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Visualizzazione dei post con l'etichetta bambini

Che società è la nostra?

  "la denuncia di Mattarella sulla situazione dei bambini violentati dalle guerre di Gaza e Kiev. i bambini bullizzati come Paolo dai compagni che a scuola lo chiamano paoletta, il bambino colpito con una sbarra di ferro mentre gioca nel parco a pallone, ma che società è la nostra?"

Insieme per la pace

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  Ars oratoria. Arte della parola. Da lontano e al sicuro siamo bravi a parlare. Dire tutto e il contrario di tutto. Essere al fianco dei bambini che soffrono   e a quanti subiscono le offese mortali inflitte dagli oppressori. Ormai i morti non si contano e gli aiuti umanitari, il cibo e le medicine, i vaccini essenziali per non morire di tifo e malaria pur essendo ammassati nei pressi delle città morenti non possono essere utilizzati. Medici e volontari non hanno l’accesso nei centri offesi e martoriati dai bombardamenti.

Tra Sanremo la Palestina e l'Ucraina

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  "garanzie di qualità" courtesy arc. iannino Ci sono miriadi di opinioni e punti di vista personali e ognuno si differenzia dall'altro per cultura geografica generale e individuale. E in merito mi domando cosa penserà la gente vittima delle guerre in Palestina e Ucraina, tanto per rimanere in uno specchio geografico vicino al nostro, del luccichio mediatico sanremese e della presunta euforia di quanti ruotano attorno alla giostra della canzone italiana.

Mamme, che gioia!

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Peccato! Gli scatti più belli li ho persi. Rapito dalla grazia della ragazza concentrata a documentare il suo cambiamento fisico da tutte le latitudini non ho pensato e avuto il tempo di impostare il mio telefono in modalità 📷 foto. Era davvero una bella immagine da condividere in barba alla privacy.  D'altronde la bellezza fa bene alla mente e incita all'amore universale. Cosa c'è di più bello di una donna col pancione consapevole della sua potenzialità creatrice? Ebbene, l'immagine di questa mattina, prorompente d'amore, nonostante sia una metamorfosi connaturata alla nostra natura, nel rinnovare la vita, oltre a portare con sé le aspettative dei singoli dice con forza al mondo: esistiamo! Finché sapremo condividere le positività del pensiero solidale noi vivremo oltre le macerie causate dai fenomeni naturali ma sarà difficile sopravvivere alla malvagità che tiene in piedi i sistemi di potere dittatoriali. Penso ai depistaggi che nascondono l...

Un nativo con la fionda

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Rumori di rami secchi spezzati e la voce di un bambino che parla al nonno: sì nonno questa è buona. Dai spezza il ramo che viene una bella fionda. Ti aiuto io a farla. Andiamo in cantina e la facciamo… Sì Lorenzo mi aiuti tu a farla però devi fare molta attenzione alle schegge. Prima la devo levigare e poi agganciamo l’elastico. fionda artigianale

La semplicità rende felici

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LA SEMPLICITÀ DEI BAMBINI E DEGLI ULTIMI RENDE L'ANIMO SERENO Quanto costa pranzare in questo locale? Niente. Non ho lo scontrino. È tutto gratis. Bene allora faccio un abbonamento. Dove mi posso mettere? Per i grandi c'è un tavolo vicino alla cucina. Là state tranquilli. Potete parlare e sentire musica … a me piace la frittura di gamberi. E' molto buona! Ma sai come si sgusciano? sì. Si toglie la plastica. Si strappa la testa poi le gambe e si mangiano. Vuoi una pizza alle ciliegie? Questa è una pizza alle ciliegie. Però so anche fare il caffè le patatine fritte i gamberi... Ha tre anni la piccola Beatrice. Costumino due pezzi blu e tanta sabbia nelle tazzine del caffè e nel vassoio della pizza. L'ambulante nero offre la sua mercanzia. Non compro niente. Lui sorride e: posso permettermi? In amicizia: vedi tu sei qui con la famiglia e altri più ricchi di te no. Non godono delle piccole cose della vita. Pensano a fare i soldi. Vedi, io ho mangia...

non ci sono più i bambini di una volta

Bambini terribili. Ho detto: sarà la figlia di Margherita Hack, la nipote di Piero Angela o di Licia Colò! Invece niente di tutto questo! È una bimba napoletana di un anno e mezzo che sa tutte le capitali degli Stati del mondo. Una voce fuori campo chiede alla bimba: la capitale dell’Italia? …voma. Della Francia? …vigi. e così via fino a fare il giro del mondo e arrivare a Papete e oltre. È una bella bambina iperattiva che guarda da una parte all’altra della stanza, si tocca i capelli, il vestitino, mentre risponde automaticamente all’interrogatorio, suppongo, della madre. Ecco una mamma che passa il tempo con la figlia a insegnarle la geografia. Quantomeno inizia a capire, forse, che vi sono altri luoghi, nazioni e città differenti dall’Italia e da Napoli. Magari, ancora non ha contezza della realtà che sta fuori alla propria casa, però sarà, in un futuro prossimo, bravissima in geografia. Salvo, poi, scappare dalla scuola e fare ritorno a casa, come ha fatto quel bambino di...

fanciullezza e civiltà dal dopoguerra ad oggi

La mia generazione è cresciuta senza videogiochi, computer e internet. La mia generazione s’inventava i giochi, costruiva spade, monopattini, capanne, improvvisava battaglie, lunghe partite con palloni di giornali e stracci e anche pigne cadute dai pini nei giardini pubblici. Pinocchio, Tom Sawer, Garrone, Pollicino, s’incontravano a sera, tra le lenzuola; dopo il bacio della buonanotte chiudevano il sipario della giornata. Personalmente devo dire di avere trascorso un’infanzia discretamente felice fino all’età di 7 anni; tempo in cui fui costretto a continuare gli studi in collegio. Lì, le giornate erano scandite da regole; c’era un orario per ogni attività: pregare, rifocillarsi studiare e giocare. C’era la sala giochi con tavoli da ping pong, calciobalilla, dama e shangai. Ma non c’era la libertà; la buonanotte della mamma; gli amici. -Il ragazzo è troppo vivace se continua così non combinerà nulla nella vita. Lei signora deve dargli regole ferree e se non ci riesce può valu...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

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ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

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Uno spazio libero per dare voce alla creatività calabrese.
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