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Visualizzazione dei post con l'etichetta empatia

Paradosso e impotenza

Il paradosso dell’impotenza si manifesta nel lampo improvviso delle news che irrompono violentemente nell'intimità domestica. Mentre in Ucraina, a Gaza e in ogni angolo dove il potere consuma i suoi drammi, le ombre della storia devastano vite umane, quel medesimo orrore filtra attraverso i nostri schermi, violando il calore dei nostri rifugi. Ci scopriamo fortunati, ma di questa fortuna ci sentiamo paradossalmente colpevoli. Accade quando il privilegio di un tetto smette di essere un conforto e si trasforma nello specchio deformante della sofferenza altrui. Il nostro benessere non è più un porto sicuro, ma il termine di paragone di un'ingiustizia che non possiamo né ignorare né risolvere, alimentando quella che la psicologia definisce come Sindrome del sopravvissuto o "senso di colpa del fortunato".

Il prezzo dell’indifferenza

   Il silenzio che uccide: quando l’indifferenza diventa tragedia Tre fratelli, un casolare, una vita ai margini. Tre carabinieri, un dovere, un sacrificio. Sei vite spezzate in un’esplosione che non è solo fisica, ma sociale, morale, umana. Castel d’Azzano non è solo il luogo di una tragedia: è il simbolo di una frattura che attraversa il nostro tempo. Vittime di una marginalità invisibile, I fratelli Ramponi vivevano in una condizione di isolamento, economico e relazionale. Anni di debiti, di lotte contro lo sfratto, di diffidenza verso le istituzioni. Non erano solo poveri: erano soli. E la solitudine, quando si incrocia con la disperazione, può diventare miccia. La loro scelta estrema — saturare la casa di gas e farla esplodere — non è giustificabile, ma è comprensibile se la si guarda con gli occhi di chi ha perso ogni speranza. È il gesto di chi non ha più voce, né ascolto. È il grido finale di chi si sente invisibile. E in tutto ciò, il dovere di chi esegue e oper...

Gabriele, un uomo ...

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 "Mi colpirono i piedi fasciati, senza scarpe, del barbone steso sulla panchina di Roma Termini. Era rannicchiato su un fianco, La gente passava indifferente." È un'immagine potente. I piedi fasciati, nudi, raccontano una storia di dolore e abbandono senza bisogno di parole. Roma Termini, con il suo flusso incessante di viaggiatori, diventa lo sfondo di una solitudine che molti scelgono di non vedere. Quel corpo rannicchiato su una panchina non è solo un barbone: è un essere umano invisibile, schiacciato dall’indifferenza. Un uomo, avvolto in un cappotto logoro che nulla può contro il freddo intenso che penetra la stoffa e brucia la pelle 

Un atto d'amore, semplice, naturale

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  "narrazione di una scena d'amore. by mario iannino©" Una giovane mamma allatta il neonato al seno sulla spiaggia di Calabria. Quanta poesia c’è in un’azione così naturale qual è quella di una madre che ciba il proprio pargoletto?

Riconoscenza e empatia

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  Nella nostra de-formazione mentale, fatta di sovrastrutture, spesso, superflue, siamo abituati a dare e trovare spiegazioni anche quando non servono.  Le sensazioni, cosiddette a pelle, sono, per la categoria degli scettici, inspiegabili. Al pari dei valori connaturati a fattori elementari, quali l'empatia immediata che connette due o più entità senza un motivo apparente, la genitorialità è,  tra questi,  da includere decisamente, nell'ordine naturale delle cose.  È sentimento spontaneo che accresce l’affettività tra consanguinei e anime affini.  E Oggi ho assistito a qualcosa che lascia senza parole e voglio rendervi partecipi:

Caregiver, angeli di casa in italiano

 Abbiamo familiarizzato e immesso nel nostro linguaggio comune parlato e scritto un altro termine inglese: caregiver , cioè la persona che dà aiuto quotidianamente ad una persona cara ammalata non autonoma dello stesso nucleo familiare.

Il sapere come volano di crescita collettiva

 A volte si fraintende il vero senso delle cose, di quanto si dice in maniera critica e  ciò che si analizza con intenzione propositiva con lo sguardo volto al futuro e alla crescita culturale collettiva. Ecco, per esempio, in questi giorni si sta girando un film in Catanzaro . Le riprese sono per adesso incentrate sui quartieri periferici situati a sud della città. L'evento non passa inosservato e, ovviamente, desta interesse e spinge i cittadini al dialogo. Il tema portante del racconto ruota attorno al sogno di un ragazzo che vuole fare il calciatore e la storia è ambientata negli anni novanta. Sono trascorsi 31 anni dall'anno dei mondiali di calcio . Il sogno, con molte probabilità, non si è avverato per ovvi e svariati motivi. Ma i sogni, si sa, svaniscono se non hanno basi solide. L'uomo è il frutto dalla bellezza dei propri sogni. È proprio in virtù di questo assunto che è importante edificare il futuro individuale su salde basi. Alcuni destini sono fari illum...

