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CAROSELLO

Conosci i segreti del vero sanguinaccio calabrese?

Perché tutto quello che sai sul sanguinaccio calabrese  è sbagliato. testimonianze di prima mano: U Sangunazzu: Antica Ricetta Calabrese Originale Quando l'economia familiare era basata sulla provvista casereccia, raramente gli scaffali delle dispense conservavano prodotti estranei alla tradizione locale. La vita ruotava attorno ai ritmi della natura e al lavoro dei campi, dalla raccolta estiva di fagioli e patate fino all'inverno con le castagne.

Il fuoco sussurra.

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 Il fuoco sussurra: Emana l’ultimo respiro collettivo nel falò di fine anno che accoglie legna, memorie e desideri: nelle sue fiamme si dissolvono le ombre del passato mentre il nuovo tempo, ancora fragile, attende di essere nominato e vissuto.  

POPOLI DERUBATI DI OGNI DIRITTO

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  LIBERTA’. RESISTENZA. CIBO. Nelle tradizioni culturali e sociali dei popoli. Mangiare, bere e vivere in pace in Italia sono concetti acquisiti. Talmente acquisiti che difficilmente pensiamo ai bambini trucidati dalla fame e dalla povertà; peggio ancora dalla bestiale e crudele azione della destra israelita guidata dal macellaio Netanyahu.

Catanzaro: tributo a Michele Traversa

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 Il Parco della biodiversità mediterranea da oggi è intestato a Michele Traversa. L'uomo che l'ha voluto! C’era in uso, nelle abitudini familiari d'un tempo, rinnovare il nome dei genitori attraverso i figli.  Era quindi d'uso sentire per strada nomi antichi declinati sulle nuove generazioni e  per distinguerli si chiariva dicendo: " Cecè, u figghjiu do' mastru chiddhu chi avija a puticha a la scinduta de' coculi, Talianeddhu e Talianu u scarparu ..." e così via. Cosicché il nuovo nato, in famiglia, si portava dietro, inconsapevolmente, il nome del padre o della madre a seconda del sesso; ed anche se non del tutto gradito, s'imponeva in segno d'incondizionato affetto.  Era, il nome, un legame familiare indissolubile nella tradizione fortemente sentita nei confronti dei genitori. Una forma concreta di rispetto oltre che d'amore per i congiunti che si erano presi cura e lavorato per la famiglia con dignità, e assoluta dedizione per dare lust...

Gateau. A Catanzaro scuma e patata

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 A scuma e patati calabrisa. Gateau. per gli esterofili ma a Catanzaro e nella Calabria è conosciuta con il nome di "scuma e patati", in italiano: spuma di patate. Mia madre la fa sempre, ogni volta che trova le patate della sila, le fa bollire e poi le passa al passatutto, fa una bella poltiglia, la impasta e:

Il corredo nuziale

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  Considerazioni di una casalinga. Abbiamo queste asciugamani da una vita eppure sembrano nuove! Come comprate ieri. A dire il vero quelle che compriamo adesso sono un velo, uno straccetto che puoi usare poche volte. Sì! Un tempo si riteneva che le cose di casa dovessero durare una vita; accompagnare i possessori del bene per un lungo tragitto. Dovevano essere di qualità oltre che belle!

Piccolo mondo antico

In soffitta. *'Nto chjankatu nc'era tuttu. Puma, castangni nsierti, hjcundiani, paniculu e puru i passuli. Na vota on c'era u frigoriferu e a provvista po nviernu era chissa. L'anziana donna, pelle e ossa dai capelli sottili color neve, racconta e affida al vento gli anni della sua gioventù. Gesticola com'è d'uso. Fa gesti lenti e misurati come se avesse davanti qualcuno. Seduta sull'uscio osserva i cambiamenti epocali. Ti para ca è tuttu buoni? E no cara mia! O n'è tuttu buoni. Nc'è u buoni e u malu. E tu ammu u sai. Nanna cu ccu parri? Nenta figghja mia parrava sula. Duva vai? Vinni u ti truovu cuomu a cappuccettu russu. Ahahahh. Però vinni senza u lupu ahahahah. Cchi si beddha ti piacia u chjcchjiarijj sempa attia. Buonu buonu megghjiu eccussì. Scene usuali queste, nei paesi dove ancora i rapporti sociali sono coltivati con empatia.

