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Gettare il cuore oltre l'ostacolo. Mi hai rubato il cuore. Mi hai infranto il cuore. Ti ho donato il mio cuore. Si potrebbe continuare ancora con le affermazioni poetiche per definire uno stato d'animo qual è quello in cui ci sottopone l'amore anche dopo che si è consumato. Finito o mutato, rimane sempre qualcosa. L'energia sprigionata muta aspetto ma non muore. L'amore sacro e l'amore profano. Ma poi perché profano? È pur sempre una predisposizione dell'animo che allarga i confini e rende inclini alla felicità. Una felicità, va beh, effimera dalla durata di una manciata di tempo limitato; qualche giro di lancette e poi scema, si adagia sulla sabbia del già fatto, detto, vissuto. Insomma il più delle volte subentra la routine. L'importante che non subentri l'apatia a uccidere con l'indolenza quanto di bello c'è stato. Nell'amore terreno quello verso i figli rimane immutato. Le attenzioni nei loro confronti si accentuano. Non è un ra...
È un periodo che mi capita spesso di voltare i pensieri e lo sguardo all'indietro. Riguardo al passato non per nostalgia ma per scandirne i tempi. I passaggi epocali vissuti. Le opportunità e le sviste, gli errori. Le cose buone le sfioro appena. Quelle sono consolidate. Non è quindi il sapore nostalgico del tempo passato di proustiana memoria a farmi ripercorrere alcuni momenti trascorsi anche se i luoghi e gli odori fungono da stimoli. L'odore della salsedine trasportata dal vento e le nuvole di fumo che scappano su nel cielo sparpagliate schiacciate rimodellate e strapazzate dal vento di maestrale sopra i tetti della marina intrise di farina e pane caldo hanno un nome preciso nella mia testa. Percorrevo quella strada tutte le mattine. Era una tappa obbligata: pizzelline e panini al burro, queste ultime spesso omaggiate dalla gentile signora del pane seduta dietro al bancone: queste per le bambine. Diceva con un sorriso. Oggi c'è troppo vento meglio se stanno in macchi...
A tavola non si invecchia mai. Da noi non è un motto ma uno stile di vita che apprendiamo fin dalla nascita. Il primo pensiero per ogni mamma calabrese e del sud in genere consiste nell'alimentare i propri figli. E più il cibo è abbondante e buono e meglio si soddisfa la propria gratificazione. Sì, avete capito bene: la propria, quella materna. Perché le mamme e in seguito le nonne conferiscono al buon cibo un'infinita quantità d'amore. È naturale sentirsi chiedere dalle mamme e nonne: “come stai, hai mangiato, vuoi mangiare qualcosa?” anche in età adulta. A me è capitato spesso! e non solo da parte diretta di madre o padre. M, nello specifico, Appena varcata la soglia di casa lo sguardo di mamma indagava il mio volto. Valutava, come facevano un tempo gli estimatori delle fiere di bestiame, peso forma e buona salute anche se non ci vedevamo che da poche ore. Il distacco ombelicale, per i genitori non è mai reciso del tutto. E i figli sono sempre da comprendere e protegger...
"una storia" Per magnificare le qualità di una persona spesso prendiamo come riferimento il carattere degli animali: “forte e impetuoso come un toro o un leone; perspicace come una faina, ma, difficilmente ricorriamo alla figura del cavalluccio marino per indicare l'attaccamento alla famiglia da parte di un uomo. L'essere protettivo e “mammo” di quanti si prendono cura dei figli fin dalla nascita. Eppure, pare che questo simpatico animaletto abbia i requisiti giusti per essere il simbolo concreto dell'amore paterno! Da quando ho letto che tra le peculiarità innate ce ne sono alcune imprescindibili quali la “gestazione paterna” e la fedeltà reciproca della coppia (che dura tutta la vita), personalmente, ho rivalutato la natura e l'essere dell'ippocampo. Anche perché, senza falsa modestia, questo aspetto mi appartiene. La natura umana non consente di portare dentro il marsupio la “vita”. Questa è prerogativa esclusiva della donna. È lei che ha l...
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