Lettera all'amore mai spento

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Cammino a testa bassa, i ricordi di una vita affiorano lentamente. Prepotenti rievocano momenti lontani, giorni trascorsi spensieratamente. In quei giorni ogni progetto sembrava possibile. Eravamo ragazzi. Appassionati. Forti del nostro amore osavamo sfidare il mondo. Nulla fermava la nostra fantasia! Sognavamo una famiglia, insieme. Tu facevi, seduti su una panchina dei giardini, un cerchio e lo trasformavi nel nostro bambino lentigginoso. Oggi quei ragazzi sono diventati adulti e hanno realizzato parte dei progetti. Immancabili, le pene che la vita riserva. Ma, complessivamente, a volere tirare le somme, possiamo dire che non è stato poi tanto male il comune cammino. Qualcuno parla di destino altri di karma. Volendo dare per buone le teorie delle cause e degli effetti, cioè del karma, beh, per come ci è andata dobbiamo dedurre che ci siamo comportati bene nelle nostre vite passate visti gli effetti prodotti in questa. Questo mi frulla in testa mentre cammino in tondo sul marciapi...

Indolenza e superficialità nei rapporti umani, fenomeno in crescita

Ce n'è per tutti. Le tre signore fresche di trucco e parrucco con le rose di S. Rita in mano parlano all'uscita della chiesa. Conoscendo i fatti del comprensorio s'intuisce chi è nelle mire delle tre giudicanti. La mimica facciale cambia repentinamente. Sdegno. Ipocrita comprensione. Livore per come sono andate le cose e probabile risvolto se. Il se, non dubitativo ma perentorio secondo loro, apre ogni frase. E dall'esterno, pur disconoscendo le reali condizioni dei singoli malcapitati e inconsapevoli inquisiti, sentenziano sulla vita e sulle relazioni tra consanguinei. Eppure, visto che si tratta di donne credenti appena uscite da una funzione religiosa, dovrebbero attenersi ai dettami del vangelo e non giudicare! L'esperienza accumulata nel tempo fatta di errori e di qualche verità induce a riflettere. Non sempre ciò che brilla è oro! E, restando in tema di saggezza antica, i guai della pignatta li conosce solo il mestolo che gira dentro. Certo dall'ester...

Solidarietà, imperativo categorico in EU

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Se non ricordo male al tempo della caduta del “muro di Berlino” tutti abbiamo gioito. Abbiamo gridato forte la nostra felicità per la riunificazione delle famiglie tedesche che erano state divise, fisicamente, con un cordone di filo spinato prima, e, da un muro di cemento, poi. Persone rimaste loro malgrado, nel giro di poche ore, prigioniere in campi avversi. Parenti, conoscenti, fidanzati che per potersi vedere dovevano infrengere la legge dei despoti. L’assurda decisione politica dei leader tedeschi divise in due Berlino! e chi si trovava dall’altra parte della città nella fatidica notte del 13 agosto 1961 non potè fare ritorno nella propria casa. Il crollo del muro avvenne nel novembre del 1989; il nove novembre. E noi gioimmo. Empatia a parte, scorrendo le cronache dell’epoca e spulciando tra le news c’è una nota snella di Milena Gabanelli che illustra il prezzo pagato dal resto del mondo per la riunificazione della Germania. L’Italia partecipò con 39,6 miliar...

Globalizzazione Solidale? Perché no!

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Un ministro può dire sciocchezze? Può, anche sull'onda emotiva e isterica della situazione generale che si è venuta a creare con la sindrome della globalizzazione, affermare che alcuni cervelli è meglio perderli che tenerseli in Italia? Può, la globalizzazione, imporre stili di vita totalizzanti? Certo che no! mar jonio, golfo di Squillace  veduta spiaggia di Copanello, Catanzaro, Calabria, Italia Personalmente amo la mia terra. Sono legato alle mie origini. Non alle tradizioni ma all'affetto dei miei cari e all'aria che si respira in Calabria e al sud dove ancora le sensazioni si manifestano coi gesti oltre che con le parole; allo stato epidermico!, con sincerità e se una persona è buona dentro l'avverti. Lo capisci a pelle. Le vibrazioni che emana. Il sorriso degli occhi. Il tocco lieve o energico delle mani. Tutto il suo essere si fa garante dell'empatia profusa. Ad alcuni può sembrare pura poesia. Ingenui deliri da sognatore. Anche se... ...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

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