Sfumature piccanti in cucina

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  La cucina calabrese è sostanzialmente spartana. Rustica! È la quintessenza della mediterraneità arricchita da millenni di storia Gli ingredienti che compongono le pietanze dei cibi conservano le peculiarità organolettiche dei luoghi di produzione. Le colture, tramandate nel tempo, sono frutto della tradizione contadina autoctona. Ai cultori dal palato fine, comunque, non passerà inosservata qualche lieve contaminazione proveniente da oltremare. È storia! Anche i ciottoli testimoniano il passaggio di Greci, Spagnoli e Arabi. Il piccantino è quasi sempre presente! Stuzzica il palato e invoglia a mandare giù un bicchiere di rosso. Da qualche anno Diamante è la capitale del peperoncino! Si organizzano solenni sagre e, ovviamente, il posto d'onore spetta a sua maestà il peperoncino, cotto o mangiato crudo, di anno in anno è l'attrattore principale del territorio. Nella tradizione contadina, il peperone mantiene una sua importanza. Durante la stagione, sotto mani sapienti, è t...

Natale nelle case dei calabresi

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  Nelle tradizioni culinarie delle feste natalizie il capretto è uno delle tante portate che imbandiscono le tavole calabresi. Il caprettino di latte , cosi detto perché ancora non ha brucato l'erbetta, è definito anche “sbrigogna mugghijeri” per il caro prezzo e la misera resa in tavola. Sbrigogna mugghjeri, letteralmente vuole significare la brutta figura cella padrona di casa che porta in tavola un piatto non abbondante da soddisfare le pance ma ottimo per i buongustai. Cucinarlo è un'arte! Non si butta quasi niente. Ma essendo tenerissimo, cucinato secondo un'antica ricetta che si tramanda da madre in figlia il risultato è da oscar e raggiunge sublimi traguardi per i palati esigenti. La testa, “ a capureddha” , è guarnita con la mollichina di pane insaporita con pecorino grattugiato, prezzemolo e aglio e, messa nella teglia insieme al resto della carne del caprettino, si lascia rosolare prima sul fornello e poi messa in forno. Mentre le parti molli quali il fegato...

San Giovanni Battista nella cultura popolare

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Messaggi e indirizzi educativi nelle intenzioni dei maestri di vita. Tra dipinti e narrazioni verbali e scritture creative. "S. Giovanni Battista. pr. AssIannino" Nella formazione educativa vi sono alcuni aspetti rilevanti:  dai quali non si può prescindere. Il ricordo è alimentato dal rispetto della tradizione. Non v'è memoria senza la cultura di base fatta di ricorrenze e gesti antichi che si rinnovano insieme alle generazioni. Le funzioni religiose, popolari o pagane tengono vive le singole storie e la storia collettiva dei popoli. Le famiglie in seno ai centri abitativi, dai piccoli centri rurali alle grandi metropoli, svolgono un ruolo importante in seno alla comunità e, gli usi e i costumi tramandati, fortificati nella routine, quotidianamente arricchiscono e formano; insomma, ciò che sembra banale non lo è. Tramandare forme di civiltà tribali è altrettanto interessante quanto segnare sul diario nazionale gli eventi e commemorarli. Non tanto per quel senso identi...

