2) la guerra in Libia e lo sterminio del popolo libanese ad opera del dittatore
3) il terremoto in Giappone (l'ho scisso dal nucleare come punto d'analisi per sottolineare che quanto si è creduto di risparmiare attraverso l'uso dell'energia prodotta negli impianti atomici si è dimostrato un danno immane, un boomerang catastrofico per il Giappone e gli stati limitrofi, se rapportato alle spese da affrontare per la ricostruzione e la bonifica dei territori, nonché alla perdita degli affetti familiari).
4) La festa dell'unità d'Italia.
5) Le riforme della giustizia e le leggi ad personam nonché le bagarre per tentare di ripristinare l'immunità parlamentare cancellata dal referendum popolare dopo il terremoto “mani pulite” e le ruberie dei politici che hanno governato la prima repubblica.
6) La disoccupazione
7) i tagli alla cultura, alla scuola e alla ricerca; alla sanità e al welfare! Per economicità mi fermo qui e tentiamo un minimo di analisi:

Non si capisce perché alcuni esponenti della classe dirigente italiana anziché ascoltare le perplessità della gente in merito ai fatti recenti continuino a parlare di onda emotiva e inducono i cittadini ad appoggiare le scelte del governo e degli industriali dimenticando che in relazione al nucleare i cittadini si sono già espressi e hanno detto no attraverso il referendum!

Altro punto dolente: la gestione del lavoro e dei contributi pubblici alle imprese per mantenere lo stato sociale dei lavoratori e sviluppare la ricerca. Contributi che tutte le grandi aziende e quindi gli imprenditori che ora fanno la voce grossa hanno preso a piene mani negli anni belli del boom economico e che ora, simili ai topi che scappano quando la nave affonda, lasciano nella miseria la nazione e vanno dove guadagnano di più.

Ma la cosa che maggiormente rattrista è la faccia tosta dei leghisti che pur rappresentando l'Italia e gli Italiani dopo avere giurato fedeltà alla Repubblica sulla Costituzione nelle mani del Presidente Napolitano, offendono il tricolore disertando la sede all'apertura dei lavori del consiglio regionale della Lombardia non appena si alzano le note dell'Inno di Mameli.


Anche se questi indegni rappresentanti dello Stato una lezione l'hanno ricevuta dagli studenti del liceo scientifico "da vinci" di Treviso che si sono autotassati per comprare bandiere tricolore e appenderle nelle classi e coccarde da offrire agli immigrati; è da ribadire fermamente che quanti la pensano come i leghisti secessionisti che sono usciti dalla sala del consiglio per non sentire l'Inno di Mameli non possano ricoprire cariche ministeriali perché in netta antitesi con i principi d'unità nazionale.

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