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Come pecore al pascolo

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  Economia solidale. E scelte personali. Nell'economia solidale i parametri tra profitto economico e etica assumono valenze differenti rispetto all'idea liberista-capitalista; si conferisce risalto alla qualità dei prodotti, del lavoro, dello stile di vita, dell'impatto ambientale e equo compenso. Il termine Solidale non deve trarre in inganno! Perché non si riferisce ad un tipo di economia povera. Al contrario, è un'economia ricca!, in cui la ricchezza è distribuita in modo equo, non basata sullo sfruttamento umano, e men che meno, animale o ambientale. Il “liberismo” percepito come un'economia ricca si è rivelato miserevolmente povero; secondo i principali teoremi di questa pseudo scienza economica che accentra le ricchezze nelle mani di pochi e non garantisce a miliardi di persone esistenze dignitose. Convenienza e risparmio estremi sono incompatibili con un sistema sociale equo attento alle esigenze dell'altro. Spesso quando l'attenzione di produ...

500 sogno impossibile

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Siamo lontani anni luce dall'epoca del boom economico ; dalle utilitarie delle case automobilistiche che si contendevano il mercato a colpi di innovazioni meccaniche, stilistiche e omaggi all'acquirente. Tappetini inclusi ma senza vernice metallizzata, cerchi in lega. Negli anni dell'industrializzazione il climatizzatore ancora non esisteva nell'offerta delle automobili. Una 500 costava poco. Relativamente poco. Persino i redditi bassi potevano sognare di essere alla guida di una spartana renault, una citroen, una fiat!, quindi  una diana, una bianchina o una cinquecento. Insomma con 7/8 salari mensili o stipendi dal valore di 80milalire si poteva comprare una cinquecento dal valore di 500/600 mila lire. Il prodotto industriale tirava e attraeva. Quasi tutti potevano appropriarsene anche facendo ricorso alle cambiali firmate all'atto della stipula del contratto di compravendita della macchina. Parlare oggi dell'acquisto di una macchina è u...

Dopo la fuga dall'Italia Fca batte cassa

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Quando fca si chiamava FIAT. Quando la casa automobilistica era un vanto tutto italiano e la famiglia Agnelli rappresentava l’Italia e dava lavoro a quasi mezza nazione e Torino era la capitale industriale che accoglieva braccianti per trasformarli in operai e dava la possibilità di sognare. Ecco, a quei tempi, tutti i governi che si sono succeduti nella guida del Paese avevano un occhio di riguardo per la famiglia Agnelli e per la FIAT. A quei tempi il sogno di poter cambiare vita e prospettive per i lavoratori che abbandonavano le campagne per fare il salto di qualità, diventare operai o impiegati nell’industria metalmeccanica era possibile. Poi il grande abbandono del gruppo desertificò Torino e impoverì l’Italia. Tradì le aspettative che nel tempo si erano trasformate in certezze per quanti credevano nell’industria italiana. L’ascensore sociale si era bloccato. E le prime sintomatologie del declino si avvertirono nello sciopero interno tra quadri, dirigen...

Taranto: famelici bisogni

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Taranto: morire di lavoro o per lavoro. Novemila lavoratori più gli occupati nell’indotto che ruota attorno all’unica acciaieria italiana rimasta a simboleggiare gli anni della ripresa economica e industriale del mezzogiorno d’ Italia. L’ex Ilva è stata fonte di guadagno per gli imprenditori che si sono susseguiti nella gestione degli affari che, stando alla storia dei tumori causati dagli scarichi industriali degli altiforni siderurgici, hanno avuto a cuore più la produzione che la salute pubblica e la tutela ambientale. Gli studi condotti e divulgati dicono che i tumori si sono moltiplicati nell’area tarantina. Veleni nell’aria e nei terreni sono stati la causa di morti e malformazioni fetali di persone e animali in gestazione. Ma queste sono notizie risapute! Nonostante ciò continua il balletto. Da una parte l’esigenza del lavoro e dall’altra la tutela della salute pubblica. Morire per il lavoro o lavorare per vivere una vita dignitosa? Secondo alcuni che hanno il...

1400 pastelli tossici sequestrati dalla Guardia di Finanza

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Mamme, attente a quello che comprate per i vostri figli Si può, per sete di denaro, mettere sugli scaffali roba cancerogena dedicata ai bambini? Pare di sì! Oltre i prodotti ogm (che riportano alla mente i tremendi risultati diagnosticati dopo diversi anni dall'ubriacatura industriale che enfatizzava e commercializzava l'amianto in edilizia, vedi eternit) dei quali ancora non conosciamo i veri risvolti e gli esiti che potrebbero avere sul fisico umano, preoccupa molto l'immissione sul mercato dei prodotti di scarsissima qualità di annessi e connessi provenienti dalla Cina. E se fino a ieri si poteva essere dubbiosi, oggi, dopo l'ultima scoperta delle fiamme gialle non si può più essere distratti o fiduciosi. L'inquinamento ambientale è un argomento serio! Ce lo ricorda l'interramento degli scarti chimici e nucleari, la gestione allegra delle discariche , l'inquinamento dell'ILVA a Taranto, l'ETERNIT enfatizzato e usato in tutta Italia...

Grandi imPrenditori crescono

QuELKan d'unKann. Quando si dice la riconoscenza: FIAT: ELKANN, L'ITALIA HA BENEFICIATO DEL NOSTRO SVILUPPO NEL MONDO (Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 05 nov - "L'Italia ha beneficiato del nostro sviluppo nel mondo". Lo ha detto John Elkann, presidente di Fiat. Parlando a margine della conferenza stampa legata all'edizione 2013 della cena di gala organizzata alla Morgan Library di New York da "La FondazioneNY", Elkann - uno dei premiati all'evento - ha spiegato come "lo sviluppo globale di Fiat e' stato un fatto positivo e vitale" anche perche' nella Penisola "le vendite rappresentano meno del 10%" del totale. Non so che dire, ma chi conosce la storia della FIAT e della famiglia Agnelli... l'avvocato stesso sarebbe stato più accorto e misurato nel gongolarsi del marchio e della sua "crescita"

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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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