Prime feste senza la tua presenza

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Nelle tradizioni popolari le varianti al tema, in cucina e nei detti, sono un'infinità e variano da una regione all'altra. I territori mantengono ancora alte molte tradizioni che si tramandano da genitori a figli. Un piatto che ricorre sempre durante le feste dell'Immacolata, giorno in cui si tirano fuori dagli scatoloni gli addobbi natalizi, è il capretto al forno. La ricetta si perde nella notte dei tempi e le varianti sono poche: si soffrigge la cipolla e si mette il capretto nel tegame. Si lascia cuocere lentamente sul fuoco e poi si inforna. Alcune aggiungono i piselli, altre i carciofi. Il profumo inonda gli ambienti. I ricordi riaffiorano. E le frasi continuano a vibrare nell'aria: “ u caprettu è sbrigogna muggheri ” il capretto è un piatto prelibato che, legato alla tradizione popolare, rammenta il sacrificio dell'Innocente. Ma nel contempo, alla resa dei conti, in tavola sembra essere ben poca roba. Da ciò il detto che non fa fare una gran bella figura ...

110 e lode

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 Con bacio sulle guanciotte e applauso   Quando mia nonna racconta della sua infanzia sembra di vivere in una favola...  Coi racconti di mia nonna è come vivere in una favola. Ogni sua parola è poesia d'altri tempi, una favola intinta di nostalgia per il tempo passato che la sua saggezza trasforma positivamente per vivere al meglio il presente. Nonna parla di una materia che studiava a scuola: economia domestica . patate e peperoni in pastasfoglia L'economia domestica , in sintesi, spiegava l'arte e le tecniche per utilizzare al meglio i beni di prima necessità, dagli indumenti agli alimenti. Niente poteva essere sprecato e men che meno il pane raffermo, le code delle cipolle, i rizomi degli ortaggi e quant'altro. I vestiti e le scarpe passavano dai fratelli grandi ai piccoli. Gli arredi erano beni da conservare e valorizzare insieme alla casa.  Ma parliamo dell'alimentazione, dei prodotti che servivano e servono per mantenere in buona forma il co...

L'odore delle feste e le tradizioni in Calabria

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Appartengo ad un'altra generazione. "focolare" Una generazione lontana ancora viva nei ricordi odorosi della frutta di stagione, degli agrumi e delle scorze d'arance gettate nel focolare per mitigare l'odore del fumo della legna scoppiettante o della carbonella rossa e incipriata dei bracieri con sopra i panni da asciugare. A quel tempo tutte le ricorrenze odoravano di un profumo specifico legato alla quotidianità. Poi, crescendo, gli odori naturali, quelli ritenuti familiari iniziarono a mischiarsi con altri aromi più aspri: petrolio, gas, miscela per motorino, grasso meccanico per bici, trementina. No, non sono alla ricerca del tempo perduto. Il capolavoro letterario è stato già partorito e divulgato da tempo. È sulla scia dei ricordi provocati dal presepe e dalle sue luci, dall'odore del muschio adesso difficile da reperire, dall'odore delle zeppole fritte e dai mandarini, dai sottaceti affiancati ai fritti mentre si prepara il cenone...

Un nativo con la fionda

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Rumori di rami secchi spezzati e la voce di un bambino che parla al nonno: sì nonno questa è buona. Dai spezza il ramo che viene una bella fionda. Ti aiuto io a farla. Andiamo in cantina e la facciamo… Sì Lorenzo mi aiuti tu a farla però devi fare molta attenzione alle schegge. Prima la devo levigare e poi agganciamo l’elastico. fionda artigianale

i Vasco rock Show ospiti a Palermiti, Catanzaro

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Agosto è il mese che gli emigranti hanno eletto a "tempo del ritorno". Ritorno nella propria terra. Ritorno agli affetti. Ritorno alla socialità delle radici. Ritorno temporaneo nell'isola che c'è. L'isola che diede i natali, forgiò caratteri e trasmise tradizioni. Palermiti è una di queste isole!, immersa nel verde dei castagni, a ridosso di dolci declivi, osserva vallate di ulivi. La terra rossiccia anticipa l'entrata alle porte del paese con le sue tre croci poste ai margini della strada per ricordare tre militi uccisi da una bomba nell'ultima guerra. L'ingresso è sobrio; ali di case costruite con le fatiche emozionali e corporee insite nell'evento sociale dell'emigrazione accompagnano i visitatori fino nella piccola ma accogliente piazza che, per la sua forma, i palermitesi chiamano “cona”, ed è nella conca che da sempre s'impianta il palco per le rappresentazioni musicali dell'agosto palermitese. Giusto, quindi che Agosto ...

Ici Imu, tassano i poveri tutelano i ricchi

Il bene casa. Alla luce dei fatti non so più se possedere una o peggio due case sia davvero un bene da lasciare ai figli oppure risulta essere un'eredità a cambiale continua. Al sud, in alcune zone, è d'uso dare in dote ai figli la casa o la biancheria insieme al mobilio quando si sposano, ed è per onorare questa tradizione ancora in atto che i padri di famiglia impegnano risparmi, tredicesima, tfr (trattamento di fine rapporto lavorativo) se dipendenti, anche a costo di sacrificare ferie, viaggi e lussi vari. La mentalità della gente del sud è ancora educata al mattone: risparmiare per investire nella casa. Chi non conosce questo modo di pensare rimane esterrefatto quando si trova al cospetto di periferie fatte di costruzioni a metà, senza l'intonaco esterno ma abitate ugualmente da gente umile e dignitosa. Ecco, queste cose vorrei che si ricordasse il professor Mario Monti quando legifera in merito alla casa di proprietà, anche perché, spesso, dietro qu...

i popcorn nella tradizione popolare

I baddhari. Che cosa sono? Un tempo, quando si faceva riscaldare un cucchiaio d’olio d’oliva nella padella e si gettava dentro un pugno di grano turco, ad ogni scoppiettio, ai bambini ma anche agli adulti saliva l’acquolina in bocca. Il tonfo sordo del mais, che si gonfiava col calore del fuoco e andava a sbattere contro le pareti della padella, era musica per i golosi. Ancora no si conosceva il nome in inglese e nelle case calabresi si chiamavano semplicemente baddhari. probabilmente, il nome deriva dalla forma onomatopeica che avvicina visivamente il prodotto dal rumore provocato dallo scoppiettio dei grani di mais a qualcosa di roboante e allegro. Oggi, le nuvolette bianche di mais, i bambini li conoscono col nome di popcorn. Come si fanno: riscaldare un po’ d’olio d’oliva in una padella; versare un pugno di mais secco; coprire la padella col coperchio: agitare di tanto in tanto mantenendo il coperchio chiuso e quando finiscono di scoppiettare versare in un piatto ca...

moglie e buoi dei paesi tuoi

L’aria punge il volto rasato di fresco. Alzo il bavero del cappotto e continuo per la mia strada. Dal portone escono alcune persone cariche di pacchi. Dal rumore metallico proveniente dai voluminosi pacchetti s’intuisce il contenuto: vassoi e tegami, svuotati durante le feste. “Ancora resiste l’usanza delle riunioni familiari”. Penso tra me. ma, non faccio in tempo ad ultimare il pensiero che l’espressione contrariata di uno del gruppo mi lascia di stucco: “ ’ste femmine moderne so’ tutte le stesse: sfaticate e scostumate! Mò dico: che le costava alzarsi e collaborare, fare qualcosa per alleviare la fatica alla madre? E poi, che educazione è rivolgersi ai più grandi con quel piglio? No no si sono confusi i ruoli! I figli che vogliono insegnare ai padri come nascono i figli. I ragazzi che danno del tu indistintamente a chiunque e si prendono delle licenze che noi ai nostri tempi ce li saremmo sognati. Ma quali sognati: i vidivi i buffettuni ‘nto mussu! Altro chè! Ma siamo pazzi? non ...

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